La Salute con l'Occlusione Muscolare

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L’ OCCLUSIONE E LA TEMPERATURA CORPOREA E IL RUOLO DELL’ASSE IPOTALAMO-IPOFISARIO

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L’ OCCLUSIONE E LA TEMPERATURA CORPOREA E IL RUOLO DELL’ASSE IPOTALAMO-IPOFISARIO

Chi si bilancia correttamente l’occlusione, risolvendo la propria MALOCCLUSIONE, vede modificare nettamente la propria fisiologia e le risposte ormonali che si regolarizzano e si adattano all’ambiente. Se d’estate, ad esempio, si percepisce troppa stanchezza e si pensa ad integratori e ventilatori o condizionatori al massimo, il dubbio che dipenda dallo sbilanciamento diviene una seria probabilità, una certezza. Controlliamoci l’occlusione allora. D’altronde è semplice con i Test e manovre muscolari che possono venire eseguiti in ogni momento. Certi meccanismi dipendono all’ipofisi posta nella sella turcica dello Sfenoide (in pratica è una fossa…tanto per cambiare), in parole semplici al centro della testa…che regola tra le altre cose anche il ciclo sonno/veglia. Si parla sempre per esperienza conclamata dagli anni e condivisa pienamente con età diverse, corporature diverse, luoghi geografici diversi. Eppure è una Evidenza notata sempre e su più persone autoriabilitate.

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In sostanza la persona bilanciata non fa e non dovrebbe fare uso di farmaci, sostanze di integrazione che “spingono” l’organismo oltre il livello normalmente sopportabile, ansiolitici, tranquillanti, psicofarmaci, nemmeno cosiddetti “naturali “, trattamenti di pseudo scienza energetici, muscolarmente non forma i DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness)  o ciò che si chiamava Acido lattico, indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata, se non per pochi minuti dopo l’allenamento. L’attività fisica è ricercata e crea gioia non “dovere”. E così via … Chi ora si trova nella situazione di cui sopra e si bilancia ed è all’inizio continui assolutamente con le terapie mediche. Tanto ancora da studiare per i ricercatori  e tante le informazioni uniche che si danno dall’esperienza diretta e indiretta a beneficio di connessioni e comprensioni che necessariamente altri dovranno studiare con le loro competenze.

Leggiamo un estratto da un testo specifico:

“La cosa particolare da rilevare, rispetto alle altre strutture cerebrali è che l’Ipotalamo, almeno nella sua costituzione anatomica, è sostanzialmente simile in tutti i vertebrati. Da qui ricaviamo due elementi di rilievo:
Nella scala evolutiva, questo particolare neuroanatomico non ha avuto bisogno di migliorarsi… è come se fosse “nato” perfetto!
La differenza di efficienza funzionale, nelle diverse specie viventi, è data dagli apprendimenti acquisiti, più che dall’assetto cellulare genetico. La base predisponente, infatti, è uguale per tutti; quello che cambia sono le informazioni depositate in memoria.
Le sue attività di maggiore spicco, consistono
Nell’avere un ruolo di coordinazione nella gestione e nella trasmissione delle emozioni
Nella gestione dell’apparato endocrino, tramite la collaborazione dell’Ipofisi
Nella regolazione e coordinazione delle attività cosiddette “autonome”, con il coinvolgimento del Sistema Nervoso Vegetativo (Temperatura corporea, fame e sete, ritmo sonno – veglia, funzioni sessuali, secrezione acida dello stomaco, etc.).” G. Marchese, 2004 Ipotalamo, ipofisi e Sistema neurovegetativo.

Per completezza riportiamo un appunto di A. Valsecchi, 05/03/2003:
Autore: Adriana . Riporto quanto ho letto su Vie e Centri Nervosi di Delmas a proposito delle via della temperatura.

“La via della temperatura e del dolore si origina dalla testa del corno posteriore, attraversa tutto il corno posteriore, passa per la commessura grigia anteriore e raggiunge il cordone laterale della metà opposta del midollo spinale, ponendosi davanti al fascio piramidale crociata. Si incurva quindi ad angolo retto facendosi ascendente risale lungo il midollo spinale, il bulbo, il ponte, il peduncolo cerebrale e si porta al talamo ottico; da qui  raggiunge la corteccia cerebrale. Per la sede e il decorso questa via viene indicata come via o fascio spino-talamico laterale….”

Avevo sempre freddo, mi vestivo con strati di maglioni e soffrivo pero’ anche molto anche in estate per il caldo. Già pero’ nel 1991, dopo la riabilitazione, freddo e caldo incominciarono a non darmi più fastidio.
Come sai non uso più giacche di lana da allora né tanto meno cappotto.  Prima del 1991 facevo il bagno in luglio e agosto entrando in acqua rabbrividendo. Adesso l’acqua fredda mi piace, semmai mi dà fastidio quella calda. 

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