La Salute con l'Occlusione Muscolare

Archivio per novembre, 2014

COME PARTIRE CON SICUREZZA E CON PUNTI CERTI

© APPIM bite in auto-bilanciamento

© APPIM bite in auto-bilanciamento

COME PARTIRE CON SICUREZZA E PUNTI CERTI

Considerando che il bite potrebbe essere stato costruito in modo eccessivamente complicato, tanto da imprigionare la mandibola, bisogna mentalmente prepararsi a semplificarlo al massimo senza però renderlo piatto.

Quindi l’obiettivo iniziale è avere un bite piuttosto vicino alla propria anatomia, sul quale chiudere sicuramente senza scivolare da tutte le parti, ma neppure senza sentirsi bloccati da fosse eccessivamente profonde o da versanti troppo ripidi o da vie di uscita ancora bloccate. L’ideale sarebbe avere una piastra di resina lunga sui due lati quanto l’ultimo dente superiore dx e sx, larga a sufficienza perché le fosse possano contattare con tutte le cuspidi palatine superiori (e quindi non poi così larga), con fosse però larghe e appena accennate ed un minimo di versanti inclinati ovvero di Stop di retrusione sul davanti di ogni fossa.

Arrivati a questo punto, la confusione può ancora essere presente e prima di arrabbiarsi e di appiattire tutto, bisogna considerare che il bite ha bisogno di avvallamenti e di versanti inclinati che sono proprio quelli che impediscono il bruxismo e che dovrebbero guidare la mandibola, assecondandone la muscolatura, nelle varie direzioni.

Come fare per avere almeno un punto di riferimento stabile? Come prima cosa bisogna contare su fosse affidabili, concentrarsi per costruirle sulla resina morbida senza portare il mento innaturalmente all’indietro o di lato (Fuori Asse), oppure in Protrusione, seduti al tavolino davanti allo specchio con il gambo di circa 20 cm., bisogna chiudere stringendo le labbra a O senza aspirare e chiudendo i denti, stando  però molto leggeri nello stringere. Polimerizzato il tutto, a resine secche bisognerà liberare la superficie di tutte le eccedenze lasciando intatto solo il centro di ogni fossa.

Come fare per avere fosse adeguate alla propria bocca? La fossa, semplificata al massimo e dai bordi ben allargati, sarà dunque il nostro punto di partenza, soprattutto una, quella che risulterà essere più comoda o più solida o più alta nella prova del Bacio; riservandoci di fare ulteriori controlli incrociati nei giorni successivi riguardo alla posizione corretta del mento. Sono proprio le fosse infatti che determinano la posizione del mento e la centratura delle labbra.

Ogni futuro test di controllo per valutare il movimento in avanti, in retrusione aspirando, di lato a destra o di lato a sinistra, dovrà iniziare da questa posizione di intercuspidazione o BACIO incrociandolo volentieri con il test dello SBADIGLIO, controllando la chiusura in asse in bocca a Bacio (quella che un tempo veniva chiamata myocentrica ).

Sarà così più facile fare il controllo dei precontatti di protrusione, di retrusione e di lateralità senza perdere di vista la posizione di base…solo stringendo in fossa/intercuspidazione potremo ragionare valutando gli ostacoli che ci impediscono di muovere la mandibola nelle varie direzioni. Ostacoli che andranno eliminati con il trapano se esistenti sul lato “alto” della dentatura o “sepolti” sotto spessoramenti ulteriori ma di volta in volta minuscoli, se esistenti sul lato “basso”.

Non accannitevi mai sui punti fondamentali di sostegno

Per cui, prima di limare via tutto, prima di disperarvi nella confusione più completa, fate il punto della situazione, ovvero cartina blu tagliata sottile tra pollice e indice andate a cercare i punti di contatto stringendo le labbra a Bacio, sono queste le cosiddette fosse, ammesso che non stiate aspirando l’aria. Le cartine vanno strisciate dente per dente da premolare a ultimo molare, tutti e quattro i denti da un lato e poi dall’altro, tirando via le cartine con delle pinzette da sopracciglia, se non si riesce a raggiungere il contatto pure stirando un po’ la guancia.

Memorizzate le fosse sul bite, una per ogni cuspide palatina superiore è possibile che le fosse siano al centro assolutamente bianche e che la traccia blu segni un circolino tutt’attorno ad esse. o che vi siano versanti attorno al centro della fossa ripidi e/o montagnosi. Prendete il trapano incisore a forma di penna (Proxxon GG12) in mano e limate tutto quello che volete e potete meno quel piccolo spazio centrale ampio non più di un millimetro. La fossa non deve essere propriamente una fossa, ma una semplice e banale superficie leggermente concava dai margini ampi e sfuggenti; assomiglia piuttosto ad un altopiano.

