La Salute con l'Occlusione Muscolare

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APPIM Agile Milano – 24 giugno 2016 bocche con e senza bite

APPIM Agile Milano – 24 giugno 2016  bocche con e senza bite.

  • R. ha un precontatto anteriore che lo disturba molto mentre parla…rialzerà il bite di un millimetro aumentandolo maggiormente sul suo lato sinistro e poi dopo aver finalizzato sui denti inferiori rivaluterà il precontatto anteriore che nel frattempo non sarà più lo stesso di oggi.
  • G. dalla mascella volitiva è in attesa di bite…è un testa a testa.
  • Il bite di F. (ragazza), esteticamente bello, coincide con il benessere ritrovato…il dentista sta rimodellando le cuspidi dei denti superiori.
  • Quello di V. andrà reimpostato, il mento troppo arretrato, vedremo con i controlli incrociati e sopratutto con le rettifiche da far fare al dentista alle cuspidi dei denti superiori.

In conclusione: Rapporti armonici, ottima estetica, volti sorridenti, sintomi risolti giorno per giorno …Che vogliamo di più? Impegno personale e pazienza nell’ascolto delle proprie percezioni con i Test in tensione muscolare APPIM…Ne vale la pena. Bravi!

foto A. Valsecchi. appim ©

Appimlab AGILE : Gruppi in tutta Italia

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Nasce AGILE , i gruppi APPIM LAB IN TUTTA ITALIA FORMATI DA VOLONTARI. APPIM GRUPPI ITALIA, LABORATORI D’EQUILIBRIO PER BILANCIARSI E TORNARE IN SALUTE VICINO CASA, SENZA COSTI, IN AMICIZIA.

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La proposta di iniziativa Appim per agilità e visibilità, vista la risposta eccezionale di ieri, a grandi linee sarà così strutturata:

1) Sto organizzando, in accordo con Adriana, dei punti di riferimento AppimLab per i pazienti delle varie Regioni italiane indicando nome ed email della persona capogruppo che si metterà a disposizione per gli incontri con i malocclusi da farsi almeno una volta al mese. Ogni Capogruppo di buona volontà che si sente predisposto a spiegare e a suggerire le modifiche da farsi sul bite.

2) Il Capogruppo o la Capogruppo farà da istruttore per questioni di BASE (test muscolari, controlli, resina, cartine…cose così) e basta (non fare una modifica all’altro né sostituisce il lavoro poi da fare a casa propria, singolarmente).

3) Quindi inizialmente sarete quasi tutti alle prime armi. Certo non tutti hanno completato il vero Bilanciamento, il che non toglie che sia necessario incominciare ad organizzare i gruppi per ottenere un buon numero di bilanciaTI e non ancora bilanciaNTI. Chi è stato formato da noi, nel tempo, ha comunque una capacità adeguata, senza dubbio.

4) I punti di riferimento saranno quindi:
– RAPALLO incontro APPIM per quest’anno 2016 aprile- ottobre, sempre come formazione generale nazionale;
– i Gruppi APPIMLAB regionali, in ogni città importante, nei luoghi geografici dove vi sia già aggregazione e presenza di bilancianti che possano solidarizzare e formare gruppi stabili in ogni regione d’Italia in forma di auto-aiuto condiviso.

5) I gruppi devono potersi incontrare nella casa di uno solo, magari a turno, magari non sempre la stessa. La cosa verrà decisa di volta in volta e non nello studio di un dentista.

6) Ricordatevi che i miracoli non dipenderanno dalla responsabile del gruppo, ma sempre e solo da voi…pertanto sentitevi pure sostenuti, ma la fatica deve essere solo vostra e di avere una sicurezza chiedendo a noi (conoscete email, telefoni ed altro).
Tutti i gruppi comunque faranno riferimento a noi, nello specifico al sottoscritto, per non avere gruppi che si smarriscono o che non diventano autonomi.

