La Salute con l'Occlusione Muscolare

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LE RADICI DELLA MEDICINA E I FRUTTI DEL BILANCIAMENTO

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LE RADICI DELLA MEDICINA E I FRUTTI DEL BILANCIAMENTO

Da quando il medico francese Laennec a inizio dell’800 ebbe l’idea di ascoltare i sintomi del paziente non solo attraverso l’orecchio ma tramite un semplicissimo strumento, lo stetoscopio, rudimentale quanto efficace, la stessa pratica, pur con decine di forme diverse di diagnosi, non ha perso la sua importanza e se oggi abbiamo sofisticate strumentazioni che i suoni li registrano, li amplificano, vengono ritrasmessi wi-fi, confrontabili e analizzabili fin nel minimo dettaglio, i concetti basilari sono e restano gli stessi di sempre e guidano nella stesura dell’anamnesi medica e l’importanza della visita clinica nei confronti dei pazienti resta o dovrebbe restare la base di ogni diagnosi.

Nessun strumento diagnostico però potrà sostituire questo elementare atto dei test muscolari autonomi, una serie di movimentazioni in tensione muscolare, cosi apparentemente semplici e così ricchi di informazioni, tale per cui nessuna TAC o RM, nessuna condilografia, nessun arco facciale, nessun studio cefalometrico per illudersi di ricercare sia la famosa dimensione verticale che l’inclinazione del piano occlusale, nessuna EMG (elettromiografia), nessuna pedana stabilometrica, nessuna radiografia, nessuna Tens, nessun test kinesiologico, niente di niente potrà fornire indicazioni come quelle verificate dalle manovre muscolari codificate dall’APPIM, e i rapporti labbra-occhi del paziente e quelli tra labbro superiore e labbro inferiore, per cui vengono osservati, percepiti e valutati, scarti di frazioni di millimetro con quel pattern di rigorose sensazioni fisicamente percepibili seppur non misurabili a priori, la mandibola può operativamente essere spazialmente riposizionata.

Questo perchè (per dare un breve accenno esemplificativo), la distanza muscolare tra mascella e mandibola è impostata dai denti posteriori (Quarti, Quinti ovvero i premolari e Sesti e Settimi ed ottavi dove presenti ovvero i molari) ed è impossibile per esempio per una radiografia suggerire non solo la distanza tra le due arcate ma l’inclinazione tra premolare e ultimo molare e quella tra lato destro e lato sinistro che nel maloccluso sono tali da dover essere risolte in modo diverso, asimmetrico sui due lati, per via della crescita ossea e dei denti sbilanciata fin dalla gioventù.

Il pericolo è evidente: l’aumento del gap medico/paziente riempito da una strumentazione tarata ad una occlusione ideale uguale per tutti, un effluvio di pagine di dati si precisi ma senza una finalità operativa e che distanziano e deresponsabilizzano sia il medico che il paziente.

Purtroppo quindi capita spesso di ricevere email e telefonate e dialoghi di malati che hanno decine di diagnosi tutte diverse e tutte rigorosissime e non solo… senza che nessuno avesse ascoltato la descrizione dei sintomi e se questi siano poi congruenti o meno con una determinata situazione di malocclusione e patologica, e che li avesse poi correttamente interpretati al fine di stilare un resoconto il più possibile chiaro e dettagliato sul caso. Troppo spesso, per non dire sempre, i pazienti restano ignoranti di ciò che li abita. E internamente se ad essi non viene spiegato esattamente come e perché, arriva il reale dubbio che chi doveva, non ha capito poi molto del caso. Hanno quindi fatto esami su esami senza che nessuno li avesse realmente visitati, ovvero incontrati nella malattia, che nel maloccluso è come una linfa insana che agisce attraverso ogni ramo e ogni frutto sensibile di colui che ne viene abitato. Avvelenandolo giorno per giorno.

Ora, se la medicina si affida sempre più alla strumentazione, seppur utile, essa però non spiega affatto come agire poi nella riabilitazione, come attuare il progetto di risoluzione dei sintomi presentati e di un ritorno alla salute, tutti dati che poi, se non sanno o non possono essere reinterpretati dalla figura medica, sono una inservibile e costosa cartella clinica.

Lo spirito di osservazione, la valutazione del comportamento e degli umori, la maniera di porsi nello spazio sia da fermi che durante il movimento, la clinica nel senso più nobile e ampio, in termini sostanzialmente pratici, sono le radici sempre vive dell’albero della medicina che continuerà solo se a questo grandioso albero verrà piantato un altro arbusto, altrettanto valido ma più fragile che è quello del paziente attivo. Un albero giovane al confronto, ma che viene spinto dallo stesso vento e riscaldato dallo stesso sole e che a volte, dà frutti che il grande albero non potrà mai dare, quelli dell’Autobilanciamento, frutti a cui la grandiosa essenza della Medicina dovrebbe guardare con ammirazione e coglierne il succo. A beneficio di tutti.