Fatto questo rifate la prova stringendo i denti a Bacio senza aspirare..vi sentirete sicuramente meglio, più liberi, più comodi.

A questo punto incominciate a ragionare di Stop di Retrusione: Abbassate leggermente il punto centrale di Fossa, lasciando intatto solo il margine anteriore della fossa stessa (in direzione del mento); questo dovrà essere il vostro stop di retrusione, uno per ogni fossa inferiore; verificatelo aspirando l’aria a denti stretti e segnando con la cartina blu quello stop che capirete di dover abbassare leggermente in modo da renderlo più comodo.

2008,  2014 © A. Valsecchi (a cura di C.Morcone) APPIM

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SCOPRI COME SARAI SENZA MALOCCLUSIONE

Sfera dal Cubo

Sfera dal Cubo

SCOPRI COME SARAI SENZA MALOCCLUSIONE

Raggiungere un bilanciamento perfetto può essere paragonabile alla costruzione manuale di una sfera iniziando da un cubo di pietra. Chi non ne capisce il senso di questa celebre frase negli anni, ha fallito sempre nella pratica.

La perfezione però è un lavoro che prevede un’abilità, una tenacia, un occhio e una voglia di rilevare le minime imperfezioni tale e quale quello di ridurre via via le dimensioni della sfera stessa non ancora perfettamente tonda, che rasenta l’esagerazione o una forma di manìa ma comunque con occhio equilibrato e cercare di mantenersi in questo stato solo per il tempo utile al Bilanciamento…dipende comunque dai caratteri impegnarsi così a fondo, dal tempo disponibile e dalla presenza o meno di caratteristiche dentarie che permettano il proseguimento del lavoro senza scontrarsi con degli ostacoli eliminando i quali si produrrebbero danni di altro tipo. Dopodiché i denti e il loro linguaggio segreto saranno una semplice routine e un meccanismo così chiaro da essere banale e i messaggi chiarissimi e trasparenti, quando prima erano oscuri e si era pieni di dubbi.

Il fatto di non raggiungere il 100% del Bilanciamento e di accontentarsi del 90 % od 80%, ad esempio, non comporta assolutamente problemi. I disturbi saranno già scomparsi, l’elasticità muscolare recuperata, idem la postura. E’ solo questione di un puntiglio accompagnato sicuramente da un miglioramento ulteriore della propria schiena e della sicurezza interiore, di tipo personale.
Passare da una malocclusione sintomatica ad un buon bilanciamento che ci avrà fatto recuperare certe simmetrie estetiche sarà comunque fonte di tranquillità anche per il nostro futuro, perché sapremo che tenendo d’occhio i denti negli anni, non perdendoli, avremo la garanzia di non ricascare in certi disturbi tipici dell’età adulta e della vecchiaia…non è cosa da poco aver messo fuori gioco certi tipi di invalidità e certe malattie tipo l’artrosi.

Saremo perfettamente bilanciati quando:

a- Sentiremo contattare 4 denti per parte contemporaneamente quando appesi alla SBARRA
b- Facendo Bacio sentiremo i due premolari DX-SX contemporaneamente
c- Facendo CocaCola sentiremo Stop di retrusione uniformi sui due lati
d-Non avremo più scivolamenti asimmetrici chiudendo da riposo a Intercuspidazione né serramento né parafunzioni .
e-Masticheremo sui due lati automaticamente senza avere un lato di preferenza
f- Porteremo i pesi con il braccio destro o con il sinistro senza alzare la spalla
g- Non accavalleremo più una gamba sull’altra
h- Cammineremo senza avere cedimenti da un lato
i- Attraverseremo la strada girando velocemente collo e cranio sue due lati
l- Non soffriremo più di torcicollo né di collo rigido né di cervicalgia
m- Non soffriremo più di malattie infiammatorie degenerative coinvolgenti  i tessuti periarticolari e scapolo-omerali né di artrosi o infiammazioni muscolari e problemi di tipo neuromuscolare.