7) Per ora si tratta di punti di riferimento e di sostegno di Gruppi di Bilanciamento Appimlab , quel poco o tanto che il responsabile può trasmettere agli altri è già qualcosa per iniziare, poi vedremo.
Saranno comunque dei centri di sostegno e di informazione fondati sull’aiuto reciproco, sulla collaborazione, e condivisione del metodo di controllo, concepiti quindi per accelerare l’autoriabilitazione, senza nessun obbligo o dovere ma per amicizia soltanto. La competenza e la qualità comunque di certo non mancano.

8) I gruppi dopo l’incontro daranno un feedback (a me per esempio, per email, telefono o qui su Facebook), in modo da migliorare sempre di più la qualità complessiva ed eliminare dubbi dei partecipanti in modo da avere comunque capacità per avanzare velocemente e con costanza e soprattutto FINIRE il vero Bilanciamento senza perdersi ulteriormente.

9) un gruppo a Milano città è già partito con l’incontro mensile, gli altri dovranno partire entro maggio 2016. A breve i nominativi dei referenti di zona e contatti. Al momento sono disponibili gruppi a Milano, Roma, Napoli, Bari (Altamura), Catania e ovviamente Pescara presso il sottoscritto C. Morcone , amministratore di Appimlab. 

10) ….Si accettano proposte da valutare per migliorare l’iniziativa : appimlab@yahoo.it

ARGOMENTI DI DISCUSSIONE AGLI INCONTRI

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IN ATTESA di postarvi l’edizione aggiornata degli argomenti che tratteremo a Rapallo il 9 e 10 aprile 2016, vi posto la locandina di un altro incontro tenuto a Rapallo (GE) con gli stessi identici argomenti.

Per un incontro serio sulla malocclusione è fondamentale esporre e verificare, dimostrando, determinati soggetti :

ARGOMENTI:
1. I Test muscolari APPIM per la diagnosi dello sbilanciamento ATM
2. Come rilevare le asimmetrie del viso e della postura.
3. La struttura del Bite inferiore: Fosse di ICP, Stop di Retrusione, Guide Laterali, Guida incisiva.
4. Perchè il Bite deve ricopiare l’occlusione sbilanciata iniziale?
5. L’Eliminazione dei PRECONTATTI Semplici e Spaziali.
6. Come leggere le tracce blu delle cartine occlusali
7. L’inclinazione del piano occlusale con il test di controllo SBARRA
8. La posizione del mento ovvero Fosse di Occlusione Centrica con la Prova dello Sbadiglio
9. La Relazione Centrica ovvero Stop di Retrusione con la prova della COCACOLA
10. La sequenza di sfioramento per il controllo di Guida Incisiva e canina.
11. Proiezione immagini di anatomia dei crani del museo di Genova
12. Conformazione ideale dei denti dell’arcata superiore
13. Cuspidi di sostegno e i loro rapporti con le superfici dei denti inferiori antagonisti
14 L’Asse di Pressione anatomico e l’Asse muscolare: differenze
15. Una bocca riabilitata non può presentare denti di eguale altezza sui due lati: perche?
16. La latero deviazione mandibolare reale e riposizionamento del tavolato occlusale con la prova dello SBADIGLIO
17. Come sostenere la Torsione nel nuovo asse anatomico
18. Quando il Bilanciamento si può ritenere completato?
19. Overdentures su impianti: quale occlusione?
20. La mesializzazione dei denti e l’affollamento anteriore
21. L’altezza del morso e la linea del sorriso, come valutarli e determinarli
22. Le protesizzazioni estese.
23 Casi pratici e testimonianze di bilanciamento
24. Pratica individuale su bite dei presenti all’incontro.

Il corso sarà tenuto, come di consueto, dai relatori Igor e Adriana Valsecchi 

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LA SALUTE E’ IMPARARE A CADERE

