La Salute con l'Occlusione Muscolare

Articoli con tag ‘condili’

IL RUOLO DEI MOLARI

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Qualche indicazione da leggere e studiare:

  • – Il corpo e la muscolatura traggono energia e resistenza dai rapporti equilibrati del complesso masticatorio, ma sono i denti posteriori che danno stabilità scheletrica e forza muscolare, non i denti anteriori, né i premolari.
  • – Pertanto, se il Primo Premolare è un dente molto importante nelle prove iniziali di controllo di Bilanciamento, sono però il primo e secondo Molare i denti necessari, visto che le prove di forza vertono su di essi, piuttosto che sui premolari.
  • – Sono i molari e non il gruppo anteriore che distanziano la mandibola dal cranio e che determinano il posizionamento dei condili nelle fosse glenoidee e l’Asse di Centrica.

Estratti da: Appunti Rossi di A. Valsecchi (1°ed. 1991). Appim.

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I CONDILI NELLE OCCLUSIONI SBILANCIATE E BILANCIATE 2/2

©appim A. Valsecchi, Teoria di Occlusione Muscolare, vol II Appunti Rossi pag. 14, 1993-2013,

©appim A. Valsecchi, Teoria di Occlusione Muscolare, vol II Appunti Rossi pag. 14, 1993-2013,

la posizione dei condili è una posizione non determinabile sulla base di radiografie o di tracciati o di parametri scheletrici.
I discorsi sui condili, in realtà non devono interessare più di tanto, meglio soffermarsi sul problema denti, dato che i condili rispondono alla posizione dei denti. Per cui denti malposizionati comportano condili malposizionati che danneggiano nervi, vasi, tessuti e così via.

E’ logico che con denti in ICP (BACIO) i condili siano nella posizione più alta in assoluto rispetto alle fosse e come potrebbe essere il contrario?
E’ logico che a mandibola retrusa con denti in relazione centrica, i condili siano nella posizione più arretrata e bassa consentita dalla muscolatura e denti che contattino lungo i versanti di stop di Retrusione.

Tutto questo è chiaro per noi che abbiamo sperimentato il benessere (e la logica) derivanti da appoggi su due livelli diversi (icp e Relazione Centrica).
Ma quanto sopra non essendo mai stato sperimentato dagli autori dei libri di gnatologia è lettera morta per loro, il che non impedisce che le nostre constatazioni siano assolutamente precise e rispondenti alla realtà, a verità anatomico-fisiologica. Non si può impostare una relazione centrica se non si è impostato dapprima il punto di ICP. La fossa di intercuspidazione deve avere la priorità assoluta nel lavoro sia sul bite che su protesi o denti.
La posizione del mento è fondamentale perché la retrusione può essere molto lunga o inesistente a volte. I legamenti e la muscolatura comandano la retrusione, quindi una lassità ligamentosa la accentua e quindi non è dalla retrusione che si può avanzare fissando l’Occlusione Centrica. 

©appim appimlab A. Valsecchi, 1991, 1993, 2007, 2015 a cura di C. Morcone

I CONDILI NELLE OCCLUSIONI SBILANCIATE E BILANCIATE 1/2

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10 1991 - 2013 ultima ed

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10,  1991 – 2013 ultima ed.

La  chiusura in Massima Intercuspidazione ovvero ICP verificabile immediatamente con la posizione del BACIO codificata Appim, avviene su contatti di Occlusione Centrica partendo dalla posizione di abituale riposo retrusa. Quindi lo scivolamento in avanti della mandibola da riposo a intercuspidazione è fisiologico, ma deve essere di eguale lunghezza su ambo i lati e non superiore al millimetro circa.

Nella posizione e foto di ICP, i Condili sono anteriorizzati contemporanei a denti stretti in intercuspidazione in mandibola ben bilanciata.

