La Salute con l'Occlusione Muscolare

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CHE COSA SIGNIFICA ELIMINARE UN PRECONTATTO ? parte Seconda

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Il precontatto è normalmente un’asperità più o meno visibile, che ostacola lo sfioramento tra dente e dente.

  • un precontatto di Fossa,
  • di retrusione,
  • di guida incisiva
  • di guida canina.

Un piccolo ostacolo in resina, o su corona, un residuo proveniente da un molaggio oppure un eccesso di composito che indurendosi si è posizionato spostandosi o allargandosi nel posto sbagliato.  Veniamo alla seconda parte, ampliando ed entrando nei dettagli tecnici che solo l’esperienza appim può dare. La questione Lato Alto e Lato Basso dovrebbe essere chiara; se essa non lo fosse, meglio andare nella finestra di ricerca per termini nel menu principale. Ecco quindi che Il Precontatto può esistere sia sull’emiarcata bassa sia su quella alta.
E’ logico dare la precedenza all’eliminazione del precontatto che provoca dolore, perchè il dolore comanda, ma subito dopo è inutile perdere tempo nell’eliminare problemi di Fossa o di Stop sull’emiarcata bassa; meglio tentare di rialzare i denti che alle prove di controllo risultano essere insufficienti in altezza.

Successivamente,  rivalutando tutta la situazione globale, si procederà alla eliminazione leggera del precontatto che risulta dalle manovre di controllo (Sbadiglio, Bacio, Cocacola, Altalena e poi test finale ed iniziale Sbarra). Ora, uno solo è il precontatto da prendere in considerazione, uno solo per volta, in quanto alla sensazione di scivolamento che viene percepita sull’emiarcata opposta a quella del precontatto, si consideri che esso può essere creato dalla:

  • Mancanza di sufficiente sostegno in ICP (massima intercuspidazione o Bacio)
  • per Fossa troppo profonda,
  • oppure da insufficienti stop di retrusione,
  • oppure da Fossa spostata troppo all’indietro rispetto al punto corretto
  • e comunque da Asse di Pressione non corretto e/o da asse anatomico spostato.

Ora, ragionando in maniera più approfondita circa la pratica, non è detto che il precontatto di retrusione sia sempre posizionato sul davanti della fossa.
A volte aspirando l’aria a denti stretti, e di conseguenza facendo retrocedere in asse la mandibola (prova della CocaCola), ci si rende conto di avere un blocco fastidioso o un versante troppo ripido che ostacola il contatto di retrusione omogeneo e contemporaneo degli altri denti laterali. Con la cartina blu non vedremo una sola traccia, niente. Probabilmente vedremo varie macchie blu.
Che fare? concentriamoci su quelle attorno alla fossa: sul davanti e di lato;
ma prima di attaccare con il trapano la macchia blu sul davanti che spesso è anche quella più scura in assoluto, andiamo a ripulire tutt’attorno alla Fossa.

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Rifacendo la prova della Coca Cola qualcosa sarà forse cambiato a livello di sensazione. In quanto la cuspide superiore possiede una forma anatomica tondeggiante che noi non possiamo vedere chiaramente, però la immaginiamo, ne percepiamo la sensazione oggettiva di appoggio. Che cosa può essere successo?

E’ possibile quindi che la pancia della cuspide superiore, la rotondità esterna alla punta vera e propria, entri in precontatto con versanti di Fossa, che non c’entrano molto con lo stop di retrusione vero e proprio.
Quindi, dopo aver usato il trapano, teniamoci però pronti a rilevare ulteriori precontatti di retrusione sui denti adiacenti o sul lato opposto. Infatti il bilanciamento spaziale dell’articolazione prevede l’eliminazione di precontatti di vario tipo per riportare la mandibola nella sua inclinazione muscolare corretta che può benissimo NON essere vista dalle RX anatomicamente in simmetria con l’osso mascellare.
E’ per questo che qualsiasi esame radiografico precedente e successivo alla riabilitazione non ha alcun valore; di più qualsiasi riabilitazione impostata su una simmetria scheletrica di paziente nato maloccluso non può che essere discutibile e da rifiutare a priori.