DA BILANCIATO SARÒ QUINDI:

Il riabilitato non dorme però sempre diritto e fermo, si gira da un lato e poi dall’altro, si pone obliquo, si arrotola, perché un minimo di sbilanciamento gli suggerisce ancora che sta più comodo girato su un fianco, senza dover pero’ così restare tutta notte come in precedenza. Lascia e riprende quella posizione in modo inconscio. E’ un po’ come quando si accavallano le gambe: prima si accavallava sempre la gamba forte (lato alto dei denti), poi si accavalla un po’ una gamba e un po’ l’altra. Ma anzi direi che a fine riabilitazione si perde l’abitudine di accavallare costantemente le gambe. Quando si è alti di denti a destra ad esempio, si accavalla la gamba destra sulla sinistra, a meno che si abbia un dolore all’anca destra che impedisca il movimento. La stessa cosa dicasi per la guancia che poggia sul cuscino.
In questo caso è pero’ il contrario.. si poggia sul cuscino la guancia del lato dentario basso a meno che un dolore all’orecchio ti obblighi a fare il contrario. Ma successivamente, a bilanciamento avanzato, essa non è più una esigenza muscolare ma diventa una scelta consapevole.

LE MIE PIACEVOLI ABITUDINI FUTURE

A bilanciamento avanzato quindi le abitudini posturali cambiano: si cammina in modo simmetrico; non si sente più il bisogno di accavallare le gambe, si mastica su ambo i lati indifferentemente; non ci si morde il labbro superiore o inferiore, non si mettono le dita in bocca, con una disposizione alla suzione di falangi e oggetti appuntiti come matite, gomme, sigarette…né ci si dondola da fermi o si tengono le punte dei piedi in dentro o in fuori, né ci si tiene la testa con le mani, o piegare il collo da un lato durante una discussione o camminare rumorosamente ciondolando o rapidamente a piccoli passetti o camminare non in linea retta ma via via spostandosi verso un lato oppure in maniera tortuosa e così via. Non ci si sostiene più con la mano sotto la guancia quando si legge o si studia o si guida. Si diventa equilibrati anche in ciò che chiameremmo posture inconsce e linguaggi del corpo. Esse sono in realtà solo esigenze più fisiche e legate ad esigenze muscolari, che emotive e/o psicologiche. Si starà tranquillità e contentezza costante.

2004, 2010, 2014 © A. Valsecchi (a cura di C.Morcone) APPIM

Come usare lo spazzolino manuale?

CROSS BITE O MORSO CROCIATO: COME RISOLVERLO.

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CROSS BITE O MORSO CROCIATO: COME RISOLVERLO

“Cause e conseguenze del cross bite monolaterale” Questo è il titolo di un articolo apparso sul Corriere Ortodontico di qualche tempo fa…Mi sono soffermata sui primi paragrafi e sulle ultime righe delle conclusioni. E’ stato sufficiente per inquadrare la qualità degli interventi riparatori : l’allargamento del palato, la contenzione a vita, e il consulto con tutti i possibili Specialisti…per arrivare a concludere che esiste un rischio altissimo di recidive.

Riporto il testo, lasciando a Voi giudicare e tralasciando i paragrafi relativi alla contenzione protratta “per evitare le recidive”…

Il testo:

“Come ortodontisti siamo abituati a considerare il Cross-bite monolaterale (inversione del combaciamento laterale) come conseguenza di una modesta contrazione del palato (nelle contrazioni maggiori si otterrebbe un cross bilaterale).
Tale inversione comporta, nei casi in cui è interessata tutta l’arcata mascellare, uno slittamento laterale mandibolare per consentire l’intercuspidazione tra le arcate. L’entità della discrepanza è variabile, ma non sempre di lieve entità. Si tratta di malocclusioni che si presentano sul piano trasversale, e spesso è richiesto un lungo periodo di trattamento per la riduzione, con l’elevato rischio di recidive.
Di conseguenza il piano di trattamento, previo studio cefalometrico, si indirizza classicamente verso l’espansione palatale ottenibile con diversi dispositivi, sia fissi (disgiuntore rapido della sutura palatina) che mobili (placche di espansione) che funzionali.
Questa visione specialistica confina l’analisi della malocclusione al distretto orale, considerandola come un evento a se stante rispetto al resto dell’organismo e come tale la terapia viene focalizzata al solo distretto preso in esame.
Ma l’anomalìa di posizione dentale diviene un prezioso segno di una disfunzione piu’ ampia…L’ortodontista e lo specialista continueranno a prevedere l’uso dei vari tipi di dispositivi di correzione ortodontica, a seconda della tecnica utilizzata, ma non potranno mai fare a meno di allargare il punto di osservazione, dovendo prevedere in accompagnamento anche l’intervento TERAPEUTICO di altre figure.
La collaborazione tra Ortodontista, Posturologo ed Osteopata appare in tal senso sempre più stretta, ma auspichiamo che sempre più si affermino collaborazioni con altri specialisti come gli Ortopedici, gli Oculisti, i Fisioterapisti ecc. che spesso osservano patologie o disfunzioni inerenti la loro specialità e che sono collegabili a quadri molto più ampi che si palesano nei distretti corporei più vari e disparati”
Fine.
Eccola qui la conclusione espressa alla fine di dieci pagine di osservazioni e commenti estremamente complicati individuando un percorso terapeutico già a monte con la consapevolezza,  non manifestata però spesso al paziente, di non risolvere pienamente e che invece crede che tutto sia facile e veloce e fattibile.. E invece?
Dieci Specialisti attorno al paziente in cross bite che non sanno risolvere e che si aspettano una bella recidiva a distanza di pochi anni.  Lo comprendono perchè capiscono che le terapie sono limitate. E a ragione.

