La Salute con l'Occlusione Muscolare

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LA GNATOLOGIA DA RIPENSARE

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E’ la solita STORIA….quando i Dentisti si avvicinano all’APPIM si bruciano le penne, non si rendono conto di camminare su un terreno minato  e credono di intendersi di bilanciamento mandibolare solo perché si ispirano a testi di altrettanti dentisti che mai hanno fatto autoriabilitazione. (A. Valsecchi)

Certamente bisogna Ripensare la Gnatologia, cosa che comunque già facciamo da tanti anni…ma ripensare significa anche abbandonare concetti errati e assumere altri, alla prova dei fatti, corretti, altri da valutare nel tempo, altri da valutare con l’esperienza in una trama dialettica attiva tra paziente e professionista. Dovrebbe essere così ma non lo è. Perchè? Perchè Poi iniziano a far tanti discorsi che apparentemente funzionano perché essendo sindromi ogni distretto può essere illuminato da termini seducenti, volutamente incomprensibili agli “ignoranti” e che sembrano assumere reale significato seppur solamente nelle astrazioni, “Può essere quello ma anche questo…e perchè questo?”; frasi espresse con enfasi teatrale, assunti anatomico funzionali che fanno acqua da tutte le parti non appena però si comprende il senso approcciandosi nella PRATICA ai Test muscolari incrociati e di controllo. Certi discorsi confondono sia loro stessi (infatti non si riabilitano, io non ne ho mai visti finora) che il paziente, inginocchiato dai dolori e fedele martire inutile della autonominata religione scientifica che disattende continuamente le aspettative, con ostinata reiterazione pellegrinando ovunque attendendo dall’alto un miracolo dalla gnatologia, che mai, mai arriverà.

Meglio quindi far poggiare coi piedi a terra i malati e farli ragionare sul fatto che la tecnologia non può tutto, la medicina nel loro caso può poco e nulla di stabile, la differenza tra MIGLIORARE e GUARIRE, il fatto che “stare bene e stare male” sono altresì aspetti emotivi, e non possono assolutamente essere presi in considerazione se non nell’istante.. e la possibilità che in questo caso è possibile far fare al paziente e poi solo poi al medico dentista e comunque in partnership, non in sudditanza.

Ovviamente non c’è mai il discorso opposto, cosi come giustamente dici da 25 anni…Anzi, assurdamente siamo noi dobbiamo essere esautorati anche solo dal parlare di bocca..però peccato perchè noi abbiamo risolto tutto..tutto quello che compete a loro con diagnosi prima e dopo. Sarebbe logico un accomodamento da parte loro, non nostra. No, dobbiamo essere noi, anche secondo certi pazienti a doverci inginocchiare ancora una volta a una medicina vuota e priva di senso che ci avrebbe portato a fine certa. per salvare poi cosa, il campanilismo non certamente i pazienti, le persone.. Eppure “primum non nocere”.

Poi però noi che siamo ex pazienti (parola che deriva da patire) , no noi siamo riduttivi, possiamo essere trattati con sufficienza, dobbiamo patire (appunto) la visione di centinaia di malati che non risolvono per un semplice fatto di forza di essere autonomi, di gestire e fissare i pensieri e le azioni sulla bocca e sulla base della fiducia nel proprio corpo con costanza perché la mente sbilanciata FA DI TUTTO PUR DI NEGARE E NEGARSI l’evidenza, minimizzando sempre la realtà in vece delle favole accomodanti ed enfatizzando il resto per non liberare il proprio essere dal giogo, dalla causa del proprio Male.

E’ certo che, alla fin fine, da una Non Riabilitazione non può che arrivare una Non Soluzione.  Chi sa costruire e chi si improvvisa (Icaro), chi ha capacità e chi pensa di averle perchè figlio, quindi una certa attestazione, chi deve risolvere fuori dai discorsi astratti dei convegni e chi parla, parla…si parla addosso ma alla conta dei fatti…soltanto grosse delusioni. (C.  Morcone )

a cura di C. Morcone 2016 appimlab

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DEGLUTIZIONE E MANDIBOLA

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La dislocazione mandibolare e la deglutizione

Il paziente con problemi di disarmonia occlusale presenta inevitabilmente deviazioni nella movimentazione della mandibola e della lingua e anormalità nella deglutizione e nell’atteggiamento posturale.

Se il momento di partenza inconscio della deglutizione nelle mandibole normali è la Posizione di Riposo Lievemente Retrusa, ovvero concretamente sul versante di Stop di Retrusione come si vede secondo le leggi fisiche del Piano Inclinato (1), il momento di partenza inconscio della deglutizione per le mandibole in malocclusione è il serramento dentario in tentata Intercuspidazione ICP. Questo perché l’atto della deglutizione si compie facendo leva su un contatto bilaterale solido e contemporaneo che nella mandibola sbilanciata non può iniziare ne avvenire nella posizione di riposo, in quanto la muscolatura sbilanciata non resiste senza serrare. Così solo dopo essersi incontrate in Intercuspidazione nell’asimmetria muscolare (prova del Bacio), le arcate consentono che l’atto della deglutizione si compia.

