La Salute con l'Occlusione Muscolare

Articoli con tag ‘gnatologia’

PRECONTATTO SEMPLICE E PRECONTATTO SPAZIALE

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Precontatto normale e precontatto spaziale, iniziamo con una premessa:

Bilanciare il bite è inizialmente faticoso, un rebus, sembra una confusione totale.
Per il semplice fatto che mai siamo stati educati a percepire i contatti e valutarli per cambiarli. Solo noi lo possiamo fare.
Per esempio se chiudo sulle resine con le cuspidi superiori di stampo senza liberare l’unico punto di contatto certo, ci si ritrova con fosse che bloccano, con fastidi nel parlare, nel deglutire, con sensazioni difficili da interpretare, con tracce blu che non si sanno interpretare che possono dire tutto e il contrario di tutto, difficile impostare il mento, ovvero le Fosse e difficile sentire gli stop mai percepiti prima d’ora, arduo fermare una mandibola che scivola di lato con i soli piccoli appoggi che devono sì fermare la mandibola ma non bloccarla, anzi ne devono permettere agilmente i movimenti bilaterali e fluidi. Bisogna quindi usare le regole, semplificare al massimo la geografia dei contatti, a ricreare la somma di contatti e sfioramenti anteriori, senza impoverirne, stravolgere e nemmeno aggiungere ulteriori problemi ai problemi che già si devono risolvere.
Bisogna quindi sapere usare le Regole del metodo, i test incrociati, sapere come si vuole impostare, aiutarsi col calco e lo specchio, sapere usare le cartine blu che marcheranno quali sono le tracce da tenere e quelle invece da precontatto.

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Il Precontatto normale o SEMPLICE è un eccesso di resina che ostacola il combaciamento dei denti vicini.
E’ rappresentato fisicamente da una sbavatura o da un granello sul versante inferiore oppure su una superficie di cresta o di Fossa che vengono percepiti troppo alti e che trattengono la cartina blu (lacerandola, a volte) mentre questa slitta libera dappertutto.
Il precontatto normale può essere localizzato anche su altre zone della superficie del dente, che non corrispondano a fossa oppure a stop di Retrusione e va limato con la fresa.
Questo perché il dente superiore non ha solo una punta, ma anche un corpo arrotondato conoide che nella movimentazione mandibolare può scontrarsi con zone inferiori nei vari movimenti di lateralità o di protrusione.
Questo per i denti posteriori, ma anche i denti frontali possono presentare i loro precontatti fastidiosi durante le sequenze di guida e in tempi diversi durante il lungo e continuo lavoro di rettifica.

Il precontatto spaziale è invece un precontatto invisibile agli occhi di estranei, non è evidenziato dalle cartine blu, il dentista non lo rileva mai a meno che faccia eseguire al paziente i test di controllo ed è difficile individuarlo anche per il bilanciante stesso.

Cos’è dunque questo precontatto spaziale ?
Esso è sempre un eccesso di spessore, ma che non ostacola il normale combaciamento completo delle arcate, ma di fatto impedisce il riposizionamento in bilanciamento spaziale e muscolare della mandibola. Esso va dunque eliminato rincorrendolo via via per consentire alla mandibola di riposizionarsi in simmetria muscolare.

Facciamo un esempio: Se stringendo le labbra sentiamo i due premolari di destra e di sinistra in modo uniforme e comodo, è possibile che facendo Bacio sentiamo alto solo il primo premolare di destra e vuoto a sinistra.
Bisognerà allora prendere una decisione:
Abbassare il premolare di destra considerandolo un precontatto oppure rialzare quello di sinistra.
La decisione dipenderà dall’osservazione del morso anteriore e dalla linea del sorriso. Se abbassando a destra rischiamo di abbassare troppo il morso, meglio sarà rialzare a sinistra sempre che così facendo non rischiamo di perdere la guida canina e una zona della guida incisiva.
I precontatti di tipo spaziale sono praticamente infiniti se si vuole arrivare ad un bilanciamento muscolare ottimale, ma è grazie alla loro eliminazione che il collo si raddrizza e la camminata diventa simmetrica. E’ grazie a loro che la postura cambia.

