La Salute con l'Occlusione Muscolare

Archivio per febbraio, 2016

LA SALUTE E’ IMPARARE A CADERE

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La MALATTIA è allo stesso tempo la questione più individuale ma anche la più sociale, visto che sperimentandola dentro di sé se ne patisce, in maniera mai completamente trasferibile all’altro e del resto nemmeno l’altro la vorrebbe, pur discutendone volentieri, pur volendo capire il dolore altrui. Non è un caso però che le istituzioni pubbliche vorrebbero e si fanno carico della situazione progressiva della stessa e quindi pensare alla propria malattia, scriveva Marc Augé in  Il senso del malesignifica fare subito riferimento agli altri. Se ne soffro io, ci sarà qualcun altro che ne soffrirà, necessariamente. E’ riuscito questi a vincere o soccombere ad essa? E i tempi? E perchè tutto questo? Sempre si fa riferimento dall’individuale all’universale in un rapporto precisamente astratto e materico, razionale e profondamente invaso dall’emotività ossessiva. La persona malata è curiosa di sapere se vi siano persone egualmente malate come ella sente. E capita anche di osservare, con un certo dispiacere, che certi malocclusi inizialmente sentono di essere vicini a chi è malato ma molto distanti da coloro che invece hanno risolto, sono guariti. Stranamente, vivendo solo l’ambiente asfittico e denso del rimuginare continuo, osservare chi migliora proprio lì dove essi dovrebbero, porta invidia. Una invidia taciuta, una invidia negata ma molto presente.

Presente come una specie di sconfitta personale. Anche in questo si ravvisa il tratto nevrotico del maloccluso. Esternamente e superficialmente è contento che gli altri migliorino, internamente NO. Si sente oppresso ancor di più, si sente schiacciato dalla sua momentanea sconfitta e con il continuo pungolo della sua volontà di adagiarsi ad una lamentazione sulle proprie disgrazie che invece l’altra persona, che sta operando e sudando sette camicie, investendo su di sé il tempo disponibile per imparare, chiedere, fare e disfare sempre con un obiettivo delle simmetrie di contatto muscolari e non dell’estro quotidiano o della mancanza di voglia dell’attimo ma con il progetto di una propria durevolezza temporale, mollemente cede all’invidia. Ed è un peccato perchè vuol dire che si è ancora molto lontani e distanti dalla forma mentis di un aiuto auto-aiuto e ascolto indispensabile per risolvere le proprie questioni, soprattutto così delicate. Perdendosi nei meandri delle proprie idee malsane, si peggiora convincendosi che non vi era altro da poter fare, dandosi continui alibi per perdurare il proprio stato di cose per evitare il bilanciamento oppure per auto-sabotarsi il prima possibile. Sono tutti aspetti che non sono del carattere, sono pure derivazioni dello sbilanciamento di bocca, che invade corpo mente emozioni a livello molto profondo. Tanto c’è ancora da studiare, realmente. Tutti abbiamo avuto paura di sbagliare e lo abbiamo fatto, ma essendoci stata impartita una formazione breve ma concisa e con l’ascolto e l’apprendimento continuo e il riportarlo alla nostra situazione sono stati risolti tanti problemi ed ostacoli insormontabili per la medicina odierna. Non illudetevi nelle terapie proposte…altrimenti non eravamo qui a discuterne ed affermare la realtà dei fatti che non è lineare, è una realtà complessa così come la vita stessa.

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 In questo ci si può perdere…si può pensare di perdere la propria battaglia contro la malattia stessa e la serie di sintomi, tanti, troppi per la verità però ben congeniati e strutturati tanto che uno dopo l’altro vengono abbattuti. Non è un caso che la parola 失掉
Shī Diào ovvero Perdere, deriva da  Diao in cinese, che significa Cadere.  Ora, cadere è inevitabile e apprendere dalla sconfitta, dalla malattia e dal dolore umano, perchè ci si credeva infantilmente invincibili, è una qualità rara. Per esempio, quando si impara un’arte marziale, non si insegna mai a combattere inizialmente ma sempre a cadere di continuo, fino allo sfinimento, in fila indiana, uno dopo l’altro. La prima tecnica è imparare a cadere, a sbagliare e a far tesoro dei propri errori. Quindi, per quanto bravo sia il maestro, l’allievo cadrà sempre e molte saranno le sconfitte, le cadute e gli errori da risolvere. E’ ineliminabile. Il fatto che la medicina e la gnatologia in particolare voglia presuntuosamente affermare che la Salute arrivi da un protocollo di una modifica di un bite X per un tempo Y e dia una certezza riabilitativa, è non solo illogico ma nella più sfrenata delle fantasie e solletica le illusioni e dei medici e dei pazienti che si sentono falsamente rassicurati. Non insegnando dai propri errori di valutazione e non diventando maestri ma andando a tentativi, solo il paziente può imparare dai propri, giorno dopo giorno, seguendo il punto fermo e ferreo dei test muscolari, del metodo e delle regole di occlusione, della formazione e dell’informazione continua. Solo così si vincono certe battaglie. 