Nella posizione di Riposo retruso, i condili centrati e leggermente abbassati con mandibola in posizione di riposo retrusa. Perciò parlare di “centratura dei condili” per risolvere i problemi mandibolari, come se fosse l’unica e la migliore posizione possibile gnatologicamente e fisiologicamente, non ha alcun senso

Qualche informazione sul cranio n. 721
Il cranio n. 721 presente in tante immagini del libro appim di Adriana Valsecchi – Teoria di Occlusione Muscolare , 1993 I vol 1°ed., qui riprodotto,  apparteneva ad una persona di 40 anni, nata a Lecco, e deceduta a Genova agli inizi dell’800, di sesso femminile, e non presenta abrasioni o usure di sorta sui denti.
I condili sono perfettamente conformati e la cavità glenoidea presenta uno spazio al di sopra della testa del condilo che presuppone fosse occupato dal menisco e dagli altri tessuti. Questo spazio lo si nota solo in pochissimi casi, ed esso viene occupato dai condili stessi quando avanza la compressione da malocclusione con conseguente perdita di dimensione verticale dei denti stessi.
Il cranio 721 è conservato nella sala del Museo di Anatomia Umana dell’Università di Genova.

©appim appimlab A. Valsecchi, 1991, 1993, 2007, 2015  a cura di C. Morcone 

LA MANDIBOLA SBILANCIATA E IL SISTEMA NERVOSO 1/2

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La mandibola malocclusa sbilancia il collo e il corpo, causando sofferenza non solo al midollo nel tratto cervicale, bensì a tutto il sistema nervoso centrale. 

  1. Il midollo cervicale può essere considerata la zona di transito più delicata del sistema nervoso, poichè risente quotidianamente dell’attività sbilanciata della mandibola, dei condili, del collo e così via.
  2. Se i condili sbilanciati e il corpo contratto provocano la sofferenza del tratto cervicale anche nei momenti di riposo supino e creano compressioni e microtraumatismi delle vie nervose midollari, può questa sofferenza provocare alterazioni dell’attività elettrico-neuronale e della vascolarizzazione, perturbando circuiti funzionali sofisticati?
  3. Se la trasmissione neuronale risente della maggiore (o della minore) attività elettrica derivante dal “disordine” muscolare e scheletrico, è possibile che alcuni aspetti della personalità vengano alterati e accentuati quali ad esempio l’emotività, la sensibilità, l’angoscia, il malessere psichico, le paure e le ansie (che il maloccluso presenta già dall’infanzia ma che non ammette di avere)?
  4. Nel maloccluso è abituale  una forma cronica di pessimismo e di ripetizione di concetti negativi senza una reale giustificazione. Certo la psiche risente inconsciamente della sofferenza fisica, dei disturbi infiammatori, del malessere muscolare, della mancanza di energia, collegati alla malocclusione.
  5. Il maloccluso vede determinati tratti come il pessimismo una dote mentale e non una conseguenza negativa di una malocclusione di cui non si rende conto. Ogni individuo reagisce però a modo proprio alla malocclusione dentaria. Le compressioni a distanza sono poco prevedibili. Possono ledere maggiormente le facoltà mentali in alcuni e in altri possono danneggiare maggiormente il fisico. Quindi anche se alcuni disturbi creati dalla malocclusione sono abbastanza comuni a tutti gli individui sbilanciati, altri non lo sono ma dipendono dal tipo di compressione che si è creata; indipendentemente dalla gravità e dall’entità della malocclusione stessa.
  6. Lo scorretto posizionamento della mandibola e quindi dello scheletro, potrebbero trasformare un carattere altrimenti equilibrato in un carattere insicuro, nevrotico, complesso, suscettibile, introverso, più difficile rispetto a quello dell’individuo ben occluso?
  7. Se i condili mal posizionati influenzano così tanto la sfera anche emotiva e personale, perchè mai non potrebbero incidere a cascata, anche sul coraggio, l’autocontrollo, il giudizio e la disponibilità mentale?
  8. L’ansia e i malesseri psichici hanno evidenti effetti sul cervello e sulla salute del corpo. Possono essi influenzare negativamente anche l’attività ormonale? Pare di si.

A. Valsecchi  , Appunti Rossi, 1991-2013 ed. pag. 57, 58 APPIM ©

LA CENTRATURA DEI CONDILI E LE RADIOGRAFIE

Appunti Rossi  pag. 15 - Adriana Valsecchi 1991 ed. 2013 Milano.  foto appim

Appunti Rossi pag. 15 – Adriana Valsecchi 1991 – ultima ed. 2013 Milano. Foto di appim 

Sono i molari (e non il gruppo anteriore) che distanziano la mandibola dal cranio e che determinano il posizionamento dei condili nelle fosse glenoidee e l’Asse di Centrica.

In foto, ambedue i crani presentano condili alti nelle fosse glenoidee, nonostante la ben diversa situazione occlusale.

