La Salute con l'Occlusione Muscolare

9.NO A CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE

ATTENZIONE:

L’INTERVENTO MAXILLO FACCIALE NON E’ SEMPRE NECESSARIO !!!

PER COLORO CHE HANNO IN CONTO DI SOTTOPORSI AD UN’OPERAZIONE MAXILLO-FACCIALE O A CUI È STATO VIVAMENTE CONSIGLIATO DA MEDICI DEL SETTORE, RICORDIAMO CIÒ CHE IN 21 ANNI DI ESPERIENZA DI STORIE DI VITA VISSUTA E DI PAZIENTI È STATO EVIDENZIATO IN MANIERA MOLTO CHIARA E PRECISA DALL’APPIM:

a- A mandibola sbilanciata (ad es. morsi di terza classe) corrisponde sempre una schiena non diritta, un collo inclinato, le spalle storte;

b – Un intervento maxillo-facciale, che faccia recuperare alla dentatura un morso normale contemporaneo ad una migliore simmetria del viso, e una ottimale (?) funzione mandibolare oltre che ad un buon sorriso, non potrà mai e poi mai far recuperare al paziente una schiena diritta ;

c – Avere una bocca diritta su un corpo storto, significa essere asimmetrici muscolarmente di bocca e di corpo…quindi ancora malocclusi;

d- La malocclusione nel tempo peggiora sempre e quel sorriso ideale acquisito con l’intervento maxillo-facciale non durerà più di certo numero di anni…perché scivolamenti, bruxismo , parafunzioni o altro creeranno danni che nessun medico potrà positivamente affrontare, facendo perdere al paziente ulteriori anni in cure ortodontiche, bite notturni e quant’altro;

QUINDI UNA SERIE DI SUGGERIMENTI PRATICI:

a1- prima di affrontare un intervento chirurgico che sicuramente vi lascerà malocclusi con la schiena storta, imparate le manovre di controllo APPIM
a2 – Non preoccupatevi della presenza del morso inverso né del morso di terza classe (a meno che sia talmente tragico da rovinarvi completamente il profilo)
a3 – Pensate per prima cosa a sostenere con spessoramenti il lato della dentatura che non percepite alla prova della SBARRA;
a4 – utilizzate un bite inferiore come scuola di bilanciamento e poi con il dentista usate degli spessori in composito sui denti naturali
a5 – recuperate schiena diritta, collo e spalle in simmetria e gambe grazie al bilanciamento e la capacità di distinguere le asimmetrie residue a livello della bocca grazie ai test muscolari
a6 – programmate pure l’intervento maxillo-facciale ma solo dopo aver raggiunto una impostazione posturale simmetrica
a7 – considerate che forse il difetto del morso di terza classe potrebbe essere regredito grazie alla reimpostazione muscolare della mandibola, se la muscolatura l’ha permesso.
a8- la muscolatura si ribella a denti che non ne assecondano la funzione…e i denti nel tempo non accettano imposizioni…
a9 -anche la lingua in quanto muscolo appartenente alla mandibola potrebbe costituire una forza che contrasterà la stabilità dei denti e la chiusura delle arcate dentarie impostata dal chirurgo.
a10 – nessun grande chirurgo può agire sulla dentatura di un maloccluso mettendo d’accordo denti, estetica, muscoli e lingua senza la collaborazione del paziente che esegue le manovre di controllo…le sensazioni di contatto, di vuoto, di precontatto sono talmente soggettive e invisibili che affidarsi ad estranei pensando di poter risolvere i propri problemi, è solo una illusione che durerà il tempo del risveglio e/o della chiusura delle arcate dentarie quando libere da elastici.

Il paziente può recuperare una buona simmetria grazie al bilanciamento del bite effettuato con le manovre muscolari suggerite dall’APPIM. Perche’ dunque intervenire chirurgicamente su un’asimmetria anatomica del viso, visto che la rimessa in asse muscolare deve essere, in questi casi, l’unico rimedio ragionevole di riposizionamento anatomico della mandibola e dell’articolazione temporo-mandibolare?

Quello che il dentista non deve mai proporre al proprio paziente maloccluso:

  • La devitalizzazione dei denti con polpa sana
  • L’estrazione di elementi ancora recuperabili
  • L’appiattimento delle superfici occlusali
  • I molaggi selettivi su denti sani
  • Le protesi troppo basse
  • L’ortodonzia senza bilanciamento
  • L’estrazione di denti per immettere impianti
  • Le radiografie dei condili e del cranio
  • Gli interventi maxillo facciali per riportare in simmetria la mandibola
  • L’alcolizzazione del trigemino
  • Gli interventi di artroscopia nella fossa glenoidea

I rischi e le complicazioni associate all’artroscopia dell’Atm sono:
lesioni alle branche del nervo faciale e dei nervi superficiali, lesioni all’orecchio inclusa perdita dell’udito, perforazione della fossa glenoidea, perforazione della capsula, trisma, emorragie, rottura di strumenti all’interno della cavita’ e conseguente necessita’ di intervenire a cielo aperto sull’Atm, infezioni, danni ai tessuti per l’uso del laser, esercizi di riabilitazione che durano settimane o mesi…
A.W. Tarro, TMJ Arthroscopy, Ed. J.B. Lippincott Co., Philadelphia 1993.
le recidive sono presenti e la mancanza di sensazioni, parestesie sono frequentissime. eppure i giovani vengono convinti con poco a farsi mettere titanio, aprendo la testa, con l’autoconvincimento che tutto sia facile e operazioni di routine. parecchi i casi di veri e propri disastri mesi e anni dopo, con emicranie, denti che non contattano, altri problemi fisici che prima non esistevano.

C’e’ un dovere non scritto che impone ai medici, ovvero la sperimentazione di nuove metodologie anche se esse non provengono da ambienti dotti, al fine di dare benessere al paziente. La medicina ufficiale guarda all’organo malato in un’ottica settoriale, riduttiva e meccanica. Questo non va. Bisogna guardare all’organismo tutt’intero in un’ottica globale.

Il diffuso benessere corporeo derivante dal riequilibrio mandibolare comporta un automatico aumento di energia fisica e psichica, nonostante la diminuita esigenza di riposo e di cibo.
Tutta questa energia, mai prima posseduta dal paziente, proviene sicuramente dalla migliorata ossigenazione e vascolarizzazione del midollo spinale e di tutto il sistema nervoso centrale. Ne beneficiano le cellule e quindi il funzionamento degli organi del corpo. I collegamenti neuronali, venosi, ormonali muscolari…non sono piu’ negativamente influenzati dalla mandibola e dalle altre strutture dell’Unita’ Funzionale della colonna vertebrale. Di conseguenza il sistema nervoso centrale non sviluppa piu’ ansia e stress che indeboliscono le risposte. L’energia psico-fisica puo’ cosi’ manifestarsi pienamente in tutta la sua potenzialita’.

lasciamo perdere ai casi gravi (realmente gravi e spessissimo non ricadete in questo gruppo) la chirurgia e cerchiamo di risolvere muscolarmente senza stravolgere il corpo. se eventualmente non ci si dovesse riuscire, allora si pensera’ all’operazione chirurgica, non prima. con calma.

 

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