A. Valsecchi 2008, 2016 a cura ed edizione di C. Morcone appimlab 

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LA GUARIGIONE E’ ARRIVATA ANCHE A ME, CERTO DOPO L’IMPEGNO E LA COSTANZA. COME? LEGGI

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Juan Gatti

Voglio raccontare a tutti APPIM mi fa recuperare la salute dell’intero corpo! La guarigione è arrivata anche da me. Sono molto felice e ringrazio di cuore Adriana, Carmine ed Igor che non hanno cessato mai di essere disponibili in questi 2 anni (quasi tre) da quando conosco ed applico questo metodo.
Nel 2009 mi fu depistata un insufficienza renale cronica 3 livello, i reni funzionavano come avessi avuto 80 anni!! Spaventata, cominciai a cercare la causa. Tra l’eco, scintigrafie e tutti altri tipi di ricerche non si trova la causa e mi veniva sempre detto che la velocità di filtrazione era molto ridotta, che non c’era niente da fare non conoscendo la causa e fra qualche periodo sarei arrivata a dieta severa poi in dialisi. Ma il MIRACOLO APPIM è arrivato nel 2013 quando ho messo in bocca un bite è l’ho modificato con costanza tutto questo periodo.

Quei pochi millimetri di resina aggiunti sui denti posteriori hanno fatto che anno dopo anno la velocità di lavoro dei reni è aumentata poco a poco, vi dico in quanto ero tutta monitorizzata. Dopo solo 3 anni, quindi adesso nel 2016, i miei reni filtrano con la velocità normale!! Due mesi fa il dottore nefrologo, tutto emozionato, mi ha detto che non c’è più insufficienza renale… una malattia irreversibile è tornata in dietro facendo sbalordire i medici.
Dunque, nella sua gioventù la mia mandibola latero deviata in torsione sx e MORSO PROFONDO mi ha provocato una scoliosi, raddrizzamento della lordosi lombare con ernie, torsione del bacino ed inversione della curva cervicale con ernie complicata che contatta il nervo C4-C5.

Dimenticavo le GINOCCHIA, adesso sono simmetriche! Il sinistro era molto più basso di destro, non potevo uscire con pantaloncini. Anche i bambini osservavano. Gli ACUFENI che mi terrorizzavano da 2 anni sono completamente scomparsi. Le labbra sono riapparse! C’è ancora un resto di “codice a barre” sopra il labbro superiore ma almeno ho un labbro! Ancora un’altra cosa molto importante che ho recuperato…. ora riesco a RESPIRARE normalmente in qualsiasi posizione si trova la testa.

Ogni volta che piegavo la testa in basso o di lato dovevo fare dei respiri molto rapidi/brevi e forzati per ossigenarmi. Per non raccontarvi delle sofferenze comune che sono scomparsi, tipo… mal di testa, mal di schiena e dolore nelle tempie….etc. Sono felicissima e sto benissimo soprattutto perché mi sento tutte le dita delle mani che prima avevano perso la sensibilità.
I neurochirurgi mi prescrivevano una risonanza al collo almeno una volta l’anno per decidere quando operare la mia colonna cervicale. Mi sono liberata da un grande peso, sto vivendo una vita nuova!
Grazie APPIM!!!!

V.P.

NEUROSCIENZA ESPERIENZA E MALOCCLUSIONE

La soluzione al problema potrebbe non essere semplice ed empirica, ma richiedere un radicale cambiamento di prospettiva. In quel momento forse avremo una grossa sorpresa e scopriremo di aver avuto sempre la Risposta davanti agli occhi.

Vilayanur S. Ramachandran

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foto : Foals 

PAROLE CHIAVE: NEUROSCIENZA – ESPERIENZA – CERVELLO – BILANCIAMENTO – MALOCCLUSIONE – PERCEZIONE

Nel CERVELLO si trovano strutture che permettono ad eventi occorsi molti anni fa di continuare a produrre effetti nel tempo. La connessione CAUSALE in eventi molto lunghi creano dubbi e diffidenze perché nel percorso degli eventi, è facile che un evento possa disturbare la catena lineare tra Cause ed Effetti. Tuttavia i Test muscolari APPIM creano da subito le condizioni percettive e quindi rielaborando e riorganizzando percezioni che mai si erano considerate. Questo cambia anche lo stato e gli scambi a livello di reti neuronali biologiche. La persona che testa su di sé, ammesso che ragioni attivamente sui propri sbilanciamenti, non è e non sarà più la stessa. Si accende il circuito elettrico, da off a ON. L’oggetto mentale NON ESISTE finchè all’interno del CERVELLO non interpreta il prodotto della percezione. In pratica però, visto che non siamo MAI stati educati alla percezione precisa della simmetria di contatti e sfioramenti, riconosciamo solo ciò che è vicino alla categoria più immediata, ovvero il Dolore. Man mano che si inizia nel bilanciamento si percepiscono cose diverse che vanno interpretate; sensazioni miste, di comfort e dis-comfort, da stabilizzare. Chi prosegue nel Bilanciamento percepirà sempre più e sempre meglio, questo crea la distanza tra un ottimo lavoro (il nostro) ed uno invece mediocre e tutto da verificare.