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La MALATTIA è allo stesso tempo la questione più individuale ma anche la più sociale, visto che sperimentandola dentro di sé se ne patisce, in maniera mai completamente trasferibile all’altro e del resto nemmeno l’altro la vorrebbe, pur discutendone volentieri, pur volendo capire il dolore altrui. Non è un caso però che le istituzioni pubbliche vorrebbero e si fanno carico della situazione progressiva della stessa e quindi pensare alla propria malattia, scriveva Marc Augé in  Il senso del malesignifica fare subito riferimento agli altri. Se ne soffro io, ci sarà qualcun altro che ne soffrirà, necessariamente. E’ riuscito questi a vincere o soccombere ad essa? E i tempi? E perchè tutto questo? Sempre si fa riferimento dall’individuale all’universale in un rapporto precisamente astratto e materico, razionale e profondamente invaso dall’emotività ossessiva. La persona malata è curiosa di sapere se vi siano persone egualmente malate come ella sente. E capita anche di osservare, con un certo dispiacere, che certi malocclusi inizialmente sentono di essere vicini a chi è malato ma molto distanti da coloro che invece hanno risolto, sono guariti. Stranamente, vivendo solo l’ambiente asfittico e denso del rimuginare continuo, osservare chi migliora proprio lì dove essi dovrebbero, porta invidia. Una invidia taciuta, una invidia negata ma molto presente.

Presente come una specie di sconfitta personale. Anche in questo si ravvisa il tratto nevrotico del maloccluso. Esternamente e superficialmente è contento che gli altri migliorino, internamente NO. Si sente oppresso ancor di più, si sente schiacciato dalla sua momentanea sconfitta e con il continuo pungolo della sua volontà di adagiarsi ad una lamentazione sulle proprie disgrazie che invece l’altra persona, che sta operando e sudando sette camicie, investendo su di sé il tempo disponibile per imparare, chiedere, fare e disfare sempre con un obiettivo delle simmetrie di contatto muscolari e non dell’estro quotidiano o della mancanza di voglia dell’attimo ma con il progetto di una propria durevolezza temporale, mollemente cede all’invidia. Ed è un peccato perchè vuol dire che si è ancora molto lontani e distanti dalla forma mentis di un aiuto auto-aiuto e ascolto indispensabile per risolvere le proprie questioni, soprattutto così delicate. Perdendosi nei meandri delle proprie idee malsane, si peggiora convincendosi che non vi era altro da poter fare, dandosi continui alibi per perdurare il proprio stato di cose per evitare il bilanciamento oppure per auto-sabotarsi il prima possibile. Sono tutti aspetti che non sono del carattere, sono pure derivazioni dello sbilanciamento di bocca, che invade corpo mente emozioni a livello molto profondo. Tanto c’è ancora da studiare, realmente. Tutti abbiamo avuto paura di sbagliare e lo abbiamo fatto, ma essendoci stata impartita una formazione breve ma concisa e con l’ascolto e l’apprendimento continuo e il riportarlo alla nostra situazione sono stati risolti tanti problemi ed ostacoli insormontabili per la medicina odierna. Non illudetevi nelle terapie proposte…altrimenti non eravamo qui a discuterne ed affermare la realtà dei fatti che non è lineare, è una realtà complessa così come la vita stessa.

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 In questo ci si può perdere…si può pensare di perdere la propria battaglia contro la malattia stessa e la serie di sintomi, tanti, troppi per la verità però ben congeniati e strutturati tanto che uno dopo l’altro vengono abbattuti. Non è un caso che la parola 失掉
Shī Diào ovvero Perdere, deriva da  Diao in cinese, che significa Cadere.  Ora, cadere è inevitabile e apprendere dalla sconfitta, dalla malattia e dal dolore umano, perchè ci si credeva infantilmente invincibili, è una qualità rara. Per esempio, quando si impara un’arte marziale, non si insegna mai a combattere inizialmente ma sempre a cadere di continuo, fino allo sfinimento, in fila indiana, uno dopo l’altro. La prima tecnica è imparare a cadere, a sbagliare e a far tesoro dei propri errori. Quindi, per quanto bravo sia il maestro, l’allievo cadrà sempre e molte saranno le sconfitte, le cadute e gli errori da risolvere. E’ ineliminabile. Il fatto che la medicina e la gnatologia in particolare voglia presuntuosamente affermare che la Salute arrivi da un protocollo di una modifica di un bite X per un tempo Y e dia una certezza riabilitativa, è non solo illogico ma nella più sfrenata delle fantasie e solletica le illusioni e dei medici e dei pazienti che si sentono falsamente rassicurati. Non insegnando dai propri errori di valutazione e non diventando maestri ma andando a tentativi, solo il paziente può imparare dai propri, giorno dopo giorno, seguendo il punto fermo e ferreo dei test muscolari, del metodo e delle regole di occlusione, della formazione e dell’informazione continua. Solo così si vincono certe battaglie. 