PIANO INCLINATO DA STOP A FOSSA

PIANO INCLINATO DA STOP A FOSSA

Visto che la lingua è anatomicamente collegata alla mandibola ed è una delle strutture cardine della deglutizione, risulta evidente che gli squilibri di mandibola, lingua e deglutizione sono tra loro collegati. Praticamente quindi la deviazione della deglutizione dipende dallo sbilanciamento mandibolare che coinvolge anche la lingua. E si risolve con l’intercuspidazione corretta e stop corretti sui denti posteriori (premolari e molari) della mandibola.

testa lingua e sistema ghiandole salivari
Un bite sbilanciato non serve: altera comunque l’inclinazione della mandibola già sbilanciata. Bisogna almeno, grossolanamente ora, sentire denti a destra e sinistra chiudere contemporaneamente. Naturalmente noi consideriamo utile il bite rigido inferiore da bilanciare con trapanino e resine e manovre di controllo APPIM. Per esperienza diretta.
Un bite va sempre bilanciato in armonia con le manovre di tensione, altrimenti è solo un giocattolo.
© 2003, 2015 A. Valsecchi a cura di C. Morcone 
(1) Già nel 1200 Giordano Nemorario stabilì che l’accelerazione con cui il corpo percorre il piano inclinato aumenta all’aumentare dell’angolo di inclinazione, per noi Stop Ripido che perde velocemente contatto da Fossa a stop, percorso troppo breve, dipende dalla cuspide.
Dal punto di vista pratico, il piano inclinato è utilizzato per lo spostamento di corpi impiegando uno sforzo minore rispetto a quello necessario per il loro sollevamento verticale. Ed è per questo motivo che minor sforzo fisico e traiettorie ovviamente curve che ne minimizzano ancor più lo sforzo, creano l’armonia occlusale.
©2015 C. Morcone

COSA ASPETTI?

Andy Freeberg

opera di Andy Freeberg

Il gruppo, come la pagina e questo blog sono creati per dare indicazioni ed informazioni chiare certe di pazienti risolti che vogliono autoriabilitarsi secondo il metodo APPIM, verificato alla prova dei decenni e ai professionisti che volessero aiutare i pazienti “attivi” per risolvere i loro problemi di malocclusione. Non si fanno quindi pubblicità, visti gli obiettivi dell’APPIM non a scopo di lucro. Noi diamo Conoscenza applicata.

I pazienti che volessero seguire e i professionisti dovrebbero altresì provare ad autoriabilitarsi almeno inizialmente, dato che sono per la gran parte sbilanciati, e tentare con noi ad aggiornarsi Sappiamo dai tanti incontri di quest’anno che la medicina ufficiale ha una “alacre attività di diverse Società Scientifiche che, anche quest’anno, si riuniranno per approfondire tali argomenti”. Aspettiamo che tutti recepiscano i test muscolari, che sono semplicissimi pure se rispondo alle leggi della fisica, se vogliono prendersi cura dei pazienti in maniera completa oppure, continuare così come sempre, a scapito dei pazienti gnatologici irrisolti.

Intanto i pazienti si autoriabilitano, e sono sempre di più. E anche i professionisti sono sempre di più. Per aumentare le loro capacità sarebbe opportuno che creassero un discorso con l’Appim, per riuscire ad essere precisi nelle loro diagnosi e soprattutto pratica di aiuto di certi pazienti. Il professionista, medico e tecnico assieme non può che seguire i consigli amichevoli e precisi di chi ha risolto, cercando di salvaguardare i denti,e contatti e senza infezioni, al massimo della loro capacità.

Altri pazienti che lasciano si autoselezionano, non sono fatti per fare un lavoro di grande impegno ed esercizio del lavoro sottile che solo la persona stessa può fare, certi ragionamenti e soprattutto le sensazioni, si perdono. Io personalmente non posso star dietro a troppe persone in maniera adeguata, perciò preferisco tagliare via tutti coloro che non seguono, non si fanno sentire, non chiedono consigli..non ne ho il tempo, tra l’altro.

Mi spiace, Posso seguire solo chi segue.

Cosa aspetti?

DERIVE E DERIVATE SONO TUTTE INTORNO A NOI

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Derive e derivate sono tutte attorno a noi.

Perchè devo leggere, come paziente Appim, e quindi ignorante, che “L’obiettivo finale dei trattamenti è quello di avere una massima intercuspidazione con i condili in relazione centrica MIP=RC?” E’ assurdo, illogico, falso. Basta andare da Fossa a Stop per azzerare tutte le obiezioni di questo mondo sui libri scritti che vengono riscritti ricopiando da altri testi a loro volta ripresi e ricopiati..così per generazioni , senza mai chiudere i denti in tensione muscolare…mai che ad uno studente fosse venuto in mente, studiando a tavolino di fare Bacio -CocaCola…
I condili si rapportano alle posizioni dei denti mandibolari, a contatto con l’arcata superiore. Condili di persone benoccluse sono anzi piuttosto anteriorizzati che centrati (benchè meno arretrati) e la centratura dei condili non è affatto un segno di buona occlusione..basta osservare. Per cui non solo sono due posizioni opposte, ma si trovano fisicamente, su due piani completamente differenti. Sono designate da piani di curvatura che in analisi matematica (per chi ha studiato) possiamo denominare come Derivate.

Quindi l’inclinazione di una rampa, un versante di stop di Retrusione è una derivata, quindi non è solo la pendenza di una curva, come studiano gli studenti, in genere. Derivate grandi hanno pendenza ripida, la mandibola deve abbassarsi molto per arrivare allo stop di retrusione durante l’arretramento mandibolare e si ha una derivata piccola se poco inclinata, se cioè è lievissima la fossa e quindi di conseguenza anche il versante per arrivare allo Stop. E’ fondamentale perchè è su quella rampa che si sta per la maggior parte della giornata (Leggera Retrusione), oltre che in Fossa o sugli stop sporadicamente..quando ci si riposa, distesi. Tutte queste piccole grandi indicazioni e ragionamenti arrivano con il lavoro di comprensione dei meccanismi di cui è fatto il mondo, le leggi fisiche, matematiche e calcolo infinitesimale,che sottendono il meccanismo universale dell’occlusione. E questo è il nostro compito.