Siamo stati NOI i primi e gli unici a verificare certe questioni di neuroscienza ancora inverificate. Come? Con l’elaborazione completa della Percezione Spaziale tramite le sensazioni dei denti. Mai si era pensato a questo. L’analisi delle relazioni tra stimoli e spazio, soggetto ed oggetto, e rielaborazione nell’insieme. E non solo. Da qui rieducare il tutto e in autonomia. “I denti non hanno occhi” dice Adriana Valsecchi. Non ci sono studi che verificano nettamente la questione, ovvero nessuno ha mai capito, finora che esiste e si può verificare un meccanismo del cervello che decide quando qualcosa fa parte dell’esperienza e viene collocato nella memoria. Forse per questo, è una ipotesi, è difficile nel complesso ed inizialmente rielaborare verbalmente, col linguaggio, certe sensazioni di contatto e sfioramento. E’ per questo motivo che consigliamo in maniera netta di scrivere sempre le rilevazioni precise delle sensazioni dei test muscolari, per creare un ambito mnemonico ed esperienziale armonico.

L’inaspettata connessione tra stimolo, memoria ed esperienza, non presente ancora nelle strutture neuronali della persona obbliga la persona a creare un mondo di idee, termini e fatti e spiegarseli e spiegarli. Il paziente bilanciante si muove quindi in una “terra di nessuno” dove niente è stato tracciato prima, ed è meglio che il pregresso delle concezioni errate e-o confuse siano del tutto eliminate per non ricorrere ad errori di valutazione (vedi chi ha fatto e seguito tante, troppe terapie, fa fatica ad adeguarsi ad una omogeneità di linguaggio coerente), sempre dietro l’angolo. Nessun esterno può quindi fattivamente accedere al mondo del paziente gnatologico, nemmeno volendo. Si può solo insegnare a crearsi un universo di segni, dandogli senso.

Carmine Morcone , 2016 appimlab

LA GNATOLOGIA DA RIPENSARE

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E’ la solita STORIA….quando i Dentisti si avvicinano all’APPIM si bruciano le penne, non si rendono conto di camminare su un terreno minato  e credono di intendersi di bilanciamento mandibolare solo perché si ispirano a testi di altrettanti dentisti che mai hanno fatto autoriabilitazione. (A. Valsecchi)

Certamente bisogna Ripensare la Gnatologia, cosa che comunque già facciamo da tanti anni…ma ripensare significa anche abbandonare concetti errati e assumere altri, alla prova dei fatti, corretti, altri da valutare nel tempo, altri da valutare con l’esperienza in una trama dialettica attiva tra paziente e professionista. Dovrebbe essere così ma non lo è. Perchè? Perchè Poi iniziano a far tanti discorsi che apparentemente funzionano perché essendo sindromi ogni distretto può essere illuminato da termini seducenti, volutamente incomprensibili agli “ignoranti” e che sembrano assumere reale significato seppur solamente nelle astrazioni, “Può essere quello ma anche questo…e perchè questo?”; frasi espresse con enfasi teatrale, assunti anatomico funzionali che fanno acqua da tutte le parti non appena però si comprende il senso approcciandosi nella PRATICA ai Test muscolari incrociati e di controllo. Certi discorsi confondono sia loro stessi (infatti non si riabilitano, io non ne ho mai visti finora) che il paziente, inginocchiato dai dolori e fedele martire inutile della autonominata religione scientifica che disattende continuamente le aspettative, con ostinata reiterazione pellegrinando ovunque attendendo dall’alto un miracolo dalla gnatologia, che mai, mai arriverà.

Meglio quindi far poggiare coi piedi a terra i malati e farli ragionare sul fatto che la tecnologia non può tutto, la medicina nel loro caso può poco e nulla di stabile, la differenza tra MIGLIORARE e GUARIRE, il fatto che “stare bene e stare male” sono altresì aspetti emotivi, e non possono assolutamente essere presi in considerazione se non nell’istante.. e la possibilità che in questo caso è possibile far fare al paziente e poi solo poi al medico dentista e comunque in partnership, non in sudditanza.