A questo punto non fidiamoci solo delle sensazioni, siamo più raffinati. Non andiamo ad ulteriormente molare quello stop iniziale, ma verifichiamo con attenzione su quale dente e su quale zona della superficie del dente viene trattenuta la nostra robusta cartina blu (in zona distale o mesiale? ) è solo una per volta l’asperità che trattiene la cartina e che va eliminata con il trapano.

Per cui, il precontatto di retrusione (e di fossa) è tale se la cartina viene trattenuta in un punto e slitta liberamente sotto tutte le altre cuspidi superiori nel fare Coca Cola (o Bacio).
Il precontatto impedisce agli altri denti di occludere in sintonia tra di loro.
Un precontatto di fossa o di retrusione fa perdere gengiva a meno che altri versanti secondari compensino il difetto (l’assenza dello stop normale).
Nella masticazione il precontatto crea danni in quanto rappresenta un trauma continuo per la gengiva che si arrossa o che migra, e che indolenzisce anche il fascio muscolare della guancia.

Ma ci sono solo precontatti di Fossa? No, assolutamente, esistono  altri precontatti che non sono proprio lungo il percorso di sfioramento, sono precontatti molto esterni ai punti di occlusione provenienti dall’Effetto Tenaglia, che però possono disturbare, infastidire, bloccare, impedire l’occlusione di denti che lavorano, creare sintomi e sono a volte indicati chiaramente dalle cartine blu, a volte invece vanno ricercati in base alle sensazioni di ostacolo anche in punti lontani dal dente preso in esame, purtroppo per il bilanciante.

Quindi, movimentando la mandibola adagio a denti stretti qualsiasi contatto ruvido, qualsiasi scalino o rilievo vanno verificati in base alle sensazioni e rilevati con la cartina blu. Una decisione deve essere presa: se la traiettoria è armoniosa e solo lì in quel punto nasce l’ostacolo, allora tentiamo con il trapano di eliminare giusto il punto blu ma solo “in superficie”, limiamo pochissimo, perché quel punto di sostegno comunque ci può servire

La seconda specie di precontatti: SPAZIALE

Il precontatto spaziale è un’altra cosa.
Facendo le manovre di controllo ci accorgiamo che la zona di destra ad esempio è troppo alta, eppure ci sentiamo bene serrando a destra ma spazialmente quella parte della nostra bocca non è come quella di sinistra, prendiamo una decisione: alziamo la sinistra o abbassiamo la destra.
Le manovre, tra le altre cose, servono anche a questo, ad indicare quale è al momento l’inclinazione spaziale dell’articolazione suggerendo su quali denti agire per recuperare simmetrie bilaterali.

La prova della CocaCola ci indicherà lo Stop di retrusione più alto in assoluto da limare.
la Sbarra la fossa più alta da abbassare.
il Bacio il premolare più alto in fossa.
ogni manovra indicherà un dente solo alto, uno stop solo, una Fossa soltanto.
Sarà da questa fossa o da questo stop che inizierà il lavoro con il trapano. Dopo ogni limata, le prove incrociate riprenderanno: una prova e un molaggio.
Le zone basse non possono essere evidenziate se non con l’Altalena dei Masseteri e con la prova degli scivolamenti da Bacio in CocaCola, quindi da ICP a massima retrusione o Relazione Centrica .

Che cosa significa eliminare un precontatto ? Parte Prima

A. Valsecchi 2002, 2004, 2005, 2007, 2016 a cura di C. Morcone appimlab 

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ARGOMENTI DI DISCUSSIONE AGLI INCONTRI

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IN ATTESA di postarvi l’edizione aggiornata degli argomenti che tratteremo a Rapallo il 9 e 10 aprile 2016, vi posto la locandina di un altro incontro tenuto a Rapallo (GE) con gli stessi identici argomenti.

Per un incontro serio sulla malocclusione è fondamentale esporre e verificare, dimostrando, determinati soggetti :