C. Morcone , 2016 – appimlab amministratore 

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8 TEST IMMEDIATI PER VALUTARTI SUBITO

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Quali i test  quotidiani comodi, per valutare uno sbilanciamento di mandibola? 
1. Stringendo i denti in intercuspidazione e portando le labbra a “O” viene evidenziato il premolare più alto.

2. Aspirando l’aria a denti ravvicinati, da Bacio a CocaCola, viene evidenziato lo Stop di Retrusione più alto in assoluto, che corrisponde normalmente al dente più alto.

3. Appendendosi ad una Sbarra con i piedi leggermente staccati da terra, battendo i denti, viene rilevato il dente più alto e in caso di denti posteriori bassi andrà in contatto soltanto il gruppo anteriore (canino, incisivi).

4. Osservandosi ad uno specchio, si vedrà il collo e il cranio inclinati tendenzialmente verso la spalla bassa. A meno che un dolore all’orecchio non faccia piegare l’orecchio verso quel lato.

5. Portando un peso o una borsa, si utilizzerà il braccio più forte che corrisponde al lato di maggior spessore dentario a prescindere che si sia mancini o destrorsi.

6. Accavallando una gamba verrà accavallata la gamba del lato alto a meno che un dolore all’anca lo impedisca.

7. Dormendo si tenderà a poggiare sul cuscino la guancia del lato “basso” così sempre sul lato basso si masticherà a meno che non vi siano dolori ai denti.

8. Attraversando la strada si girerà la testa con minor fatica dal lato basso.

PANICO O MALOCCLUSIONE?

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Una persona che conosco, amico di amici, uomo di circa 45-48 anni, durante una discussione ammette di non stare bene…Ha avuto degli attacchi di panico anni fa, curati con benzodiazepine ed ora però, per un calo di umore non ben specificato, SONO TORNATI I MOMENTI DI DAP, di PANICO.. non dorme più la notte, ha il terrore che gli succeda qualcosa, ha ansia anticipatoria e lo sconcerto che tutto possa finire, da un momento all’altro. E’ chiaro che tutto ciò potrebbe ricondurre alla malocclusione…secondo la letteratura dei pazienti Appim, e intanto lo si può verificare subito con i test muscolari – Sbarra, Bacio, Sbadiglio, CocaCola Altalena – e capendo la disarmonia di denti e degli antagonisti e le traiettorie, contatti, ingranaggio e la storia della persona col calco..
Diverse persone hanno risolto proprio col Bilanciamento mandibolare e c’è motivo di credere che derivino da certe compressioni anomale..
Nel mentre però la persona deve tranquillizzarsi e far passare il momento critico e successivamente, potrà iniziare a risolvere il suo problema.
Secondo stime al 2013 (fonte Alpa) si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più ATTACCHI DI PANICO situazione che fa parte dei Disturbi legati all’ANSIA (secondo il testo di riferimento DSM).

C. Morcone 2016, appimlab

L’ARTICOLAZIONE AC (acromion-clavicolare) E LA MALOCCLUSIONE

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Il barbiere di fiducia, 44 anni circa, ha un problema alla clavicola, deve purtroppo operarsi. L’articolazione acromio clavicolare AC avendo un l’arto slegato e singolo permette estremo gioco di movimenti non condizionati se non da reazioni e induzioni muscolari e articolari proprie ed “altre”. La clavicola è fuori sede e i movimenti muscolari non sono efficaci e quindi lavorando sempre con le braccia ad altezza della spalla, soprattutto durante il movimento di extrarotazione, diventa un problema importante. Ora però durante le mie domande mi dice, con estrema tranquillità che un altro suo problema è proprio la MANDIBOLA, l’ATM che sempre su quel lato usciva di sede, creava scroscio idem come la spalla da operare. Però il medico gli disse di “NON APRIRE TANTO LA BOCCA” per non avere problemi…perchè l’operazione non sarebbe stata sufficiente a risolvere. Quindi, da questa situazione sappiamo due cose, ma credo piuttosto tre:

1. ATM problematica 2. problema spalla articolazione Acromio-Claveare ( l’acromio è una porzione della scapola per intenderci) 3. Quindi si può tradurre in Malocclusione? Certo è possibile, così come una usura per via professionale ma perchè proprio su quel lato, non avendo subito traumi o fratture? E’ sul lato Basso o Alto? E il calco, i test muscolari, le prove di Controllo quanto potrebbero dirci… Associare le tre cose è una cosa di buon senso giacché problemi alla spalla, che cade e cede in avanti o in torsione per effetto dello Sbilanciamento Mandibolare è noto e si è risolto tantissimo..Quindi nessuno gli ha mai parlato di DENTI , di Occlusione Muscolare, di Regole e Test Appim. E a questo punto purtroppo fosse anche edotto del metodo dovrà operarsi per forza, visto lo stato di cose. Perché operare è meglio, più redditizio e fonte di sperimentazione, mentre prevenire i danni no. Non rende a nessuno. Tranne al paziente.

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Poniamoci qualche domanda sulle influenze delle varie parti del corpo tra loro..Il fatto che sicuramnete una spalla sia più bassa della omologa è già una compensazione del corpo derivata da una mandibola sbilanciata. Il lato alto è quello verso il quale il collo ha difficoltà a piegarsi, è il lato contratto, è il lato della spalla alta, non può esistere una situazione “mista”.

D’altra parte non è raro trovare lussazioni fino ai gradi più alti, per esempio la lesione di III grado, stadio cruciale ove l’apporto chirurgico è una strada di scelta obbligata in tanti soggetti, con tutte le questioni successive, oppure che si trovano a dover disporre ed organizzarsi per esercizi a vita e soprattutto considerare il fatto che con il passare del tempo  la lussazione(ovvero la perdita dei rapporti reciproci dei capi articolari dell’articolazione),nel tempo porti ad aggravare la situazione, visti i deficit possibili anche post operazione. Ed anche qui una autoriabilitazione mandibolare porterebbe a beneficiare di risultati duraturi e ottimizzazione dei tempi, nonchè risoluzione della questione sbilanciamento a vita con prevenzione data dalla posizione delle simmetrie di contatto.

Riporto per comodità la scala di Classificazione della lesione acromion-claveare e lesione anatomo-patologica.

(Rockwood C.A. Jr, Matsen F.A. III: The Shoulder – W.B. Saunders, Philadelphia, 1990)
  1. Tipo I
    Trauma distorsivo dell’articolazione acromion-claveare
  2. Tipo II
    Lesione dei legamenti acromion-clavicolari
  3. Tipo III
    Lesione dei legamenti acromion-clavicolari e coraco-clavicolari.
    Aumento dello spazio coraco-clavicolare
    Deltoide e trapezio distaccati
  4. Tipo IV
    Lesione dei legamenti acromion-clavicolari e coraco-clavicolari.
    Lo spazio coraco-clavicolare può apparire normale
    La clavicola è lussata posteriormente all’interno del muscolo trapezio
  5. Tipo V
    Lesione dei legamenti acromion-clavicolari e coraco-clavicolari.
    Grosso aumento dello spazio coraco-clavicolare
    Deltoide e trapezio distaccati dalla metà della clavicola distale
  6. Tipo VI
    Clavicola lussata inferiormente alla coracoide o all’acromion

C. Morcone, 2016 – appimlab

 

NODO ALLA GOLA ( BOLO ISTERICO )