Però leggendo certe frasi su testi e ripetute senza mai averle provate su di sé, l’unica cosa alla deriva è la pratica e la ricerca scientifica.
Che fare? Siate TUTTI ricercatori, eseguite i semplicissimi Test Muscolari Appim per verificare ed entrare nel dubbio e poi nella certezza. Massima Intercuspidazione e Massima Retrusione sono due posizioni fisiche osservabili..Quindi ripetiamo, Massima Intercuspidazione (fossa) controllabile col test Bacio e Relazione Centrica (stop di retrusione) controllabile col test denominato per comodità Coca-Cola, non possono tra loro coincidere, in quanto su due livelli diversi ed ognuna di esse avendo un proprio ruolo e conformazione anatomica.

Dimostreremo come il corpo risponde alla Geometria euclidea come alle Geometria non euclidea, in particolar modo alla seconda.

Non solo noi siamo approdati a risultati positivi, e dimostrabili e ripetibili, pur essendo stati inizialmente digiuni di tutto, ma abbiamo anche introdotto un diverso modo di pensare nei riguardi dei problemi di sbilanciamento e di occlusione: abbiamo in pratica riscritto tutta la Gnatologia. Ma d’ora in avanti il Dentista dovrà essere l’amico collaborante, ma il merito del successo o il demerito sarà sempre e solo del paziente.

Bibliografia:

 © 2015, C. Morcone 

COSA SORREGGE UN CORPO?

calco in gesso modello di studio dei contatti

calco in gesso modello di studio dei contatti

Fosse e Stop per sorreggere il corpo umano.

Fosse e stop sono gli unici punti di sostegno che il corpo umano necessita di avere in bocca per poter stare diritto e per funzionare bene muscolarmente. se vediamo individui storti camminare per strada davanti o di fronte a noi impariamo a leggerne lo sbilanciamento collegandolo al problema denti.

La persona è inclinata tutta a destra? Manca di spessore a destra.
E’ inclinata tutta in avanti, ha il collo incassato tra le spalle, guarda con il viso il pavimento e cammina dondolando incerta con la schiena arrotondata? Allora manca di spessore globale ed ha una Intercuspidazione inesistente. E’ sempre solo una questione di millimetri, è sempre una questione di problemi causati da fosse e da stop  di Retrusione inesistenti o comunque non sufficienti.

Sono pochi i punti di contatto che servono per reggere uno scheletro, muscoli, organi: due fosse e due stop per ogni dente molare e una fossa e uno stop per ogni premolare. In totale sono dunque sei le fosse e sei gli stop per ogni emiarcata inferiore; sei più sei millimetri quadrati che, se di altezza e di inclinazione corrette, mantengono lo scheletro diritto, simmetrica la muscolatura e tranquilla ed equilibrata la mente. Questi pochi millimetri sono responsabili della nostra vita fisica e psichica. Sono assolutamente necessari alla postura. E’ per questo che dobbiamo insistere per riuscire a fare, a dimostrare.

Parlarne con i Medici che incontriamo e con persone anche sconosciute è sempre utile specialmente se nel parlare si fanno esempi pratici. Non si può pensare che spiegando ad un gruppo di persone esse accolgano queste idee capendo, pur essendo evidenze fisiche, e d’altronde non possiamo pensare di convincerle in pochi minuti. Qualcuno sorriderà, qualcuno si ricorderà di averne già sentito parlare, qualcuno prenderà la cosa sul serio per parlarne con il suo Medico. Certo, i più intuitivi e i più curiosi terranno a mente qualche dettaglio e applicheranno il suggerimento magari tra venti anni. Invece qualcuno si rassegnerà pensando di essere troppo vecchio e malandato..
Noi non dobbiamo essere troppo timorosi o pretendere di essere creduti, dobbiamo parlare, abbiamo il dovere di spiegare e di ripeterci, pensando sempre di avere a che fare con orecchie intelligenti.

©2005, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) appim

COME CAPIRE SE VI E’ REALMENTE INTOSSICAZIONE DA MERCURIO?

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TOSSICITÀ AL MERCURIO: REALTÀ ED EVIDENZE 

Data l’elevata disponibilità nella crosta terrestre di mercurio e nell’ambiente moderno ormai da secoli, anche senza otturazioni in amalgama,  pressoché in tutti i soggetti della specie umana si riscontra una piccola ma misurabile dose di mercurio nel sangue e nelle urine. Il limite massimo di sicurezza per esposizione è stato verificato, per gli operai nelle industrie in 50 microgrammi per metro cubo di aria per 8 ore al giorno e 50 settimane per anno. L’esposizione a questi livelli produrrà nelle urine livelli di mercurio di circa 135 microgrammi per libro. Questi livelli sono estremamente più alti di quelli generici e quotidiani ma sono considerati ad oggi, sicuri. La maggior parte delle persone senza alcuna amalgama con vecchie otturazioni in leghe metalliche presentano in genere dai 5-10 microgrammi per litro nei valori di urina di mercurio. I dentisti ne producono oltre i valori suddetti e sono esposti ai vapori di mercurio quando immettevano e quando ora tolgono le vecchie otturazioni, oltre a quelle che posseggono, eventualmente nella loro bocca. Spesso hanno comunque soltanto il doppio del livello dei loro pazienti pur nella massiccia e lunga esposizione professionale. Purtroppo, quando viene proposto ai pazienti da parte di vari personaggi di togliere le amalgame, vengono convinti con test che nulla hanno di serio e sono totalmente fasulli, sono truffe. Quali sono e come vengono effettuati e perchè sono da considerarsi inutili?