Che cosa propone l’APPIM al paziente in cross bite che arriva a fare terapie per anni e anni e rischia poi alla fine di ritrovarsi al punto di partenza, aggravato probabilmente da emicranie, tensioni, e stress occlusale? E a chi invece il problema del cross-bite non viene nemmeno menzionato da nessun medico nell’arco dei decenni, come se questo non sia un problema che determini una serie di problemi sintomatici, muscolari, di occlusione…e così via, che possiamo riferire dalla nostra esperienza dopo aver brillantemente risolto anche queste situazioni così oscure ai più?
Propone una cosa semplice semplice
ovvero lo spessoramento del lato che scivola e il controllo delle asimmetrie di contatto residue da effettuarsi con i test muscolari, non tramite cuspide palatina superiore ma usando la cuspide esterna, ovvero vestibolare. Scaricando di conseguenza sul bite il contatto palatino. E capire se con l’ortodonzia eventualmente, caso per caso, si possa ritrovare una possibilità di riposizionamento più in asse, ma solo su un elemento, in maniera precisa e mirata. Non certo su tutta l’arcata come succede sempre. Se non fosse possibile comunque bilanciarsi con le cuspidi superiori vestibolari agenti su quell’unico dente. Tutti gli altri contatti saranno palatini come sempre.
Niente altro..
Niente Specialisti, niente pedane, niente cefalometrie, niente correzione ortodontica di tutte le arcate in maniera indiscriminata, niente fisioterapia, niente contenzione.

E perché niente di niente, e perché solo lo spessoramento bilanciato dei denti mandibolari ?

1. Intanto il corpo non ha occhi, non vede il cross bite, ma sente le pressioni asimmetriche e reagisce stortandosi mentre la mandibola scivola di lato per cercare di intercuspidare sui due lati contemporaneamente.

2. Perché le pressioni asimmetriche? Perché sicuramente il soggetto è sbilanciato e i test muscolari ne identificano velocemente entità e tipo.

2.1 Alla SBARRA quanti denti sente il soggetto? Uno solo, come al solito.

2.2 E perché uno solo? Perché é sbilanciato: dovrebbe sentirne 4 per parte contemporaneamente per vedere svanire disturbi e postura storta.

3. Il cross bite alla fine cosa diventa? Diventa un cross bite come prima, identico a prima, ma bilanciato, senza scivolamenti, senza conseguenze sulla postura.

4. E i disturbi spariscono?  Ma non è il cross bite che crea disturbi, ma lo sbilanciamento che sia contemporaneo al cross bite o ad una occlusione normale non ha importanza…è lo sbilanciamento che conta, non il cross bite.
Con il bilanciamento antero-posteriore e latero-laterale il cross bite rimane, ma il corpo diventa diritto e sano, nonostante il cross bite.

5. Cosa c’è ancora da aggiungere ? 
Che dovrebbe essere proibito l’allargamento del palato…proibito, ovvero non dovrebbe essere consigliato soprattutto a soggetti adulti.

