La Salute con l'Occlusione Muscolare

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APPIMLAB LABORATORI PERMANENTI DI BILANCIAMENTO MANDIBOLARE

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appimlab è un progetto di C. Morcone ,  2016

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COME CONFORMARE CON L’OCCLUSIONE MUSCOLARE UNA PROTESI SBILANCIATA

Protesi accoppiate viste da dietro lato Sx.

 

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L’inferiore deve essere ricostruito accoppiandolo continuamente con il superiore, ricordiamo che i punti di contatto corretti sono cuspide palatina superiore in fossa inferiore per quanto riguarda 5 e 6 mentre cuspide vestibolare inferiore in cresta superiore per quanto riguarda il 4° (Primo Premolare). Ogni altro punto di contatto rilevato dalle cartine in fase di molaggio deve essere eliminato e ricordiamo che in ICP. Nessun dente frontale deve entrare in contatto. Una volta creati i corretti punti di contatto sull’inferiore la dentiera acquisterà stabilità, l’inferiore non tenderà più a slittare ovunque come capita nel 100% delle dentiere nuove. Un minimo di stop si deve lasciare sul davanti della fossa anche se parlare di retrusione in un portatore di protesi mobile è un discorso alquanto complicato…. se la dentiera non è vincolata da impianti la mobilità delle protesi, anche se minima, non ci permette di essere di definire stop precisi…. accontentiamoci..

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Per studiare i punti di contatto divertitevi con le piatte dentiere dei vostri nonni, ricostruite prima il superiore, molto semplice ma ben cuspidato. Quasi sicuramente i settimi mancheranno, pazienza, accontentiamoci. Mentre lo ricostruiamo in composito o resina dobbiamo avere l’accortezza di pensare già ai corretti punti di contatto ovvero cuspidi palatine in fossa inferiore per quanto riguarda 5 e 6 mentre cuspide vestibolare inferiore in cresta superiore per quanto riguarda il 4. Ci semplificherà il lavoro sull’inferiore se costruiamo la palatina di 5 e la palatina mesiale di 6 un pelino più lunga delle altre cuspidi. I canini devono essere un po’ allungati in quanto sicuramente non avranno forma di canino.

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Anche i canini inferiori probabilmente andranno allungati anche se meno dei superiori, dipende.. La regola rimane sempre quella, in lateralità i denti posteriori (da primo Premolare a Primo Molare) devono perdere contatto, l’unico dente che prende in carico la movimentazione è il canino. (I. Barra)

A mano a mano che si modifica l’inclinazione della mandibola (e bite o protesi) rialzando in spessore minimo dove serve, anche quel premolare alto al contatto, subirà l’effetto della nuova impostazione e quindi, non potendo spessorare la cuspide o limarla né fidandoci di ritoccare la cresta superiore, non potendo fare questo ogni istante, dobbiamo intervenire più facilmente sul bite. Consideriamo inoltre che modificando continuamente le zone posteriori, quel contatto sul premolare potrebbe allargarsi per l’effetto tenaglia e non darti più risposta alla prova ad esempio del Bacio (C. Morcone).

(tutte le foto: I. Barra)

a cura di C. Morcone appimlab 2016

IMPOSTAZIONE FOSSE E REIMPOSTAZIONE CONTATTI

Le fosse- posizione mento vanno inizialmente impostate secondo regole non scritte ma con logica anatomico-funzionale ferree e chiare, nel senso che:

– Non devi stravolgere il rapporto tra incisivi superiori e inferiori quando stringi sulle resine morbide, conformandole sul bite. Devi mantenere un rapporto anteriore “normale” né retruso né protruso. Le fosse danno la posizione al mento;

– A resine secche devi incominciare i controlli di Coca Cola iniziando dalle fosse e valutare tra retrusione e Bacio lo scivolamento: troppo lungo, troppo corto, asimmetrico e andare avanti eliminando precontatti o spessorando le fosse basse in modo da limitare le asimmetrie, sperando che le fosse non siano troppo sbagliate;

– Difficilmente il mento ha bisogno di avanzare o di arretrare rispetto a prima. I problemi più frequenti sono in genere differenza di altezza tra destra e sinistra e tra primo premolare e ultimo molare.

