La Salute con l'Occlusione Muscolare

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LAVORARE COL COMPOSITO SUI DENTI POST BITE

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Lavorare col composito sui denti post bite, alcune indicazioni precise.

Parliamo ora di bilancianti appim autoriabilitati che abbiano finito il loro percorso di Bilanciamento e in accordo al proprio medico abbiano intrapreso la strada dei rialzi. E’ possibile, in determinati casi poter fare da sé anche per adeguare certe corone mal fatte che danno fastidio e necessitano di piccole aggiunte. Chi ha finito il percorso sa benissimo dove, come e perchè agire. Nel caso, a fine bilanciamento, non certo all’inizio, rivolgersi al proprio dentista e controllare dente per dente se e come siano possibili le aggiunte e protesizzazione, dato che ognuno ha una bocca diversa, spesso purtroppo con tante lavorazioni pregresse.

Su corone in resina il composito tiene sicuramente molto bene, il problema nasce lavorando sui denti naturali, i carichi sbilanciati aiutano sicuramente a far saltare le aggiunte ma bisogna lavorare con scrupolo, assenza di saliva (rulli di cotone sopra le ghiandole salivari sono utili per questo motivo e la corretta polimerizzazione con lampada a luce blu, anche per due tre passaggi dei secondi rispetto alla scheda tecnica della lampada stessa.
Circa i compositi normali, come un’otturazione rialzata si può fare in questo modo con due passaggi: preparare il dente prima con il trapanino scarico in modo da rendere la superficie ruvida, poi applicare il primer mordenzante, lasciare agire, sciacquare con acqua calda, asciugare molto bene il dente con scottex, applicare il bond, polimerizzare, infine applicare il composito lavorato con il bond grazie all’applicatore a siringa cercando di dare la forma desiderata, polimerizzare con la lampada a led specifica, dopodiché iniziare a lavorare con cartine e trapano per dare alla cuspide un buon appoggio di fossa. Nel caso usare una diga di gomma, che può rivelarsi utilissima.

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Nel caso debba lavorare solo su un dente, il lavoro termina adeguando fossa e stop alle esigenza muscolari e soprattutto abbassare fino a trovare gli altri contatti sia di ICP che di Retrusione massima. Va da sé che l’aggiunta operata dev’essere un poco più alta della reale necessità perchè ricordiamoci sempre che il vero lavoro di Bilanciamento bisogna farlo abbassando piano piano con il trapano. Lucidatura finale con gommino adatto.
I carichi sbilanciati aiutano sicuramente a far saltare le aggiunte ma questo succede soprattutto in chi ha estratto le amalgame, ha sostituito col composito il riempimento su uno o più elementi, sapendo comunque che il composito si infiltra entro pochissimi anni e bisogna rifare di continuo nel tempo le otturazioni, in particolar modo se i carichi sono sbilanciati e la malocclusione è ivi presente (quindi spesso).

Su altro composito e corone in resina di buona qualità, le aggiunte e i molaggi di adeguamento successivi avvengono con facilità, sui denti naturali serve molta attenzione e sulle porcellane, zirconia e amalgame spessissimo non aderisce, praticamente mai, per cui bisogna creare o una specie di cappello su tutta la superficie del dente, per ovviare alle forze agenti superiori, oppure usare compositi di tipo flow che aderiscono meglio anche se vanno lavorati lucidandoli dopo con perizia..Di recente vi sono materali per corone misti come ceramiche ibride con struttura reticolare duale,  tipo Vita Enamic  Zahnfabrik. Sono quindi sconsigliate sui denti inferiori materiali che, in generale, non sopportano aggiunte.

©2008, 2015 I. Barra, C. Morcone a cura di C. Morcone

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BITE BILANCIATO, E DOPO?

finalizzazione in studio medico dopo tutto il percorso di Bilanciamento.

Finalizzazione in studio medico dopo tutto il percorso di Bilanciamento.

Rialzare i denti inferiori non vuol dire in nessuna maniera che dobbiamo renderli piatti, aggiungendo sottili strati di composito che ricoprano la superficie del dente ne manteniamo la forma rialzandolo. Il lavoro finale rimane sempre e comunque affidato alle cartine blu, trapano e alla nostra mano.

Le rialzate cuspidi linguali e vestibolari mantengono grossomodo la forma originale del dente e volendo possiamo creare tutte le superfici di contatto che più ci sembrano appropriate.

Chiarito (spero) questo concetto bisogna anche sottolineare che per mandare fuori occlusione un punto di contatto (sui denti naturali) basta poco, un decimo di millimetro, un molaggio di un secondo con la punta diamantata, quindi non è vero che mantenere un solo contatto di fossa e uno di retrusione per dente sia sinonimo di denti inferiori piatti, i denti piatti sono tutt’altra cosa; chi lo afferma ha le idee molto confuse. 