ARGOMENTI:
1. I Test muscolari APPIM per la diagnosi dello sbilanciamento ATM
2. Come rilevare le asimmetrie del viso e della postura.
3. La struttura del Bite inferiore: Fosse di ICP, Stop di Retrusione, Guide Laterali, Guida incisiva.
4. Perchè il Bite deve ricopiare l’occlusione sbilanciata iniziale?
5. L’Eliminazione dei PRECONTATTI Semplici e Spaziali.
6. Come leggere le tracce blu delle cartine occlusali
7. L’inclinazione del piano occlusale con il test di controllo SBARRA
8. La posizione del mento ovvero Fosse di Occlusione Centrica con la Prova dello Sbadiglio
9. La Relazione Centrica ovvero Stop di Retrusione con la prova della COCACOLA
10. La sequenza di sfioramento per il controllo di Guida Incisiva e canina.
11. Proiezione immagini di anatomia dei crani del museo di Genova
12. Conformazione ideale dei denti dell’arcata superiore
13. Cuspidi di sostegno e i loro rapporti con le superfici dei denti inferiori antagonisti
14 L’Asse di Pressione anatomico e l’Asse muscolare: differenze
15. Una bocca riabilitata non può presentare denti di eguale altezza sui due lati: perche?
16. La latero deviazione mandibolare reale e riposizionamento del tavolato occlusale con la prova dello SBADIGLIO
17. Come sostenere la Torsione nel nuovo asse anatomico
18. Quando il Bilanciamento si può ritenere completato?
19. Overdentures su impianti: quale occlusione?
20. La mesializzazione dei denti e l’affollamento anteriore
21. L’altezza del morso e la linea del sorriso, come valutarli e determinarli
22. Le protesizzazioni estese.
23 Casi pratici e testimonianze di bilanciamento
24. Pratica individuale su bite dei presenti all’incontro.

Il corso sarà tenuto, come di consueto, dai relatori Igor e Adriana Valsecchi 

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I DENTI SONO GLI STABILIZZATORI DELLA MUSCOLATURA

Valsecchi - Appunti Rossi 1991 Milano, pag. 11

Valsecchi – Appunti Rossi 1991 Milano, pag. 11

I denti non svolgono solo il ruolo della masticazione. Essi sono gli stabilizzatori della muscolatura masticatoria, i distanziatori di precisione dei condili dalle fosse glenoidee nel riposo e nell’attività, l’IMPALCATURA che sostiene la testa e il corpo intero: una struttura che utilizza però appoggi inclinati e non piatti. La forma arrotondata conica delle cuspidi superiori e delle superfici di contatto degli antagonisti inferiori, garantisce ai denti una movimentazione armoniosa, almeno dovrebbero. 

Gli Stop di Retrusione e di lateralità, stabilizzano evitando il bruxismo : tuttavia le Guide Dentarie non saranno sufficienti se manca spessore bilanciante. Nel parlare di Contatti Occlusali Posteriori, ci si riferisce abitualmente ai rapporti tra Cuspidi Palatine Superiori e Fosse o creste dei denti inferiori di appoggio. Nonostante ciò, nella dentatura naturale i contatti tra denti antagonisti laterali vertono a volte tra cuspidi Vestibolari inferiori e creste o versanti interni superiori ( un esempio tipico sono i rapporti tra i Primi Premolari o Quarti e a volte tra i Secondi Molari o Settimi). Ma nell’effettuare il lavoro di Riabilitazione è più semplice bilanciare in presenza di rapporti cuspidi palatine e superfici di appoggio inferiori. Le Cuspidi Palatine Superiori Quindi sono generalmente le cuspidi di appoggio.

Nel Bilanciamento mandibolare il Primo Premolare o Quarto, è un dente molto importante nelle prove iniziali di controllo. Sono però i Molari, Sesto e Settimo, i denti necessari, visto che le prove di forza vertono sostanzialmente su di essi piuttosto che sui premolari.

© Adriana Valsecchi, Appunti Rossi di Teoria di Occlusione Muscolare, 1° ed. 1991 pag. 11 (a cura di  C. Morcone )

GUIDA INCISIVA E CANINA

GUIDA INCISIVA E CANINA

LE TRAIETTORIE DI GUIDA CANINA
Le traiettorie di guida canina sul margine in resina del bite e poi sui denti sono piu’ di una. Dipende da come ci si sposta con il mento.
Lavorando sul bite le modifiche verranno fatte sulla resina del margine, aggiungendo o togliendone in modo che il canino svolga la sua funzione. In pratica il canino si prende carico del peso della mandibola quando ci spostiamo con il mento di lato.

Sui denti non si potranno sempre fare ritocchi sul canino inferiore. A volte bisognerà intervenire sul versante interno del canino superiore, facendo pero’ attenzione a non eliminare la punta che serve a discludere sui frontali e sui posteriori mentre si va in guida canina.
Una punta troppo corta superiormente può impedire la disclusione e creare precontatti con effetti leva dannosi sia anteriori che posteriori.