– inizia sempre i controlli dalle fosse.

Ammettiamo che  le Fosse siano sbagliate:

a – Controllati quando sei soprappensiero, come chiude la bocca? Ti senti bloccato all’indietro? Non riesci ad andare avanti e indietro a denti ravvicinati?

b – Hai fastidio alla muscolatura dello zigomo…hai una tensione strana? Se lavora maggiormente non è un problema, in genere va via nel giro di pochi giorni, ma se se crea troppi fastidi allora lo diventa.

c – Esegui Bacio…fai fatica a trovare le fosse?

d – Rifai CocaCola..devia di molto da Cocacola a Bacio? CocaCola dà l’asse correttissimo, ma sei retruso, però da
retrusione a Bacio devi scivolare in avanti e in su, da stop di Retrusione a fossa.

e -Memorizza i punti aiutandoti con la cartina blu. Elimina i precontatti attorno che non siano in zona fossa e stop. Alleggerisci i bordi della Fossa e quelli dello stop. La superficie di contatto è sempre minuscola, appena appena visibile; ma non piatta né conica o come un cratere.

f – Considera che ad ogni molaggio o aggiunta subentra la necessità di rivalutare tutte le altre fosse e stop. Comunque sono le sensazioni in corso di manovra che ti diranno quale il dente da ritoccare per primo, previo ragionamento;

g – La prova del nove è il Rilassamento profondo a schiena diritta. Se non riesci a chiudere coperchio su scatola almeno su una fossa di un dente, significa che sei fuori asse, troppo protruso o troppo retruso.

h – Distingui osservandoti allo specchio per quanto riguarda l’asse. Le labbra nel loro centro sono spostate tra di loro?

i – prosegui con i ritocchi fidandoti sempre della CocaCola, a resine secche, senza appiattire gli stop, solo sfumandoli e aggiustando le fosse contemporaneamente.

l – Va benissimo anche la Coca Cola da disteso per valutare sempre lo stop di retrusione più alto.

m – Tutto serve purché fatto concentrandosi al massimo. Non è un progetto di routine. Alla fine tutto il lavoro ti sembrerà semplice nelle sue regole, e rimpiangerai di aver perso tempo nel supporre difficoltà insormontabili e d’altronde è il solito discorso. Quando sai tutto appare facile, quando ancora non sai vedi ostacoli di comprensione immensi. E quando non avrai più dubbi, il bilanciamento sarà pressoché alla fine. 

A. Valsecchi appim © 2006, 2015 edit C. Morcone appimlab

I CONDILI NELLE OCCLUSIONI SBILANCIATE E BILANCIATE 2/2

©appim A. Valsecchi, Teoria di Occlusione Muscolare, vol II Appunti Rossi pag. 14, 1993-2013,

©appim A. Valsecchi, Teoria di Occlusione Muscolare, vol II Appunti Rossi pag. 14, 1993-2013,

la posizione dei condili è una posizione non determinabile sulla base di radiografie o di tracciati o di parametri scheletrici.
I discorsi sui condili, in realtà non devono interessare più di tanto, meglio soffermarsi sul problema denti, dato che i condili rispondono alla posizione dei denti. Per cui denti malposizionati comportano condili malposizionati che danneggiano nervi, vasi, tessuti e così via.

E’ logico che con denti in ICP (BACIO) i condili siano nella posizione più alta in assoluto rispetto alle fosse e come potrebbe essere il contrario?
E’ logico che a mandibola retrusa con denti in relazione centrica, i condili siano nella posizione più arretrata e bassa consentita dalla muscolatura e denti che contattino lungo i versanti di stop di Retrusione.

Tutto questo è chiaro per noi che abbiamo sperimentato il benessere (e la logica) derivanti da appoggi su due livelli diversi (icp e Relazione Centrica).
Ma quanto sopra non essendo mai stato sperimentato dagli autori dei libri di gnatologia è lettera morta per loro, il che non impedisce che le nostre constatazioni siano assolutamente precise e rispondenti alla realtà, a verità anatomico-fisiologica. Non si può impostare una relazione centrica se non si è impostato dapprima il punto di ICP. La fossa di intercuspidazione deve avere la priorità assoluta nel lavoro sia sul bite che su protesi o denti.
La posizione del mento è fondamentale perché la retrusione può essere molto lunga o inesistente a volte. I legamenti e la muscolatura comandano la retrusione, quindi una lassità ligamentosa la accentua e quindi non è dalla retrusione che si può avanzare fissando l’Occlusione Centrica. 

