La Salute con l'Occlusione Muscolare

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OGNI DENTE RISPONDE A REGOLE NON SCRITTE

eliana
Ogni dente risponde a regole non scritte
Ogni dente anteriore risponde a sequenze di contatto e sfioramento che non sono mai state scritte su alcun libro. Regole che il paziente a mano a mano può individuare riflettendo, concentrandosi sulle sensazioni di contatto, osservando le gengive, confrontando le sensazioni tra i due lati (incisivi di destra e incisivi di sinistra, Guida Canina di destra e guida canina di sinistra).  Le sensazioni di fastidio, la retrazione delle gengive, l’arrossamento, il bruciore, la rotazione o spostamento dei denti anteriori devono far riflettere velocemente affinché con trapano, resine, cartina blu, manovre e riflessione si affronti il problema.

La Guida incisiva richiede un movimento in avanti dei denti inferiori fino ad arrivare al testa a testa mantenendo sempre uno sfioramento tra versanti. In questo movimento massimo di protrusione solo i due incisivi centrali devono incontrarsi con i loro antagonisti inferiori, mentre gli incisivi laterali e i canini non devono ostacolare la protrusione.
Nel controllo invece di Guida Canina, il mento avanzerà leggermente ma in diagonale, in modo tale che l’incisivo centrale e quello laterale trattengano ambedue la cartina blu e nel momento in cui il contatto passerà ai canini la cartina blu verrà rilasciata dai due incisivi. la cartina blu trattenuta dagli incisivi si libererà dal contatto a favore dei canini immediatamente. Mai una cartina blu verrà trattenuta contemporaneamente da incisivi e da canini insieme. Mai essa verrà trattenuta nella protrusione dagli incisivi centrali e dall’incisivo laterale e dal canino insieme.

Ogni dente vuole la propria libertà anche se gli incisivi lavorano sempre in coppia e il canino invece da solo.

Queste regole sono essenziali per le seconde classi scheletriche che sono le più diffuse. la posizione del mento equivale alla posizione delle fosse…fosse sbagliate, mento malposizionato; il che significa tensione muscolare e collo e schiena che compensano stortandosi. 
Nessun dentista, nessun odontotecnico si può prendere la briga di controllare la guida incisiva e la guida canina come serve a noi; non è effettivamente un controllo che si possa fare in una o due sedute, è un controllo che necessita di pazienza e attenzione e capacità di distinguere. Attenzione massima quindi alle gengive , sensibilità massima negli sfioramenti, ritocchi minuscoli ed eventuali spessoramenti al limite dell’invisibile dei punti di contatto fondamentali, dopo averli individuati e dopo essersi resi conto delle sequenze e averne eliminato i precontatti che ostacolano le traiettorie.

Una Guida canina troppo distante spazialmente tra canino superiore e guida canina inferiore, creerebbe bruciori e retrazione gengivale, Una guida canina troppo ravvicinata nel rapporto creerebbe fastidio, sensazione di blocco, problemi gengivali al canino stesso oppure all’incisivo laterale. Ovviamente nessun canino deve essere in appoggio sul bite, denti. I denti anteriori tendono sempre a sfiorarsi e a danneggiarsi se esiste un precontatto spaziale lungo la traiettoria ideale, sia di giorno nel masticare o nel parlare, di notte nella posizione di riposo retrusa supina o prona. I denti anteriori hanno bisogno di riconoscere come valide le traiettorie imposte loro dai denti stessi, hanno bisogno di non essere compressi, obbligati od ostacolati da precontatti,
hanno bisogno di una certa “libertà” che permetta loro di passare il carico occlusale o di sfioramento da un gruppo all’altro in modo automatico in avanti e di lato e di riconoscere lo sfioramento come stimolante per il benessere delle gengive e dei denti.
Le gengive e i denti non possono stare più di certo numero di ore senza sfioramenti sporadici, perchè in assenza approfittano della mancanza (o dell’eccesso) di contatto: le une per ritirarsi e gli altri per roteare, sventagliare, spostarsi dalla loro sede.

© A. Valsecchi 2004, 2015 – appim  a cura di C. Morcone 
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LA MANDIBOLA SBILANCIATA E IL SISTEMA NERVOSO 1/2

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La mandibola malocclusa sbilancia il collo e il corpo, causando sofferenza non solo al midollo nel tratto cervicale, bensì a tutto il sistema nervoso centrale. 

  1. Il midollo cervicale può essere considerata la zona di transito più delicata del sistema nervoso, poichè risente quotidianamente dell’attività sbilanciata della mandibola, dei condili, del collo e così via.
  2. Se i condili sbilanciati e il corpo contratto provocano la sofferenza del tratto cervicale anche nei momenti di riposo supino e creano compressioni e microtraumatismi delle vie nervose midollari, può questa sofferenza provocare alterazioni dell’attività elettrico-neuronale e della vascolarizzazione, perturbando circuiti funzionali sofisticati?
  3. Se la trasmissione neuronale risente della maggiore (o della minore) attività elettrica derivante dal “disordine” muscolare e scheletrico, è possibile che alcuni aspetti della personalità vengano alterati e accentuati quali ad esempio l’emotività, la sensibilità, l’angoscia, il malessere psichico, le paure e le ansie (che il maloccluso presenta già dall’infanzia ma che non ammette di avere)?
  4. Nel maloccluso è abituale  una forma cronica di pessimismo e di ripetizione di concetti negativi senza una reale giustificazione. Certo la psiche risente inconsciamente della sofferenza fisica, dei disturbi infiammatori, del malessere muscolare, della mancanza di energia, collegati alla malocclusione.
  5. Il maloccluso vede determinati tratti come il pessimismo una dote mentale e non una conseguenza negativa di una malocclusione di cui non si rende conto. Ogni individuo reagisce però a modo proprio alla malocclusione dentaria. Le compressioni a distanza sono poco prevedibili. Possono ledere maggiormente le facoltà mentali in alcuni e in altri possono danneggiare maggiormente il fisico. Quindi anche se alcuni disturbi creati dalla malocclusione sono abbastanza comuni a tutti gli individui sbilanciati, altri non lo sono ma dipendono dal tipo di compressione che si è creata; indipendentemente dalla gravità e dall’entità della malocclusione stessa.
  6. Lo scorretto posizionamento della mandibola e quindi dello scheletro, potrebbero trasformare un carattere altrimenti equilibrato in un carattere insicuro, nevrotico, complesso, suscettibile, introverso, più difficile rispetto a quello dell’individuo ben occluso?
  7. Se i condili mal posizionati influenzano così tanto la sfera anche emotiva e personale, perchè mai non potrebbero incidere a cascata, anche sul coraggio, l’autocontrollo, il giudizio e la disponibilità mentale?
  8. L’ansia e i malesseri psichici hanno evidenti effetti sul cervello e sulla salute del corpo. Possono essi influenzare negativamente anche l’attività ormonale? Pare di si.

A. Valsecchi  , Appunti Rossi, 1991-2013 ed. pag. 57, 58 APPIM ©

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