2010, 2014 © A. Valsecchi (a cura di C.Morcone) APPIM

MI SEMBRA COSI’ PREPARATO, ANZI NO

appim schiena

Foto da Appunti Rossi di A. Valsecchi 1993, pag. 78

MI SEMBRA COSI’ PREPARATO, ANZI NO

La competenza dei professionisti, che siano medici, dentisti o riabilitatori in genere, non si vede affatto da un sito internet (basta spendere tanti soldi per averne uno accattivante) e nemmeno dai discorsi ben fatti in apparenza e dalle immagini perchè non si possono capire appieno le situazioni, certo parlandoci è diverso..ma già dalle risposte lo stesso farà capire dove andranno a parare nei discorsi se in modo chiaro oppure no. Certo bisogna essere dei pazienti preparati per sapere cosa cercare e come discriminare, quella preparazione che vi diamo noi ogni giorno da anni. Non fatevi trattare da bambini. Anche se ci fossero degli attriti e discussioni, ben vengano se volti a non avere dubbi sulla terapia. Miglioreranno decisamente i risultati.

Avete pagato, chiedete! E’ un vostro diritto sacrosanto e a risposte inadeguate, rispondete per le rime con tranquillità e sorridendo. Massacrateli di domande…Lo fate con noi non vedo perchè non farlo a chi pagate per un servizio dove loro si ritengono “supercompetenti”. Ne basteranno pochissime per capire che è dalla vostra parte oppure no. Se lo è, tenetevelo stretto e abbiate fiducia..La stessa che avete nei nostri riguardi di pazienti risolti.
Le emotività e la cordialità come la presenza scenica non possono d’altra parte essere scambiate per professionalità. Le capacità si vedono sul campo non dalle targhe appese e incorniciate e dai titoli.
Ma se il professionista inizia a negare, a tagliare discorsi a domande che fate, in maniera brusca e netta, a non spiegare, almeno in maniera chiara e schematica in modo che vi sia chiaro, secondo il vostro background appreso…allora lasciate perdere oppure dettate le condizioni voi.
Il riabilitatore, medico o altro che sia, deve collaborare con voi.

CONOSCI LA TUA MANDIBOLA?

Ipotesi di posizione di Massima Intercuspidazione (Bacio)

Ipotesi di posizione in Massima Intercuspidazione (Bacio)

CONOSCI LA TUA MANDIBOLA?

LA MOVIMENTAZIONE DELLA MANDIBOLA

1. Il movimento IN AVANTI della mandibola si chiama PROTRUSIONE in Guida Incisiva.
2. Il movimento di lato della mandibola si chiama DISCLUSIONE in Guida Canina.
3. Il movimento all’indietro della mandibola (possibile solo aspirando forte l’aria a denti ravvicinati) si chiama MASSIMA RETRUSIONE.

Stringere i denti deglutendo comporta la ricerca dell’Occlusione Centrica ovvero delle Fosse. Se le Fosse dovessero essere state costruite sul bite o sui denti al posto sbagliato, egualmente si parlerà di Occlusione Centrica. Egualmente si tenterà di impostare una Guida Incisiva e una Guida Canina soddisfacenti, ovvero non troppo ripide, non troppo ravvicinate né troppo lontane, ma i muscoli faticheranno ad accettare la posizione sbagliata data dalle Fosse. Al che bisognerà riconsiderare il tutto, evitando di perdere tempo lavorando sul bite che presenta una occlusione sbagliata. Il servizio degli istruttori serve anche a questo.

GUIDA INCISIVA E BOCCA AD “O” ( BACIO )
Con la bocca a O la guida Incisiva dovrebbe risultare ininfluente, non toccano ed è dietro gli incisivi superiori.
La guida incisiva si rifà agli Incisivi, i Canini non c’entrano…Vai in ICP o Bacio per controllare i denti posteriori e in Massima Retrusione per controllare gli Stop di Retrusione, cioè la RELAZIONE CENTRICA.
Per gli incisivi in posizione normalmente chiusa porti avanti il mento facendo sfiorare gli incisivi superiori, per la guida canina porti lateralmente a destra e poi a sinistra la mandibola, così i canini superiori dovrebbero scivolare sulla guida canina del bite poco prima del premolare.

SI PARTE DA BACIO
Si parte sempre da intercuspidazione ( BACIO, bocca ad O chiusa sui Premolari ) per fare i controlli sia di guida incisiva (Protrusione) che di guida canina (Spostamento di Lato) e anche per andare in Retrusione aspirando, purché le Fosse ovvero la posizione di Intercuspidazione siano corrette.
Se le Fosse fossero al posto sbagliato qualsiasi controllo di guida incisiva, canina o di retrusione dovrà essere rifatto nel momento in cui si riposizionerà mento e fosse al posto giusto. Ed è questo uno dei motivi per cui altri metodi sono inaccettabili.