©appim appimlab A. Valsecchi, 1991, 1993, 2007, 2015 a cura di C. Morcone

PARTIRE COL PIEDE GIUSTO

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Nel fare i vari controlli il punto di partenza è sempre quello dei denti stretti in intercuspidazione. Le fosse inferiori sul bite debbono quindi essere bene impostate per non falsare le risposte nei controlli seguenti.

Nell’imprimere le resine morbide la chiusura va effettuata davanti allo specchio facendo attenzione al mento, che non deve retrocedere né chiudere deviato.
Inizialmente bisogna accontentarsi, impostando le fosse tenendo d’occhio la chiusura simmetrica della bocca e la posizione del mento né retrusa né protrusa rispetto al normale, a meno che non ci si renda conto di essere effettivamente fuori asse anatomico e muscolare con mento spostato di lato e labbra che non coincidono tra loro nel loro centro. In questo caso bisogna spostare volutamente il mento con le mani nel chiudere sulle resine e/o usare la manovra dello Sbadiglio ma in maniera così come viene spiegata ai corsi e in video.

A resina indurita bisognerà però dedicare tempo ed attenzione alla posizione facendo tutti i possibili controlli incrociati: passando da Massima retrusione (aspirazione – CocaCola) a Bacio e viceversa valutando l’entità dello scivolamento da fossa a stop di retrusione, che non sia cioè eccessivo o troppo corto o inesistente…e non ultimo al Rilassamento profondo, assolutamente indispensabile. 

Bisogna insomma riflettere, valutare, applicare, tentare.
Un mento mal posizionato non può e non potrà MAI garantire un assetto muscolare e scheletrico corretto…ci procurerebbe danni nel tempo a collo, schiena, gambe, facendoci oltretutto perdere mesi di lavoro. 

Dobbiamo partire con il piede giusto, pur considerando inevitabile un primo periodo di tirocinio denso di errori e di confusione. 
Dopo essere diventati familiari con fosse e stop, resina e trapanino, dopo aver capito quanta concentrazione e fatica e pazienza sono necessari per recuperare benessere, dobbiamo metterci in mente che le cose si debbono fare bene. il metodo esiste, le manovre sono chiare, le sensazioni debbono guidarci, ma le scorciatoie non esistono. Chi lo pensa mente a se stesso.

A. Valsecchi a cura di C. Morcone 2004, 2015

COME FUNZIONANO I DENTI?

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Come funzionano i denti?

Intanto i denti si rapportano sempre agli antagonisti sia nel movimento di Protrusione, quando cioè il mento avanza portando i due incisivi centrali inferiori a sfiorare i due incisivi centrali superiori, che nel movimento di Retrusione, sempre abbassandosi e sempre alla ricerca di sfioramenti che la stabilizzino seppure fuori dalle fosse di Massima Intercuspidazione. 

La mandibola però non avanza soltanto ma arretra anche, mentre aspiriamo l’aria, mentre mastichiamo e aspirando a denti ravvicinati il mento retrocede e le cuspidi dei denti premolari e molari superiori, che normalmente contattano in fossa, trovano un versante inclinato contiguo alla fossa che sostiene e stabilizza il mento, che si chiama stop di Retrusione. 

Quando invece il mento si sposta di lato nella Disclusione Canina, la mandibola sempre abbassandosi, porta il canino inferiore a discludere contro il versante interno del canino superiore e contro quello si sostiene anche di notte a guancia che poggia sul cuscino.

Continuiamo quindi con l’insistere sui test muscolari…
e poi sulle asimmetrie del viso
e poi su quelle posturali per rilevare lo sbilanciamento di mandibola senza neppure far aprire la bocca al paziente.
e poi sulle regole di occlusione (principalmente fosse e stop di retrusione)
e poi sull’eliminazione dei precontatti e loro individuazione
e quindi sull’uso delle cartine blu (le nostre) e su come leggere la traccia.