Il test del respiro
Viene detto al paziente di masticare vigorosamente per diversi minuti e quindi esporre la bocca ad un rivelatore di mercurio. Questi strumenti misurano i cambi di conduttività elettrica causati dall’assorbimento di mercurio o altri metalli in un rivestimento con lamina d’oro. Nelle mani dei dentisti con la stoica velleità di scovare il mercurio con presunta evidenza scientifica, molti fattori falsano invero il test. La vigorosa masticazione provocherebbe una quantità rilevabile nel respiro per pochi minuti. Dato che le persone non masticano però tutto il giorno ma solo in alcuni periodi durante i pasti, il test sarà falsato in realtà nelle 24 ore ove non si mastica continuamente e quindi non vi è la stessa concentrazione… La corretta determinazione del valore di mercurio o di metallo pesante sarebbe quella di una misurazione sull’intera giornata e non soltanto in una condizione di saliva aumentata forzatamente. Il congegno assorbe, d’altra parte anche dall’aria esterna ogni vapore metallico e vari componenti che si depositano sul film d’oro. La resistenza elettrica del film è misurata ed interpretata assieme al test effettuato dal paziente. L’apparecchio è progettato per misurare un volume d’aria diverse volte maggiore della capacità di una bocca. Quando lo applichiamo ad essa, crea un vuoto che causa un rilascio di mercurio dalle amalgame, dando alla strumentazione un valore alto e falso di lettura dei dati. Non solo, tutto ciò che si deposita sul film sensibile, rame, argento, cibo, polimeri, produzione gassosa dei batteri…cambia la resistenza elettrica, falsando il risultato. Per essere realmente utile e diagnostica, il congegno dovrebbe essere calibrato sulle concentrazioni standard di mercurio e questo non viene mai fatto per non far abbassare i valori al fine di far preoccupare il paziente ignaro. Che ci crede, ancora una volta.

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Test delle urine
A causa della sua enorme disponibilità, è comune trovare il mercurio nelle urine delle persone. Può essere riscontrato con evidenza e con maggior precisione nel sangue. Studi su larghissima scala della popolazione hanno dimostrato un livello medio di mercurio di 10 microgrammi/litro. Questi valori possono essere alzati artificialmente grazie agli agenti chelanti del mercurio come DMPS e DMSA che raccolgono piccole molecole di mercurio dal corpo, le concentrano e quindi forzano ad espellerlo dall’organismo. Facendo aumentare artificiosamente la concentrazione, generando allarmismo. 

Uno studio a doppio cieco (quindi serio), con agente chelante e placebo ha trovato però che non vi è alcuna associazione tra i livelli di mercurio e il numero di superfici dentali di amalgame in bocca. L’uso di agenti chelanti per generare la convinzione che vi sia così tanto mercurio, è semplicemente una truffa. E’ un artificio atto a vendere bene. Chi afferma che i livelli di mercurio nelle urine prodotte dopo DMPS dia il realistico stato di tossicità del metallo pesante, dovrebbe essere considerato come portatore di informazione falsa e fuorviante. Nel 2005 lo Stato del Connecticut, USA ottenne l’obbligo di bloccare definitivamente e forzatamente lo psichiatra Robban Sica dall’uso del test dei livelli di tossicità dei metalli pesanti. Sarebbe bene che tutti gli stati dell’Unione si adeguassero.

Il test del Sangue Non è facile che venga fatto al fine di determinare i livelli di metalli nel corpo, dato che sono nettamente minori che nelle urine, non ne avrebbero la forza di persuasione.

Test cutaneo dermatologico
Il test cutaneo delle allergie è assieme un’arte ed una scienza. Le corrette concentrazioni di un agente sospetto dovrebbero essere però correttamente applicate e interpretate. I test per il mercurio vengono effettuati in genere con sali corrosivi del metallo che causano rossore alla pelle. Anche se in concentrazione molto diluita, questi Sali causano arrossamenti. Può essere quindi un test, cosi fatto, seriamente preso in considerazione? Ovviamente no. I fautori della falsa crociata contro le amalgame a tutti i costi, mal interpretano queste indicazioni di irritazione come tossicità e allergia. L’allergia al mercurio in realtà è molto rara. La reale sensibilità al metallo invece può essere denotata da alcuni preparati come conservanti per determinati vaccini, cosmetici o cibi (in generale pesce).

Analisi del capello
Anche le analisi del capello, così pubblicizzate come validissime, non sono affatto accurati indicatori dell’esposizione al mercurio.  Appaiono come lo standard ma in realtà non può esserlo e per diversi motivi:
Innanzitutto tutto ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo, può finire nel capello; ora, mentre l’analisi del capello è efficace nella rilevazione di altre sostanze, arsenico per esempio, è normale invece trovare tracce di mercurio, che si abbiano amalgame in bocca oppure no. Esso proviene dal cibo, dall’acqua e dall’aria delle nostre città.
Come detto, esso può essere misurato nel sangue ed anche nelle urine, seppure con minor efficacia come già spiegato. E’ comprensibile che, essendo il capello all’esterno del corpo ed assorbendo direttamente umidità e stando nell’ambiente, l’assorbimento può essere elevato ma non è affatto quello il livello di mercurio del resto del corpo, non ne riflette assolutamente e logicamente la concentrazione.

