IL BILANCIAMENTO DEL BITE INFERIORE SECONDO APPIM

A – il bite inferiore non deve portare il mento innaturalmente all’indietro, di lato o in avanti rispetto al solito

B – il bite deve possedere fosse appena accennate sotto le cuspidi palatine; una fossa per ogni cuspide di stampo; la verifica va fatta usando la cartina blu sotto ogni cuspide; la cartina deve essere trattenuta
da ogni dente mentre si serra osservandosi con attenzione allo specchio e sotto una buona luce

C – lo stop di retrusione è il versante inclinato esistente sul davanti di ogni fossa del bite; se non c’è lo si creerà in un secondo tempo; per verificarlo bisogna aspirare l’aria a denti stretti (Coca Cola)

D – il bite non deve impedire alla mandibola di avanzare in protrusione, di arretrare aspirando l’aria, di spostarsi di lato a destra e a sinistra; non deve imprigionare e non deve ostacolare il movimento

E – il bite deve essere bilanciato con l’uso del trapano e delle resine a freddo, aiutandosi con le sensazioni e
le manovre di controllo, e le cartine blu

F – un bite sbilanciato crea problemi tanto quanto una dentatura sbilanciata, e a volte ne crea di maggiori soprattutto alle gengive

Le principali prove di controllo sono: 

  • Bacio per controllare lo sbilanciamento tra premolare di destra e premolare di sinistra 
  • Coca-Cola per controllare gli stop di retrusione 
  • Sbarra per controllare l’altezza dell’ultimo molare rispetto al primo premolare 
  • Altalena dei Masseteri per valutare le differenze di spessore tra le due emiarcate 
  • Rilassamento profondo per valutare la posizione del mento, l’Asse di Centrica, l’altezza dei sostegni di fossa (se la verifica avviene a schiena diritta da seduti dopo aver dormito anche storti) 
  • – oppure per valutare l’asse e l’altezza degli Stop di retrusione (se la verifica viene attuata da distesi al risveglio.

 

Con l’esperienza si può capire se un viso è ancora sbilanciato o fuori asse, ma il paziente all’inizio è in totale confusione e quindi deve procedere con enorme cautela : 

– per non incorrere in un morso aperto o testa a testa con gli incisivi
– per non stabilizzarsi in Retrusione 
– per non spostare il mento innaturalmente costruendo Fosse sbagliate 

Deve: 

– Rialzare pochissimo e solo nelle zone ove sente l’esistenza di un vuoto ma dopo essersi stabilizzato sull’emiarcata più alta 
– Autovalutarsi continuamene incrociando le manovre e allo specchio osservandosi 
– Non smettere di ragionare sulle sensazioni di contatto aprendo e chiudendo adagio in intercuspidazione 
– Rendere la superficie del bite la più semplice possibile e memorizzare i punti essenziali di sostegno dente per dente 
– Tenere a mente che per sostenersi il corpo ha bisogno solo di un millimetro quadrato circa sotto ogni dente 
– Non spaventarsi davanti a sensazioni nuove e usare le cartine, imparare a leggere la traccia blu, eliminare tutte le sbavature di resina, lasciando inalterato solo il fondo della fossa e quel poco di stop esistente sul davanti 
– Imparare a ragionare di traiettorie di simmetria; non sono ammesse deviazioni; la bocca non deve incontrare ostacoli, scalini, blocchi, muri 
– Rassegnarsi ad immaginare i contatti tra cuspide e fossa non potendo vederli fisicamente; i denti non sono trasparenti 
– Tenere a portata di mano il calco in gesso (impronta), mettendo nel suo mezzo se necessario il bite per capire maggiormente.
– Non lavorare di fantasia nell’immaginare che il corpo o la dentatura o i muscoli rispondano ad altre cause diverse dei denti 
– Con coraggio sperimentare anche nell’incertezza del risultato, buttarsi modificando e facendo il contrario di tutto se la situazione non si è sbloccata nel giro di pochi giorni… 
– Non chiedere consigli a chi ne sa di meno o come voi, quindi sicuramente chiedere agli esperti di bilanciamento APPIM, ragionare attraverso gli incontri e la pratica durante la formazione, prevedere, supporre attraverso evidenze.
Solo sperimentando idee sbagliate, solo facendo dietro front, solo ritentando si è riusciti a trovare la strada giusta.
I denti non sono complicatihanno bisogno di sostegno e basta ma devono difendersi dalla muscolatura che nell’imprimere le resine morbide gioca sfondandole o lasciandole impresse male, adagio adagio limando gli eccessi e compensando con resina i difetti di spessore, i denti chiudendo bene daranno le conferme che ci servono.

– Faticare da soli è meglio, proprio per non perdere il filo dei ragionamenti, per poter fare i collegamenti tra un difetto e una sensazione, per imparare la causa di certi fastidi, per distinguere i denti sulla base del 
dolore, e per evitare di ripiombare negli stessi errori dei giorni o mesi precedenti, per aggiustare il tiro… 

– fosse un lavoro facile quello dell’autobilanciamento, qualcuno prima di noi l’avrebbe già messo a punto… Evidentemente la fatica di reinventare il metodo ogni volta seppure con l’aiuto dei test muscolari è e sarà sempre competenza e fatica dei diretti interessati.

 

 

 

Immagine

 APPIM DI A. VALSECCHI

I PUNTI FERMI DEL BILANCIAMENTO

A. Lo Sbilanciamento e le sue ripercussioni

B. Il metodo muscolare Appim (senza commistioni varie)

C. I 5 Test Muscolari (come insegnato da Appim)

D. L’Anatomia dei denti e i punti di contatto per il sostegno del corpo

E. La funzione mandibolare e le posizioni occlusali abituali della mandibola

F. Le Regole dell’Occlusione (che solo Appim conosce a perfezione perchè desunte dalla pratica personale)

G. Le simmetrie di contatto

H. Il bite rigido inferiore come scuola, non a vita.

I. La fase finale della riabilitazione (con o senza dentista).

Coloro che non seguono e non convengono anche su uno solo di questi punti fermi, ormai codificati e ampiamente sistematizzati da 30 anni, non potranno MAI  affermare di aver usato il metodo APPIM in questione. Chi scrive fa parte del gruppo di persone già riabilitate. 

Siamo sempre a disposizione per ogni richiesta di consigli e dubbi, stampa pure questa pagina e tienila con te.

© 2014 – 2018  APPIM a cura di C. Morcone APPIMLAB 

 

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