La Salute con l'Occlusione Muscolare

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TUTTA LA VITA DAVANTI: LA DCCM RISOLTA DA SOLI

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TUTTA LA VITA DAVANTI

Quando si supera la malocclusione da Disfunzione Cranio Cervico Mandibolare ( DCCM ) e si recupera la postura, cambia anche il carattere e il modo di vedere la vita, si sopportano molto più le situazioni della vita, mai più ci si lascia andare, si diventa combattivi ma non distruttivi e si usa in altro modo, lasciandola tranquillamente da parte, quella energia mentale che sminuisce gli ostacoli o li fa diventare insormontabili. E’ un modo nuovo di vivere, più’ equilibrato, più sano. Si dà importanza alle persone giuste e nessuna alla gente fasulla e si prendono in mano le situazioni difficili senza ansia e senza ripensamenti, si dà il proprio nome alle cose, si cerca di aiutare gli altri senza mettere gli altri al proprio posto e senza egoismi, sapendo che solo la persona singola può prendersi davvero cura di sé e solo se compie questo percorso potrà realmente essere di aiuto agli altri. Ci si esprime completamente senza reprimersi, si acquisisce una dinamica diversa dei rapporti interpersonali, da persone adulte, finalmente sicure di sé. Una delle cose positive è che ristabilendosi, la memoria sofferente sparisce, viene rimossa, eliminata..Si fa fatica a ricordare i momenti di pianti, deprivazione, sconforto totale, solitudine completa, abisso e vuoto. Difficile farlo comprendere, poi arriva ogni tanto qualche persona che ha quel guizzo intuitivo per comprenderlo e buttarsi a capofitto e venirne fuori. Pochi, ancora troppo pochi..

Ma è vero che non tutti hanno l’energia o, come possiamo chiamarla, “sofferenza volontaria” per agire. Sofferenza non scelta ma accaduta e quindi la si accetta per superarla completamente, senza negare di averla avuta ma con la volontarietà di oltrepassarla per stare bene.

Prima di rinunciare al Metodo bisogna averlo compreso; per averlo compreso bisogna averlo approfondito, studiato, sviscerato e  analizzato con il proprio bite o corone che siano; altrimenti non si può dire di aver percorso questa strada così chiara e sicura dell’APPIM, resta solo una opinione, valida di per sé ma senza fondamento alcuno se non la propria illusorietà. I contatti dentari invece sono solidi, certi, verificabili; non misurabili da nessuno però controllabili al millesimo tramite i Test Muscolari.

splint bite in bilanciamento Appim, primo giorno. foto C.Morcone

splint bite in bilanciamento Appim, primo giorno. foto C.Morcone

Prima di rinunciare ad applicare il metodo Appim ovvero prima di rinunciare all’idea di spessorare i denti inferiori con composito e lampada (o incapsulandone un paio per parte, i primi molari o 6°, nel caso) bisogna pensarci bene. E’ vero è che dedicare ore e ore a questo impegno che ci porta due tre ore che volano, quando vorremmo stare un quarto d’ora:

  • – Sbagliando (per errore di valutazione)
  • – Facendo, disfacendo e rifacendo (fosse e stop)
  • – Riflettendo sulle sensazioni, (che possono variare sensibilmente a fronte di contatti bilaterali, da qui le cartine blu)
  • – Immaginando la traiettoria corretta (e quella attuale)
  • – Eliminando il precontatto (semplice e i precontatti spaziali)
  • – Cercando di indovinare il dente dolente 
  • – Imparando a saper distinguere la traccia blu (cosa eliminare e cosa tenere)
  • – E correggere quel segmento blu che va eliminato e
  • – Un altro che rappresenta un sostegno fondamentale,  (al centro della Fossa di Massima ICP)
  • – Ritoccando l’inclinazione che varia continuamente ad ogni modifica per via dell’EFFETTO TENAGLIA 

e ad ogni cambiamento nei giorni successivi,  per via delle resine che giustamente sono friabili per non bloccare la mandibola che deve riposizionarsi spazialmente nel tempo e che quindi va modificata continuamente alla prima percezione anomala in corso di Test Muscolari, che si possono fare ovunque e in pochi secondi. 

