La Salute con l'Occlusione Muscolare

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METEOROPATICO A CHI?

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METEOROPATICO A CHI?

Il vento vi eccita o vi innervosisce? 
Sentite con anticipo l’arrivo di un temporale? 
Non siete matti, solo meteoropatici, ossia sensibili al tempo atmosferico. 


O meglio: si è malocclusi e muscolarmente sbilanciati, quindi suscettibili all’umidità in maniera esasperata.  E sappiamo che è lo Sbilanciamento Mandibolare e i contatti dentari non corretti a creare tutta questa disarmonia anche a livello di “Termoregolazione Corporea” e dei tassi di umidità, come è evidente da casi e casi risolti da bilancianti che non temono più caldo umido asfissiante e di conseguenza anche freddo, vento, scirocco e piogge…Ma facciamo un passo indietro. 


Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, esiste una correlazione tra clima e comportamento: infatti noi disponiamo di un meccanismo fisiologico di dispersione o produzione di calore che permette di mantenere la temperatura corporea costante. La temperatura esterna influenza questo “termometro” interno provocando la comparsa di stanchezza, insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, cefalea, etc. 
L’abbassamento improvviso delle temperature provoca vasocostrizione e aumento della pressione sanguigna, risultando pericoloso per es. per i cardiopatici, ma anche problemi all’apparato respiratorio, con aumento di asma, infezioni alle vie aeree, bronchiti e broncopolmoniti. 


Si potrà obiettare che anche gli animali sono sensibili al clima. Certo devono esserlo, vivendo all’aperto o comunque a contatto maggiore con la natura e gli istinti ma essi non stanno male, se sono animali sani, percepiscono solo il cambiamento climatico e vi si adattano. Come ogni forma sana intelligente sul pianeta. Mentre la persona, se accusa questi problemi derivanti dal tempo atmosferico sta male. 
Ma questo può succedere solo allo sbilanciato, perché i contatti non sono corretti e il rapporto cranio-mandibola è inadeguato e il mascellare non chiude come coperchio su scatola, cuspidi in fossa e incisivi e canini sulle guide, che scendono sopra i denti mandibolari, in rapporto armonico, come viene spiegato nei libri, video, incontri dell’APPIM, da venti anni ormai. Senza smentita. 

Che sia caldo o che sia freddo, comunque, il tempo influisce sullo stato psicofisico del maloccluso: 
Per esempio, il vento caldo e secco si ripercuote sull’umore, provocando nervosismo, ansia e depressione. Il vento gelido e secco della tramontana fa aumentare reumatismi e asma. Il temporale può provocare mal di testa: secondo uno studio dell’Università di Cincinnati il temporale aumenta l’insorgere delle cefalee di circa il 30%. 
Quando piove molto possono aumentare le allergie: i granuli di polline vengono infatti dispersi meglio nell’ambiente. 
Inoltre, quando si dice che si “sente” il cambiamento di tempo attraverso i dolori alle ossa, possiamo crederlo veramente: gli studi confermano che cambiamento di umidità e temperatura può aumentare malattie come artrite e reumatismi anche 2 o 3 giorni prima della perturbazione. 
Tutti sintomi dello Sbilanciato muscolare e tutti peraltro già risolti ampiamente dai bilanciati risolti, riabilitati da anni. 

La meteoropatia non è un problema immaginario: sentire il tempo è un disturbo diffuso e riguarda una persona su tre, proprio perché lo sbilanciamento muscolare è così vasto, anche nei cosiddetti “asintomatici”. Non faranno però riferimento al proprio sbilanciamento, ma daranno la colpa alla “sindrome” e al “tempo”. 
I sintomi dell’adattamento difficile sono: mal di testa, dolori muscolari, dolori migranti alle articolazioni e sindromi ansiose-depressive e difficoltà digestive. Alcune persone avvertono il disagio anche in anticipo e mostrano antenne sensibili capaci di sentire un temporale o la neve con due o tre giorni in anticipo. 


