La Salute con l'Occlusione Muscolare

Archivio per la categoria ‘anatomia’

MORSO PROFONDO OVERBITE RISOLTO SOLO BILANCIANDOSI

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foto di appimlab ,  2016 

 

 

Anche il Morso profondo con overbite importante (1 cm circa) può essere ridotto della metà in una sola prima modifica con bite inferiore di 2 mm sottile, secondo le disposizioni Appim, cuspidi superiori palatine in fossa inferiore con guide a ricopiare l’occlusione iniziale, riconoscibile dal corpo per poi modificarla riposizionandosi man mano, modifica dopo modifica. E’ invisibile e comodo nel parlare, si può richiedere ovunque dal vostro dentista di fiducia. Semplice si ma con puntuale goccia nelle fosse inferiori, con guida incisiva minima indispensabile, con indispensabile guida canina. Una delle fatiche nel morso profondo è per esempio la risposta al controllo muscolare (Sbarra o CocaCola) che potrebbe essere quella di non riuscire a contattare agevolmente sui denti posteriori, senza bite. Essenzialmente questa situazione necessità fortemente di spessore posteriore che però dovrà essere preciso, senza far aprire il morso, senza stravolgere anatomia, senza vanificare la guida Canina ed Incisiva, cambiando subito il rapporto estetico sia a riposo che nel sorriso. Senza ortodonzia, chirurgia maxillo facciale, senza placche di espansione dolorose, botox od altro per riportare anche un’estetica accettabile e gradevole, con tutto quello che ne consegue per esempio non più un occhio più piccolo o grande dell’altro ma eguali, le labbra in linea, parallele al rapporto non pupillare che non è possibile accettare, ma all’angolo degli occhi, sicuramente un riferimento più stabile. Il rapporto occhi-commessura labiale, angolo esterno delle labbra, deve essere eguale tra i due lati Alto e Basso.  Tutto questo si può fare, visto che si è fatto e si fa.. Con il metodo muscolare APPIM.

Insegnare a testare, l’uso delle cartine nelle posizioni muscolari, l’organizzazione del metodo, l’attenzione alle funzioni muscolari, l’uso sofisticato e completo per eliminare i sintomi ma soprattutto per Guarire e migliorare anche significativamente l’estetica e l’obiettivo ultimo di finire prima possibile senza perdersi in ragionamenti o pratiche incomplete ed incongrue. Tutto questo è il nostro impegno preciso, al massimo livello qualitativo possibile dell’insegnamento; il resto dell’impegno però sta al bilanciante. Dopo gli incontri di Formazione quindi non perdete tempo, continuare senza adagiarsi o avere timori. Buon bilanciamento.

(Qui in foto un passaggio sull’uso delle cartine blu ).

Carmine Morcone 2016 appimlab

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ARGOMENTI DI DISCUSSIONE AGLI INCONTRI

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IN ATTESA di postarvi l’edizione aggiornata degli argomenti che tratteremo a Rapallo il 9 e 10 aprile 2016, vi posto la locandina di un altro incontro tenuto a Rapallo (GE) con gli stessi identici argomenti.

Per un incontro serio sulla malocclusione è fondamentale esporre e verificare, dimostrando, determinati soggetti :