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Parlando con altri membri del gruppo sul Bilanciamento che mi chiedono sui sintomi che avevo precedentemente circa la Gola posso affermare che prima del Bilanciamento, un anno prima grosso modo, avevo sviluppato quello che si chiama Bolo Isterico o comunemente accettato come Nodo alla Gola. Una fastidiosissima sensazione come avere una lisca di pesce sempre in gola, che non scende, una bruttissima sensazione che mi modificava anche la voce che è cambiata dopo il Bilanciamento. Prima era molto frammentata come tono, bassa o alta nella stessa frase, nelle discussioni protratte; non lineare.
Anche il Bolo Isterico è una malattia gastrointestinale superiore, detta clinicamente Globus Hystericus e per questo tipo di sensazione non è stata definita alcuna eziologia specifica. Di sicuro elevate pressioni dell’esofago e della zona ipofaringea.
Si pensa che siano coinvolti anche elementi psicologici come repressione di sentimenti di profonda tristezza (ingoiare la pillola, mandare giù il boccone amaro…)
Non vi è dolore e anche se l’alimentazione diminuisce il disturbo e anche le bevande, però non fanno che alleviarlo momentaneamente, almeno nel mio caso. Anzi l’acqua per esempio era piuttosto fastidiosa. Solo il pianto può per via di un’apertura e un maggiore rilassamento dovuto alla fase di pianto… Di certo non è questione psicologica anche se si pensa sia dovuta all’ansia, ma l’ansia proviene invece dal sintomo ed altre forme patologiche devono essere escluse. Essendo presente ma non permanente, quando non se ne percepisce il problema, l’attenzione sparisce e quindi non si fa caso ad associarlo invece allo sbilanciamento di mandibola, agli effetti che il rapporto delle arcate tra loro crea con l’osso ioide per esempio e tutta la muscolatura del collo, dei tessuti dell’esofago, , comunque connessi intimamente alla posizione dentaria muscolare, che determinano le posizioni nello spazio e le funzioni corrette. E’ possibile che certi morsi possano sviluppare maggiormente questo problema? Non è detto, si è notato in morsi profondi così come in terze classi.

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“Tra le cause più comuni di bolo ipofaringeo possiamo trovare una disfagia orofaringea, un cancro della laringe o della faringe, un’ostruzione esofagea o più facilmente una malattia da reflusso faringo-laringeo o malattia da reflusso gastroesofageo non erosivo.” (cit. Wikipedia)

Come TERAPIA, ufficialmente non ne esiste alcuna. Si raccomanda solo la Rassicurazione e una comprensione del problema. Nessun farmaco si è dimostrato utile.
Anche se nessuno si bilancerà solo per il Bolo Isterico ma se lo si ha, posso rassicurare che esso passa. Passa anche di mente che, una volta, l’avevi.
Ma io lo etichettavo semplicemente come raucedine ma non lo era perchè la voce non era rauca. Col Bilanciamento tutto torna normale e tutto ciò che serve migliora, il corpo reagisce riequilibrandosi se lo si guida costantemente, secondo le sue logiche muscolari corrette. 

C. Morcone 2008, 2013, 2016 – appimlab

RIABILITAZIONE MANDIBOLARE E CUSPIDI DEI PREMOLARI

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FOTO DI C. MORCONE - CRANIO UMANO MUSEO DI ANATOMIA 

 

Certe regole anatomiche e funzionali come il non contatto delle cuspidi vestibolari dell’arcata superiore vanno rispettate sempre. Su protesi, su ricostruzioni su bite e denti naturali.

Il primo premolare superiore (che per comodità chiamiamo 4° ) possiede una cuspide palatina; la sua cuspide vestibolare è sul vuoto.
il primo premolare inferiore utilizza la sua unica cuspide vestibolare per contattare non con la palatina del primo premolare superiore, ma con la sua cresta perché i denti premolari sono sfalsati con i loro antagonisti e consentono questo rapporto.
Oltretutto, il primo premolare inferiore non ha una fossa; ha solo la cuspide vestibolare che utilizza per reggersi contro la cresta del dente superiore.

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FOTO DI C. MORCONE  – CRANIO MUSEO DI ANATOMIA 

Il secondo premolare (5°o Quinto) agisce in maniera leggermente più facile, quello inferiore ha una fossa regolare, mentre quello superiore, avendo la sua cuspide palatina, la utilizza contro la fossa del dente inferiore.

Sul bite però, per semplificare il lavoro di Bilanciamento, facciamo svolgere anche al primo premolare un ruolo normale, utilizzando la palatina contro la fossa del bite, perché sul bite possiamo costruire tutte le fosse che vogliamo, incluso la fossa che manca al dente e avere la fossa sul 4 è di una comodità estrema per riabilitarsi velocemente secondo le simmetrie di contatto.

 A. Valsecchi – edizione C. Morcone 2016 appimlab

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