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DENTOSOFIA : LA VITA TRA I DENTI

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DENTOSOFIA : LA VITA TRA I DENTI 

dott. Salvo di Grazia ( medbunker)

Hai un problema in famiglia? Avrai i denti storti.
Il lavoro va male? Un dente cariato è la conseguenza.
Il marito tradisce? Ecco perchè hai degli incisivi sporgenti.
Niente male eh?
Eppure anche a me è capitato di cadere nelle grinfie dell’ennesimo delirio pseudomedico solo che all’abituale allergia che ho nei confronti di questi accalappiatori di allocchi si è aggiunto quello dovuto al fatto che in quelle grinfie c’era mio figlio.
Il mio dentista, ottimo professionista, persona perbene, gentile, capace e simpatico si è trasformato in un attimo in uno strano personaggio a metà tra l’indovino e Hamer. Preciso che il medico non aveva mai manifestato (con me) segni di squilibrio.
Qualche mese fa ho portato mio figlio da lui per un controllo. La sua abitudine a dormire a bocca aperta ed una certa sporgenza degli incisivi mi hanno indotto a fargli dare un’occhiata. Non sono odontoiatra ma non serviva esserlo per “preoccuparsi” già alle prime parole del mio collega, ma non per le condizioni dei denti di mio figlio ma per le parole che un professionista che sembrava serio e preparato stava per pronunciare.
Tuo figlio ha problemi a scuola, vedi gli incisivi superiori? Sono lievemente sporgenti, questo rappresenta un problema scolastico che deriva da un cattivo rapporto con il padre, l’arcata dentaria superiore infatti rappresenta il lato paterno…“. Ho strabuzzato gli occhi. Ma che stava dicendo?
Oltre al fatto che il rapporto con mio figlio lo considero ottimo (e lui va pure bene a scuola), cosa c’entra l’incisivo o l’arcata dentaria con i rapporti famigliari o l’andamento scolastico?
Ma il dottore continua: “i molari invece, sono il passato. Questo bambino ha sofferto per motivi di salute che ora ha risolto…“. Non ne ho potuto più ed ho cominciato a balbettare qualcosa: “ma scusami, cosa stai dicendo? Mio figlio va bene a scuola, non ha mai avuto problemi di salute ed in ogni caso non vedo cosa c’entri la dentatura con la personalità e…”.
Il dentista si porta un po’ indietro con il corpo ed alza le mani come per difendersi fisicamente: “Non sono pazzo, non preoccuparti, capisco che può sembrarti strano ma ci sono delle prove…degli studi…” lo interrompo: “ma quali studi? Che dimostrano che gli incisivi hanno un qualsiasi rapporto con i problemi scolastici o che il passato di una persona possa essere letto sui denti? Ma scherzi?”
Il collega ha notato probabilmente il mio “lievissimo” disappunto e cerca di recuperare: “Io lo so che voi medici [sic] preferite la medicina che ha prove scientifiche, lo capisco, ma dalla mia esperienza questa è quasi scientifica…cioè io non voglio che tu creda a tutto ma esistono libri ed io ho fatto dei corsi…una collega è stata in Francia ed i casi risolti sono tantissimi…“.
Guarda, non voglio fare polemica – naturalmente il dentista non aveva idea di chi fossi, nel senso che non sa che mi occupo proprio di “sbufalare” le medicine alternative – lasciamo stare, hai dato un occhio a mio figlio, ti ringrazio, dimmi quanto devo e finiamola qui che è meglio. “Oh, ma io non sono pazzo…” continuava a ripetere…spiegandomi che il metodo da lui seguito prevede l’uso di una sorta di apparecchio di silicone (una specie di “bite”, un morso di gomma) che il bambino avrebbe dovuto indossare tutta la notte e quando possibile di giorno facendo nel contempo una serie di “esercizi” con la lingua e con l’apparecchio stesso. Si chiama “attivatore” ed il costo è di qualche centinaio di euro.
“Lo usa anche la tua collega XYZ per sua figlia, già da otto mesi, puoi chiedere a lei…”
Rispondo: “Guarda, non devo chiedere, tu devi dirmi dove hai letto queste cose, ti rendi conto di cosa mi stai dicendo?”
Sono teorie che esistono da tanti anni, sei tu che non sei aggiornato perdonami…sono io l’odontoiatra, non sono pazzo…