ARGOMENTI:
1. I Test muscolari APPIM per la diagnosi dello sbilanciamento ATM
2. Come rilevare le asimmetrie del viso e della postura.
3. La struttura del Bite inferiore: Fosse di ICP, Stop di Retrusione, Guide Laterali, Guida incisiva.
4. Perchè il Bite deve ricopiare l’occlusione sbilanciata iniziale?
5. L’Eliminazione dei PRECONTATTI Semplici e Spaziali.
6. Come leggere le tracce blu delle cartine occlusali
7. L’inclinazione del piano occlusale con il test di controllo SBARRA
8. La posizione del mento ovvero Fosse di Occlusione Centrica con la Prova dello Sbadiglio
9. La Relazione Centrica ovvero Stop di Retrusione con la prova della COCACOLA
10. La sequenza di sfioramento per il controllo di Guida Incisiva e canina.
11. Proiezione immagini di anatomia dei crani del museo di Genova
12. Conformazione ideale dei denti dell’arcata superiore
13. Cuspidi di sostegno e i loro rapporti con le superfici dei denti inferiori antagonisti
14 L’Asse di Pressione anatomico e l’Asse muscolare: differenze
15. Una bocca riabilitata non può presentare denti di eguale altezza sui due lati: perche?
16. La latero deviazione mandibolare reale e riposizionamento del tavolato occlusale con la prova dello SBADIGLIO
17. Come sostenere la Torsione nel nuovo asse anatomico
18. Quando il Bilanciamento si può ritenere completato?
19. Overdentures su impianti: quale occlusione?
20. La mesializzazione dei denti e l’affollamento anteriore
21. L’altezza del morso e la linea del sorriso, come valutarli e determinarli
22. Le protesizzazioni estese.
23 Casi pratici e testimonianze di bilanciamento
24. Pratica individuale su bite dei presenti all’incontro.

Il corso sarà tenuto, come di consueto, dai relatori Igor e Adriana Valsecchi 

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COME RIEDUCARE I MUSCOLI E IL CORPO TRAMITE IL BILANCIAMENTO MANDIBOLARE?

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Vi sono casi in cui il Dentista qualsiasi impostazione dia al mento, non riesce ad impostare la dentatura in modo che il paziente la sopporti.
Chi ha la dentiera, prende la protesi e la ripone nel cassetto; la usa soltanto quando esce di casa, e possibilmente ne lascia la metà (quella inferiore) nel cassetto.

Chi invece ha accettato l’implantologia si  può trovare spesso nei guai; non può svitare gli impianti, non può svitare le overdentures, non può che soffrire e per i primi mesi appare spaventato, dimagrito, pallido; preoccupato all’idea di convivere con una morsa che non lo abbandona di giorno né di notte.

Esistono delle bocche invece che accettano di tutto, come se la bacchetta magica del dentista avesse velocemente individuato la posizione, altre che chiudono ora in una maniera e subito dopo in un’altra, sono mandibole altalenanti, irrequiete, scoordinate, sublussate in modo grave. Queste sono le bocche che beneficiano dei test muscolari ed esse vanno reimpostate secondo traiettorie di simmetria, vanno guidate nelle escursioni, vanno tenute al guinzaglio da muscoli che vanno rieducati a poco a poco grazie alle modifiche da effettuarsi sulle protesi o sui denti, non con le speranze dei logopedisti (d’altronde sbilanciati consapevoli o meno) e alle terapie miofunzionali , (quantomeno non con le pretese di risolvere definitivamente la malocclusione o disfunzioni appartenenti allo sbilanciamento mandibolare. Presentano grosse limitazioni in fondo ma non espresse perchè altrimenti sarebbero non così facilmente vendibili al paziente-cliente). 

Queste sono le bocche che fanno disperare il Medico e che fanno temere al paziente di non riuscire mai più a recuperare una bocca normale.

I nostri test muscolari APPIM sono quindi indispensabili e d’altronde sono alla portata di tutti, non vi è bisogno di grossi studi ma solo di saper percepire i contatti e sfioramenti. Via via che le anomalie di contatto rilevabili dai controlli vengono compensate con molaggi (sul bite) o aggiunte di resina (sul bite), via via che l’articolazione viene strettamente inquadrata nelle simmetrie di movimentazione, di escursione e di chiusura-apertura, ecco che quelle bocche recuperano la loro normale attività. Senza denti e relative guide questi pazienti sarebbero persi.
A complicare le cose c’è sempre un menisco deformato che confonde medico e kinesiografo e protesista e influenzano le convinzioni del paziente finora all’oscuro di tutto. Solo la muscolatura in balia di se stessa e del menisco che la devia è responsabile di questa eccessiva libertà, ma i muscoli grazie al cielo rispondono ai denti, sempre che denti stabili in bocca sui quali lavorare esistano.