© 2014, C. Morcone – Appim, 

grazie ad un articolo del prof. S. Harari

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IL BITE: A COSA SERVE E A CHI SERVE?

bite bilanciato con fosse e stop di retrusione (intercuspidazione e relazione centrica impostate autonomamente)

bite bilanciato con fosse e stop di retrusione (intercuspidazione e relazione centrica impostate autonomamente)

1. A COSA SERVE IL BITE?

Un bite inferiore in resina rigida serve come scuola di Bilanciamento. Il BITE va modificato spesso, anche QUOTIDIANAMENTE e non appena i TEST MUSCOLARI lo richiedono. SOLO COSI’ SI GUARISCE :

per impostare Fosse e Stop di Retrusione
– per impostare Guida canina e Guida incisiva
– per ritrovare l’Asse Muscolare
– per trovare l’inclinazione del piano occlusale ovvero per individuare le altezze di premolari e molari
– per agevolare la funzione muscolare della mandibola e del corpo
– per raddrizzare la linea delle labbra
– per tirare diritto il collo, la testa e la schiena
– per eliminare scoliosi, cifosi e lordosi
– per togliere la tendenza a camminare con le spalle che dondolano e con le gambe che cedono e collo che cede in basso e in avanti.
– per salvare le gengive dal pericolo di tasche parodontali
– per stabilizzare i denti anteriori grazie agli sfioramenti corretti
– per capire la causa del mal di schiena, del torcicollo, della cervicalgia, cervicale, rettilineizzazione del rachide cervicale, testa anteriorizzata, del dolore all’anca, dello schiocco sia del menisco condilare che del ginocchio
– per togliere le infiammazioni , tipo artrosi
– per bloccare l‘artrosi
– per far recuperare energia e forza
– per eliminare tutti i disturbi di origine fisica senza causa organica, dolori trigeminali inclusi, ronzii, acufeni, emicrania, vertigine, tachicardia, dolori al basso ventre, fitte intercostali…
per eliminare il senso di disagio, di panico e ansia e tutti gli altri disturbi psichici immotivati
– per dare equilibrio alla mente
– per dare allegria e voglia di vivere
– per dare dignità al paziente
– per farlo camminare diritto come un essere umano
– per farlo morire dopo una vita vissuta in pace con se stesso e con il mondo

2. A CHI SERVE IL BILANCIAMENTO?

A chi capisce che dedicare tempo ad un bite e poi agli spessoramenti dei denti deve essere un imperativo intelligente
– Che ortodonzia e chirurgia maxillo-facciale non possono essere trattamenti risolutivi né da consigliare ai malocclusi come soluzione a tutto. E a chi capisce che vivere da malocclusi significa vivere una vita difficile
– A chi non vuole collassare di corpo come tanti anziani e conoscenti.
– A chi sa che il corpo e la mente sono gli unici validi biglietti da visita per i mortali
– A chi è abbastanza perspicace da capire che il mondo si regge su regole di Simmetria
– A chi capisce che anche scheletro e muscolatura del corpo umano necessitano di rapporti di simmetria
– A chi deduce che l’azione di disturbo proviene da anomalie dell’ingranaggio dentario visto a livello soprattutto della mandibola, alla quale va riconosciuto un ruolo di componente essenziale della colonna vertebrale
– A chi si rende conto che il corpo che cede coinvolge anche il cervello, nervi cranici e a livello degli arti inferiori e superiori e le ghiandole endocrine.
– A chi può comprendere e intuire che la salute degli organi del corpo non deve essere messa in pericolo da meccanismi di tipo chimico-ormonale disturbati dalla postura alterata, sempre presente quando la bocca non chiude come dovrebbe.

Distacchiamoci quindi psicologicamente dai medici che pretendono di conoscere la nostra patologia e il nostro disagio, sull’occlusione. Solo noi possiamo giudicare il livello di malocclusione della quale soffriamo utilizzando i test muscolari incrociandoli cento volte al giorno; solo noi, non le panoramiche, non la palpazione dei muscoli, non le traiettorie o le rilevazioni cefalometriche o il T-Scan III , o K7 tutte cose che abbiamo già fatto ma non ci hanno portato a nulla di concreto e realisticamente operativo. Piuttosto parlate espressamente di Teoria di Occlusione Muscolare. Abbiamo muscoli appaiati che ci danno risposta sui contatti dei denti nella tensione del viso. Siamo fortunati a poterli utilizzare senza spesa, senza fatica, senza errori. I corsi di formazione fatti e da organizzare daranno le corrette indicazioni personali da seguire.