Significa concentrazione massima, non poterne più, maledire il momento in cui ci si è buttati in questa avventura, sapere di essere in un tunnel dove si sa da dove si è partiti, con un problema e non vedere la stabilità dei contatti, non vedere ancora la luce in fondo al percorso, non ancora per lo meno..Ma il problema era comunque da risolvere e quindi procedere a tentativi secondo le manovre muscolari, chiedere agli istruttori, partecipare agli incontri e continuare a sbagliare o a fare errori di valutazione, rientra nella norma per imparare a distinguere, per non rifare più certi sbagli grossolani, per imparare un  un gioco serio con se stessi (ma non contro se stessi) molto più proficuo di tanti che fanno perdere realmente solo tempo o denaro, che ci farà rinascere. Un mestiere duro che nessuno sa fare sugli altri e se vediamo la bocca dei professionisti nemmeno su di sé; un mestiere per il quale abbiamo tutto: trapanino, resine, specchio, luce, cartine blu.
Non ci manca niente, perché abbiamo mani e occhi, cervello, voglia di fare, necessità di fare. Avendo sempre i denti a contatto ed autoriabilitandosi da zero, senza aver scelto questo di mestiere e dovendolo fare per risolvere i propri problemi di salute, certo il rischio è di diventare nevrastenici perché il rischio di vittimizzarsi, di buttare tutto all’aria, di riaffidarsi a tanti metodi ai farmaci, c’è…ma essendo che si proviene proprio da questi,  sappiamo la validità e sappiamo che non c’è alternativa se non quella di stabilizzare per tutta la vita dopo aver sperimentato, quegli attimi di la sensazione appagante e soddisfacente, anche se transitoria. Quella sensazione di forza e tranquillità, di pace e benessere completo della Simmetria.

Splint bite in occlusione corretta con le cuspidi palatine. foto C. Morcone

Splint bite in occlusione corretta con le cuspidi palatine. foto C. Morcone

Facciamo fatica a capire come procedere, non c’entra l’intelligenza, ci sono persone intelligenti che non capiscono e non sanno fare e malate e non brillanti che invece riescono a ragionare e a risolvere bene. E se ci sfuggono dei tasselli, non riusciamo a far quadrare il gioco del bilanciamento, ci sono sempre da rivedere gli Appunti Rossi, il libro, il DVD di tre ore, le email e il sito, il gruppo su Facebook e non ultimo questo blog pieno di informazioni dettagliate e uniche su internet. E allora? E allora si va avanti egualmente, ci si rompe la testa, si stringono i denti, si rinuncia alle serate con gli amici o alle vacanze con la ragazza, piuttosto segnarsi in palestra o continuare con uno sport che piace e/o fare lunghe passeggiate o in bici, andare al parco dove c’è la Sbarra, recupereremo il tempo perduto più avanti, dopo. Adesso la cosa piu’ importante è risolvere il nostro problema.

Siamo persone intelligenti, abbiamo grinta, abbiamo voglia di vivere. Ci impiegheremo un anno, due anni, tre,  pazienza.. ma di anni ce ne restano tanti per vivere con un altro equilibrio mentale, un altro modo di presentarci, orgogliosi e assolutamente fieri di aver superato un ostacolo insormontabile a detta dei medici che volevano che ci accontentassimo di sopravvivere. No, no e poi no.
Si, saremo la prova vivente delle contraddizioni della Gnatologia dove ogni professionista da una diagnosi diversa e una pletora di metodi vaghi e inappropriati che abbiamo d’altronde già provato. Noi pazienti avremo fatto il miracolo su noi stessi, da soli, senza spesa,  facendo affidamento sulla nostra testardaggine: in fondo abbiamo solo quattro o cinque denti per parte da far coincidere, e in genere quattro fosse e stop di Retrusione e basta…e i denti non fanno i capricci, vogliono solo sostenersi a vicenda solidamente, vogliono solo fare in modo da donarci, al meglio, tutta la vita davanti.

© 2014, C.Morcone con contributi di A. Valsecchi

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