A. Valsecchi 2002, 2016 a cura di Carmine Morcone 2016

LA SALUTE E’ IMPARARE A CADERE

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La MALATTIA è allo stesso tempo la questione più individuale ma anche la più sociale, visto che sperimentandola dentro di sé se ne patisce, in maniera mai completamente trasferibile all’altro e del resto nemmeno l’altro la vorrebbe, pur discutendone volentieri, pur volendo capire il dolore altrui. Non è un caso però che le istituzioni pubbliche vorrebbero e si fanno carico della situazione progressiva della stessa e quindi pensare alla propria malattia, scriveva Marc Augé in  Il senso del malesignifica fare subito riferimento agli altri. Se ne soffro io, ci sarà qualcun altro che ne soffrirà, necessariamente. E’ riuscito questi a vincere o soccombere ad essa? E i tempi? E perchè tutto questo? Sempre si fa riferimento dall’individuale all’universale in un rapporto precisamente astratto e materico, razionale e profondamente invaso dall’emotività ossessiva. La persona malata è curiosa di sapere se vi siano persone egualmente malate come ella sente. E capita anche di osservare, con un certo dispiacere, che certi malocclusi inizialmente sentono di essere vicini a chi è malato ma molto distanti da coloro che invece hanno risolto, sono guariti. Stranamente, vivendo solo l’ambiente asfittico e denso del rimuginare continuo, osservare chi migliora proprio lì dove essi dovrebbero, porta invidia. Una invidia taciuta, una invidia negata ma molto presente.

Presente come una specie di sconfitta personale. Anche in questo si ravvisa il tratto nevrotico del maloccluso. Esternamente e superficialmente è contento che gli altri migliorino, internamente NO. Si sente oppresso ancor di più, si sente schiacciato dalla sua momentanea sconfitta e con il continuo pungolo della sua volontà di adagiarsi ad una lamentazione sulle proprie disgrazie che invece l’altra persona, che sta operando e sudando sette camicie, investendo su di sé il tempo disponibile per imparare, chiedere, fare e disfare sempre con un obiettivo delle simmetrie di contatto muscolari e non dell’estro quotidiano o della mancanza di voglia dell’attimo ma con il progetto di una propria durevolezza temporale, mollemente cede all’invidia. Ed è un peccato perchè vuol dire che si è ancora molto lontani e distanti dalla forma mentis di un aiuto auto-aiuto e ascolto indispensabile per risolvere le proprie questioni, soprattutto così delicate. Perdendosi nei meandri delle proprie idee malsane, si peggiora convincendosi che non vi era altro da poter fare, dandosi continui alibi per perdurare il proprio stato di cose per evitare il bilanciamento oppure per auto-sabotarsi il prima possibile. Sono tutti aspetti che non sono del carattere, sono pure derivazioni dello sbilanciamento di bocca, che invade corpo mente emozioni a livello molto profondo. Tanto c’è ancora da studiare, realmente. Tutti abbiamo avuto paura di sbagliare e lo abbiamo fatto, ma essendoci stata impartita una formazione breve ma concisa e con l’ascolto e l’apprendimento continuo e il riportarlo alla nostra situazione sono stati risolti tanti problemi ed ostacoli insormontabili per la medicina odierna. Non illudetevi nelle terapie proposte…altrimenti non eravamo qui a discuterne ed affermare la realtà dei fatti che non è lineare, è una realtà complessa così come la vita stessa.