Ovviamente non c’è mai il discorso opposto, cosi come giustamente dici da 25 anni…Anzi, assurdamente siamo noi dobbiamo essere esautorati anche solo dal parlare di bocca..però peccato perchè noi abbiamo risolto tutto..tutto quello che compete a loro con diagnosi prima e dopo. Sarebbe logico un accomodamento da parte loro, non nostra. No, dobbiamo essere noi, anche secondo certi pazienti a doverci inginocchiare ancora una volta a una medicina vuota e priva di senso che ci avrebbe portato a fine certa. per salvare poi cosa, il campanilismo non certamente i pazienti, le persone.. Eppure “primum non nocere”.

Poi però noi che siamo ex pazienti (parola che deriva da patire) , no noi siamo riduttivi, possiamo essere trattati con sufficienza, dobbiamo patire (appunto) la visione di centinaia di malati che non risolvono per un semplice fatto di forza di essere autonomi, di gestire e fissare i pensieri e le azioni sulla bocca e sulla base della fiducia nel proprio corpo con costanza perché la mente sbilanciata FA DI TUTTO PUR DI NEGARE E NEGARSI l’evidenza, minimizzando sempre la realtà in vece delle favole accomodanti ed enfatizzando il resto per non liberare il proprio essere dal giogo, dalla causa del proprio Male.

E’ certo che, alla fin fine, da una Non Riabilitazione non può che arrivare una Non Soluzione.  Chi sa costruire e chi si improvvisa (Icaro), chi ha capacità e chi pensa di averle perchè figlio, quindi una certa attestazione, chi deve risolvere fuori dai discorsi astratti dei convegni e chi parla, parla…si parla addosso ma alla conta dei fatti…soltanto grosse delusioni. (C.  Morcone )

a cura di C. Morcone 2016 appimlab

ARGOMENTI DI DISCUSSIONE AGLI INCONTRI

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IN ATTESA di postarvi l’edizione aggiornata degli argomenti che tratteremo a Rapallo il 9 e 10 aprile 2016, vi posto la locandina di un altro incontro tenuto a Rapallo (GE) con gli stessi identici argomenti.

Per un incontro serio sulla malocclusione è fondamentale esporre e verificare, dimostrando, determinati soggetti :

ARGOMENTI:
1. I Test muscolari APPIM per la diagnosi dello sbilanciamento ATM
2. Come rilevare le asimmetrie del viso e della postura.
3. La struttura del Bite inferiore: Fosse di ICP, Stop di Retrusione, Guide Laterali, Guida incisiva.
4. Perchè il Bite deve ricopiare l’occlusione sbilanciata iniziale?
5. L’Eliminazione dei PRECONTATTI Semplici e Spaziali.
6. Come leggere le tracce blu delle cartine occlusali
7. L’inclinazione del piano occlusale con il test di controllo SBARRA
8. La posizione del mento ovvero Fosse di Occlusione Centrica con la Prova dello Sbadiglio
9. La Relazione Centrica ovvero Stop di Retrusione con la prova della COCACOLA
10. La sequenza di sfioramento per il controllo di Guida Incisiva e canina.
11. Proiezione immagini di anatomia dei crani del museo di Genova
12. Conformazione ideale dei denti dell’arcata superiore
13. Cuspidi di sostegno e i loro rapporti con le superfici dei denti inferiori antagonisti
14 L’Asse di Pressione anatomico e l’Asse muscolare: differenze
15. Una bocca riabilitata non può presentare denti di eguale altezza sui due lati: perche?
16. La latero deviazione mandibolare reale e riposizionamento del tavolato occlusale con la prova dello SBADIGLIO
17. Come sostenere la Torsione nel nuovo asse anatomico
18. Quando il Bilanciamento si può ritenere completato?
19. Overdentures su impianti: quale occlusione?
20. La mesializzazione dei denti e l’affollamento anteriore
21. L’altezza del morso e la linea del sorriso, come valutarli e determinarli
22. Le protesizzazioni estese.
23 Casi pratici e testimonianze di bilanciamento
24. Pratica individuale su bite dei presenti all’incontro.

Il corso sarà tenuto, come di consueto, dai relatori Igor e Adriana Valsecchi 

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DOVE POSSO FARE IL METODO?