GUIDA INCISIVA

Il controllo di guida incisiva avviene portando la mandibola in pura protrusione, lentamente, valutando le sensazioni di contatto.
I due incisivi centrali soltanto debbono sfiorare gli antagonisti senza essere ostacolati da un precontatto fastidioso che in certi casi blocca la Protrusione.
La traccia scura della cartina evidenzia tutto lo sfioramento, ma il paziente deve concentrarsi sul fastidio e lì usare la cartina, e lì limare leggermente con la fresa…ripetendo la manovra di controllo all’infinito, fino a non percepire differenze tra i due denti, come se questi fossero un dente solo…

Prima di arrivare al testa a testa bisognerà percepire un freno, creato dal margine dei due denti, che pero’ non indolenzisca e non impedisca il testa a testa. Bisogna ricercare la normalità di sensazioni.
Il problema è che limando sempre in zona palatale gli incisivi superiori, questi si possono assottigliare troppo e pertanto i molaggi bilancianti debbono essere minuscoli, purché la muscolatura accetti l’inclinazione dei versanti che stiamo dando loro…

La Guida Incisiva può essere più lunga o più corta, la cosa non ha molta importanza…ma deve essere armoniosa.
è possibile che essa sia ostacolata da una zona del margine del dente inferiore, dente abraso, e che nell’impossibilità di ridurre ulteriormente il versante palatale superiore si debba limare leggermente il margine del dente inferiore…
pazienza…purché si sappia il pericolo rappresentato da eventuali errori.
Ricostruire con il composito i denti anteriori superiori o inferiori è impossibile, in fase di masticazione si staccherebbero dei pezzetti..

E’ possibile inoltre che alleggerendo la traccia blu dei denti centrali superiori per agevolare il movimento muscolare di protrusione, ci si venga a trovare con un fastidio creato dalla lingua che tenta di creare un diastema, inserendosi nello spazio esistente alla base dei due denti, reso spigoloso dai molaggi…
E’ sufficiente con la fresa arrotondare i bordi interni degli incisivi superiori (linea mediana) per togliere l’appiglio e impedire alla lingua di forzare.

GUIDA CANINA

Prima di entrare in guida canina, la mandibola protrude leggermente e poi inizia lo spostamento in lateralità.
In quel momento un precontatto sull’incisivo centrale contro il dente inferiore puo’ impedirle di accompagnarsi all’incisivo laterale, come la regola vuole.
Un dente anteriore non puòlavorare da solo. Deve lavorare in coppia, a meno che sia un canino.
Se l’incisivo centrale non inizia la disclusione di lateralità insieme a quello laterale, ovvero se la cartina blu non viene trattenuta contemporaneamente dai due denti dall’inizio alla fine della loro disclusione, significa che uno dei due è in precontatto e l’altro carente di contatto…
Anche qui non esiste uno spessore determinato che costituisca una regola nella disclusione di lateralità…
La disclusione in lateralità puo’ essere modificata a nostro giudizio e reimpostata, purché esista una sequenza armoniosa tra la fase iniziale di pura protrusione e la successiva.

Due sono in linea di massima le FASI DI LATERALITA’:

  • Lo spostamento veloce sul canino senza andare in testa a testa
  • Lo spostamento sul canino già da una posizione di testa a testa.

Nel caso fosse l’incisivo laterale ad entrare in precontatto permettendo alla cartina blu di slittare troppo presto libera da quello centrale, in questo caso bisognerà limare la traccia palatale dell’incisivo laterale in modo da uniformarlo all’altro…
Il pericolo è che limando uno o l’altro, la guida canina risulti troppo ravvicinata, perdendo quello spazio vuoto di un millimetro circa che permette ai denti di scambiarsi il carico…la sensazione di blocco e di bruciore, la migrazione della gengiva del canino o di un incisivo, il bordino scuro o arrossato saranno le spie del problema.