Ricordiamoci di due cose soprattutto:

  1. La mandibola si abbassa sempre in tutti i movimenti che la conducono fuori dalle fosse e
  2. I sostegni reciproci dei quali si avvale per movimentarsi senza frizioni sono sempre curvi, siano essi superiori che inferiori con traiettorie curvilinee. Nessuna superficie piatta è consentita.
©A. Valsecchi a cura di C. Morcone 2011, 2015

COME OTTENERE LA STABILITA’ DEL BITE E DELLA POSTURA

bite appim ancora non modificato, intonso.

bite appim ancora non modificato, intonso.

Torniamo a parlare di tecnica e pratica del Bilanciamento. Fosse stabili e la loro forma adatta per ricreare l’armonia e tornare dritti ed eliminando i sintomi. Concentriamoci sulla loro struttura.

La fossa sul bite inferiore conformata a cratere con i bordi rialzati esterni non serve, è dannosa; serve considerare solo il centro Fossa e lo Stop di retrusione.  I denti laterali impostati testa a testa, ad esempio, non vanno bene; se succede allargali solo del necessario da poter facilmente impostare fossa e stop e lavora in base alle sensazioni di contatto, che non sono sensazioni emotive ma percezioni perfette, con scarti di parti di millimetro, confrontando gli scivolamenti tra lato destro e lato sinistro e usando nel contempo le cartine blu.
Bisogna quindi avere superfici adatte al lavoro:
Ci si sente bassi sui molari di destra? Rialziamoli e contemporaneamente stabilizzarsi su tutta l’emiarcata concentrarsi su quella, con fosse e stop, soprattutto se è quella alta, perché è più facile e sicuro stabilizzarsi prima sull’emiarcata alta, poi subito dopo su quella bassa.

bite appim, inizio bilanciamento. Cuspide palatine in Fossa inferiore.

bite appim, inizio bilanciamento. Cuspide palatine in Fossa inferiore.

Come fare per stabilizzarsi? Ricordarsi che sono gli stop che  frenano, non le fosse.
Le fosse impostano il mento e sono importanti ma gli stop e la presenza di vie di uscita laterali, sono queste quelle che permettono di spostare la mandibola di lato in Guida Canina e l’assenza di precontatti anche posteriori mentre avanzi con il mento; sono queste le caratteristiche che servono per dare alla mandibola una funzione controllata. Da cui i grandi benefici e la guarigione dalla malocclusione.

La traccia blu lasciata dalle cartine deve essere interpretata in base agli errori fatti in precedenza; deve essere letta millimetro per millimetro in base alle sensazioni mentre ci si concentra su quel determinato dente, mentre dalla posizione retrusa si va in ICP ovvero da Stop in Bacio e poi di lato e poi in avanti valutando l’intoppo o l’asimmetria al quale dare la precedenza. 

Difficile? Il lavoro di bilanciamento è senz’altro complesso e richiede attenzione su tutti i particolari, ed è per questo che va affrontato dedicandogli il massimo del tempo disponibile, perché facendo, disfacendo e riflettendo sui passi sbagliati arrivi per forza ad indovinare l’inclinazione giusta, anche grazie soprattutto ai corsi, agli articoli, e al materiale didattico disponibile, ma gli incontri sono certamente prioritari su determinati aspetti pratici, chiaramente.

©2005, 2015 A. Valsecchi – a cura di C. Morcone

IL BITE CHE CI SERVE PER GUARIRE DALLA MALOCCLUSIONE

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Il Dentista e di conseguenza il tecnico, devono capire le nostre esigenze in fatto di bite.
Intanto che sia inferiore, e mai e poi mai superiore, perchè il bite superiore  non serve, è impossibile da bilanciare, ci disturba, è in pratica un giocattolo.