MANDIBOLA DEVIATA O SBILANCIATA, QUALI LE DIFFERENZE?

Non bisogna confondere la mandibola laterodeviata (fuori asse) con la mandibola semplicemente sbilanciata.
Il problema è capire quali passi fare per riportarla in asse. Noi all’APPIM usiamo i test muscolari, primo fra tutti Lo Sbadiglio che deve verificare la simmetria di rientro dei legamenti grazie agli indici infilati nelle orecchie.

Se non c’è rientro bilaterale contemporaneo, significa che la mandibola e condili sono da riposizionare sulle resine morbide del bite (e poi sui rialzi in composito dei denti inferiori).
Questo modo di valutare e intervenire sulle asimmetrie del viso (muscolari e scheletriche) è firmato APPIM. Sono asimmetrie scheletriche reversibili. Esistono pero’ delle vere e proprie asimmetrie scheletriche  contemporanee allo sbilanciamento muscolare che pero’ permangono quasi tali anche a riabilitazione dentaria avvenuta.

Cosa fanno invece i chirurghi maxillo-facciali per rimediare a questi fuori asse muscolari? Intervengono sull’osso riportando il viso in simmetria, ma conservando malocclusione e sbilanciamento. E gli ortognatodonzisti? Spostano i denti. Ma spostando i denti non si risolve lo sbilanciamento.

Laterodeviazione significa spostamento di lato della mandibola, rispetto al cranio, o meglio al centro del labbro superiore, il tutto verificabile con la sensazione di “orecchio vuoto” unilaterale.
Sbilanciamento non è detto che sia contemporaneo a laterodeviazione ovvero ad un fuori asse. Assolutamente no.
Di fuori asse esistono percentualmente pochi casi. Di Sbilanciati esistono milioni di individui.
Individuare un fuori asse a naso, e spostare la mandibola di lato senza necessità, significa peggiorare lo sbilanciamento esistente. La stessa cosa è spostare in avanti il mento, rialzando necessariamente i denti posteriori, significa portare il paziente in ambedue i casi ad assumere una postura fuori dalle regole e affaticarlo muscolarmente di bocca, togliendogli la possibilità di rilassarsi muscolarmente.

 2005, 2014 © A. Valsecchi (a cura di C.Morcone) APPIM

COSA NON FARE

 © APPIM - Bite bilanciato con segni di cartine blu in ICP

© APPIM – Bite bilanciato con segni di cartine blu in ICP

COSA NON FARE

  • Non si estraggono denti per far posto ad altri
  • non si estraggono i terzi molari cioè gli ottavi (o denti del giudizio) se non per motivi certi
  • Inutile diagnosticare con strumenti se essi sono tarati su occlusioni ideali
  • Inutile diagnosi se la terapia diventa un dubbio dietro l’altro
  • E’ pericoloso fare definitivi su una bocca malocclusa
  • no al molaggio selettivo
  • no ai bite per “rilassare i muscoli” o diagnostici,  completamente piatti o puntiformi
  • no alle guide di gruppo
  • no al bite superiore
  • no a modifiche mensili o quindicinali
  • no a bite superiori ed inferiori insieme
  • non esistono gnatologi in grado di riposizionare una mandibola meglio di come può fare un paziente stesso e non per mancanza di volontà e/o capacità. Ci possono essere invece dentisti seri e concreti che aiutano con i loro tecnici di laboratorio l’assistito al fine di ricreare l’engramma occlusale muscolarmente corretto ai test APPIM e alla SBARRA e Rilassamento Profondo.
  • Al nascere dell’Appim, la gnatologia classica stessa ha perso senso.  I test muscolari sono eterni e validi per sempre perchè intercettano sempre le posizioni di occlusione, quali che siano, nello spazio tridimensionale.
  • i denti non si spostano se i contatti sono corretti e bilanciati
  • La lingua non ha potere di modificare l’occlusione e non determina malocclusione, al massimo modificherà i denti anteriori inferiori.
  • Non si deglutisce essenzialmente in Fossa ma verrà comodo farlo da bilanciati sul versante di Stop, sfruttando il maggiorato Freeway-Space.
  • Non esistono corsi di formazione, di informazione e materiali di studio per affrontare l’autoriabilitazione per pazienti e professionisti al mondo, che non siano quelli dell’Appim
  • Nei convegni ove si parla di postura e di gnatologia i pazienti non possono accedere né tantomeno parlare, tantomeno se sono pazienti risolti Appim.
  • No a strumenti diagnostici che si sono rivelati inefficaci, inutili, costosi e superficiali come pedana stabilometrica, analisi bipupillare, i trigger points, i piedi…alcuni test kinesiologici sono assimilabili però ai test APPIM, usarli per confermare.
  • Inutile misurare i livelli elettromiografici se appendersi alla SBARRA denota già malocclusione
  • Chi parla di postura spesso non conosce la bocca, tantomeno la propria. Comprende il problema ma non lo affronta mai, per mancanza di esperienza sul campo.
  • Chi parla di multidisciplinarietà non fa altro che frammentare il paziente tra più soggetti senza “educare” il paziente a rendersi autonomo e a controllare la sua occlusione sempre. L’unico vero paziente olistico è il paziente Appim che è arrivato dopo aver passato e speso anni tra cure, terapie, dietetiche, consigli, di vario tipo e ha dato fiducia ad ognuna di queste cose ma non ha risolto realmente la causa del problema di fondo.
  • chi si occupa di gnatologia è maloccluso tanto quanto e più di chi vorrebbe curare. “Medico cura te stesso” ancora ha un senso per l’APPIM.
  • non si cura assolutamente la malocclusione con l’ortodonzia
  • la malocclusione non è una sindrome di poche persone e i sintomi spesso non sono riconosciuti come riconducibili alla stessa.
  • no in generale alla chirurgia maxillo-facciale
  • no impianti corti non in occlusione
  • inutile togliere denti devitalizzati dato che essi sono fondamentali per il sostegno.