C. Morcone , 2016 – appimlab amministratore 

SCHIENA DEPRESSIONE E MALOCCLUSIONE

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SCHIENA DEPRESSIONE E MALOCCLUSIONE

“La persona riabilitata o benocclusa non ha problemi di inferiorità, ma non perchè si sente bella in quanto tale ma per una questione di rinnovata autostima generata da questioni meramente fisiche, dato che secondo la mia personale esperienza ma corroborata da quella di tanti altri pazienti risolti, ci sono degli stimoli elettrici  che transitando dalla chiusura delle mascelle muscolare, che poi è il viso, e propagandosi lungo il sistema nervoso fino a livello sinaptico, cambia caratterialmente una persona.

Mettendo a posto la bocca di una persona che ha questi complessi, questa ansia di apparire, sia di mettersi sempre in mostra che di negarsi, troppo schiva, certamente senza generalizzare, ma ecco se ricreiamo l’equilibrio muscolare secondo le simmetrie di contatto dentario, il lunatico cambia, cosi come il megalomane. Si cambia da complessati e repressi in espansivi e coraggiosi, da timorosi in coraggiosi, ovvero si esaltano specifici tratti della personalità, migliorandoli.  Allora gambe, viso, schiena, modo di muoversi. Parliamo dele posizioni occlusali e poi parliamo dei test muscolari..Quindi i denti non sono mai piatti, non dovrebbero esserlo…etc “

A.V. estratto dal DVD #1 – Incontro a Rapallo 2012 al min.16’30”.

edizione e rielaborazione a cura di C. Morcone 2016 – appimlab

ALCUNI SINTOMI FISICO-PSICO-EMOTIVI

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Insonnia
Disturbi della memoria e poca concentrazione
Ruminazioni mentali
Mancanza di autostima
Perdita dei desideri, del piacere, della libido e dell’appetito
Astenia, fatica insormontabile
Anestesia affettiva
Dolore morale e senso di colpa
Pensieri negativi

Cosa possono significare? Sono sintomi non cause..Quale può essere la causa?
MALOCCLUSIONE? Certo può essere.

E in questo caso, chi li ha risolti tutti? NOI, logicamente. 

 

MITTENTE SCONOSCIUTO O MALOCCLUSIONE ?

Parole chiave:
Depressione, epidemiologia , emicrania , disturbi temporo-mandibolari, cefalea di tipo tensivo

Per indagare circa le sovrapposizioni tra mal di testa e disordini temporo mandibolari (TMD) in una popolazione descrivendo la concomitanza tra TMD in pazienti che presentano cefalee di 99 pazienti. La prevalenza di TMD nel gruppo con cefalea è stato del 56,1%. La disfunzione psicosociale causata da dolore TMD è stata osservata nel 40,4%. La prevalenza di TMD tendeva ad essere maggiore nei pazienti con emicrania di tipo tensivo. Depressione da moderata a grave è stata vissuta da 54,5% dei pazienti.

I pazienti con coesistente problemi all’ATM avevano una prevalenza significativamente più alta di depressione più marcatamente nei pazienti con emicrania e combinata di tipo tensivo. I nostri studi indicano che un’alta percentuale di pazienti di cefalea hanno disabilità significativa a causa del continuo dolore cronico TMD. La tendenza ad una maggiore prevalenza di TMD in pazienti con emicrania combinata di tipo tensivo suggerisce un probabile fattore di rischio per lo sviluppo dei disordini Temporo mandibolari.