Le misurazioni dei campioni di migliaia di persone  tramite sangue ed urine non hanno mai mostrato altissimi livelli di mercurio nella popolazione. Non può essere  quindi uno standard dato che ogni persona ha uno spessore, una densità una forma e una superficie tricologicamente diversa dall’altra.
D’altronde coloranti, shampoo, esposizione al sole, bagni e trattamenti vari alla chioma possono modificare e apportare metalli e quindi non necessariamente riflettono anche qui, i livelli interni di tutto l’organismo. Risulta ovvio come, analizzare il capello per rilevare la propria tossicità al mercurio, come per ogni altro “metallo pesante” è una perdita di tempo e soldi ed è una diagnosi incerta e non può essere data quindi come valida e sicura. Il dottore Stephen Barrett, fondatore del National Council Against Health Fraud denomina l’analisi commerciale del capello come “il segno cardinale della ciarlataneria”.

Test elettrodermico
Alcuni praticanti di ciarlataneria diagnostica, alcuni anche medici, dicono di riconoscere lo sbilanciamento elettromagnetico grazie a particolari strumenti metallici di ottone che il paziente tiene in mano, un altro connettore invece usato dall’operatore mentre tocca in vari punti dentro la bocca atto a verificare, secondo loro , determinate situazioni energetiche. Questo connettore completa un tipico circuito di basso voltaggio e il congegno registra il flusso di corrente, e dato viene rilevata “energia” data dal circuito elettrico, l’operatore interpreta malamente come anormale e quindi segno di squilibrio elettromagnetico. E il paziente, meravigliato, si convince. 

Riferimenti:
Robert Baratz, M.D., D.D.S., Ph.D. “Dubious Mercury Testing”
Frumkin H. Diagnostic chelation challenge with DMSA: A biomarker of long-term mercury exposure? Environmental Health Perspectives 109:167-171, 2001
Consent agreement. In re: Robban Sica, M.D.. Petition No. 2002-0306-001-043, Feb 2005.
Barrett S. Commercial hair analysis: A cardinal sign of quackery. Quackwatch, Jan 5, 2001.
Il dott. Baratz, lavora a Braintree, Massachusetts. specialista in medicina interna, medicina dell’emergenza, medicina orale, odontoiatria, ricerca metodologica scientifica. E’ stato consulente odontoiatrico per agenzie federali, compagnie assicurative nonché nella professione legale.

Questo articolo ha ben 10 anni…ultima revisione 19/02/2005. E’ la prima volta che viene tradotto in italiano.

http://www.quackwatch.com/01QuackeryRel…/…/mercurytests.html

2005, 2015 Robert Baratz, M.D., D.D.S., Ph.D.  – trad. di C. Morcone

NON CADERE NEL FARPOTSHEK !

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Farpotshket è una curiosa e anche un po’ buffa parola yiddish che denota una situazione che fa peggiorare in maniera irreparabile ciò che si sta tentando di aggiustare, ricostruire qualcosa che ci sembra minima, irrisoria. Ovvero, nel nostro caso, cercando di risolvere qualcosa che sembra facile, peggiori invece la situazione e lo stato di salute, nel nostro caso in maniera che non avevi affatto considerato.

“Ma come? Stavo così bene…Come è potuto succedere? Eppure ho fatto questo, sono andato da questo medico, professore, struttura pubblica e privata, ho seguito alla lettera la terapia datami, ho speso un sacco di soldi, ho fatto in modo da pagare e quindi avere in cambio (per forza) la salute e la soluzione..eppure quando ho messo questa cosa, ho preso questo farmaco, questo presidio stavo meglio…” e si ricade nel meccanismo delle auto illusioni, mentre si inizia ad avere paura di tutto e tutti e disilludersi su tutto (e tutti)..

E’ la condizione, di molti malocclusi…che tentano di aggiustare la loro salute in maniera maldestra tanto che essa poi senza un apparente perchè…peggiora sempre più moltiplicandosi nei sintomi.
Cercanco cercano, invano, con l’affannosa speranza di trovare chissà quale pietra filosofica…e invece fanno solo pasticci restando nel mondo dei dubbi, provando e riprovando, stancandosi e deludendosi…mischiando cose e metodiche senza un reale filo conduttore, sperando che poi il tutto, così in questo modo, si possa risolvere e guarire..e invece Farpotshket .

Tanti i siti, le persone, le situazioni che vi faranno pensare di non farcela e tanti che diranno che sia tutto facile, semplice, immediato!..E dall’esterno appare agli altri una condizione ridicola e assurda se non fosse invece che si riferisce alle nostra salute e quini estremamente seria. E che risposta possiamo dare? Che i test muscolari sono lì a dimostrare che invece si può risolvere, guarire con coscienza, serietà ed equilibrio. Noi lo abbiamo fatto.

E dall’esterno appare agli altri una condizione ridicola e assurda se non fosse invece che si riferisce alle nostra salute e quini estremamente seria. Non cadere nel Farpotshket, non peggiorare le cose, inizia a studiare, partecipa agli incontri APPIMLAB, leggi il libro, questi 300 articoli, guarda il video di oltre 3 ore, chiedi e fai domande, email, a vostra disposizione…Usa i test muscolari APPIM e la SBARRA e inizia a comprendere come i contatti dentari condizionano la chiusura e apertura della bocca e il corpo intero.

© 2015, C. Morcone

COME LEGGERE LO SBILANCIAMENTO OSSERVANDO IL VISO (Parte II)

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COME LEGGERE LO SBILANCIAMENTO OSSERVANDO IL VISO (Parte II)

1. PARLIAMO ORA DI DENTI BASSI E SBILANCIATI

Denti bassi e sbilanciati.
Sono sempre i denti posteriori che determinano l’atteggiamento della schiena. Se i denti posteriori non sono bilanciati, il corpo cede e si ammala…si sviuppa l’artrosi e l’artrosi nasce soltanto in un corpo scompensato da una bocca che ha perso i suoi equilibri muscolari..e per equilibri muscolari si intende la distanza muscolare tra mascella e mandibola. chi contatta sui due lati della dentatura contemporaneamente appeso alla sbarra , non svilupperà mai infiammazione artrosica, né deformazioni di mani e piedi, né periartrite né cedimenti di gambe.