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Rispondo a chi manda email e messaggi con richieste di “Dove poter fare il metodo Appim?”. Il metodo è possibile farlo ottimamente proprio perché si agisce a casa propria, in un personale ed organizzato angolo, con i propri tempi che saranno necessariamente però, per scoraggiare i superficiali, molto più frequenti di quelli di un professionista perché comunque, per avere certi “miracoli” , bisogna sudare le famose sette camicie ed anche qualcuna in più..non serve, nel caso del Bilanciamento mandibolare alcuna laurea, attestato accademico, cattedra od altro. Cosa serve? Forse serve qualcosa in più che non è questo poc’anzi descritto.

Bisogna essere soltanto, e non è poco, consapevoli e capaci con fiducia di poter agire previo e con una guida costante, seppur, ed anche qui per scoraggiare i superficiali, altrimenti non ci saranno risoluzioni definitive se non parziali o creare difficoltà e problemi…non si può comunque stare male perché in ogni caso bisogna essere nella condizione di avere meno confusione mentale e dolori possibili, compatibilmente col proprio stato e fare in modo che essi non peggiorino, per cui vi si dirà in questo caso sicuramente di affidarvi al vostro medico di base per tamponare nel caso, prima di agire poi col percorso e tante sono le persone a cui bisogna dire, contrariandole, di rivolgersi prima alla medicina di diversi ambiti, per arginare e recuperare un minimo di forze perchè il Bilanciamento è impegnativo, andare a ritroso verso la soluzione del problema, l’eradicazione del male, non è affatto compito semplice, seppure appartiene di diritto al paziente, non al medico o geni dell’occlusione che si autonominano ogni giorno da decenni…ripeto, appartiene alla persona che detiene la questione, nella materia della malocclusione, ed è questa che deve risolverlo. Il dentista edotto e formato Appim potrà solo registrare e considerare come il paziente in un discorso di partnership non di subalternità senza indurre paure e dubbi illogici, ma del resto per esempio, nel caso di qualche problema nel caso in cui si sia ancora principianti, basta togliere  subito il bite, non restare con i precontatti scomodi a lungo, cercare un dialogo di ascolto e collaborazione di auto-aiuto con chi ha fatto la formazione che sa come dare consigli, che però andranno seguiti necessariamente. La fiducia reciproca è alla base del rapporto interpersonale, a maggior ragione nello specifico. La fermezza e la rigidità non sono, come capita, motivo di chiusura ma è solo per non farVi perdere tempo in inutili elucubrazioni mentali e pratiche irrilevanti o imprecise, già risolte da tempo, visto che i migliori e raffinati conoscitori delle connessioni bocca-corpo, denti-corpo, denti-postura, occlusione muscolare, sintomi e soluzioni degli stessi, siamo i sottoscritti.

Chi afferma che tutto sarà veloce e immediato basta affidarsi e pagare aprendo la bocca non dice il vero, mente sapendo di mentire o vive di ingenuità proprie e proiettate, ma ad ogni modo le vie sono e saranno per TUTTI i malocclusi tortuose e ignote Senza i 4 test muscolari APPIM incrociati e senza il nostro aiuto saranno non solo impervie ma anche de tutto buie.

C. Morcone , 2016 appimlab amministratore 

COS’E’ LA TORSIONE E IL RUOLO DELL’ATM NELLO SBILANCIAMENTO?

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ATM Articolazione Temporo Mandibolare e relazione con determinati muscoli.
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Evidente malocclusione nonostante la centratura dei condili ATM – A. Valsecchi – Teoria di Occlusione Muscolare – Milano, 1993 I ed. pag. 110
La torsione è la conseguenza logica di uno sbilanciamento datato.

Anni ed anni di sbilanciamento mandibolare comportano spesso, ma non sempre, usura dentaria e a volte, la perdita dell’asse muscolare, ovvero il mento tende a spostarsi di lato e le due labbra risultano non più centrate tra di loro. Cosa succede? Il soggetto mastica da un solo Lato, quello Basso, quello che alla sbarra non entra in contatto, quello che “appartiene” alla spalla bassa e alla gamba che cede e al lato del collo inclinato.

Il che presuppone, per rimettersi in Asse corretto, è necessario uno spostamento del mento e mandibola verso il lato dentario alto, una rotazione di tipo orario od antiorario secondo traiettorie curve, il che richiede uno spessoramento sostenuto dei denti dal lato basso, proprio per sostenere la torsione e il nuovo Asse.