La necessità di procedure di screening e strategie di trattamento in materia di depressione scaturisce dall’altissimo valore, in questo gruppo circa questo disturbo psichico. I nostri risultati sottolineano l’importanza di esame del sistema masticatorio in chi soffre di mal di testa e sottolineano la necessità di un approccio multidimensionale nei pazienti mal di testa cronici.
Cephalalgia August 2008 V Ballegaard P Thede-Schmidt-Hansen, P Svensson R Jensen. trad. it. di C. Morcone

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Sfugge, oltre all’utilità (alcuna), la consecuzione logica per cui chi detiene un problema di cefalea potrebbe sviluppare problemi all’atm..potrebbe essere, perchè no, il contrario o non ci potrebbe essere alcun tipo di coincidenza di comorbidità o effetto in questo caso..Perchè l’approccio è errato. Per superficialità associativa, soltanto perchè appartengono le questioni alla stessa regione del corpo, molto vicina..non è una grande scoperta..anzi. Ma la questione essendo trattata, scientificamente e superficialmente, pone il grande assente al centro dell’attenzione.
Non si parla di denti, né di occlusione, né di rapporto delle arcate dentarie, né di sbilanciamento dell’atm dove i contatti dentari daranno chiaramente voce e cristallina limpidezza sulla questione.
Che poi i due sintomi siano appaiati o meno, interessa proprio poco il paziente e la medicina tutta..ma scomodare le schede di 99 persone per non osservare nemmeno la bocca, non comprendere le cause effettive o meno, non registrare alcun tipo di coerenza tra causa ed effetto non fa altro che osservare sempre e soltanto gli effetti ma mai le cause..ovvero è soltanto come leggere delle lettere che arrivano che arrivano tutte da un unico mittente ma non si ha né voglia né capacità di girare la busta e leggere il nome: MALOCCLUSIONE.

NON SI BACIA CON GLI INCISIVI

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Michelle Hunziker in un Bacio perfetto

 

BACIO, MORSO PROFONDO E INCISIVI

Fare Bacio non significa portare in avanti il mento, né scivolare in avanti in testa a testa con gli incisivi od oltre.
i denti rimangono dove sono, in intercuspidazione…che è una posizione unica, di “folle”, una posizione chiave che tutti nella gnatologia cercano e nessuno trova e sa registrarla con precisione, né i malocclusi (non importa il titolo) spesso sanno compiere, forse perchè la muscolatura è bloccata, ferma, i fasci sono poco elastici e non si capisce come questi possano baciare le-i partners con piacere…ma comunque, restando nel discorso, stringendo i denti e concentrandosi sui premolari, bisogna stringere le labbra portandole in avanti, senza spostare il mento e percepire contemporaneamente i premolari e con una pressione ulteriore anche i molari esattamente uguali tra i lati.
Con mancanza di spessore sui molari la testa cede in avanti, mentre rialzando posteriormente il collo e la postura assumono una verticalità ed una dignità che dovrebbero, ma che siano questi spessori sul bite, adeguati e non esagerati..il test della Sbarra e l’estetica lo confermerà. Mentre i morsi profondi chiudono piuttosto con gli incisivi quindi, rialzando quel poco, seguendo le regole dell’occlusione muscolare, il morso profondo, così come il morso crociato, viene eliminato, idem bruxismo, serramenti e scivolamenti. Con tutte le ricadute sintomatologiche conseguenti. (C. Morcone)

La posizione del mento inizialmente, salvo casi di effettiva deviazione, non andrebbe alterata. Solo in un secondo tempo, quando si impara a costruire fosse e stop di Retrusione e soprattutto a fare i relativi controlli muscolari (le prove muscolari APPIM) e si diventa un po’ più esperti nell’uso del trapano, resine e cartine blu, solo allora si può poco per volta valutare la posizione del mento e modificarla.
Altrimenti tanto vale tenere per buona quella iniziale e avanzare invece nel senso del bilanciamento (Bacio e CocaCola).
Il mento risulta esatto se nel Rilassamento Profondo, da seduto la mandibola chiude sulla verticale contro le cuspidi superiori senza deviazione alcuna.

Esistono anche altre metodi che richiedono però molta attenzione, ad esempio valutare gli scivolamenti da retrusione a ICP e viceversa, ma alla fine sempre il Rilassamento Profondo deve dare il suo beneplacito.