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 In questo ci si può perdere…si può pensare di perdere la propria battaglia contro la malattia stessa e la serie di sintomi, tanti, troppi per la verità però ben congeniati e strutturati tanto che uno dopo l’altro vengono abbattuti. Non è un caso che la parola 失掉
Shī Diào ovvero Perdere, deriva da  Diao in cinese, che significa Cadere.  Ora, cadere è inevitabile e apprendere dalla sconfitta, dalla malattia e dal dolore umano, perchè ci si credeva infantilmente invincibili, è una qualità rara. Per esempio, quando si impara un’arte marziale, non si insegna mai a combattere inizialmente ma sempre a cadere di continuo, fino allo sfinimento, in fila indiana, uno dopo l’altro. La prima tecnica è imparare a cadere, a sbagliare e a far tesoro dei propri errori. Quindi, per quanto bravo sia il maestro, l’allievo cadrà sempre e molte saranno le sconfitte, le cadute e gli errori da risolvere. E’ ineliminabile. Il fatto che la medicina e la gnatologia in particolare voglia presuntuosamente affermare che la Salute arrivi da un protocollo di una modifica di un bite X per un tempo Y e dia una certezza riabilitativa, è non solo illogico ma nella più sfrenata delle fantasie e solletica le illusioni e dei medici e dei pazienti che si sentono falsamente rassicurati. Non insegnando dai propri errori di valutazione e non diventando maestri ma andando a tentativi, solo il paziente può imparare dai propri, giorno dopo giorno, seguendo il punto fermo e ferreo dei test muscolari, del metodo e delle regole di occlusione, della formazione e dell’informazione continua. Solo così si vincono certe battaglie. 

C. Morcone , 2016 – appimlab amministratore 

NODO ALLA GOLA ( BOLO ISTERICO )

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Parlando con altri membri del gruppo sul Bilanciamento che mi chiedono sui sintomi che avevo precedentemente circa la Gola posso affermare che prima del Bilanciamento, un anno prima grosso modo, avevo sviluppato quello che si chiama Bolo Isterico o comunemente accettato come Nodo alla Gola. Una fastidiosissima sensazione come avere una lisca di pesce sempre in gola, che non scende, una bruttissima sensazione che mi modificava anche la voce che è cambiata dopo il Bilanciamento. Prima era molto frammentata come tono, bassa o alta nella stessa frase, nelle discussioni protratte; non lineare.
Anche il Bolo Isterico è una malattia gastrointestinale superiore, detta clinicamente Globus Hystericus e per questo tipo di sensazione non è stata definita alcuna eziologia specifica. Di sicuro elevate pressioni dell’esofago e della zona ipofaringea.
Si pensa che siano coinvolti anche elementi psicologici come repressione di sentimenti di profonda tristezza (ingoiare la pillola, mandare giù il boccone amaro…)
Non vi è dolore e anche se l’alimentazione diminuisce il disturbo e anche le bevande, però non fanno che alleviarlo momentaneamente, almeno nel mio caso. Anzi l’acqua per esempio era piuttosto fastidiosa. Solo il pianto può per via di un’apertura e un maggiore rilassamento dovuto alla fase di pianto… Di certo non è questione psicologica anche se si pensa sia dovuta all’ansia, ma l’ansia proviene invece dal sintomo ed altre forme patologiche devono essere escluse. Essendo presente ma non permanente, quando non se ne percepisce il problema, l’attenzione sparisce e quindi non si fa caso ad associarlo invece allo sbilanciamento di mandibola, agli effetti che il rapporto delle arcate tra loro crea con l’osso ioide per esempio e tutta la muscolatura del collo, dei tessuti dell’esofago, , comunque connessi intimamente alla posizione dentaria muscolare, che determinano le posizioni nello spazio e le funzioni corrette. E’ possibile che certi morsi possano sviluppare maggiormente questo problema? Non è detto, si è notato in morsi profondi così come in terze classi.

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“Tra le cause più comuni di bolo ipofaringeo possiamo trovare una disfagia orofaringea, un cancro della laringe o della faringe, un’ostruzione esofagea o più facilmente una malattia da reflusso faringo-laringeo o malattia da reflusso gastroesofageo non erosivo.” (cit. Wikipedia)

Come TERAPIA, ufficialmente non ne esiste alcuna. Si raccomanda solo la Rassicurazione e una comprensione del problema. Nessun farmaco si è dimostrato utile.
Anche se nessuno si bilancerà solo per il Bolo Isterico ma se lo si ha, posso rassicurare che esso passa. Passa anche di mente che, una volta, l’avevi.
Ma io lo etichettavo semplicemente come raucedine ma non lo era perchè la voce non era rauca. Col Bilanciamento tutto torna normale e tutto ciò che serve migliora, il corpo reagisce riequilibrandosi se lo si guida costantemente, secondo le sue logiche muscolari corrette. 