Quindi, ammettiamo che ci si appenda alla SBARRA o si faccia il test dell’aspirazione forzata (Coca-Cola) prima di iniziare l’auto-riabilitazione: il soggetto aspirando l’aria forte a denti ravvicinati sentirà un solo contatto: un contatto di retrusione, sul lato dentario Alto, contemporaneo ad una mandibola bilanciatissima spazialmente, ma poggiante soltanto su un dente.
Rilassandosi poi, ritornando all’intercuspidazione (o BACIO), automaticamente la mandibola ruoterà riportandosi alla posizione abituale fuori asse e sbilanciata, ruotando e assestandosi in Torsione.

Per cui sono due le torsioni delle quali si parla generalmente:

  1. la TORSIONE PASSIVA propria della mandibola sbilanciata.
  2. la TORSIONE ATTIVA che va sostenuta con i rialzi minimi e puntuali, principalmente da un lato, che riporta la mandibola in asse e in bilanciamento nei confronti della mascella.

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Cosa succede all’articolazione temporo mandibolare e alle strutture collegate ad esse?

Un condilo si adegua alla cavità glenoidea che esso ha conformato negli anni della malocclusione, ma conseguentemente anche la cavità si adegua al condilo sbilanciato tanto che la cavità può avere pareti ossee usurate dal condilo che preme, fino in certi casi (vedi crani del Museo di Anatomia di Genova) a diventare quasi trasparenti come alabastro.
Il condilo quindi preme in cavità soprattutto contro il tetto della Fossa Glenoidea a causa di mancanza di D.V. – Dimensione Verticale dei denti posteriori, mentre il tetto di una cavità glenoidea integra non è mai a contatto vero e proprio della testa del condilo; non completamente comunque in gioventù, in quanto il menisco si è riservato uno spazio minimo fisiologico che impedisce alla testa del condilo di premere contro il tetto della cavità, ma è uno spazio che via via però si riduce con il proseguire della malocclusione e che scompare del tutto in età matura quando collo e schiena denotano altezze dentarie posteriori insufficienti a mantenere la schiena in posizione corretta. 

In caso di altezze verticali ridotte dei denti, i condili si deformano, è logico. Essi non possono retrocedere però se non di un millimetro circa. Essi forzano e si deformano nella zona superiore della cavità stessa e in quella posteriore.

Diversamente, in una mandibola bilanciata il condilo è leggermente anteriorizzato, non è mai centrato anatomicamente (visto di profilo come fanno nelle varie radiografie e immagini strumentali, logicamente) rispetto alla cavità stessa. Andate a vedere i crani secchi per farcene un’idea di cosa si parla.
Nella malocclusione invece, il condilo è centrato in cavità, un condilo centrato è indizio proprio di sbilanciamento di bocca.
Quindi il condilo dalla cavità non può dislocarsi, è lì, preme, si deforma, si inclina a seconda del tipo di sbilanciamento esistente.
Recuperando D.V. i denti impediscono al condilo di premere, pur senza necessità che questo si abbassi; si abbassa solo la mandibola e condilo e articolazione assumono semplicemente un’altra inclinazione. Fate la prova usando un dito in mezzo al calco in gesso e abbassando la mandibola, immaginando l’inclinazione della stessa e la rotazione in avanti dei condili che non debbono necessariamente uscire dalla cavità, oppure andate a vedere sugli Appunti Rossi le foto degli anziani nelle ultime pagine.

Oriella, signora che ha subito un mostruoso avanzamento della bocca grazie al bite di un famoso chiropratico (!!!), presenta invece un abbassamento della mandibola e un avanzamento contemporaneo dei condili in direzione dell’eminenza articolare. Questo è quanto di più sbagliato si possa fare, ma questa è una metodica ancora diffusa e presa a prestito da un gnatologo torinese, per quel che ne so io. E’ innaturale, sbagliata, assurda, inutile, da cancellare.
Diffidate da chi vuole impostare la mandibola in modo innaturale.

A. Valsecchi 2011, 2016  a cura di C. Morcone – appim lab

TANTE DIAGNOSI E MANIPOLAZIONI E NESSUNO SA CURARMI

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“Voglio rendere la mia testimonianza sul dramma che sto vivendo da qualche anno. Mi sono recata da un osteopata (NOTO professionista a livello NAZIONALE). Non ero mai andata da un osteopata prima di allora e non avevo la minima idea né di come agisse, né se potessero esserci dei rischi. Il motivo per cui mi sono rivolta a lui era banalissimo.