Osserviamo i crani nelle immagini, tra i 1500 che il Museo di Anatomia di Genova si pregia di avere dove nessun gnatologo è stato avvistato dall’800 ma dove invece l’Appim ha tratto insegnamento e conoscenza diretta della varietà e delle occlusioni corrette e non. Dall’esame si evidenzia che i condili appaiono alti nelle fosse glenoidee, che la mandibola presenti denti o che sia malocclusa in modo evidente. Anche le mandibole edentule possono presentare benissimo condili integri e apparentemente accettabili nel loro rapporto con le fosse glenoidee. In realtà, i condili non potendo salire maggiormente assumono semplicemente un’altra inclinazione, avendo come articolazione una configurazione spaziale con ben sei gradi di libertà. 

Mancando spessore dentario, i condili tendono:

  1. Ad anteriorizzarsi contro il tubercolo, appiattendosi
  2. Ad uscire in lateralità in torsione negativa (se l’Asse Muscolare è spostato)
  3. A mutilare nella movimentazione il tubercolo piuttosto che il tetto della fossa glenoidea
  4. Ad allargarsi in fuori su ambo i lati
  5. A troncarsi
  6. A premere contro il tetto della fossa glenoidea
  7. Ad assumere semplicemente un’altra inclinazione.

Se i denti mantengono il contatto reciproco con gli antagonisti e se i condili mantengono rapporti apparentemente accettabili con le fosse glenoidee, gli spessori mancanti e lo sbilanciamento non quantificabile con la radiografia, possono essere rapidamente valutati con i test muscolari  Appim in tensione  e col Rilassamento Profondo.

Questi mostreranno l’entità degli spessori mancanti sulla base del dente di PRIMO CONTATTO,  generalmente un premolare. Il Premolare è un dente essenziale per rilevare lo spostamento della mandibola nelle varie direzioni e le mancanze di spessore laterale. La situazione derivante dalle radiografie non ha dunque significato se non è confermata da una manovra attiva di controllo muscolare, vista attraverso le sensazioni riferite dal paziente e il riferimento occlusale accertato. L’aspetto da considerare è dunque diverso dal rapporto condilo/fossa. L’aspetto da considerare è quello muscolare.

Adriana Valsecchi – Appunti Rossi vol II Teoria di Occlusione Muscolare 1991 – ed. 2013  pag. 15 a cura di C. Morcone 2015 per appimlab. 

QUAL E’ LA LOGICA PER RAGIONARE E RISOLVERE I PROBLEMI DERIVANTI DALLA MALOCCLUSIONE ?

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Secondo una notissima legge della Logica è chi afferma una Tesi a dover provare le sue prove, ed è giusto quindi che noi portiamo le nostre prove, che poi saremmo noi stessi, non protocolli generici, non fogli di carta, non bibliografie né attestati impolverati al muro e nemmeno idee non dimostrabili se non con astrusi calcoli matematici…No, tutt’altro. Abbiamo ristretto il campo a ciò che ci compete e non essendo proprio persone di passaggio nel campo della Gnatologia , ma protagonisti a tutti gli effetti, portiamo con chiarezza a Voi amici e conoscenti e simpatizzanti e dubbiosi da oltre 20 anni le prove. Ma queste poi vanno valutate dagli interessati e curiosi, se si voglia discutere sulla bontà. I test muscolari e le manovre sono lì a disposizione da eseguirsi ad ogni momento.

Non essendo l’APPIM un prodotto, si dà la CONOSCENZA, scusate se è poco. Questo ci pone già anni luce lontano da tutti. Certo siamo responsabili di quello che diciamo e facciamo ma non certo di quello che gli altri comprendono e agiscono, come a Scuola. E’ chiaro e cristallino; Non fa male tanto il professionista che non sa, quanto la persona che, dopo aver saputo ed essendosi impegnata, si perde nei meandri della sua confusione pratica, nei ragionamenti e non ascolta, perchè il futuro di questa lo vediamo già. E spiace avere sempre ragione in tal senso. Anche se certamente cerchiamo di portare sulla via più facile per gli altri, perchè conoscendo le due rive opposte di Malattia e Salute, abbiamo il privilegio non concesso a tutti di capire e tutelare la Salute dei pazienti.