C. Morcone 2008, 2013, 2016 – appimlab

SCHIENA DEPRESSIONE E MALOCCLUSIONE

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SCHIENA DEPRESSIONE E MALOCCLUSIONE

“La persona riabilitata o benocclusa non ha problemi di inferiorità, ma non perchè si sente bella in quanto tale ma per una questione di rinnovata autostima generata da questioni meramente fisiche, dato che secondo la mia personale esperienza ma corroborata da quella di tanti altri pazienti risolti, ci sono degli stimoli elettrici  che transitando dalla chiusura delle mascelle muscolare, che poi è il viso, e propagandosi lungo il sistema nervoso fino a livello sinaptico, cambia caratterialmente una persona.

Mettendo a posto la bocca di una persona che ha questi complessi, questa ansia di apparire, sia di mettersi sempre in mostra che di negarsi, troppo schiva, certamente senza generalizzare, ma ecco se ricreiamo l’equilibrio muscolare secondo le simmetrie di contatto dentario, il lunatico cambia, cosi come il megalomane. Si cambia da complessati e repressi in espansivi e coraggiosi, da timorosi in coraggiosi, ovvero si esaltano specifici tratti della personalità, migliorandoli.  Allora gambe, viso, schiena, modo di muoversi. Parliamo dele posizioni occlusali e poi parliamo dei test muscolari..Quindi i denti non sono mai piatti, non dovrebbero esserlo…etc “

A.V. estratto dal DVD #1 – Incontro a Rapallo 2012 al min.16’30”.

edizione e rielaborazione a cura di C. Morcone 2016 – appimlab

MITTENTE SCONOSCIUTO O MALOCCLUSIONE ?

Parole chiave:
Depressione, epidemiologia , emicrania , disturbi temporo-mandibolari, cefalea di tipo tensivo

Per indagare circa le sovrapposizioni tra mal di testa e disordini temporo mandibolari (TMD) in una popolazione descrivendo la concomitanza tra TMD in pazienti che presentano cefalee di 99 pazienti. La prevalenza di TMD nel gruppo con cefalea è stato del 56,1%. La disfunzione psicosociale causata da dolore TMD è stata osservata nel 40,4%. La prevalenza di TMD tendeva ad essere maggiore nei pazienti con emicrania di tipo tensivo. Depressione da moderata a grave è stata vissuta da 54,5% dei pazienti.

I pazienti con coesistente problemi all’ATM avevano una prevalenza significativamente più alta di depressione più marcatamente nei pazienti con emicrania e combinata di tipo tensivo. I nostri studi indicano che un’alta percentuale di pazienti di cefalea hanno disabilità significativa a causa del continuo dolore cronico TMD. La tendenza ad una maggiore prevalenza di TMD in pazienti con emicrania combinata di tipo tensivo suggerisce un probabile fattore di rischio per lo sviluppo dei disordini Temporo mandibolari.

La necessità di procedure di screening e strategie di trattamento in materia di depressione scaturisce dall’altissimo valore, in questo gruppo circa questo disturbo psichico. I nostri risultati sottolineano l’importanza di esame del sistema masticatorio in chi soffre di mal di testa e sottolineano la necessità di un approccio multidimensionale nei pazienti mal di testa cronici.
Cephalalgia August 2008 V Ballegaard P Thede-Schmidt-Hansen, P Svensson R Jensen. trad. it. di C. Morcone