Il bite che ci serve deve essere :

  • inferiore, rigido, trasparente, spesso circa 1,5 mm.
  • sottile sul gruppo frontale, ma adeguato alla guida incisiva
  • i canini non debbono contattare sul bite se non durante il tragitto di disclusione caninaDeve essere :
  • sufficientemente lungo da prendere contatto con l’ultima cuspide palatina e/o con la cuspide centrale dell’ultimo molare superiore
  • sufficientemente largo da ospitare fosse di intercuspidazione ICP sulla verticale delle cuspidi palatine superiori (per i morsi normali)
  • sufficientemente spesso da mantenere contatto con premolari e molari superiori quando ci si appende alla SBARRA

Inoltre dovrebbe conformarsi in questo modo:

  • le fosse di intercuspidazione non debbono essere così profonde da imprigionare le cuspidi superiori, da impedire la movimentazione a denti ravvicinati, da evidenziare fosse esenti da traccia blu al controllo delle cartine nel momento in cui si stringono i denti in intercuspidazione
  • le fosse non debbono impostare il paziente in retrusione o fuori asse (vedi labbro superiore e inferiore tra loro non coincidenti).
  • sul davanti di ogni fossa va mantenuto un minimo di versante inclinato che serva da Stop di retrusione mentre si aspira l’aria a denti ravvicinati.
  • le Fosse servono a posizionare il mento e a stabilizzarlo, e gli stop di Retrusione servono a dare sostegno nel momento dell’aspirazione in retrusione e dello sforzo fisico
  • una superficie piatta che obblighi a slittare va corretta utilizzando resina morbida sulla quale chiudere a Bacio per conformare le fosse
  • scivolamenti unilaterali vanno eliminati spessorando il fondo delle fosse…
  • le cartine blu debbono essere trattenute sia in ICP che in Retrusione (Coca-Cola) senza necessità di stringere in modo spasmodico
  • le sensazioni del paziente nel corso dei test muscolari (Bacio, Coca Cola, Guida incisiva e Guida canina) suggeriscono ove localizzare il difetto occlusale, se ad esempio il fastidio nasce nel test della Coca Cola è inutile andare a controllare le fosse.

© 2007, 2015 A. Valsecchi  a cura di C. Morcone

DIECI PICCOLE CARTINE BLU

DIECI PICCOLI INDIANI

Pur essendo ancora sbilanciati possiamo avere fosse e stop che al controllo delle cartine blu trattengono la striscia di carta, dente per dente, ma non significa aver raggiunto l’obiettivo. Bisogna certo che anche da sbilanciati le cartine vengano trattenute da tutte le fosse e stop (e non da una fossa si e da due no, da uno stop si e da tre stop no), perché bisogna imparare ad adottare le regole anche se si e’ all’inizio del lavoro e quindi ancora lontani dal traguardo. Facendo la prova del Bacio ad esempio, controllando l’occlusione dente dopo dente, la cartina deve essere trattenuta da ogni fossa, né spezzata, né libera tra il vuoto. La stessa cosa quando si fa CocaCola in aspirazione, la cartina blu deve essere trattenuta sotto ogni cuspide (contro il versante inferiore di retrusione).

Cosa succede invece spesso? Succede che aspirando l’aria, andando in retrusione, il punto di stop si evidenzia solo su un dente, quello che ha il versante più alto in assoluto..e solo li. La cartina slitta fuori dagli stop di tutti gli altri denti. Che fare ? bisogna prendere una decisione, o abbassare l’unico stop alto, oppure rinforzare tutti gli altri; la decisione deve essere presa usando il buon senso e l’osservazione. Lato alto e lato Basso. L’obiettivo è di pareggiarli in modo che ogni cuspide abbia il proprio appoggio in attesa che compaiano anche sensazioni di simmetria sia di fossa che di stop su ambo i lati.

E’ possibile che alla fine della riabilitazione un lato della dentatura appaia però più alto rispetto all’altro. Non ci interessa valutare le altezze dal punto di vista anatomico, a noi interessa sentire i denti che si incontrano sui due lati contemporaneamente nelle manovre di controllo, che rimangano bassi qui e divengano alti di là non ha importanza. Consideriamo quante persone hanno protesi simmetriche, perfettamente eguali sui due lati eppure hanno bocca, collo e corpo storti. Il corpo deve ritornare ad essere diritto e i denti dovranno adeguarsi in altezza ai suggerimenti provenienti dalle prove muscolari di contatto.