Le perturbazioni, con i loro spesso veloci e profondi mutamenti di temperatura, pressione e/o tasso di umidità, sembrano stimolare anche la produzione di ACHT, un ormone prodotto dall’Ipofisi, causando sintomi di ansia e problemi psicosomatici. Tale ormone regola la secrezione di un’altra sostanza ormonale, ovvero il celeberrimo Cortisolo
L’ACHT reprime inoltre i livelli di endorfine, con il conseguente aumento di sensibilità al dolore, e quelli di Adrenalina e Noradrenalina (altri due importanti Neurotrasmettitori), rendendo l’individuo meno capace di rispondere prontamente ed efficacemente ad eventuali stress psicofisici. Non esistono patologie o problemi psicologici afferenti a questa sindrome..ma soltanto di ordine fisico nei contatti e solo attraverso i contatti dentari corretti e una Simmetria muscolare mandibolare così come indirizziamo e insegniamo all’APPIM da anni. L’unica certezza è che solo nelle persone non bilanciate muscolarmente succede questo. Nei riabilitati nel giro di pochi mesi scompare la criticità e nel giro di 12 mesi circa le cose migliorano col tempo dato che il sistema di termoregolazione, così come quello immunitario, si rafforzano con il tempo, non con le terapie anche alternative e prodotti anche naturali. Si rafforza automaticamente nel tempo, quando non viene attaccato. 

SI DIVIDE IN GENERE IN TRE BRANCHE: 
a) Igropatie. Si tratta di un complesso di sintomi associati alla presenza di un forte tasso di umidità nell’aria, a volte prossimo al 100%, che agisce sull’organismo umano rallentando o bloccando la traspirazione e l’evaporazione a livello epidermico. Non è perfettamente chiaro in che misura i climi molto umidi, come per es. quelli tropicali estivi, possano influire sulle forme artroreumatiche. 
b) Anemopatie. Sono sindromi molto diffuse, che si presentano in relazione a venti particolari. 
Si presenta con rilassamento generale psicofisico, ipotensione arteriosa, poliuria, stato d’ansia, irrequietezza, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione (che può comportare un aumento degli infortuni stradali e sul lavoro), riacutizzazione di nevralgie o nevriti e, nei soggetti predisposti, anche ictus, infarti, trombosi, accessi asmatici, coliche addominali, epatiche e renali. 
c) Ionopatie. Prendono il nome di ionopatie tutte quelle sindromi che sono legate alla rapida variazione della ionizzazione dell’aria, da positiva a negativa, durante il passaggio di una perturbazione temporalesca a carattere di fronte freddo, oppure da negativa a positiva prima e durante il passaggio di un fronte caldo. 
Dato però che i meteorolabili sono anche neurolabili a cui la componente allergopatica che è quasi sempre associata. E anche questi sono sintomi dello Sbilanciamento. 
“Talvolta è una cefalea, oppure la nausea o un dolore articolare: il cambiamento climatico viene annunciato da un sintomo chiave e raramente viene smentito. La causa sembra essere un’alterazione del sistema di termoregolazione: l’ipotalamo risponde alla variazione atmosferica con la produzione di serotonina, che media lo stress, e con l’attivazione del surrene, che regola il ritmo sonno e la veglia. 
Le meteoropatie secondarie, che sono le più note, si presentano come aggravamenti o riacutizzazioni di malattie croniche, infiammatorie o degenerative, a carico di vari organi, sistemi ed apparati dell’organismo umano. In esse sono particolarmente interessati: l’ipotalamo che invia neuro-ormoni all’ipofisi anteriore e all’ipofisi posteriore modulandone l’attività. 
E’ facile notare che le cicatrici fanno più male quando cambia il tempo; che l’attacco asmatico è più frequente quando ci sono variazioni o perturbazioni atmosferiche. O ancora persone oggetti che avevano reazioni particolari dal punto di vista cardiaco. Queste in definitiva sono le malattie secondarie, cioè che esistevano prima che si verificasse un evento meteorologico; poi al verificarsi di tale evento si scatenano e aumentano la loro intensità. 