2014, © APPIM

 

MATERIALI PER LE MODIFICHE AUTONOME SUL BITE E DENTI

bite adeguato e pronto per essere bilanciato

bite adeguato e pronto per essere bilanciato APPIM

bite pronto per essere bilanciato

bite pronto per essere bilanciato APPIM

MATERIALI PER LE MODIFICHE AUTONOME SUL BITE E DENTI

Tenuto conto che viene tutto spiegato agli incontri e ai Laboratori l’uso corretto dei materiali ecco una lista completa di ciò che si deve comprare per operare. I costi sono molto contenuti.

1.BITE in resina rigida inferiore spesso circa 1,5 mm -2 mm( fosse appena accennate sotto le cuspidi palatine superiori)
2.Tavolino con una forte luce che cada dall’alto
3.Uno specchio ingranditore a gambo di circa 20 cm. “IKEA”
4. Resina compatibile con il bite del tipo bicomponente “Splintline” della “Lang” polvere e liquido (120 ml) , colore A35 o A45.
5. Trapanino incisore leggerissimo della “Proxxon” GG12 Gravier Kit completo valigetta con alimentatore, che portino frese da odontotecnico diamantate. (da Leroy Marlin circa €40,00 oppure online) PROXXON MICRO INCISORE 12/18V + ACCESSORI VETRO/CERAMICA MOD. GG12 – 28635
5.1 Frese diamantate + fresa di gomma per lucidare
6. Cartine blu del tipo sintetico “Kores2 o “Pelikan handfilm 205 da 3 micrometro” acquistabili presso le cartolerie
7. Carta tipo “Scottex”
8. Asta in acciaio per mescolare resina in paletta e punta (negozi di materiali odontoiatrici)9. bicchiere di silicone misura 1 piccola, per mescolare la resina.

VERTIZE FLOW ( Kerr )

VERTIZE FLOW ( Kerr )

Vertise nakladanie

Per i denti :

1. Siringa di composito più bond per aderenza (marche per es. 3M oppure Vertize Flow della Kerr, senza bond)
2. Lampada a luce blu polimerizzante (meglio wireless)
3. e sempre cartine blu Pelikan
4. Trapano Proxxon GG12 e frese esclusivamente diamantate.
5. Punta in gomma per lucidare

– Lavarsi i denti
– Collutorio
– Grattare con la punta diamantata del trapano spento sulla superficie da riempire
– Film leggero spennellando – Polimerizzazione di 20 secondi per un substrato solido.
– Per i molari uno strato di VertizeFlow è buono per poi avere una base su cui alzare successivamente con altro composito.
– Controllare se è il caso di spessorare canino superiore e premolare superiore oltre ai denti posteriori inferiori.
– Fare delle prove su fila di denti in resina “finti” (si comprano sempre nei negozi per materiali odontoiatrici)- Scavare, molando a      strato indurito con il Proxxon fino ad altezza voluta, secondo i test e cartine blu. Controllare poi il tutto alla Sbarra.