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Posizione di leggera retrusione (sul versante di Stop quindi). Attenzione all’incisivo laterale in appoggio sul bite ? No appoggio. Già scaricando dietro i contatti di questo dente anteriore si potrà leggermente scendere con la dimensione verticale ora eccessiva sul bite vergine. Osservare la Guida Canina, denti premolari posteriori e attenzione assolutamente NO Guide di Gruppo planasiane.

Non fidatevi delle sole sensazioni, non fidatevi delle sole cartine blu né dell’osservazione superficiale o del solo ragionamento. Bisogna tenerli d’occhio i precontatti e andarli a cercare, studiarli, sentirli, distinguerli.

I precontatti sono subdoli tanto quanto le gengive che scoprono i colletti eppure non fanno male, che si arrossano ma non si capisce il perché, che anneriscono eppure sono sane, che sanguinano ma non per fragilità capillare. I precontatti vanno valutati con pazienza; non vanno affrontati in velocità, ma studiati con la lente di ingrandimento come microbi maligni, come nemici nascosti, come seguire il colpevole sulla strada e per via di indizi. La loro traiettoria blu presenta tranelli, evitiamo di lavorare di trapano lungo tutto il tragitto; stiamo leggeri, sfumiamoli… Usiamo la cartina blu e andiamo a capire in quale punto della traiettoria scatta il fastidio; magari all’inizio, magari a metà, magari alla fine o magari sul dente vicino.

Togliamo poca resina e poi rincominciamo il controllo: sensazione, contatto, cartina blu…e andiamo avanti con pazienza. Può essere che su un dente solo ci si debba concentrare per una decina di giorni, oppure che sul bite si debba fare e disfare con le resine; è tempo speso bene perché ci insegna a “sentire” e a distinguere; un precontatto non è un’isola sperduta del Pacifico, fa parte di un insieme che deve armonizzare e per arrivare a ciò ogni dente va ricostruito secondo regole proprie. Nessuno le può insegnare; dobbiamo scoprirle da soli lavorando di sensibilità e a furia di sbagliare; ma poi una volta individuate, quelle regole non cambiano più; le possiamo ritrovare anche ad occhi chiusi domani o tra trenta anni …E’ un po’ come essersi vaccinati per tutta la vita, come entrare nella propria camera da letto a luce spenta, diventano ovvie e riconoscibili ovunque ci si trovi. 

Un articolo a completamento potrebbe essere questo, tra i tanti…basta ricercare tra tag e ricerche nell’archivio come fate spesso digitando la parola o le parole anche nel testo stesso di tutti gli articoli proposti.

https://appimlab.wordpress.com/2014/04/09/bilanciare-una-mandibola-eliminare-i-precontatti/

 ©2004, 2015 A. Valsecchi  (a cura di C. Morcone)

IL RAPPORTO CUSPIDI-FOSSE NEL BITE

IL RAPPORTO CUSPIDI-FOSSE NEL BITE

Un bite superiore o inferiore che sia,  serve a poco soprattutto se non è bilanciato con pazienza giorno dopo giorno. Bilanciare un bite significa  perciò modificarne continuamente in progressione, senza azzerare tutto il lavoro fatto via via ma aggiungendo in fossa pochissimi parti di millimetro ed eliminare i precontatti attorno alla Fossa tranne  i punti di contatto con i denti antagonisti di Premolari e Molari, utilizzando trapanino, cartine blu, resine a freddo e manovre muscolari APPIM.

Noi utilizziamo però sempre il bite inferiore. Già il lavoro di bilanciamento è complesso e richiede pazienza. Se usassimo il bite superiore, tutto diventerebbe più difficile.
Usando il bite inferiore lavoriamo invece in maniera più naturale, comoda e logica, ovvero adeguiamo le fosse alle cuspidi superiori palatine dei denti , né più né meno come faremo in un secondo tempo sui denti naturali.

Sui denti naturali lavoreremo sempre sulle fosse senza mai toccare le cuspidi dei denti superiori, esattamente con lo stesso metodo utilizzato per il bite, che serve quindi da scuola e pratica. E fin qui sembrerebbe tutto chiaro per i pazienti, ma non è sempre così per i professionisti.