© 1993, 2014 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) – APPIM

“I DENTI SI MUOVONO SEMPRE” E “LA SIMMETRIA E’ UNA UTOPIA”, OVVERO LE NUOVE GIUSTIFICAZIONI

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I DENTI SI MUOVONO SEMPRE E LA SIMMETRIA E’ UNA UTOPIA, OVVERO LE  NUOVE GIUSTIFICAZIONI

Leggo altrove frasi fantasiose. Sono le nuove giustificazioni di chi non ha la minima idea di cosa sia l’anatomia, la fisiologia o la sola estetica di madre natura, nel profondo ma solo per sentito dire, o dopo aver letto. Se poi la natura dica altro, è trascurabile..Se la natura vuole altro, tutto ciò è indifferente…A parte il fatto che ad ogni cosa che si chiede viene risposto il mantra della “diagnosi”, non calcolando che ogni medico ha la sua diagnosi e di diagnosi ne abbiamo infinite, a pacchi, eppure con le diagnosi sfido chiunque a tornare in salute…perché operativamente partire dai punti di Rèpere cefalometrici per capire la differenza dei lati alto e basso, il punto di Primo Contatto, gli altri da spessorare e gli adeguamenti dell’occlusione..è pressoché illusorio..e infatti..

Leggo un po’ spesso ormai, come giustificazione per ogni problema sopravvenuto al paziente immagino, che “I denti si muovono sempre” eppure non ricevo alcuna risposta ne di casi, né di spiegazione…Ma cosa significa???

Vuol dire normare una situazione patologica, rendere naturale delle questioni che giustamente allarmano il paziente..La mobilità dentale è un segno associato alla malattia parodontale e malocclusione, per eccesso di contatto, scivolamenti, mancanza di contatto, la parte fibrosa detta gonfosi ove è attaccato il dente lo rende “elastico” e quindi atto a restare stabile ai movimenti di compressione, flessione, il taglio e la torsione. Elastico non significa instabile ma che invece ricerchi quella stabilità in forza del fatto dell’impercettibile spostamento che non sposta di certo i contatti dentari..Studiarsi un po’ di statica e i sei gradi di libertà della mandibola, le posizioni occlusali farebbe bene, non solo il dente in quanto tale, come pur fanno gli implantologi ma la dinamica dell’armonia completa della bocca, cosa che noi abbiamo sperimentato e risolto.

Che significa che “I denti si muovono sempre” e che “La ricerca della simmetria è una fantasia”? Significa che allora è inutile ricercare la linea mediana, una vera ossessione odontoiatrica, è inutile fare ogni pratica, perché tanto si muovono..ma che discorsi sono? ..Altrimenti la piorrea dovremmo considerarla fisiologica, così come avremmo continue invasioni del canale mandibolare da parte di impianti e così non è dato che è la pratica che si ritiene più duratura…o il bruxismo come fisiologico…e quindi non sarebbe una problematica che lei o altri cercano a ragione di risolvere..Se un dentista implantologo serio non ritenesse che il suo lavoro resti stabile nel tempo e il più possibile, si cercherebbe di certo un altro lavoro.

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Non ci sarebbero d’altra parte, studi approfonditi sulle forze applicate al dente. Ma questo per chi non sa nulla di test di controllo muscolare, di contatti dentari, di sistemi sottili eppur precisi che noi invece conosciamo per il solo fatto di aver fatto il nostro autonomamente per risolvere (non mitigare) i nostri problemi, è troppo difficile da accettare.
Certi discorsi che fanno aria da tutte le parti sono facili da capire quando cerchi di risolvere i tuoi problemi e controlli immediatamente con la ragione e puoi ritenere corretto, probabile o falso ogni concetto. Non servono lauree per capire che chi ci sta di fronte è nell’errore..e non solo. Sappiamo anche rispondere punto per punto. Troppo facile per chi è abituato a ricostruire la sua salute e dare agli altri la stessa chance.

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stesso soggetto dopo 5 mesi di autobilanciamento

stesso soggetto dopo 5 mesi di autobilanciamento

Pensare che ci siano pazienti risolti senza andare da loro è fuori dalla loro logica. Commerciale e di profitto.
La nostra unica speranza è avere quei pochi professionisti che ci ascoltano e ci ascolteranno collaborando e crescere assieme nell’esperienza di confronto.
Qualcuno lo conosciamo e quindi non dobbiamo preoccuparci.

[C.M.]

E LA DEGLUTIZIONE ATIPICA SCOMPARE

E LA DEGLUTIZIONE ATIPICA SCOMPARE

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Nella deglutizione scorretta (atipica o disfunzionale), la punta della lingua spinge contro o tra i denti frontali – incisivi e canini – (in qualche caso, tra i denti posteriori), mentre nella corretta deglutizione la lingua è a contatto con la superficie superiore della punta verso le rughe palatine e verso lo spot palatino, una leggera collina dopo queste rughe prima di incurvarsi nella cavità del palato vero e proprio, alla sensazione di qualsiasi profano.