RIASSUMIAMO I CONTROLLI:
Iniziando il controllo di pura protrusione fino al testa a testa il senso di sostegno e di benessere debbono parlare chiaro…
Passando lentamente alla lateralità bisognerà potersi sostenere su ambedue incisivo centrale e laterale fino al testa a testa e qui sostenersi anche contro la parte alta del canino…
Passando invece velocemente da incisivo centrale e laterale al canino, bisognerà permettere alla cartina blu di slittare libera…se il canino fosse troppo ravvicinato o troppo lontano esisterebbe in ambedue i casi una sensazione di fastidio e di blocco.

Anche la guida canina ha una sua traiettoria che non deve far scaturire fastidio se coerente con la muscolatura…in caso di fastidio la traccia blu indicherà il punto da ritoccare che potrebbe essere lontano dall’inizio della Disclusione, perché il canino superiore ha un versante bombato interno che potrebbe contattare molto più in alto di quanto pensiamo e quindi cautela massima prima di limare; vedere sul versante inferiore che la traiettoria sia lineare, senza strani avallamenti o bozze.

Nel momento in cui la pazienza si esaurisce, dopo aver per settimane riflettuto sulle sensazioni e sulle tracce blu, ed avere imparato a non fidarsi né delle une né delle altre completamente… in quel momento in cui avremo esaurito tutte le risorse e le soluzioni, in quel momento potremo affrontare in modo rapido il problema limando leggermente i denti inferiori senza smettere mai di ragionare pero’ sulle traiettorie in simmetria, perché un nostro errore potrebbe farci ripiombare nella catena dei molaggi bilancianti di tutto il gruppo frontale e non solo nel molaggio di precisione del dente incriminato.

E’ possibile anche che la disclusione canina venga ostacolata da precontatti scaturiti sul premolare o sui molari lontani, inizialmente imprevedibili. A mano a mano che limiamo il canino inferiore la mandibola assume una escursione maggiore in lateralità che potrebbe evidenziare ostacoli posteriori o anteriori.

Il lavoro in effetti sembrerebbe essere senza fine, e fino a tanto che rileveremo un problema bisognerà continuare ed eventualmente chiedere agli istruttori.
Nel momento in cui invece le sensazioni fossero nella norma, le disclusioni simmetriche tra i due lati, i sostegni confortevoli, e nessun precontatto in vista…in quel momento potremo dire di aver capito il significato del bilanciamento del gruppo anteriore, le regole e esigenze di contatto e le sequenze di sfioramento di guida incisiva e canina.
Ma fino a che sentiremo un blocco, un senso di bruciore, un saltello, un’eccessiva compressione, una forzatura, uno scivolamento strano, un vuoto ingiustificato, un senso sordo di incapacità a discludere, una asimmetria…fino a che le sensazioni di sostegno non ci daranno sicurezza dovremo tener duro e non smettere di valutare, di ritoccare dando certe precedenze, ingegnandoci, mantenendo la fiducia in noi stessi senza lasciarci prendere dal desiderio di limare tutto e di buttare il trapano nel cestino. Eppure i benefici ci fanno continuare a risolvere i problemi..senza ortodonzie, operazioni chirurgiche, pratiche varie, solo minimi e precisi spessorament, mirati a bloccare l’evoluzione dello sbilanciamento occlusale e posturale.

© 2013, 2015  A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) – APPIM

UN VIDEO ILLUMINANTE – RECENSIONE VIDEO APPIM DI UNA PAZIENTE ATTIVA

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Un DVD che tutti dovrebbero guardare – Recensione di una paziente attiva

Video sul metodo APPIM, lo definirei illuminante!
Con semplicità Adriana ed Igor spiegano nel dettaglio il metodo APPIM, per l’autovalutazione della propria occlusione.  E’ la registrazione dei seminari svoltisi a Rapallo. Vengono spiegati i principi cardine del metodo di autovalutazione, i test muscolari da fare, Inoltre molte posture che assumiamo ogni giorno, cui spesso non facciamo nemmeno caso, ma che inconsciamente ci infastidiscono, trovano risposte e giustificazione. L’occlusione dentale, spesso materia incerta, anche per molti specialisti, trova in movimenti e gesti quotidiani i perché e le relative spiegazioni.