Che motivo c’è di fare tutto questo? Non vi è logica di mero opportunismo ed egoismo, non ci potrebbe essere visto che sono aspetti della malocclusione…Coloro che fanno business sono altri.
Ragionate con la vostra testa, pensate ai denti, ai contatti e sfioramenti e ai Test muscolari..e i sintomi tutti, almeno quelle decine riferibili allo Sbilanciamento di mandibola, andranno via, con i loro tempi che non decidete, lo decide l’impegno, la dedizione, l’equilibrio mentale, l’ascolto, il corpo stesso. Lasciate perdere i discorsi che complicano ancor più le cose, discendente ascendente, multifattorialità, lingua , catene cinetiche muscolari ..oltre a palato, condili e via discorrendo. .Quelle semmai si vedranno a bilanciamento avanzato, ammesso sempre che ancora persistano.

C. Morcone 2015

I DENTI SONO GLI STABILIZZATORI DELLA MUSCOLATURA

Valsecchi - Appunti Rossi 1991 Milano, pag. 11

Valsecchi – Appunti Rossi 1991 Milano, pag. 11

I denti non svolgono solo il ruolo della masticazione. Essi sono gli stabilizzatori della muscolatura masticatoria, i distanziatori di precisione dei condili dalle fosse glenoidee nel riposo e nell’attività, l’IMPALCATURA che sostiene la testa e il corpo intero: una struttura che utilizza però appoggi inclinati e non piatti. La forma arrotondata conica delle cuspidi superiori e delle superfici di contatto degli antagonisti inferiori, garantisce ai denti una movimentazione armoniosa, almeno dovrebbero. 

Gli Stop di Retrusione e di lateralità, stabilizzano evitando il bruxismo : tuttavia le Guide Dentarie non saranno sufficienti se manca spessore bilanciante. Nel parlare di Contatti Occlusali Posteriori, ci si riferisce abitualmente ai rapporti tra Cuspidi Palatine Superiori e Fosse o creste dei denti inferiori di appoggio. Nonostante ciò, nella dentatura naturale i contatti tra denti antagonisti laterali vertono a volte tra cuspidi Vestibolari inferiori e creste o versanti interni superiori ( un esempio tipico sono i rapporti tra i Primi Premolari o Quarti e a volte tra i Secondi Molari o Settimi). Ma nell’effettuare il lavoro di Riabilitazione è più semplice bilanciare in presenza di rapporti cuspidi palatine e superfici di appoggio inferiori. Le Cuspidi Palatine Superiori Quindi sono generalmente le cuspidi di appoggio.

Nel Bilanciamento mandibolare il Primo Premolare o Quarto, è un dente molto importante nelle prove iniziali di controllo. Sono però i Molari, Sesto e Settimo, i denti necessari, visto che le prove di forza vertono sostanzialmente su di essi piuttosto che sui premolari.

© Adriana Valsecchi, Appunti Rossi di Teoria di Occlusione Muscolare, 1° ed. 1991 pag. 11 (a cura di  C. Morcone )

IL RUOLO DEI DENTI

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Foto di cranio ideale..non vero come i Crani Secchi al museo di Genova. Per inciso.

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Cosa influenza la simmetria di contatto, l’estetica, la funzionalità e di conseguenza il corretto equilibrio Forma e Funzione, e l’eliminazione subitanea dei sintomi? E’ l’altezza delle superfici di contatto posteriori – premolari e molari – (e non quelle anteriori che sono solo di sfioramento) e la loro inclinazione che influenzano i rapporti muscolari del viso e che danno alle labbra, al sorriso e alle guance, alla testa e di conseguenza al corpo intiero la loro forma e simmetria, impossibile da verificare a priori ma che sarà perfetta per quella specifica occlusione, personale. Questo per chi dice, senza applicarsi, che i test sono tutti uguali ma noi siamo tutti diversi.

I denti non recepiscono e agiscono quindi soltanto il ruolo della masticazione, come tanti pensano..ma di più, definiscono e stabilizzano la muscolatura dell’apparato masticatorio, distanziano i condili. Essi possono essere simmetrici, asimmetrici, lunghi, corti, apparentemente o meno..ma la mandibola seguirà sempre l’asse muscolare, incrociando le manovre muscolari e controllando le guide anteriori incisive e canine presenti su bite e quindi sui denti.

CENTRATURA DEI CONDILI, ANCORA?