Bisogna avere denti in bocca sulle zone laterali (premolari e molari) poiché sono i denti i responsabili della distanza muscolare tra le mascelle…Solo i denti.

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Denti bassi e sbilanciati determinano la postura  (Opera di Patrick Earl Hammie )

2.BITE INFERIORE E MODALITA’ D’USO NEL BILANCIAMENTO

Il bite inferiore rigido è l’unico modo per riposizionarsi nei confronti della mascella utilizzando i test muscolari nella chiusura sulle resine morbide. aprendo e chiudendo controllando il movimento in simmetria, le fosse di Intercuspidazione tendono ad essere centrate sempre che il paziente non abbia chiuso aspirando l’aria (in retrusione) o andando innaturalmente in avanti o di lato spinto a ciò da un menisco deformato e deviante.

Nel momento in cui le resine si seccheranno, si potranno iniziare i controlli dei precontatti di icp, di retrusione, di lateralità e di protrusione sempre eseguiti a denti ravvicinati. Il bite inferiore deve essere semplice, senza versanti inclinati tranne per lo Stop di retrusione che si localizza sul davanti di ogni fossa di intercuspidazione. Le fosse larghe il cui centro andrebbe modificato per ultimo in caso di sensazione fastidiosa in chiusura. Vanno eliminati tutti i bordi attorno, eccetto lo stop in modo che la fossa si presenti come un largo catino senza bordi, senza crateri o pozzi. La cartina blu chiarirà meglio la presenza anche di bordi ripidi all’interno della fossa che possono ostacolare si la chiusura in ICP che lo spostamento in lateralità a denti molto ravvicinati. Bordi comunque da eliminare con la fresa conica diamantata.

Il bite con metodo APPIM. Inferiore rigido, minimale, perfettamente anatomico.

Il bite con metodo APPIM. Inferiore rigido, minimale, perfettamente anatomico. foto C. Morcone

3.UN BITE SEMPLICE MA RAFFINATISSIMO

I contatti fondamentali sia sul bite che sulle protesi e denti. Un bite semplificato senza versanti inclinati è da preferire. Per contatti fondamentali si intendono le fosse costruite sotto le palatine e gli stop di retrusione costruiti sul davanti di ogni fossa.

3.1 Come costruire Fosse e Stop:

L’ideale sarebbe avere già un bite inferiore rigido che ricopi l’occlusione abituale ovvero una occlusione sbilanciata.

A fronte di un bite così impostato, il bilanciante dovrà incominciare a controllarsi con manovre e cartine blu. Non bisognerebbe quindi perdere tempo inizialmente nel perfezionare il bite, dato che inizialmente non può esservi ancora una tale capacità. Meglio imparare a distinguere tra le sensazioni collegate alle minuscole modifiche e a lavorare con il trapanino stando leggeri come piume, seguire i corsi periodici che vengono fatti e/o rendersi autonomi.

Se i punti fondamentali sono così pochi, non è detto che vadano sottovalutati.. Quindi vanno incrociate tutte le manovre facendo attenzione alle differenze tra i due lati…Il pericolo è che dimenticandosi di spessorare una fossa bassa o di eliminare un precontatto sul quale si insiste abitualmente, le gengive possono ritirarsi sia per assenza di sostegno al dente sia per eccesso. Attenzione…

Arcata superiore: Cuspidi Palatine e Cuspidi Vestibolari. Foto C. Morcone

Arcata superiore: Cuspidi Palatine e Cuspidi Vestibolari. Foto C. Morcone

4. USO DEL CALCO IN GESSO COME AIUTO IMPORTANTE

Come primo passo vale la pena di studiarsi il calco in gesso del paziente.
Contrapponendo le due arcate andranno osservati i contatti palatine contro fosse per i morsi normali e vestibolari superiori contro fosse per i morsi crociati (cross bite). Spesso delle otturazioni troppo profonde disturbano le sensazioni del paziente che poggia con una sola cuspide palatina su due dei molari oppure mantiene contatto tra cuspidi vestibolari inferiori e versanti inclinati superiori, ricevendone un senso di disagio fisico e di insicurezza che difficilmente regrediscono…

Un’occhiata attenta ai contatti può già chiarire la causa di certi fastidi e il controllo dente per dente con la cartina blu chiarirà ulteriormente l’esistenza di contatti o di denti che non occludono a sufficienza. L’osservazione va fatta dall’interno del calco visto che le palatine sono valutabili solo dall’interno.

calchi in gesso senza bite. Si nota subito lo sbilanciamento dei contatti dentari, anche senza muscolatura. I test muscolari verificheranno il tutto.

calchi in gesso senza bite. Si nota subito lo sbilanciamento dei contatti dentari, anche senza muscolatura. I test muscolari verificheranno il tutto. foto C. Morcone

5. LEGGERE I CONTATTI SUL CALCO IN GESSO

Come leggere i contatti sul calco in gesso? Qualunque sia la situazione iniziale del paziente, è necessario come prima cosa prendere in mano il calco della dentatura e osservare i contatti tra cuspidi di sostegno superiori e denti (o bite) inferiore. non è possibile pensare che vi sia benessere in presenza di cuspidi superiori che non contattino sulle superfici inferiori, eppure questa è quasi la regola quando, a fronte di disturbi muscolari, si voglia osservare il calco. Che il morso laterale sia inverso o normale, che i denti siano naturali o protesizzati, che sia stata fatta ortodonzia o impianti, spesso i fastidi coincidono con una ricostruzione imperfetta dei contatti. Le regole di occlusione vogliono cuspidi di sostegno superiori contro fosse inferiori e invece a vedere tante bocche protesizzate, questo aspetto fondamentale non sembra importante. L’osservazione del calco è importante tanto quanto l’osservazione del bite inserito in mezzo alle due arcate del calco in gesso. dovrebbe essere questo il primo passo per porre rimedio ai disturbi provenienti dagli errori di occlusione e per poter poi passare alle verifiche dello sbilanciamento vero e proprio.

fine Parte II  CONTINUA…

2014 © A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)

 

 

I PRECONTATTI E COME SUPERARE GLI OSTACOLI

I precontatti, superare gli ostacoli.