In un articolo che fa riferimento ad un altro articolo di 9 pagine sulla deglutizione atipica col titolo di “Analisi osteopatica e posturologica tra deglutizione disfunzionale ed alterazione dell’equilibrio”, tra le altre cose ovviamente condivisibili sulla lingua su cui nessuno può quindi pensare il contrario, anche se si parla di muscoli, di lingua, di postura, mandibola, mai vengono menzionati i denti, i contatti dentari, solo analisi posturali…grave errore…

Si nota, di passaggio questa frase che denota la superficialità. Tale superficialità è logica per chi non conosce i pazienti auto-riabilitati ma per chi invece li conosce, girarsi dall’altra parte non fa bene alla scienza medica. E soprattutto ai pazienti che hanno le proprie patologie irrisolte o al massimo arginate.

In un passaggio, non in neretto, quindi non importante per loro:

“Di norma ognuno di noi ha un lato preferenziale di masticazione (lato di lavoro), per questo motivo il tragitto mandibolare frontale è di solito asimmetrico.” 

Certamente..ma questo non è un dato da lasciare così, va risolto. E’ il maloccluso che opera in questa maniera..perché in una persona risolta posturalmente occlusalmente o come vogliamo noi…non vi è più un lato preferenziale e la mandibola chiude in Asse. Per il resto è logico che tutto sia connesso (e chi può mettere in dubbio tale lapalissiana ovvietà?) ma dipende come si vuole agire..se ad esempio la curva di von Spee è appiattita, con la lingua non si fa niente, se i denti sono bassi, se i margini anteriori sono rovinati per via di mancanza adeguata di spessore posteriore…e così via..si deve agire sui denti.

In un secondo passaggio si scrive così: “La lingua, è il punto di partenza dal quale si sviluppano la mandibola, il mascellare superiore e tutti i muscoli facciali.” 

Può la lingua, un muscolo, essere il punto di partenza di un sistema scheletrico e della mandibola e di tutti i muscoli facciali?  Non è plausibile. Sembra piuttosto un sistema interconnesso di un muscolo particolare quale è la lingua, con fasci muscolari, ossa, organi, sistema nervoso, sistema circolatorio, e i denti stessi che sono i punti di contatto tra la mandibola che è mobile e il cranio che è fisso.

anatomia della lingua

anatomia della lingua

Successivamente che: “dei soggetti con normale occlusione dal 40% all’ 80% non presenta contatto dei molari durante la deglutizione” e qui sfugge il significato di “normale occlusione”, dato che nella deglutizione i denti entrano in contatto di massima intercuspidazione o ICP e quindi se i molari non sono in contatto reciproco non vi è  a monte “normale occlusione”.  E’ quindi plausibile che, come diciamo da ventuno anni, che dal 40% all’80% sia presente nei soggetti, malocclusione.

E ancora: “Una diminuzione dello spazio C0-C1 (Occipite-Atlante) comporta un aumento della dimensione verticale occlusale con interposizione linguale anteriore”. E anche questo non è esatto, dato che il bilanciato ha aumentato Dimensione Verticale e quindi estensione e altezza tra occipite e atlante risolvendo l’interposizione linguale proprio da queste altezze ottenute senza aprire il morso anteriore.

Negli studi cefalometrici si mettono quindi a contrasto vertebre, angoli, assi, diagonali, muscoli, cranio, filo a piombo, esercizi di logopedia e trattamenti osteopatici ma non si parla mai di denti. Troppo difficile capirne in maniera completa tale per cui solo chi ha lavorato su di sé comprende senza sovrastrutture e gabbie culturali che un professionista non aperto necessariamente possiede. Peccato..ci sono professionisti validi. Auspichiamo dialogo e interazione, con le specificità proprie,  per integrarsi a beneficio dei (loro) pazienti.

Alla fin dei conti cosa ci interessa? Ci interessa vivere diritti o ci interessa soltanto che la lingua e la deglutizione che “per il momento” non ci diano fastidio? O invece ci interessa sia vivere diritti che avere la lingua al proprio posto e una mandibola che chiuda coperchio su scatola quando appesi facciamo il test della Sbarra? 

Eppure, ecco una persona, anche umile, senza grossi background di fisiologia ma con conoscenza dei contatti dentari e delle regole dell’occlusione, pur con i problemi descritti, in poche settimane ottiene successo sperato. E la deglutizione atipica, la lingua che aperta esce lateralmente,  se presente, sparisce. Per sempre.

2014, C. Morcone

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