Non ho detto che sei pazzo – faccio io – ma ti ho chiesto dove hai letto che gli incisivi superiori mostrano il tipo di rapporto tra padre e figlio, se non sai dirmelo pago e ci salutiamo senza alcun problema“.
Insiste: “non ti faccio pagare, ci mancherebbe, però promettimi che leggerai il libro che ti consiglio, è stato scritto proprio dall’inventore di questa tecnica che ha risolto migliaia di casi, alla fine deciderai se fare seguire o meno questo metodo a tuo figlio“.
“Certo, leggo quello che preferisci, sarò pure lieto di darti un giudizio”.
Il dentista mi scrive su un foglio di carta il titolo di un libro che compro subito dopo essere uscito dal suo studio.
La lettura del testo è angosciante. Pensare che un professionista che mette le mani in bocca alle persone (ed ai bambini, sottolineo) si basi su una tale marea di deliri pseudomedici è preoccupante.
L’autore è un certo Michel Montaud, dentista francese che racconta una serie di episodi della sua vita che lo portarono a diffondere il metodo e diventare il breve tempo il “guru” mondiale di questa pratica.
Nel suo libro il francese inizia con una storia di famiglia, suo figlio non dormiva bene, faceva incubi e piangeva tutte le notti. Montaud se ne faceva una colpa, il suo lavoro lo teneva sempre lontano da casa (e dal figlio), lo stress e le responsabilità lo rendevano nervoso ed assente. Il bambino che aveva contemporaneamente un problema odontoiatrico (denti in eccesso e non allineati) continuava mese dopo mese con le sue crisi fino a presentare vere e proprie convulsioni notturne.
Montaud sentì parlare un omeopata di un rimedio “dolce” per risolvere i problemi odontoiatrici. Si rivolse quindi a lui che gli parlo dell'”attivatore”, un morso in lattice che gli avrebbe permesso di risolvere il problema odontoiatrico del figlio senza estrazioni, dolori o interventi invasivi.
Dopo una settimana il bambino non ha più incubi, dorme benissimo e si sente sempre più in forma. Il padre è felicissimo.
In pochi mesi svaniscono i problemi odontoiatrici ed il dottor Montaud entra in una sorta di “estasi” (lui la definisce così) che gli fa concludere che non hanno importanza le prove scientifiche perchè, pur ammettendo che non vi sia alcuna ragione perchè quell’apparecchio in gomma funzioni, ha funzionato, a lui basta questo.
Inizia quindi a proporre lo stesso “attivatore” ad altri suoi conoscenti, poi a dei pazienti e su tutti i risultati sono strabilianti: problemi ai denti risolti, malesseri passati, vita in famiglia perfetta, guarigione da svariate malattie e tutto nella vita fila liscio: sembra la scoperta della panacea per tutti i mali.
Nel libro sono inserite diverse foto del “prima e dopo” la cura miracolosa con l’attivatore, alcune testimonianze (di risultati odontoiatrici ma non solo) eclatanti ma nessun riferimento scientifico, nemmeno ipotetico. Tutto si basa (e lo sottolinea lo stesso autore) sulla sua intuizione che non è stata nemmeno provata in maniera sistematica. Per lui è tutto vero e gli basta così.
A quanto pare la pratica non è così rara. Sono tanti i dentisti che utilizzano questo “attivatore” e che sostengono che i denti possano rappresentare qualcosa di più di un semplice “osso dedicato alla masticazione. Qui però non discutiamo di postura o digestione, si parla di cose molto più profonde. Per esempio:
L’incisivo centrale superiore destro, corrisponde all’archetipo maschile. Si tratta della nozione del padre, dell’uomo, dell’autorità, l’animus, (il lato maschile interiore presente sia nella donna che nell’uomo). L’incisivo centrale superiore sinistro corrisponde all’archetipo femminile. Si tratta della madre, della donna, dell’anima (il lato femminile interiore). Gli incisivi raccontano le reazioni di un individuo rispetto al padre, alla madre agli archetipi.
Oppure:

Avere una dentatura completa ed efficiente significa, poter masticare ciò che abbiamo prima deciso di far entrare nella bocca, essere certi di poterlo ridurre e trasformare. Proprio come avviene nel processo di mentalizzazione quando elementi appartenenti al Pensiero Inconscio, vengono via via trasformati dalla “bocca” .

