La Salute con l'Occlusione Muscolare

UNA PROTEINA CI PUÒ SALVARE?

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PROTEINE E INVECCHIAMENTO , E’ POSSIBILE OPPURE NO?

Una proteina ci può salvare dall’invecchiamento? Ragionando passo passo secondo la nostra esperienza, certamente NO, ma dato che ci piace capire e comprendere e siamo curiosi, prendiamo semplici dati e mettiamoli contro la luce dei fatti in nostro possesso. Quindi avremo nel futuro un farmaco “libera tutti”..così pare. Tutti i centri di ricerca più importanti del mondo stanno cercando senza sosta in questo senso.

ENTRIAMO NEL TECNICO:

La proteina NLRC3, è in grado di inibire un percorso infiammatorio importante che è controllato da un’altra proteina chiamata NF-kB.
Meccanismi molecolari dell’azione anti-infiammatoria dei glucocorticoidi mediata dai recettori nucleari fanno si da dare:

– Inattivazione del fattore NF-kB
– Inibizione di NF-kB

Questo fattore di trascrizione (o proteina) è presente in forma inattiva però varie cascate di chinasi conducono all’attivazione del complesso chinasico, degradandolo e permettendo quindi l’attivazione della proteina NF-kB. Essa può stimolare quindi in questo modo i geni pro-infiammatori. I glucocorticoidi possono inibire invece il fattore NF-kB mediante vari meccanismi.
La risposta infiammatoria verrà quindi evidenziata da questa traccia normalmente inattiva. Questa regolazione anomala della proteina NF-kB è fondamentale nelle malattie autoimmuni e in diverse patologie, anche gravi. Non a caso il centro delle ricerche patologiche si sta concentrando moltissimo su questo fattore, per la ricerca esclusiva di farmaci.

Si cercano quindi inibitori di espressione dei mastociti (cellule infarcite che provocano stati flogistici). Essi sono un elemento chiave, responsabile dell’infiammazione allergica e nella genesi di alcune malattie, quali l’asma, l’artrite reumatoide, la fibrosi e la sinusite. Il mastocita è quindi una cellula specializzata nella risposta infiammatoria e algica.
Quindi si cercano sostanze che possono inibire il rilascio del fattore NF-kB che è noto come uno dei principali mediatori della risposta infiammatoria. Oltre che bloccare l’attivazione di alcune proteine chinasi che sovrintendono alla produzione di citochine pro-infiammatorie.
Questa la parte biochimica, in sintesi.

Ma bloccando tale processo di attivazione si elimina la causa? “La nostra ricerca” afferma la Dott.ssa M. Scheneider, coautore della ricerca con un lessico piuttosto da militaresco ” rivela una maggiore comprensione dei meccanismi che controllano l’infiammazione e identifica potenziali bersagli terapeutici”. Ma anche in Italia, così come nel resto del mondo, il fattore NF-kB sembra essere il treno glorioso su cui salire, nella ricerca costante di risposte a patologie diversissime ma tutte con un unico fattore dominante e pervasivo, l’infiammazione.

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Sacro Cuore a Roma, ha infatti incentrato le proprie risorse sul tentare di scoprire la causa di quest’affezione dolorosa, che sembra aver identificato nella proteina NF-kB. Evidenze scientifiche mostrano come l’attivazione costitutiva di NF-kB sia colpevole di molte malattie legate all’invecchiamento, ma il suo ruolo connesso alla degenerazione del disco intervertebrale (IDD) non era stato ancora esplorato. E’ il primo studio che si centra su questo aspetto così ad ampio spettro e le sue implicazioni sono ancora da valutare nel complesso.

Addirittura si associa l’incriminata proteina a malattie che non si vogliono subire ma che colgono prima o poi tutti, come “stress”, “invecchiamento”, mal di schiena, e tutto ciò che è infiammazione..praticamente la quasi totalità delle malattie che viene in mente di primo acchito ad una persona.

La panacea per ogni malattia infettiva? Siamo davvero sicuri? Le indagini continuano imperterrite. Sui topi di laboratorio.

Hypothalamus

Sicuramente possiamo dare invece indicazioni ai ricercatori di cercare questa proteina nelle persone..nei tanti malati..negli sbilanciati sintomatici, nei malocclusi, che tutti accusano sintomi infiammatori, seppur in vario grado. Per ora le ricerche si fanno solo su cavie da laboratorio..il che lascia immaginare l’impossibilità di studiare la complessità dell’uomo, dal cervello, alle implicazioni degli organi, fino alla mandibola, ai denti..Ma quindi la futura inibizione di questo fattore di trascrizione ci libera dal dolore? Forse, solo da quello.

Essa a nostro avviso esiste o non esiste. Come in uno screening o un’analisi. Essa non è certo curativa..ma evidenzia come per esempio una TAC o una risonanza o un’ecografia così come una EMG, se esiste o non esiste qualcosa, non la causa in sé. Questo è il grosso errore madornale che fa la medicina moderna, scambiando l’analisi con la cura, la diagnosi con la cura. Certamente una diagnosi corretta è indiscutibilmente una base di operatività..ma una volta inibita detta proteina siamo sicuri che la causa del processo infiammatorio sia debellata alla fonte?
E allora perchè pazienti riabilitati non hanno più infiammazioni? Non è che forse dipende da altro, e da una simmetria muscolare, scheletrica, del sistema nervoso e delle varie articolazioni e tessuti che inibisce immediatamente la proteina? e perchè quindi non individuare in pazienti malocclusi questa traccia prima e dopo l’auto-riabilitazione?

Se per la scienza mondiale, una singola proteina determina l’invecchiamento, la sinusite, la demenza fronto-temporale, il mal di schiena (sempre che i topi di laboratorio siano specchio della complessità dell’uomo..il che è tutto da valutare)…spendendo miliardi di dollari nel mondo, come non pensare che invece la mal posizione della postura e quindi dell’asimmetria di contatti di bocca, dentari possa, a posteriori determinare tale processo di auto-guarigione fisica?
Tra l’altro questa proteina non è certo lontano in una zona peregrina..è proprio nell’ipotalamo.

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L’IPOTALAMO
Dove vi è la sede della via della temperatura. L’ipotalamo è al centro del corpo, nella sella turcica, sotto il cervello. Poco sopra il palato, intoccabile scrigno pieno di misteriosi privilegi.

L’ipotalamo è anche in grado di controllare emozioni, stati d’animo e umore. Pertanto svolge una duplice funzione: una funzione di controllo del sistema nervoso autonomo (attraverso il quale modifica la motilità viscerale, i riflessi, il ritmo sonno-veglia, il bilancio idrosalino, il mantenimento della temperatura corporea, l’appetito e l’espressione degli stati emotivi). E’ logico che nello sbilanciato essa non lavori esaustivamente e correttamente perchè basta per esempio, una testa che cede in avanti o di lato per effetto dello sbilanciamento mandibolare che, protratto per anni, può provocare effetti sull’ipotalamo..
Ed è quindi da pensare che una simmetria del corpo, con una testa e contatti dentari in asse, perfettamente bilanciati, secondo l’Asse Muscolare e l’Asse di pressione muscolare, sia in Intercuspidazione (Bacio) che massima Retrusione (Cocacola), stimoli indirettamente anche l’ipofisi a persistere in un ambito, topograficamente corretto. Una persona sbilanciata subirà l’asimmetria non solo estetica ma anche strutturale, organica. Le implicazioni successive sono facili da immaginare. Buona ricerca.

© 2014 a cura di C. Morcone 

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