Ricordiamoci infine che la resina a freddo usata sul bite, ha una durezza di gran lunga inferiore al composito e non è neanche paragonabile a quella di un dente naturale per cui ciò che sul bite riusciamo a costruire con un certa fatica, sui denti naturali impiegheremmo molto più tempo a realizzare. Trentadue (32) punti di contatto tra dentatura superiore e bite inferiore sono di difficile realizzazione, ma tutto sommato non è un’impresa impossibile ed è inoltre un interessante esperimento pre-lavoro definitivo.
La resina a freddo cede un po’ soprattutto se gli elementi superiori sono denti naturali per cui un precontatto su uno dei 32 può risolversi semplicemente facendo le manovre muscolari a resina secca oppure dopo un giorno, con l’usura, tutti i contatti, cartine alla mano, potrebbero risultare a posto, con ogni probabilità muscolarmente sbilanciati ma senza blocchi o vuoti durante le varie escursioni mandibolari.

Scordiamoci che succeda questo con il rapporto dente naturale-dente naturale o dente naturale-composito. I precontatti non si risolvono da soli, bisogna individuarli decifrando con cura i segni delle cartine blu ed eliminarli, perché il giorno dopo saranno lì immobili e ci faranno impazzire se non eliminati. L’Effetto Tenaglia (curva di Wilson), farà si che nel tentativo di ricreare un contatto tra versanti inclinati esterni potremmo mandare all’aria tutti gli stop di Retrusione dell’altro lato, andando facilmente in confusione.  Mettere d’accordo 4+4 denti con il solo rapporto cuspide palatina superiore in fossa-stop di retrusione inferiori, è già una bella impresa, ve lo posso garantire, aggiungerne altrettanti è come entrare in un labirinto con gli occhi bendati per quanto naturale questo contatto possa essere.

Il bite è solo scuola di bilanciamento, ci dà informazioni precise riguardo il posizionamento definitivo della mandibola ma la percezione dei punti di contatto non è eguagliabile a quella sui denti naturali. Detto questo ognuno è liberissimo di sperimentare su se stesso ciò che più ritiene opportuno ma è bene che dia consigli solo ed esclusivamente a Bilanciamento ultimato.

©2008, 2015 I. Barra (a cura di C. Morcone)

LA RESINA DURA POCO SUL BITE, PERCHÉ?

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bite appim ad uno stadio iniziale…

Perché la resina non dura molto sul bite?

I motivi sono diversi:

  1. La resina è normale che vada via ed è giusto che sia così, per ragioni meccaniche e chimiche
  2. E’ normale che vada via nelle persone sbilanciate perché i primi tempi serrano, abradono molto..
  3. E’ normale che si stacchino soprattutto sui precontatti, se non si staccassero sarebbe un problema maggiore..
  4. E’ normale che vada via se il bite non è asciutto prima della modifica ed eventualmente poi ci si può mettere un po’ di solo liquido spennellando la Fossa, per maggiorare la tenuta della resina cremosa stessa successiva
  5. E’ normale d’altronde che vada via se c’è poca polvere, se male amalgamato, deve essere un po’ denso..una goccia soltanto.
  6. Poi polimerizzato in acqua a  circa 30°C buttando via l’acqua (però nel caso, in bocca polimerizza meglio, sputare via sciacquandosi la bocca).
  7. Ad una certa stabilità si può mettere sul bite anche il composito..ma le resine permettono di fare molta pratica, ovviare con materiale duro i primi mesi, è controproducente per il bilanciamento e per la manualità.

E’ possibile che da  Retrusione a Fossa esistano scivolamenti asimmetrici, mentre dovrebbero essere eguali in lunghezza sui due lati. Se sono asimmetrici è perché le fosse non sono al posto giusto e/o perché da un lato sono basse. Concentrati sempre prima sul tuo lato dove si ha  meno resina da aggiungere, secondo i test muscolari, e  stabilizzati subito dopo. Poi confronta il Lato Basso con il Lato Alto, andando con metodo a confrontare premolari di sinistra con premolari di destra, molari di sinistra con molari di destra, basandoti su sensazioni e cartine blu che usiamo noi, le più sottili al mondo.

Dovrai anche verificare con lo Sbadiglio l’Asse Muscolare: devi sentire il rientro dei legamenti in simmetria in ambedue le orecchie, infilando gli indici bene fino in fondo; se in un orecchio non senti questo movimento, sposta leggermente il mento. Incrocia tutte le manovre sempre e rifletti sulle anomalie di sensazione e di contatto. Il fatto è che non si è mai soddisfatti del lavoro fatto in precedenza e quello che sembrava perfetto o quasi la sera prima, il giorno dopo denota un difetto. Sono tantissimi i ritocchi per far armonizzare i vari denti tra di loro e a mano a mano che si diventa esperti, si diventa anche più sensibili e attenti ai difetti di contatto e ai fastidi non ci si può abituare.