Un concetto che i dentisti generalmente e i loro Tecnici faticano a capire è il seguente:

Se inferiormente i denti possiedono delle fosse è perché le fosse inferiori a qualcosa devono servire. Egualmente, se superiormente i denti possiedono delle cuspidi superiori è perché a qualcosa le cuspidi devono servire. Quindi le cuspidi superiori (una fila soltanto, quella interna normalmente) e le fosse inferiori (le fosse sono sempre al centro del dente) sono i punti essenziali di sostegno dello scheletro, del corpo intero.

Abbassando, limando o stravolgendo i punti di contatto (fosse o cuspidi ) il corpo, immancabilmente, cede. Esso si regge grazie a quei millimetri quadri di sostegno rappresentati da fosse-cuspidi. La nostra attenzione deve essere tutta su quei millimetri. Che senso ha dunque costruire capsule, ponti o protesi con le cuspidi superiori sul vuoto o con le fosse ove non servono, oppure con le cuspidi superiori che si incontrano con cuspidi inferiori, o con cuspidi inferiori che puntano verso l’alto contro pseudo-fosse?

Un bite inferiore con resine dopo la manovra Bacio e CocaCola da modificare.

Un bite inferiore con resine dopo la manovra Bacio e CocaCola da modificare.

Lo stesso bite dopo una ipotesi di modifica di fosse e stop. Le fosse non vengono toccate ma ripulite ai bordi tranne lo Stop di Retrusione che andrà valutato con Cocacola...

Lo stesso bite dopo una ipotesi di modifica di fosse e stop. Le fosse non vengono toccate ma ripulite ai bordi tranne lo Stop di Retrusione che andrà valutato con Cocacola…

E che senso ha voler impostare le bocche senza aver chiare in mente le regole occlusali dalle quali dipende il benessere di tutta una persona? Che senso ha far battere al paziente i denti sulle cartine blu per controllarne il bilanciamento, quando si sa bene che le cartine lasceranno impronta blu anche in casi di mancanza di spessore di 2-3 mm, perché la muscolatura contraendosi permette sempre ai denti di incontrarsi tra loro e stando con la testa reclinata all’indietro sulla poltrona in retrusione, quando invece è l’impostazione delle Fosse in massima intercuspidazione che serve innanzitutto e comunque è impossibile controllare in quella posizione anche gli stop di Retrusione? Una volta che il paziente torna dritto e tenta di andare in intercuspidazione, sentirà vuoto perchè sarà stato limato ciò che sorreggeva la cuspide superiore, ovvero avremo denti appiattiti senza nè fosse chiare (centriche lunghe) ma vaste zone dove la cuspide superiore scivola continuamente, né tantomeno stop di retrusione. Peggiorando così nel medio e lungo periodo i sintomi, o creandone di nuovi.

Che senso ha continuare a rifare i denti, piatti o con fosse inferiori inutilizzate o inutilizzabili.
Il paziente si deve accontentare. Ma perché si deve accontentare?

E vogliamo lasciare che tutti coloro che non conoscono le teorie e pratiche dell’occlusione corretta, proseguano seminando sul loro cammino schiene curve, zoppicamenti, artrosi, aritmie, stanchezza muscolare, fragilità psichica, ansia, paura del futuro, vecchiaia precoce, rassegnazione?

Chi si accontenta non fa il proprio interesse, fa solo quello del medico o del riabilitato. Però, siamo obiettivi. Il lavoro di bilanciamento è un lavoro complesso e di grande pazienza che solo noi possiamo fare con precisione su noi stessi. Quindi chiediamo la collaborazione del dentista nei lavori essenziali, in tutto il resto cerchiamo di fare da soli.
E sui lavori essenziali pretendiamo la precisione.
Che imparino almeno copiare i rapporti delle occlusioni giovani bilanciate. Che imparino a ragionare. Che evitino di inventarli come tuttora fanno. Che inizino a risolversi il loro sbilanciamento presente, anche minimo e iniziare ad auto-valutarsi in maniera chiara e precisa.

© 2002, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) 

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