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Sfugge, oltre all’utilità (alcuna), la consecuzione logica per cui chi detiene un problema di cefalea potrebbe sviluppare problemi all’atm..potrebbe essere, perchè no, il contrario o non ci potrebbe essere alcun tipo di coincidenza di comorbidità o effetto in questo caso..Perchè l’approccio è errato. Per superficialità associativa, soltanto perchè appartengono le questioni alla stessa regione del corpo, molto vicina..non è una grande scoperta..anzi. Ma la questione essendo trattata, scientificamente e superficialmente, pone il grande assente al centro dell’attenzione.
Non si parla di denti, né di occlusione, né di rapporto delle arcate dentarie, né di sbilanciamento dell’atm dove i contatti dentari daranno chiaramente voce e cristallina limpidezza sulla questione.
Che poi i due sintomi siano appaiati o meno, interessa proprio poco il paziente e la medicina tutta..ma scomodare le schede di 99 persone per non osservare nemmeno la bocca, non comprendere le cause effettive o meno, non registrare alcun tipo di coerenza tra causa ed effetto non fa altro che osservare sempre e soltanto gli effetti ma mai le cause..ovvero è soltanto come leggere delle lettere che arrivano che arrivano tutte da un unico mittente ma non si ha né voglia né capacità di girare la busta e leggere il nome: MALOCCLUSIONE.

NON SI BACIA CON GLI INCISIVI

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Michelle Hunziker in un Bacio perfetto

 

BACIO, MORSO PROFONDO E INCISIVI

Fare Bacio non significa portare in avanti il mento, né scivolare in avanti in testa a testa con gli incisivi od oltre.
i denti rimangono dove sono, in intercuspidazione…che è una posizione unica, di “folle”, una posizione chiave che tutti nella gnatologia cercano e nessuno trova e sa registrarla con precisione, né i malocclusi (non importa il titolo) spesso sanno compiere, forse perchè la muscolatura è bloccata, ferma, i fasci sono poco elastici e non si capisce come questi possano baciare le-i partners con piacere…ma comunque, restando nel discorso, stringendo i denti e concentrandosi sui premolari, bisogna stringere le labbra portandole in avanti, senza spostare il mento e percepire contemporaneamente i premolari e con una pressione ulteriore anche i molari esattamente uguali tra i lati.
Con mancanza di spessore sui molari la testa cede in avanti, mentre rialzando posteriormente il collo e la postura assumono una verticalità ed una dignità che dovrebbero, ma che siano questi spessori sul bite, adeguati e non esagerati..il test della Sbarra e l’estetica lo confermerà. Mentre i morsi profondi chiudono piuttosto con gli incisivi quindi, rialzando quel poco, seguendo le regole dell’occlusione muscolare, il morso profondo, così come il morso crociato, viene eliminato, idem bruxismo, serramenti e scivolamenti. Con tutte le ricadute sintomatologiche conseguenti. (C. Morcone)

La posizione del mento inizialmente, salvo casi di effettiva deviazione, non andrebbe alterata. Solo in un secondo tempo, quando si impara a costruire fosse e stop di Retrusione e soprattutto a fare i relativi controlli muscolari (le prove muscolari APPIM) e si diventa un po’ più esperti nell’uso del trapano, resine e cartine blu, solo allora si può poco per volta valutare la posizione del mento e modificarla.
Altrimenti tanto vale tenere per buona quella iniziale e avanzare invece nel senso del bilanciamento (Bacio e CocaCola).
Il mento risulta esatto se nel Rilassamento Profondo, da seduto la mandibola chiude sulla verticale contro le cuspidi superiori senza deviazione alcuna.

Esistono anche altre metodi che richiedono però molta attenzione, ad esempio valutare gli scivolamenti da retrusione a ICP e viceversa, ma alla fine sempre il Rilassamento Profondo deve dare il suo beneplacito.

Per il problema morso profondo e incisivi, il fatto che una persona contatti contro i due incisivi centrali è normale in una posizione di riposo protrusa, è “normale” anche se ha un morso profondo, perché è più comodo chiudere contro i denti anteriori quando manca spessore posteriore piuttosto che stringere.
Non è normale invece chiudere contro gli incisivi di sinistra o di destra soltanto, significa che i denti sono disallineati rispetto agli antagonisti o rispetto al bite, oppure il bite è disallineato rispetto agli incisivi. Comunque questo potrebbe costituire un precontatto che disturba e che ti obbliga quindi ad evitarlo portando la mandibola all’indietro appena possibile.
Gli incisivi debbono contattare in protrusione (solo i due centrali) e andando in leggera lateralità debbono contattare invece insieme i due di destra o sinistra (centrale piu’ laterale). Questo difetto dovrà essere corretto usando le resine o il trapanino sul bite e poi in un secondo tempo il problema verrà risolto dal dentista che userà del composito bisognerà prevedere anche delle modifiche ai canini, perché anche quelli debbono contattare in un certo modo con i loro antagonisti, visto che i canini sono i denti che sostengono la mandibola quando la si sposta di lato nel parlare, nel masticare e anche nel riposo, e non devono quindi contattare sul bite e su protesi o su denti naturali. 