Per il problema morso profondo e incisivi, il fatto che una persona contatti contro i due incisivi centrali è normale in una posizione di riposo protrusa, è “normale” anche se ha un morso profondo, perché è più comodo chiudere contro i denti anteriori quando manca spessore posteriore piuttosto che stringere.
Non è normale invece chiudere contro gli incisivi di sinistra o di destra soltanto, significa che i denti sono disallineati rispetto agli antagonisti o rispetto al bite, oppure il bite è disallineato rispetto agli incisivi. Comunque questo potrebbe costituire un precontatto che disturba e che ti obbliga quindi ad evitarlo portando la mandibola all’indietro appena possibile.
Gli incisivi debbono contattare in protrusione (solo i due centrali) e andando in leggera lateralità debbono contattare invece insieme i due di destra o sinistra (centrale piu’ laterale). Questo difetto dovrà essere corretto usando le resine o il trapanino sul bite e poi in un secondo tempo il problema verrà risolto dal dentista che userà del composito bisognerà prevedere anche delle modifiche ai canini, perché anche quelli debbono contattare in un certo modo con i loro antagonisti, visto che i canini sono i denti che sostengono la mandibola quando la si sposta di lato nel parlare, nel masticare e anche nel riposo, e non devono quindi contattare sul bite e su protesi o su denti naturali. 

A. Valsecchi 2006, 2016 – appimlab  a cura di C. Morcone 

in foto un Bacio perfetto di Michelle Hunziker 

TI SEMBRA DI CAMMINARE BENE?

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Francis Bacon, 1940

Vuoi cambiare modo di camminare?
Ti sembra di camminare male, dorso curvo, spalla alta, zoppichi: controlla l’occlusione, cerca le simmetrie, appenditi alla Sbarra. Devi sentire 4 denti di qua e 4 di là insieme, CONTEMPORANEAMENTE.
Hai un braccio debole e una spalla bassa, hai un ginocchio che cede e tendi a trascinare quel piede. Alza i denti dalla parte ove cedi.
Cammini muovendo troppo le spalle: attento ai denti posteriori, forse sono troppo bassi, tocchi troppo sui denti anteriori che forse sono già consumati. Cammini mettendo i piedi male, uno di qua e uno di là… e non hai energia quando sollevi un peso…
Hai il collo rigido da un lato: rialza i denti dal lato opposto.
In auto fai fatica ad usare i pedali, l’anca ha un problema: attento ai precontatti di retrusione.
La testa tende a cadere in avanti: sei basso sui molari
La testa tende a cadere all’indietro: sei basso sui premolari
Appenditi alla sbarra e batti i denti per verificare i punti di fossa e subito dopo aspira l’aria a denti stretti e cerca il precontatto di retrusione che ti blocca l’anca, la spalla, il braccio.
Devi solo riflettere sulle simmetrie. Non puoi nelle manovre di controllo sentire solo un dente o due.
Ne hai in bocca 4 di qua e 4 di là: e allora perché mai non devi sentirli tutti insieme nello sforzo delle manovre.

C. Morcone 2012, 2016 – appimlab

COS’E’ LA TORSIONE E IL RUOLO DELL’ATM NELLO SBILANCIAMENTO?

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ATM Articolazione Temporo Mandibolare e relazione con determinati muscoli.
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Evidente malocclusione nonostante la centratura dei condili ATM – A. Valsecchi – Teoria di Occlusione Muscolare – Milano, 1993 I ed. pag. 110
La torsione è la conseguenza logica di uno sbilanciamento datato.

Anni ed anni di sbilanciamento mandibolare comportano spesso, ma non sempre, usura dentaria e a volte, la perdita dell’asse muscolare, ovvero il mento tende a spostarsi di lato e le due labbra risultano non più centrate tra di loro. Cosa succede? Il soggetto mastica da un solo Lato, quello Basso, quello che alla sbarra non entra in contatto, quello che “appartiene” alla spalla bassa e alla gamba che cede e al lato del collo inclinato.

Il che presuppone, per rimettersi in Asse corretto, è necessario uno spostamento del mento e mandibola verso il lato dentario alto, una rotazione di tipo orario od antiorario secondo traiettorie curve, il che richiede uno spessoramento sostenuto dei denti dal lato basso, proprio per sostenere la torsione e il nuovo Asse.

