La Salute con l'Occlusione Muscolare

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NEI CONTATTI E SFIORAMENTI DEI DENTI RISIEDE IL BENESSERE

©APPIM  da Teoria di Occlusione Muscolare pag.16

©APPIM da Teoria di Occlusione Muscolare pag.16

La mandibola ubbidisce ai denti. La muscolatura non può che uniformarsi ai movimenti da loro consentiti. Essa non deve essere libera di muoversi dove vorrebbe; deve muoversi solo lungo guide predisposte sui denti, siano esse guide di Retrusione o di Protrusione (guida incisiva) o Guide canine: senza guide la mandibola è persa. 

Non si vedrà infatti mai una mandibola altalenante in una dentatura bilanciata, né una muscolatura in perenne contrazione se le altezze posteriori sono corrette, né un bruxismo se fosse, guide di retrusione, incisive e canine sono adeguate.
Se noi vogliamo che la nostra bocca funzioni in modo simmetrico e parimenti tutto il corpo, bisogna che i denti siano tali da non contrastare né la movimentazione anatomica della mandibola né la funzione dei muscoli che la sorreggono. Per esempio, se ci rendiamo conto che nel parlare, nello stringere, nel masticare o nel riposo la bocca si trova in situazioni di serramento o blocco tali che impediscono alla muscolatura di recuperare elasticità, oppure di fastidio, di bruciore, di scivolamento. Se una di queste situazioni o altre ancora sono presenti, che fare?

Bisogna con calma esaminare la situazione concentrandosi sulle sensazioni a muscolatura in tensione, non certamente a muscolatura normale, sbilanciata.
Quindi, seduti al tavolo davanti allo specchio, bisogna imparare ad autovalutarci:

  1. Stringiamo i denti in intercuspidazione senza serrare (ICP o BACIO) e
  2. Avanziamo adagio in guida incisiva alla ricerca della simmetria di contatto dei due incisivi centrali superiori.
  3. Ritorniamo alle Fosse inferiori sul bite o corone e aspiriamo a denti stretti l’aria alla ricerca dei contatti di retrusione (COCA-COLA o RELAZIONE CENTRICA): tutti gli stop di retrusione debbono essere presenti e immediatamente percepiti. 
  4. Stringiamo ancora e andiamo alla ricerca del contatto del Canino, senza deviare dalla traiettoria di iniziale disclusione, in quanto le simmetrie non sono solo quelle di contatto; importanti sono anche le simmetrie di Disclusione in Lateralità.
  5. Una deviazione dalla linea ideale presuppone un problema da risolvere: ovvero un precontatto da limare oppure il contrario, un versante da spessorare.In fondo è tutto qui il segreto: bisogna arrivare a distinguere se il fastidio è creato da un precontatto oppure da un insufficiente contatto. 
    Fatta questa distinzione, bisogna procedere alla rettifica senza perdere di vista l’intera situazione dentaria, senza dimenticare che ogni ritocco su un dente o bite modificherà l’intera inclinazione della mandibola e dei punti di sostegno e di sfioramento anche anteriore e che ogni volta il tutto andrà riconsiderato sulla base di continue verifiche delle sensazioni con l’aiuto delle manovre di controllo e delle cartine blu.

    Non si può pensare di procedere nei ritocchi una volta ogni tot giorni: i ritocchi occlusali vanno eseguiti al galoppo, uno dopo l’altro, a decine, senza fermarsi sino a modifica ben fatta, peraltro momentaneamente, fino al prossimo controllo, non appena le simmetrie di contatto, ai Test e alla Sbarra indicheranno che vi è necessità di modifica, perché le inclinazioni dei versanti sono tante ma una sola è quella giusta che ci serve in quel dato momento; è sufficiente una differenza di decimi di millimetro per alterare l’insieme delle sensazioni per farci sentire sbagliati o giusti. Questo è il Bilanciamento muscolare. E’ la natura stessa e l’entità dello sbilanciamento che determina inclinazione e quindi la frequenza delle modifiche. 

    E allora a volte vale la pena di prendere per riferimento l’unico dente o la coppia di denti che ci fa sentire sicuri e su di essi impostare i contatti degli altri, la posizione del mento non va persa, gli altri contatti possono essere anche fatti, rifatti, distrutti e rifatti cento volte o più fino a raggiungere altri punti fermi, morso corretto, niente morso basso né tantomeno aperto. 

    I denti non sono trasparenti, quindi i contatti vanno dapprima percepiti, e poi immaginati nelle loro traiettorie curve e poi ancora valutati con le cartine blu e ben memorizzati in modo da poterli “vedere” mentre movimentiamo la bocca andando a cercarne i difetti durante i tragitti. Nei contatti e sfioramenti risiede il nostro benessere, non importa se i denti sono diritti o storti, noi dobbiamo soltanto farli combaciare secondo certe regole non scritte ma eterne.

© A. Valsecchi a cura di C. Morcone, 2005, 2015.

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