Accenneremo poi delle malattie da fohn o scirocco, ovvero del vento. Quando invece c’è vento di scirocco o fohn l’aria è composta principalmente da ioni positivi. E allora la gente sbilanciata sta male, è ipertesa o è soggetta a cali repentini di pressione, si soffre di mal di testa, che è molto frequente, o si verifica un aumento delle catecolamine nel sangue. La reazione in molti casi è il bisogno di sdraiarsi, l’impossibilità di svolgere i propri compiti, crisi di pianto e disperazione, sembra incredibile ma questi sono i i sintomi per alcune persone sensibili alla termoregolazione corporea dovuta allo sbilanciamento mandibolare. 
Chi è colpito da meteoropatia soffre già di qualche patologia: asma, artrosi, disturbi circolatori. Per questo è necessario distinguere il depresso da altre forme patologiche. E anche qui ritornano gli stessi sintomi dello Sbilanciamento muscolare mandibolare.” 
Quali sono i trattamenti? Trattamenti con tecniche sullo stress (parola magica!) e patologie reali correlate. Talassoterapia e fangoterapia, agopuntura, fitoterapia, cure per le bronchiti e apparato respiratorio, inalazioni, fanghi, bagni, idromassaggi… 


Tutte cose inutili per un bilanciato. Non ne ha bisogno. Bilanciandosi di bocca, con una buona Simmetria di Contatti, quando vedrete un bel temporale o la pioggia o la Luna piena o il vento di scirocco o fohn non si avrà più nessun effetto negativo. Tutto sarà tranquillo e pacifico e se qualcuno vi chiederà se siete ancora meteoropatici si potrà sempre rispondere “Meteoropatico a chi???”. 

[C. Morcone]


Bibliografia 

www. treccani . it/enciclopedia/meteoropatia) — Intervista col prof. R. Gualtierotti, Fondatore del centro di ricerca di bioclimatologia all’Università degli Studi di Milano Patologie croniche osteo-neuroarticolari. 
bimbonaturale.org 
[digilander.libero.it
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Climate change and human health, ed. A.J. McMichael et al., Genève, World Health Organization, 1996. 
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G. Flemming, The importance of air quality in human biometeorology, «International Journal of Biometeorology», 1996, 39, 4, pp. 192-96. 
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M.D. Morgan, M.J. Moran, Weather and people, Upper Saddle River (NJ), Prentice Hall, 1997. 
D.R. Thompson et al., Meteorological factors and the time of onset of chest pain in acute myocardial infarction, «International Journal of Biometeorology», 1996, 39, 3, pp. 116-20.

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FREDDO DENTRO

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FREDDO DENTRO: MALOCCLUSIONE E TEMPERATURA CORPOREA

  • Cos’è realmente la Termoregolazione corporea?  

  • E perché sentiamo eccessivamente il freddo (o troppo caldo)?

  • E perché se il corpo è in simmetria muscolare, non ne risente?

Domande a cui nessuno ha il coraggio o la competenza sul campo per rispondere in maniera soddisfacente, passando da malati a sani se non ci si è passati attraverso. In forza di questo, e la generale mancanza di  lavoro di ricerca e di autoriabilitazione autonoma, da la possibilità però di argomentare partendo dalle evidenze pratiche, empiriche e chiarendo alcuni aspetti teorici. Come si è sempre fatto nella letteratura scientifica. Essendo pionieri in questo è bene usare i metodi che ci appartengono come esseri umani e pazienti riabilitati.