Non si discute cioè di postura o masticazione corretta (concetti conosciuti in odontoiatria e da tempo) ma di pensieri filosofici e psicologici collegati alla masticazione, la trasformazione del cibo come trasformazione dell’inconscio: in campo odontoiatrico sonoballe (per dirla chiaramente).

La “bocca olistica” della dentosofia: ad ogni dente corrisponde un organo

Questa quindi è la “dentosofia“.
Ideata nel 1953 da André Besombes e René Soulet a partire da un apparecchio in caucciù (oggi in silicone) che dovrebbe essere “indossato” (morso, inserito in bocca, ha due incavi in corrispondenza delle due arcate dentarie, quella inferiore e quella superiore), non esiste alcun riferimento scientifico o sperimentale che mostri un vantaggio o un beneficio derivante dall’uso di questo aggeggio.
Il grande sviluppo mondiale della pratica si ebbe attorno al 2000 quando Montaud, il medico che risolse i problemi di sonno e di denti del figlio, iniziò a girare il mondo facendo conferenze ed infine pubblicò il suo libro.
Montaud oggi organizza corsi per dentisti e conferenze.
La maggioranza dei “dentosofisti” pratica anche omeopatia, agopuntura ed altre medicine pseudoscientifiche definendosi spesso dentisti “olistici” o “naturali” (quando odio queste definizioni senza senso…come se gli altri odontoiatri fossero “innaturali” o “artificiali”).
Per capire lo spessore scientifico di uno di questi medici “naturali”, basti pensare che secondo lui è dannoso eseguire alcune cure dentali durante particolari fasi lunari e soprattutto, attenzione al segno zodiacale nei giorni dell’Ariete e del Toro pensare ai denti sarebbe un problema.
Ma so che chi legge, se segue regolamente il blog, non ha di che stupirsi.

Ma questo metodo, deliri psicofilosofici a parte, ha un fondamento pratico?
Scientificamente non è stato mai realizzato uno studio che misurasse la sua efficacia, nemmeno da chi l’ha inventato o lo diffonde.
In pratica si tratta di un morso di caucciù che “costringe” chi lo indossa nel sonno a respirare con il naso (la bocca è otturata dall’apparecchio). Questo comportamento potrebbe migliorare alcuni difetti di occlusione e persino alcune anomalie dei denti quando queste derivano proprio dalla cattiva abitudine (che a volte nasconde altri problemi, specie otorinolaringoiatrici) di respirare con la bocca durante il sonno.
Diciamo che se il problema è questo, il “trucchetto” dell’apparecchio potrebbe avere qualche senso. Non vi è alcun legame (aggiungerei “naturalmente”) con il vissuto dell’individuo, con la sua vita personale, famigliare o lavorativa, questo è tutta una cortina fumogena per “vendere” meglio un semplice aggeggio di gomma (la cui produzione costa pochi centesimi di euro ma è in vendita ad alcune centinaia degli stessi) e prendere in giro i pazienti.
I clienti non mancano. Se da un lato esistono quelli che si fidano del proprio dentista un po’ furbetto ed un po’ “olistico” e quindi accettano l’apparecchio come se fosse un normale presidio medico, altri si lanciano a capofitto in queste situazioni “paranormali“: appena sentono parlare di “odontoiatria psicoemozionale” o “attivatore energetico” trovano letteralmente pane per i loro denti(e per le loro credenze) e corrono a comprare l’apparecchio per le più svariate esigenze (anche se non esiste alcun problema, né ai denti né psicologico).
Che l’attivatore sia una bufala è possibile comprenderlo anche leggendo (sempre nel libro di Montaud) passi come:

Maladie, malattia in francese, si può scrivere anche “mal a dit” (male ha detto). Quando la malattia tace vuol dire che è stato integrato interiormente quello che aveva da comunicare, e che si è guariti (M. Montaud: Denti e Salute, pag.103)

Tradotto in italiano dall’alternativese: quando non c’è più malattia, si è guariti (ma và?).