Quindi, ammettiamo che ci si appenda alla SBARRA o si faccia il test dell’aspirazione forzata (Coca-Cola) prima di iniziare l’auto-riabilitazione: il soggetto aspirando l’aria forte a denti ravvicinati sentirà un solo contatto: un contatto di retrusione, sul lato dentario Alto, contemporaneo ad una mandibola bilanciatissima spazialmente, ma poggiante soltanto su un dente.
Rilassandosi poi, ritornando all’intercuspidazione (o BACIO), automaticamente la mandibola ruoterà riportandosi alla posizione abituale fuori asse e sbilanciata, ruotando e assestandosi in Torsione.

Per cui sono due le torsioni delle quali si parla generalmente:

  1. la TORSIONE PASSIVA propria della mandibola sbilanciata.
  2. la TORSIONE ATTIVA che va sostenuta con i rialzi minimi e puntuali, principalmente da un lato, che riporta la mandibola in asse e in bilanciamento nei confronti della mascella.

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Cosa succede all’articolazione temporo mandibolare e alle strutture collegate ad esse?

Un condilo si adegua alla cavità glenoidea che esso ha conformato negli anni della malocclusione, ma conseguentemente anche la cavità si adegua al condilo sbilanciato tanto che la cavità può avere pareti ossee usurate dal condilo che preme, fino in certi casi (vedi crani del Museo di Anatomia di Genova) a diventare quasi trasparenti come alabastro.
Il condilo quindi preme in cavità soprattutto contro il tetto della Fossa Glenoidea a causa di mancanza di D.V. – Dimensione Verticale dei denti posteriori, mentre il tetto di una cavità glenoidea integra non è mai a contatto vero e proprio della testa del condilo; non completamente comunque in gioventù, in quanto il menisco si è riservato uno spazio minimo fisiologico che impedisce alla testa del condilo di premere contro il tetto della cavità, ma è uno spazio che via via però si riduce con il proseguire della malocclusione e che scompare del tutto in età matura quando collo e schiena denotano altezze dentarie posteriori insufficienti a mantenere la schiena in posizione corretta. 

In caso di altezze verticali ridotte dei denti, i condili si deformano, è logico. Essi non possono retrocedere però se non di un millimetro circa. Essi forzano e si deformano nella zona superiore della cavità stessa e in quella posteriore.

Diversamente, in una mandibola bilanciata il condilo è leggermente anteriorizzato, non è mai centrato anatomicamente (visto di profilo come fanno nelle varie radiografie e immagini strumentali, logicamente) rispetto alla cavità stessa. Andate a vedere i crani secchi per farcene un’idea di cosa si parla.
Nella malocclusione invece, il condilo è centrato in cavità, un condilo centrato è indizio proprio di sbilanciamento di bocca.
Quindi il condilo dalla cavità non può dislocarsi, è lì, preme, si deforma, si inclina a seconda del tipo di sbilanciamento esistente.
Recuperando D.V. i denti impediscono al condilo di premere, pur senza necessità che questo si abbassi; si abbassa solo la mandibola e condilo e articolazione assumono semplicemente un’altra inclinazione. Fate la prova usando un dito in mezzo al calco in gesso e abbassando la mandibola, immaginando l’inclinazione della stessa e la rotazione in avanti dei condili che non debbono necessariamente uscire dalla cavità, oppure andate a vedere sugli Appunti Rossi le foto degli anziani nelle ultime pagine.

Oriella, signora che ha subito un mostruoso avanzamento della bocca grazie al bite di un famoso chiropratico (!!!), presenta invece un abbassamento della mandibola e un avanzamento contemporaneo dei condili in direzione dell’eminenza articolare. Questo è quanto di più sbagliato si possa fare, ma questa è una metodica ancora diffusa e presa a prestito da un gnatologo torinese, per quel che ne so io. E’ innaturale, sbagliata, assurda, inutile, da cancellare.
Diffidate da chi vuole impostare la mandibola in modo innaturale.

A. Valsecchi 2011, 2016  a cura di C. Morcone – appim lab

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