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Parliamo di condili, posizioni occlusali, abrasioni  e il famigerato Stress:

  1. I dischi articolari, cosidetti menischi condilari, si spostano nella funzione della mandibola insieme ai condili, ma sono strettamente collegati ad essi e mantenuti al loro posto dai legamenti. Nella malocclusione da morso profondo si forano, si alterano contro il tetto della cavità che a sua volte si appiattisce e consuma, e possono bloccare il condilo contro la eminenza articolare nella protrusione…ma alla fine rimangono là dove la natura e i legamenti li obbligano a stare. Il dolore riferito dal paziente non è dato dal menisco, ma dalla infiammazione in cavità, dalla compressione dei nervi tipo la branca mandibolare del trigemino che transita in cavità provenendo dalla fossa ovale del cranio…i dolori non provengono certo da una cartilagine (menisco) ove non esistono terminazioni nervose di rilievo.
  2. Un condilo “centrato” è un condilo anteriorizzato, se la dentatura è giovane e ben occlusa. La posizione fisiologica è dunque tutta da valutare in base ai denti e nessuno la può immaginare se non in contemporanea con i test muscolari. Ora, se questi indicano sbilanciamento qualsiasi posizione del condilo non è dunque fisiologica e/o affidabile. Oltretutto come si sa, il condilo si adegua alla cavità dalla prima infanzia in poi e quindi tra di loro i tessuti e i rapporti reciproci possono apparire normali pur essendovi malposizione di condili e mandibola.
    La centratura dei condili è un argomento che dovrebbe essere assolutamente eliminato perché è estremamente fuorviante dare parametri che nella realtà sono discutibilissimi.
  3. “I dischi normalmente posizionati” sono altrettanto discutibili, in quanto fossa, condilo e dischi subiscono i contraccolpi dello sbilanciamento e la normalità può nascondere sbilanciamenti anche di un centimetro: anche qui valgono i test di controllo.
  4. L’Occlusione Centrica non è certo la posizione di riposo, ma se non è la posizione di riposo retrusa, l’occlusione centrica è sempre la massima intercuspidazione…non si vede quale altra posizione posizione occlusale possa esistere, a parte la protrusione e lo spostamento in guida canina.
  5. La fossa di occlusione centrica è Fossa, lo stop di Retrusione è sempre il versante inclinato sul davanti della fossa…La guida incisiva e la guida canina sono le altre due guide che sostengono il peso della mandibola quando questa si libera dai contatti posteriori. Per non parlare della centrica lunga, che è il contatto di comodo di chi ignora l’utilità dello stop di retrusione. 
  6. Se il menisco è usurato o bucato questo intralcia la movimentazione con conseguente deviazione…ma fuori sede un menisco lo è solo in presenza di locking oppure nel movimento di apertura-chiusura a baionetta.
  7. I denti si abradono non perché il cervello cerca di togliere il precontatto, il cervello lasciamolo stare, visto che parliamo di ostacoli sui denti, e di muscolatura sensibile che si ribella.  è vero che il più debole cede per primo (dente, parodonto, articolazione..). Esistono dei limiti di sopportazione, e dei casi anomali, delle compensazioni, delle qualità obiettive dell’osso che non si usura persino in presenza di carichi anomali, mentre in altre bocche l’osso si scioglie come neve durante la masticazione sbilanciata e nel parlare e nel serrare per deglutire.
  8. L’ultimo punto sul quale noi pazienti non possiamo essere d’accordo è lo STRESS. Se inteso come causa di malocclusione. Lo stress è un prodotto della malocclusione, non una causa…o meglio la muscolatura del viso, resa inquieta da una situazione dentaria problematica e-o dallo sbilanciamento di mandibola, è in cerca perenne di sostegni dentari che la normalizzano…non trovandoli li va a cercare senza sosta, spinta a cio’ da un’ansia inconscia (organica – ormonale) che contribuisce a peggiorare la malocclusione usurando in tanti casi le guide che dovrebbero stabilizzare l’attività muscolare. I danni sui denti (abrasione) si accumulano e possono produrre il bruxismo se le guide non sono riconosciute sufficienti dalle esigenze muscolari. quindi più si è stressati e maggiori sono le deficienze di contatto. se sei poco stressato significa che non hai ancora superato la soglia limite e-o che lo sbilanciamento è lieve.

Adriana Valsecchi 2003, 2015  © appim

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