Nelle parole di questo dentista vi è molto della pseudoscienza hameriana, le malattie non sono “nemiche” ma sono “colpa” di chi le ha, quando ti rendi conto delle colpe e le espìi guarisci.
Se non si guarisce la “colpa” è dello stesso malato che non ha saputo comprendere il suo problema o non ha applicato alla lettera i suggerimenti del terapeuta.
Orribile. Scaricare al malato tutte le colpe della malattia è quanto di peggio possa fare un medico: se viene la malattia la colpa è del malato, se non si guarisce anche, se si guarisce il merito è del “terapeuta”.

Ma a cosa sarebbe dovuto questo potere particolare dell’attivatore?

Si forma un legame tra mascella e mandibola che permette una circolazione continua di energia. La lingua in questa posizione collega il meridiano anteriore a quello posteriore. Questo è il segno dell’armonia ritrovata dentro sé stessi, in un corpo in cui i piani fisico, psichico e emozionale sono riunificati. (Denti e salute,  Michel Montaud )

Eccoli lì i termini da manuale. Inutile sottolineare che nella bocca non esiste nessuna “circolazione di energia” e che non vi è alcun meridiano.
Infine il punto più tipico del perfetto guaritore. Cosa guarisce l’attivatore?
E’ presto detto:
Asma, alcolismo, tabagismo (vizio del fumo), allergie, sclerosi multipla, schizofrenia, depressione, AIDS…e tanto altro…fino all’onnipresente cancro.
Già, l’attivatore guarisce il cancro. L’autore del libro non lo dice espressamente (avesse almeno il coraggio delle proprie posizioni) ma fa presente che chi ha il cancro mastica prevalentemente a sinistra (Montaud, pag.116). Come correggere quindi questo “difetto”? Semplice: con l’attivatore.
E’ riportato anche l’incredibile caso della nonnina che da decenni porta l’attivatore e continua, ad ottanta anni di età, a frequentare la piscina andando da un bordo all’altro più veloce di un ventenne.
Sembra la pubblicità di un integratore magico…

Non credo ci siano particolari discussioni da fare sull’argomento ma mi sembrava interessante perchè tocca un campo che non ho mai trattato, le medicine alternative in campo odontoiatrico. La dentosofia può essere considerata come un modo esotico e “confondente” che riesce a spillare soldi agli sprovveduti. Nessun motivo per preferirla ad altri metodi, nessuno studio, nessun beneficio dimostrato, nessuna plausibilità: perchè quindi spendere soldi per questa pseudoscienza? Perchè al solito “è bello” pensare che migliorando i denti con un “semplice” apparecchietto di gomma miglioreremmo noi stessi. Ma non è così.

Ah, con il dentista che aveva provato a rifilarmi l’attivatore è finita che dopo aver letto il libro gli ho detto chiaramente che si tratta di grosse bufale e che dovrebbe stare attento a proporle alla gente. Si è arrabbiato moltissimo ma non ha avuto nessun argomento per confutare la mia opinione.
Ha perso un paziente, anzi due, visto che era anche il mio dentista.
Anzi tre o quattro.
La collega che da otto mesi usava l’apparecchio per la figlia non ha ottenuto (aggiugo, naturalmente) alcun risultato ed ora ha cambiato anche lei dentista. Se questo succedesse un po’ più spesso, molti medici che usano la ciarlataneria per attirare clienti cambierebbero strategia.

Così anche in questo caso è valido un consiglio che serve sempre: quando andate dall’odontoiatra fate domande, chiedete lumi, se è preparato ed aggiornato saprà rispondere a qualsiasi curiosità o richiesta. Se inizia a parlare di “energie”, “attivatori”, “olistico“, chiudete la bocca (nel vero senso della parola) e scappate.

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