Il processo di termoregolazione è particolare un meccanismo fisiologico che tende a mantenere costante la temperatura dell’organismo adattando i processi di produzione e di dispersione del calore ai cambiamenti della temperatura ambientale. Nell’organismo la produzione di calore deriva dai processi ossidativi del metabolismo energetico, dall’attività muscolare e dall’alimentazione. Ogni volta che si verificano variazioni della temperatura ambientale l’organismo mette in atto risposte di tipo somatico, ormonali, comportamentali e neurovegetative. I meccanismi di riflesso attivati dal freddo sono: l’attività muscolare (nella forma di brividi), la secrezione di adrenalina, di noradrenalina e di ormone tireotropo,  la vasocostrizione.

Viceversa il caldo genera vasodilatazione, aumento della frequenza del respiro e la sudorazione, che accelerano la dispersione del calore. In pratica siamo tutti una piccola stufa a 37°C che ha bisogno di avere sempre un certo equilibrio, dove il delta,  l’intervallo di dispersione o accumulo sia il meno ampio possibile. Il corpo cerca quindi sempre una stabilità organica, fisiologica, meccanica, ormonale. Una stabilità che non significa certamente staticità, ma anzi è determinata dal grande dinamismo che il corpo umano riesce ad esprimere, grazie anche al fatto che siamo in posizione eretta.

 Kollias SS, Barkovich AJ, Edwards MS. Magnetic resonance analysis of suprasellar tumors of childhood. Pediatr Neurosurg 1991

Kollias SS, Barkovich AJ, Edwards MS. Magnetic resonance analysis of suprasellar tumors of childhood. Pediatr Neurosurg 1991

 

IL RUOLO DELL’IPOTALAMO

L’insieme dei meccanismi riflessi termoregolatori è integrato dall’ipotalamo. Nell’ipotalamo anteriore esiste un centro termolitico, costituito da un gruppo di neuroni sensibili ad aumenti di temperatura di 1-2 °C e capaci di reagire a questi aumenti con l’attivazione dei meccanismi di dispersione termica. Lesioni a livello dei nuclei dell’ipotalamo anteriore determinano ipertermia. Nell’ipotalamo posteriore e laterale esiste un centro termogenetico, costituito da neuroni che risentono delle diminuzioni della temperatura ambiente reagendo a esse con l’attivazione dei meccanismi conservativi e produttivi del calore. In determinate circostanze il controllo ipotalamico della temperatura corporea risulta spostato a un livello più alto; ciò in particolare si osserva nella febbre, la quale è dovuta il più delle volte alla liberazione di tossine, che agiscono sui centri termoregolatori dell’ipotalamo attraverso fattori pirogeni dei leucociti circolanti.

La respirazione e le funzioni dell’ambito Naso-Orecchio-Gola per esempio, migliorano e in maniera eccellente, eclatante. Ma pensiamo perché a monte vi è anche un sistema immunitario ormai fortificato dalla simmetria muscolare che non si riflette più su quell’apparato.

FORTIFICAZIONE DI ORECCHIE-GOLA-NASO e ripristino della respirazione nasale ed orale.

Perchè viene fortificato? Per via della bocca chiusa di notte, dei contatti che chiudono ma non serrano la bocca per esempio….Per via di un equilibrio delle mucose del naso, grazie alla pressione simmetrica e bilanciata delle cuspidi su bite o denti eliminando quindi le narici chiuse, per sempre come anche la gola, tonsille. Spesso si è parlato della resistenza al freddo del riabilitato sul forum anche negli anni scorsi…Questi sono sintomi che spariscono. Ogni persona ha certamente dei canali preferenziali su cui viaggiano determinate patologie e sintomi.

Parte II

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TROPPA SENSIBILITÀ ALLE ESCURSIONI TERMICHE E UMIDITÀ’?