Durante un allenamento mi era venuto un forte male alla caviglia destra tanto da non riuscire a camminare se non con estrema fatica. mi ha fatto una serie di manovre in tutto il corpo compresi schiena e collo, mi ha sottoposto ad un thrust alla prima vertebra del collo, l’atlante.
In questa sede non racconterò tutto il calvario vissuto per giungere ad una diagnosi, né i mesi di dolore e terrore, né tutte le esperienze terrificanti avute con la maggior parte dei medici a cui mi sono rivolta perché vorrei essere breve.
Esito del trattamento: colpo di frusta con sublussazione dell’atlante, protusione in C5 e rettilineizzazione del rachide.

Alcuni sintomi principali:
1. Forti vertigini
2. Sensazione di “testa fra le nuvole” e di essere rallentata, confusione mentale costante come essere in stato di ebbrezza permanente
3. Mal di testa forte, partiva dalla nuca e saliva fino a sopra la testa. Era continuo e faceva male persino al tatto. Sensazione di “cappa in testa”
4. Nausea costante
5. Fatica a concentrarsi, a ricordare e a parlare
6. Formicolii e sensazione di scosse elettriche che percorrevano gli arti (tutti e 4) da cima a fondo. Gli arti han perso forza, mani comprese
7. Sensibilità ridotta nella parte destra del corpo
8. Orecchio destro definitivamente tappato (sensazione come quando si è in aereo)
9. Apparato digerente completamente fermo. Il cibo ci metteva dei giorni a fare il tragitto che normalmente fa in poche ore
10. Enorme fatica a deglutire con dolore nella parte destra del collo
11. Stanchezza sempre presente con la tipica sensazione di quando si cerca di muoversi avendo la febbre alta
12. Indolenzimento in tutto il corpo con dolore diffuso al tatto
13. Impossibilità a sopportare i rumori, persino la voce delle persone
14. Repentino cambiamento dell’umore con sensazione tremenda di “non sentirmi più io”
15. Dolore al collo che restava rigido
16. Aumento della temperatura corporea (febbricola costante)

Noto che:
1. Si è alzata la spalla destra
2. Si è alzata l’anca destra
3. La schiena si è stortata
4. La cassa toracica è ruotata

in più in bocca noto che:

1.La mandibola è visibilmente arretrata
2.La mandibola si è poi stortata e disassata. I premolari e molari di destra toccano prima di quelli di sinistra ed il mento dalla parte sinistra è più avanzato rispetto alla destra
3.La bocca è storta, se rido l’angolo sinistro sale molto di più del destro
4.ATM mi fa sempre male soprattutto a destra ove, tra l’altro, a volte scrocchia

L’ UNICO MODO per avere sollievo da questi sintomi era stare sdraiata, infatti ho passato inizialmente due mesi a letto e successivamente a giorni alterni. Tra le decine di medici visti ho incontrato anche una gnatologa. Lei si è rifiutata fin dal principio di trattarmi fino a quando non fossi andata a farmi rimettere a posto altante poiché ha sempre detto che qualsiasi intervento in bocca con l’atlante fuori posto avrebbe potuto essere persino controproducente.

Riuscirò a guarire e tornare ad essere dritta e sana come sono sempre stata? C’è una possibilità di eliminare tutti questi sintomi, raddrizzare tutto ciò che si è stortato, far tornare mandibola e denti al loro posto e recuperare la curvatura fisiologica del rachide? So che non sarà facile, ma avete già visto casi come il mio che poi si sono risolti? Posso farcela?” email firmata

QUAL E’ LA CHIAVE DEL METODO? LA POSIZIONE MUSCOLARE DELLA MANDIBOLA

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In foto, l’innervazione dei muscoli facciali proviene interamente dal Nervo Cranico VII il Facciale. Questo, dopo un decorso fuoriesce attraverso il foro stilomastoideo suddividendosi come una mano aperta in vari RAMI: Temporale, Zigomatico , Buccale Mandibolare marginale e il Cervicale (Enciclopedia medica italiana, Vol 13)

 

Che senso ha sottoporsi ad ortodonzia per ottenere una normocclusione, ovvero per portare la dentatura in un rapporto di prima classe (Angle) quale l’utilità, la postura risponde ad una impostazione muscolare e non ad una impostazione scheletrica? Poca o nulla.
 
Non è il morso scheletrico in se stesso che ci deve interessare, ma la posizione muscolare della mandibola nei confronti della mascella e per modificare questa posizione servono test muscolari uniti a capacità di impostare nuove fosse inferiori e gli stop.
I problemi nascono sì dai precontatti o dagli scivolamenti, dall’insufficiente dimensione verticale…è vero…ma è l’ orientamento muscolare della mandibola creato dai denti che è determinante e che deve avere precedenza assoluta.
 