Superare gli ostacoli   (foto di Hannes Wallrafen)

PROLOGO
In un famoso libro di pratica gnatologica, sotto una foto illustrante denti inferiori marcati con le cartine rosse, l’Autore di un testo importante di patologia occlusale, si mostra perplesso davanti alle tracce e si chiede come fare a distinguere tra le tracce da eliminare e quelle da mantenere. E lì si afferma che “Riposizionando i condili da questo rapporto patologico nella posizione più distale (retrusa) e guidando la mandibola ad occludere, la faremo appoggiare su quei precontatti che dovremo eliminare per riottenere l’armonia occlusale”, ovvero tradotto praticamente: non sapendo rialzare i contatti, verrà molato tutto il contatto, facendo in modo che il paziente sia bloccato in retrusione ovvero Relazione centrica ..muscolarmente teso e contratto senza poter passare da ICP a Retrusione in modo automatico e naturale. Delle persone di buon livello culturale riescono, senza problemi, a capire delle trattazioni scientifiche se siano scritte bene o meno. Questo scritto, desunto da un testo dove si formano i medici dentisti, non pare efficace né nella comprensione né nella fattualità risolutiva. Da qui, condili retrusi, condili anteriorizzati, relazione centrica, occlusione centrica, procoresi, cuspidi per sostenersi in occlusione, precontatti da limare, riposizionamento dei condili sembrano termini astratti e inafferrabili e in contraddizione. Più di tutti i precontatti. Sembra capire che ci si addentri nella nebbia più fitta, quando bisogna considerare cosa eliminare e cosa non togliere affatto.

CONTATTI E PRECONTATTI

Contatti necessari e precontatti nocivi: bisogna incominciare a distinguerli sulla base delle sensazioni fisiche fastidiose a livello di gengive, radici, muscoli.
Le gengive sono lì pronte a ritirarsi, ad arrossarsi, a recuperare anche però quando il precontatto viene eliminato.
Le gengive hanno bisogno di sfioramenti fisiologici, ma quali sono questi sfioramenti?
Le regole da rispettare non sono scritte da nessuna parte, vengono riassunte durante gli incontri, nelle discussioni, ma siamo noi che con pazienza dobbiamo scovarle a furia di tentativi, ogni dente laterale ha bisogno di agire in sincronia con gli altri. Le simmetrie di contatto sono la base.

Ogni coppia di denti anteriori ha necessità di lavorare insieme: solo il canino disclude da solo, ma dopo che gli incisivi di quel lato gli hanno dato la spinta a discludere.

PRECONTATTO DOPO PRECONTATTO
Invece, ogni Precontatto o contatto alto oscura il Precontatto successivo che può essere sul dente vicino o su un dente dell’altra emiarcata…la sensazione derivante dal Test ce lo indicherà con l’uso della cartina blu.
L’inclinazione obliqua della mandibola va corretta tenendo d’occhio tutti i denti posteriori e il gruppo anteriore.
I ritocchi debbono essere minuscoli per non sbagliare troppo, per evitare di perdere quel poco o tanto di sbilanciamento “bilanciato” che ci permette comunque di lavorare, di masticare e di riposare.

ALZARE LE FOSSE
Abbassando ci si scontra con maggiori precontatti.
Mentre rialzando il centro della fossa ci si libera dai precontatti, purché si eliminino le sbavature…poi ognuno parla in base alle proprie esperienze.
Spessora in Fossa iniziando dal Lato Basso, pareggiando Quarto con quarto, Quinto con quinto e così via.
Basarsi sempre sulle risposte ai Test Muscolari, non cercare di indovinare e allargare più che si può la Fossa che in pratica non deve assolutamente assomigliare ad un pozzo ma piuttosto ad un piatto ovale, dai bordi molto lisci tranne lo Stop di Retrusione, anteriore.

DISTINGUERE E SENSAZIONI CERTE
I precontatti sono infiniti…l’eliminazione di uno di essi comporta immediatamente la necessità di ritocchi su un altro dente, le sensazioni in corso di manovra sono importanti e indicano il punto al quale dare la precedenza …in base al fastidio maggiore o all’ostacolo più alto.

Bisogna distinguere tra i segni blu da mantenere e i segni da eliminare; bisogna memorizzare i sostegni indispensabili e su quelli agire per ultimo.

Bisogna simulare il movimento durante il quale nasce il malessere: se in Fossa, in Retrusione, in Lateralità e distinguere se nasce da un eccesso di contatto o da uno scivolamento da compensare.

  • Non fidatevi delle sole sensazioni,
  • Non fidatevi delle sole cartine blu
  • Né dell’osservazione superficiale
  • Unicamente col ragionamento teorico.

I precontatti vanno tenuti d’occhio e andarli a cercare, studiarli, sentirli, distinguerli.

I precontatti sono subdoli tanto quanto le gengive che scoprono i colletti eppure non fanno male, che si arrossano ma non si capisce il perché, che anneriscono eppure sono sane, che sanguinano ma non per fragilità capillare.