Cosa molto importante, i contenuti dei video consentono a noi pazienti, non medici, di comprendere il nostro stato di salute . La comprensione di ciò è l’unica ed indiscutibile arma di autodifesa contro obbrobri ortodontici e dentali che troppo spesso minacciano la nostra salute e serenità. Consiglio a tutti di dedicare del tempo a questa visione di ore di informazione preziosissima … io lo vidi ben 3 volte, la prima lo guardai, la seconda applicai i test nel dettaglio e la terza presi appunti sui dettagli più tecnici … passai ad osservare il mio calco e a simulare movimenti di chiusura ed apertura … dal calco alla bocca davanti allo specchio, chiedermi il perché della mia situazione e cercando di ricostruire a livello temporale i lavori subiti sui denti, i cambiamenti della mia postura e la comparsa dei nuovi sintomi … dopo un paio di giorni a studiare e a riflettere tutto è stato chiaro e lampante … a dimostrazione che la domanda giusta da porsi ogni volta che qualcosa non torna è: “Perché?” e non smettere di chiederselo finché a tale domanda non vi sia una risposta unica, chiara e logica.

2015, Eliana P.

IL DVD / VIDEO STREAMING 

Incominciando in maniera semplice e chiara  a concentrarci sui contatti dentari nella tensione muscolare dei test di controllo APPIM
La prima cosa da capire è che se, stringendo le guance o aspirando l’aria a denti stretti con forza e battendoli, sentiamo soltanto un dente in contatto? Significa che la tua mandibola presenta una inclinazione sbagliata e quindi una anomalìa da risolvere; il tutto per guarire dai disturbi ed essere efficienti e dritti con la schiena, eventualmente con la collaborazione nella fase finale di un dentista di buon carattere.

Il DVD in formato anche VIDEO STREAMING  ( ITA ). Comprende due video integrali degli incontri di Rapallo con l’esposizione del metodo con slide, foto ed esempi pratici per comprendere in maniera diretta ed esemplificativa la struttura teorico-pratica del METODO APPIM come metodo di Controllo e operativo al fine di  tornare in Simmetria muscolare. Si parla in maniera approfondita dei test muscolari di controllo dello Sbilanciamento e dà tante informazioni uniche e utili, atte alla formazione completa della persona non adetta ai lavori. Ogni persona perciò potrà arricchirsi di concetti chiari e immediatamente riferirli a se stesso. Certo può risolvere tutti i dubbi o i passaggi difficili che dovrai affrontare lavorando sul bite o sui denti, perché tante soluzioni bisogna affrontarle ragionando sulle sensazioni derivanti dalle asimmetrie di contatto, sulle traiettorie da rettificare, agli incontri ma è un punto di partenza ineliminabile, iniziare dal comprendere ed entrare nel linguaggio segreto dei DENTI, che determinano la postura del corpo e la salute generale in maniera considerevole.

Vale la pena leggere, osservare e visionare il materiale didattico per poter poi renderci utili per dare informazioni e formazione precisa e seguita, al fine del progetto di Bilanciamento.

IL VIDEO DELLA DURATA DI OLTRE 4 h COMPLESSIVE  :

INCONTRO DI RAPALLO 2013  DURATA 190′ : 

INDICE:

1. L’ANATOMIA DEI DENTI

2. LE MOVIMENTAZIONI DELLA MANDIBOLA 

3. LE SIMMETRIE (LATO ALTO -LATO BASSO)

4. OCCLUSIONE E POSTURA

5. RAGGIUNGERE LA SIMMETRIA. LE MANOVRE DI CONTROLLO

6. IL BITE COME SCUOLA DI BILANCIAMENTO

7. CONCLUSIONI

 

RELATORI: IGOR BARRA, ADRIANA VALSECCHI

INCONTRO DI RAPALLO 2012 CON MEDICI E TECNICI DURATA 60′ IN HD

RELATRICE : ADRIANA  VALSECCHI

La Diagnosi veloce della malocclusione si fonda sulle asimmetrie facciali, sulla postura e sulle risposte del paziente durante le manovre muscolari di tensione.
Le Posizioni occlusali fondamentali (occlusione centrica, relazione centrica e posizione di riposo). L’occlusione centrica e la relazione centrica sono situate su due piani diversi. Nessuna delle due è la posizione abituale.
I Test muscolari per il controllo dello sbilanciamento ai fini di valutare:

– l’asse di centrica;
– la posizione del mento;
– l’inclinazione del piano occlusale e l’altezza dei settori posteriori;
– i precontatti di icp;
– i precontatti di relazione centrica;
– i precontatti di guida incisiva;
– i precontatti di guida canina;
– i precontatti di tipo spaziale;
– gli scivolamenti unilaterali.