© 2014  C. Morcone – APPIM

MI SEMBRA COSI’ PREPARATO, ANZI NO

stretta di mano

MI SEMBRA COSI’ PREPARATO, ANZI NO

La competenza dei professionisti, che siano medici, dentisti o riabilitatori in genere, non si vede affatto da un sito internet (basta spendere tanti soldi per averne uno accattivante) e nemmeno dai discorsi ben fatti in apparenza e dalle immagini perchè non si possono capire appieno le situazioni, certo parlandoci è diverso..ma già dalle risposte lo stesso farà capire dove andranno a parare nei discorsi se in modo chiaro oppure no. Certo bisogna essere dei pazienti preparati per sapere cosa cercare e come discriminare, quella preparazione che vi diamo noi ogni giorno da anni. Non fatevi trattare da bambini. Anche se ci fossero degli attriti e discussioni, ben vengano se volti a non avere dubbi sulla terapia. Miglioreranno decisamente i risultati. Avete pagato, chiedete! E’ un vostro diritto sacrosanto e a risposte inadeguate, rispondete per le rime con tranquillità e sorridendo. Massacrateli di domande…Lo fate con noi non vedo perchè non farlo a chi pagate per un servizio dove loro si ritengono supercompetenti. Ne basteranno pochissime per capire che è dalla vostra parte oppure no. Se lo è, tenetevelo stretto e abbiate fiducia..La stessa che avete nei nostri riguardi di pazienti risolti.

Le emotività e la cordialità come la presenza scenica non possono d’altra parte essere scambiate per professionalità. Le capacità si vedono sul campo non dalle targhe appese e incorniciate e dai titoli.
Ma se il professionista inizia a negare, a tagliare discorsi a domande che fate, in maniera brusca e netta, a non spiegare, almeno in maniera chiara e schematica in modo che vi sia chiaro, secondo il vostro background appreso…allora lasciate perdere oppure dettate le condizioni voi.
Il riabilitatore (fisioterapisti, osteopati, chiropratici …), medico o altro che sia, deve collaborare con voi.

Ammesso che sappia i test muscolari, la funzione muscolare, i rapporti tra i denti, le conseguenze…nel caso, spiegateglielo voi.

© 2014 C. Morcone – APPIM

TRICLOSAN IN SAPONI E DENTIFRICI: E’ TOSSICO PER IL FEGATO

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Antimicrobico e tossico per il fegato, Triclosan nel sapone per le mani e dentifrici.

18/11/2014

(Adnkronos Salute) – Un antimicrobico molto comune nei prodotti per l’igiene personale può attaccare il fegato e danneggiarlo, seriamente causando la fibrosi epatica o il tumore. A stabilire la pericolosità del Triclosan, questo il nome dell’additivo usato in molti saponi per le mani e in prodotti per la casa, è uno studio dell’University of California pubblicato sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’. La ricerca ha scoperto che l’esposizione a lungo termine di topi di laboratorio con il Triclosan altera i meccanismi molecolari fino a danneggiare il funzionamento del fegato e scatenare una fibrosi epatica e il cancro.

“L’aumento della diffusione del Triclosan rappresenta un rischio di tossicità epatica per le persone, superando il vantaggio moderato che può rappresentare come detergente antimicrobico”, spiega Robert H. Tukey, docente di chimica e autore dello studio. Il lavoro ha dimostrato come il Triclosan compromette la funzionalità del fegato nei topi esposti a questa sostanza per 6 mesi (un tempo equivalente nell’uomo a 18 anni) causando una maggiore suscettibilità e frequenza di neoplasie al fegato.

Il Triclosan – suggerisce lo studio – è pericoloso perché interferisce con lo sviluppo del recettore dell’androstano, una proteina responsabile del metabolismo di sostanze chimiche estranee al corpo. Il danno provocato a questa proteina causa una proliferazione di cellule epatiche e nel tempo una fibrosi epatica. Recenti studi hanno inoltre trovato tracce di Triclosan nel 97% dei campioni di latte materno e nelle urine di quasi il 75% delle persone testate. “Potremmo ridurre una quota importante dell’impatto di questo antimicrobico eliminandolo dove è quasi inutile nel rapporto quantità-benefici, ovvero dai saponi liquidi. Mentre si potrebbe lasciare nei dentifrici, dove la sua quantità è molto bassa”. (Adkronos)

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