A. Valsecchi 2006, 2016 – appimlab  a cura di C. Morcone 

in foto un Bacio perfetto di Michelle Hunziker 

TI SEMBRA DI CAMMINARE BENE?

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Francis Bacon, 1940

Vuoi cambiare modo di camminare?
Ti sembra di camminare male, dorso curvo, spalla alta, zoppichi: controlla l’occlusione, cerca le simmetrie, appenditi alla Sbarra. Devi sentire 4 denti di qua e 4 di là insieme, CONTEMPORANEAMENTE.
Hai un braccio debole e una spalla bassa, hai un ginocchio che cede e tendi a trascinare quel piede. Alza i denti dalla parte ove cedi.
Cammini muovendo troppo le spalle: attento ai denti posteriori, forse sono troppo bassi, tocchi troppo sui denti anteriori che forse sono già consumati. Cammini mettendo i piedi male, uno di qua e uno di là… e non hai energia quando sollevi un peso…
Hai il collo rigido da un lato: rialza i denti dal lato opposto.
In auto fai fatica ad usare i pedali, l’anca ha un problema: attento ai precontatti di retrusione.
La testa tende a cadere in avanti: sei basso sui molari
La testa tende a cadere all’indietro: sei basso sui premolari
Appenditi alla sbarra e batti i denti per verificare i punti di fossa e subito dopo aspira l’aria a denti stretti e cerca il precontatto di retrusione che ti blocca l’anca, la spalla, il braccio.
Devi solo riflettere sulle simmetrie. Non puoi nelle manovre di controllo sentire solo un dente o due.
Ne hai in bocca 4 di qua e 4 di là: e allora perché mai non devi sentirli tutti insieme nello sforzo delle manovre.

C. Morcone 2012, 2016 – appimlab

CERVICALGIA ? PUO’ ESSERE L’OCCLUSIONE

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Chi soffre cervicalgia, generalmente pensa allo stress (che non esiste come lo si pensa comunemente), alla temperatura, ai colpi di vento e all’umidità, mai ai denti.
Tra lombalgia e male al collo abbiamo le prime due sindromi al mondo , infatti la cevicalgia colpisce un italiano su otto in forma anche cronica. Quindi andiamo a valutare…E’ un dolore che può presentarsi improvvisamente in maniera acuta o che può insorgere lentamente, condizionando in maniera importante i movimenti del collo e alcune volte provoca anche nausea, vertigini, ronzii auricolari. Le cause quali sono? Frivole a quanto pare..certamente dubbie quelle proposte.

Eppure sappiamo sono proprio le altezze insufficienti dei denti posteriori ad alterare la posizione nello spazio del collo e della testa e a provocare una riduzione degli spazi intervertebrali con compressione dolorosa…sbilanciata nella pressione e nella forza applicata su quelle superfici così importanti. L’eccessiva contrazione muscolare comprimendo vanifica tra l’altro la portata adeguata nell’ossigenazione.
Il paziente quindi che pensa alla cervicalgia come ad un sintomo puramente di altro tipo, magari dell’età (!!!) deve considerare che il dolore e la postura che assume malamente una testa sul collo, si forma solo quando la mandibola è sbilanciata e che comunque ne condiziona in maggioranza la condizione e che i problemi regrediscono e scompaiono non appena i denti riacquistano i loro rapporti bilanciati (grazie alle manovre di controllo dell’occlusione muscolare APPIM ). Muscolarmente bilanciati. Assieme a tutta la serie di sintomi che prima non avevamo collegato con coerenza, allo sbilanciamento.

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