I precontatti vanno valutati con pazienza; non vanno affrontati in velocità, ma studiati con la lente di ingrandimento come microbi maligni, come nemici nascosti. La loro traiettoria blu presenta tranelli, evitiamo di lavorare di trapano lungo tutto il tragitto; stiamo leggeri, sfumiamoli.
Usiamo la cartina blu e andiamo a capire in quale punto della traiettoria scatta il fastidio; magari all’inizio, magari a metà, magari alla fine o magari sul dente vicino.

Togliamo poca resina e poi rincominciamo il controllo: sensazione, contatto, cartina blu…e andiamo avanti con pazienza. Può essere che su un dente solo ci si debba concentrare per una decina di giorni, oppure che sul bite si debba fare e disfare con le resine ; è tempo speso bene perchè ci insegna a sentire e a distinguere; un precontatto non è un’isola sperduta dell’Oceano Pacifico, fa parte di un insieme che deve armonizzare e per arrivare a cio’ ogni dente va ricostruito secondo regole proprie.
Nessuno le può insegnare; dobbiamo scoprirle da soli lavorando di sensibilità e a furia di sbagliare; ma poi una volta individuate, quelle regole non cambiano più. Le possiamo ritrovare anche ad occhi chiusi domani o tra trenta anni. E’ un po’ come imparare a guidare l’auto o andare in bici.

Il contatto di Fossa (o cresta) del molare inferiore.

Il contatto di Fossa (o cresta) del molare inferiore.

NON SI PUO’ INSEGNARE MA SI PUO’ INSEGNARE A CONTROLLARSI

Non si puo’ insegnare come eliminare i precontatti: infiniti sono i casi, infinita deve essere la riflessione pratica, infiniti gli errori di interpretazione del fastidio e solo il ragionamento, l’intuito, il coraggio, una certa predisposizione a considerarli da un punto di vista dei rapporti curvi e delle simmetrie, tanta fatica, tanta pazienza e poi nel momento in cui si pensa di voler abbandonare tutto…ecco l’idea, e finalmente la soluzione. E se non è ancora arrivata la soluzione basta un contatto personale con chi è un bilanciante istruttore esperto perchè sappia indirizzare verso quel piccolo particolare che era stato tralasciato e il tempo di limare quel precontatto fastidioso e subito ottenere di ritorno, il beneficio tanto agognato. Quindi non si può insegnare ma si può indicare il metodo di individuazione.

D’altra parte una bocca non è infinita e i denti sono quelli, pochi centimetri quadrati. Solo superando gli ostacoli si può trovare beneficio completo e duraturo.

Adriana Valsecchi (a cura di C. Morcone)

L’APPIM E’ COME ALTRI METODI..O NO?

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L’APPIM E’ COME ALTRI METODI..O NO?

Noi modifichiamo il bite utilizzando i test muscolari, quindi non a casaccio! Secondo errori di frazioni di millimetro. La Sbarra è solo uno dei test di controllo..E i test vanno incrociati.

Spesso minimizzano i test di controllo APPIM relegandoli a pura kinesiologia oppure questione fumosa e oscura. Come valutare se un pazienti di un altro metodo o tecnica o pratica gnatologica che dicono di avere lo stesso obiettivo comune?

  • Se l’obiettivo è quello di ottenere perfetta Simmetria Muscolare e quindi alla Sbarra i  pazienti di un medico, battendo i denti sentono contemporaneamente da premolare a ultimo molare senza alcuna differenze tra i lati, alle prove muscolari, allora è obiettivo comune.
  • Se il medico conosce e sa applicare le differenze tra Lato Alto/Lato Basso rialzando di conseguenza o molando nell’ordine di decimi di millimetro, allora è un obiettivo comune.
  • Se sa come risolvere l’Effetto tenaglia e gli scivolamenti rialzando e/o abbassando i punti di contatto allora è comune.
  • Se i pazienti hanno risolto e non solo attenuato, i sintomi a carico del sistema nervoso, muscolare, di postura, di infiammazioni, di ansie immotivate. (Vedere le tabelle dei sintomi fisici e non fisici), allora l’obiettivo è comune.
  • Altrimenti sono metodi solo apparentemente simili, ma in realtà essenzialmente differenti. 

Il nostro sforzo è di far capire alla gente che tanti malesseri dipendono dal corpo maloccluso, un corpo con torsioni, sbilanciato, asimmetrico, non al 100% della propria capacità, a volte nemmeno al 50%, e chhe il corpo storto è tale perché i denti sono sbilanciati spesso geneticamente.
Che le simmetrie di contatto dentario rilevabili con  i TEST muscolari che chiariscono velocemente la situazione.
Che prima di fare mille esami strumentali ed andare nel panico e gettarsi nello sconforto, sarebbe meglio tentare il bilanciamento mandibolare e quindi del corpo; prima sul bite e poi dopo aver fatto scuola con quello passare sui denti con l’aiuto di un dentista collaborativo.

Tutto questo richiede lucidità e voglia di fare e di capire e una certa predisposizione al ragionamento e all’uso manuale di resine e trapano, degli strumenti del mestiere. Piuttosto di avventurarsi in un campo così nuovo in maniera spregiudicata e sprovveduta e senza la determinazione e curiosità necessari ad entrare nel meccanismo dei denti che hanno leggi funzionali ed anatomiche ben precise, quindi piuttosto di fare disastri e incoerenze occlusali, allora meglio intanto darsi del tempo per pensare, leggere, informarsi, seguirci negli incontri, nei LAB, su Facebook, via email, e tentare di capire meglio. E capirsi.

© 2014 C. Morcone – APPIM

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