© 2008, 2015 a cura di C. Morcone – APPIM

LA LUNGA DIATRIBA SULLE AMALGAME Parte I

amalgame e riempimento in cmposito

amalgame e riempimento in cmposito

La lunga diatriba sulle Amalgame

Sintesi massima: I contro sono bimetallismo, dato che alcuni metalli si comportano da anodo e altri da catodo. Tatuaggi di mercurio, poi c’è l’intossicazione chimica vera e propria da mercurio e leghe, all’inibizione di enzimi antiossidanti (della fosforilazione ), problemi per lo smaltimento, danni come malattie professionale al settore odontoiatrico e ausiliario, ma soprattutto la distruzione dell’anatomia di cuspidi e fosse o creste inferiori con costituzione di centriche lunghe, perdendo forma e funzione, dove l’antagonista non potrà che adattarsi (male). Da cui sintomi e parafunzioni a catena.

Ma nemmeno il composito è scevro da questa incapacità di ricostruzione anatomica..appiattendo completamente le superfici di contatto (da cui sintomi). Per cui, dipende dalla mano di chi opera. Fare sempre attenzione che non vi sia un sottofondo di zinco-eugenolo di precedente fattura che ne vanificherebbe la stabilità complessiva..ma con le sostanze resinose non è più per fortuna praticabile. Il composito si infiltra velocemente durante la dilatazione e contrazione con la polimerizzazione a luce blu può non contrarsi in maniera lineare e ti ritrovi con il rischio di una carie nascosta o frantumazione a pochi anni dall’otturazione, anche un paio o meno, se vi sono del più anche pressioni anomale.

Ci sono tante otturazioni in amalgama perfette. E’ questione che non si possono togliere tutte ma per le nuove bisogna dire all’assistito che non saranno eterne e tossiche ma da rifare, continuamente, negli anni e devono essere costruite riprendendo la forma originale del dente, senza inventare o fare cubetti..poichè le ricadute non saranno più tanto biochimiche quanto di altro tipo.

©2015, C. Morcone

MATERIALI ATOSSICI, OGGI E’ POSSIBILE?

PER CHI VUOLE RESINE ATOSSICHE PER SPLINT BITE (ALLERGIE)

PER GLI SCHELETRATI

Sconsigliabile la Valplast, costosa, pesante, spugnosa, rilascia cattivi odori, non è ribasabile. Nettamente meglio la Delflex.

OTTURAZIONI, RICOSTRUZIONI
Per l’atossicità di otturazioni consiglio sempre di richiedere al proprio medico ricostruzioni in composito senza eugenolo (usare se c’è bisogno di sottofondo l’idrossido di calcio che non interferisce chimicamente).

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CORONE
Vita Enamic®. La prima ceramica ibrida con una struttura reticolare per un assorbimento delle forze di masticazione nettamente superiore. E’ la prima ceramica ibrida dentale rinforzata da una struttura polimerica che esalta ed esibisce le caratteristiche positive sia della ceramica che del composito. Modificabile successivamente, si presenta in blocchetti piacevoli al tatto e compatti, tali da poter essere lavorati con CAD/CAM dal tecnico.
A parte l’uso classico inlays, onlays, veneers e corone, è particolarmente indicato per i molari. https://www.facebook.com/vita.zahnfabrik

Primosplint kit

Primosplint kit

SPLINT BITE
Per i bite vero e proprio, questo è un materiale da considerare: Non so se le aggiunte possono essere fatte successivamente così come ci interessa, essendo molto piccole, ma si può provare.

Primosplint è un composito fotopolimerizzabile, senza metilmetacrilati e perossidi, anallergico, per la costruzione di bite terapeutici, bite protettivi e dime implantologiche. Primosplint, essendo un composto fotopolimerizzabile, ha una bassissima variazione dimensionale dopo la polimerizzazione e di conseguenza un’alta stabilità. Tutto ciò permette di ottenere un manufatto estremamente preciso ed aderente al modello. Primosplint è un materiale, come i compositi, facilmente plasmabile, quindi consente un facile adattamento e una facile modellazione, garantendo così la costruzione di un bite in poco tempo e soprattutto senza complicazioni. Primosplint, rispetto ai convenzionali materiali in PMMA ha un tempo di lavorazione notevolmente ridotto in quanto è fotosensibile e quindi facilmente fotopolimerizzabile in qualsiasi apparecchio a luce. Kit composto da: 12 sticks Primosplint, 1 Primosep, 1 Metatouch, 1 Primoglaze, 1 Primostick Prezzo: 247,00€
Codice: PRKT- I prezzi sono al netto di IVA [dal sito Primosplint] 

 

[C.M.]

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