Alcune persone si chiedono come mai, da maloccluse, sono influenzate da tutto: vento, umidità, freddo, troppo caldo.
Il benoccluso non soffre di raffreddori, mal di gola, dolori alle orecchie, vertigini. Se prima soffrivamo di grossi dolori muscolari, anche alle gambe che sentivamo anche molto pesanti, ora non più.  Una volta portato il bite, corretto ed equilibrato, di pochi millimetri, e/o sui denti se l’entità dello sbilanciamento è minimo, sparito tutto.

I problemi atmosferici derivano sempre dalla malocclusione, iniziando quindi con un bite spessorando i denti posteriori e lavorando al decimo di millimetro velocemente si arriva a non aver bisogno di antiinfiammatori, tutori, cerotti. Invece da bilanciati, si ha bisogno di tanti supporti e professionisti di ogni sorta.

E’ PROPRIO NECESSARIO  e ovvio AMMALARSI stagionalmente?

D’altra parte se ci si pensa, il caldo è entrato relativamente da poco nella nostra storia. Ci si lavava con acqua fredda, spesso corrente, i vestiti erano inadatti alle temperature invernali, le medicine erano scarsissime, spesso più dannose del male. Eppure abbiamo resistito e siamo arrivati a quest’epoca così comoda. Troppo comoda. Che non ci fa capire che c’è qualcosa che non va se abbiamo sempre l’influenza, ce lo dice anche la tv e i giornali: D’inverno si DEVE avere l’influenza, è  un diritto ammalarsi..Invece piuttosto è un diritto star bene. Tutto ciò è assurdo e falso ma lo si capisce solo chi applica un buon metodo di lavoro autonomo su di sé.

L’APPIM in questo non è seconda a nessuno. Armiamoci di trapano e resine, ci aspettano temporali troppo forti per resistere da malocclusi. Abbiamo sperimentato queste situazioni e la difficoltà ad entrare in acqua in estate ..mentre da riabilitati il problema non si è più posto anche fuori stagione.

Siamo arrivati alla conclusione che le cartilagini e i tessuti infiammati a causa di un corpo non diritto sono estremamente sensibili al freddo e sentono sollievo solo dai bagni in acqua calda..
la sensazione di freddo che accompagna il maloccluso tutto l’anno richiede l’uso di maglioni, di guanti, scialli …quando vediamo per strada persone infagottate in vari strati di lana, camminare con il torace incavato e il dorso curvo ricordiamo che non è il clima freddo la causa di tutto, bensì lo sbilanciamento di bocca che influenza la via della temperatura ovvero il suo percorso attraverso il midollo spinale fino alla corteccia cerebrale.

E’ vero nessuno riusciva a spiegarci perché quando cambiava il tempo si stava male e quindi in un certo modo ci si sostitutiva al metereologo. Generalmente poi, i dolori e le tensioni a collo e spalle sono proprio sul lato ove i denti contattano per primi nella tensione di tutti i nostri test perché il freddo rende ipersensibili i tessuti infiammati ..Anche se le compressioni e relative infiammazioni si evidenziano a distanza dalla bocca…mani, spalle, collo, ginocchio, piede. Il dolore artrosico ad una certa epoca della vita è la regola ma dopo il lavoro sui denti il clima non ti influenza più, il dolore artrosico sparisce, e certe alterazioni delle mani contemporanee al dolore di allora rimangono e non regrediscono, ma non peggiorano di una virgola.

La via della temperatura transita dal midollo spinale ed è influenzata dalla postura: tutto sta a dimostrare un malposizionamento di mandibola che influenza settori apparentemente slegati dalla malocclusione. Toglietevi questo dubbio; accelerate sul bilanciamento mandibolare, senza necessità di raggiungere la perfezione. Vedrete come cambia l’atteggiamento del torace, le spalle, la postura…e stranamente avrete molta resistenza al freddo e alle malattie invernali, raffreddori, bronchiti, influenze, rinorrea; non vi capiteranno che raramente e non dureranno più di pochissimi giorni senza dover restare necessariamente a letto.

© 2009, 2014 C. Morcone I parte, II parte A. Valsecchi – APPIM

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