Come facciamo a capire se la mandibola è in asse e in corretto bilanciamento antero-posteriore e latero-laterale con il mento al posto giusto?
Serve un metodo di controllo, fondato sulla tensione muscolare che irrigidisce i muscoli contrapponendo mandibola a mascella così da rendere evidenti i vuoti di contatto da colmare. Il metodo esiste ed è elementare, facile da condividere, perché si basa sulle simmetrie bilaterali.
 
Forse facendo ortodonzia per portare in normocclusione un morso scheletrico risolviamo la malocclusione? No.
A che servono le rilevazioni stabilometriche , la Tens , i piani di Camper e di il piano di Francoforte, le RX del condilo, i tracciati, le elettromiografie.
 
Non servono a niente, noi ne siamo la prova. Non per bilanciarsi, non come obiettivi e davvero nulla come diagnosi.
Ci raddrizziamo di schiena un poco per volta, solo riflettendo sulle sensazioni di contatto nella tensione muscolare, e modificando via via di conseguenza i contatti.
Siamo fortunati, chi l’avrebbe mai detto che lavorando sui decimi di millimetro saremmo riusciti a diventare finalmente diritti dopo una vita vissuta da asimmetrici.
 
Chi l’avrebbe mai pensato? Nessuno mai prima di APPIM ha collegato la postura ai denti.
Allora basta continuare a credere alle parole rassicuranti che ci invadono,
alle frasi vaghe e senza costrutto utili solo a confondere e a lasciarci nell’ignoranza loro.
Vogliamo risolvere una volta per tutte il nostro problema? Abbiamo tutti i mezzi sufficienti, le capacità fisiche e mentali per inoltrarci in questa faticosa avventura.
Cosa ci manca? La disperazione come molla e il coraggio forse di iniziare, ma una volta preso in mano trapano e resine, fatte le prime modifiche con successo, chi può dissuaderci dall’andare avanti senza remore?
E’ in gioco la nostra vita, la nostra salute e la nostra famiglia di malocclusi avrà bisogno del nostro aiuto.
A. Valsecchi 2008, 2015 appim – a cura di C. Morcone 

L’EFFETTO TENAGLIA CHE CI ATTANAGLIA

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Concentriamoci sull’EFFETTO TENAGLIA senza perderci d’animo; il meccanismo è più facile da capire del previsto anche se dobbiamo considerare che il problema nasce ad ogni rettifica dei denti inferiori. Ogni precontatto eliminato orienta diversamente la mandibola di qualche decimo di millimetro. Intanto vediamo il disegno con lo spessore bilanciante, inserito tra i denti sul lato destro dell’immagine. Il lato destro (DX) della dentatura va considerato in questa immagine il lato ALTO, quindi non è da abbassare…SPESSORIAMO il lato basso (SX), ponendo della resina in fossa (vedi spessore rosso). Il lato spessorato provoca quindi l’abbassamento della mandibola di certo numero di millimetri…uno, due, tre…non possiamo considerarlo a priori, di tutto il necessario che serve a riportare occhi e labbra in simmetria, paralleli tra di loro. Ora, quello che confonde è accorgersi che il lato ALTO sul quale prima contattavamo in modo comodo e solido è diventato diverso, più debole, più incerto. Spessorare questo lato significherebbe ritornare allo sbilanciamento precedente. Bisogna ricorrere quindi alla cartina blu per denotare con estrema precisione il nuovo adeguamento..che non segnerà più in Fossa ma solo sull’esterno di essa che diventa in pratica un precontatto da limare per permettere alla cuspide superiore di contattare in fossa come prima. Solo limando il contatto esterno alla fossa che la cartina evidenzia, concluderemo l’operazione di recupero del contatto di fossa perso nel frattempo. Prendendo in mano un calco in gesso della dentatura e mettendo uno spessore tra i denti su un lato vedrete subito che la nuova inclinazione della mandibola allontana, sull’altro lato, la cuspide palatina di ogni dente dalle fosse la cuspide palatina si allontana, ma un contatto comunque rimane esterno alla fossa e su questo bisogna agire con la fresa. Non è che i denti rimangono sul vuoto, essi contattano però in zone che non ci devono interessare perché non sono fosse di intercuspidazione.

A. Valsecchi , 2015  Appim – a cura di C. Morcone 

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