Il Bite rigido inferiore: conformazione e spessore.
a. L’anatomia dell’arcata superiore come prima preoccupazione dell’operatore.
b. I punti di contatto fondamentali vedono cuspidi palatine poggianti su fosse del bite inferiore.
c. Le vie di uscita laterali per lo svincolo sul canino.
d. La preparazione dei versanti di retrusione e la verifica degli stop.

IL VIDEO / DVD DI OLTRE 4 ORE,  HA UN COSTO DI OFFERTA PER L’ASSOCIAZIONE DI  € 30,00 CON EVENTUALI SPESE DI SPEDIZIONE COMPRESE.

Ordini c/o email: karmine71@yahoo.it

a cura di C. Morcone 

GLI OSTACOLI DELLA BOCCA : PRECONTATTI E DISCLUSIONE

BITE IN BILANCIAMENTO APPIM

BITE IN BILANCIAMENTO APPIM

APPOGGI  DI FOSSA E RETRUSIONE

Le fosse sul bite (e dei denti) non possono essere tutte allo stesso livello, ci sarà sul bite una fossa più bassa (profonda) e una più alta. A cuspide superiore lunga corrisponde una fossa bassa; a cuspide superiore corta corrisponde un appoggio di fossa più alto che abbisogna di aggiunte di resina maggiori. Le cuspidi superiori poco conformate comportano fosse difficili da bilanciare e stop di retrusione minuscoli.
Uno Stop di Retrusione troppo ripido potrebbe impedire il contatto di retrusione tra gli altri denti, la stessa cosa per la fossa troppo alta impedirebbe agli altri denti di entrare in Intercuspidazione. La cartina blu slitterebbe sotto le cuspidi meno che nella zona del contatto alto. Gli Stop di retrusione sul bite sono importanti, in quanto aspirando l’aria a denti stretti, la mandibola rimane frenata evitando che la mancanza di uno di essi provochi l’aspirazione della mucosa interna, ovvero provochi morsicature all’interno della guancia o del labbro o pizzicore sul bordo della lingua. La stessa cosa puo’ accadere se una fossa è troppo bassa rispetto alle altre, la mucosa può venire aspirata. A Fossa troppo bassa corrisponde uno Stop spesso sottoposto ad un sovraccarico nella masticazione che provoca la perdita di gengiva in quel punto; il trauma è continuo a meno di masticare sull’altro lato. Bisogna sperare di poter ovviare con resine alla mancanza di spessore in fossa oppure limare per abbassarsi dappertutto prendendo per riferimento proprio quel punto basso tanto da farlo diventare normale.

CURVA DI SPEE E WILSON E PRECONTATTI IN DISCLUSIONE 

Per quanto riguarda le curve, la Curva di Spee ha poca importanza, non è mai un problema, dobbiamo accettare quella impostata sull’arcata superiore ed accontentarci se essa fosse sostanzialmente piatta. Il fattore più importante in zona superiore sono invece le cuspidi palatine che debbono essere ben evidenti e ben conformate per agevolare il lavoro di precisione.  La curva di Wilson deve essere invece tenuta d’occhio ed automaticamente rettificata a mano a mano che si procede nella eliminazione dei precontatti di Disclusione Laterale. Essa è infatti collegata alle vie di uscita laterali in corso di Disclusione Canina.
Stringendo i denti e spostando lentamente di lato la mandibola nessun versante linguale dei denti posteriori deve bloccare la disclusione canina. Se esistono precontatti con la cartina blu bisognerà individuarli e limare aprendo così la via di uscita;  Le sensazioni di blocco nella movimentazione della mandibola sono dunque la spia di un precontatto da eliminare: NIENTE GUIDE DI GRUPPO e attenzione ai Settimi o ultimi molari perchè potrebbero creare blocco nella traiettoria in Lateralità, solitamente dal lato opposto alla Disclusione, più raramente anche sullo stesso lato.
Non solo in disclusione canina si può andare incontro a precontatti posteriori, ma anche in Guida Incisiva. Cosa succede durante i precontatti di questa Guida anteriore? In questo caso la protrusione è impedita da un dente posteriore che blocca, localizzabile con la cartina blu e il punto esatto da limare sarà probabilmente sul retro di una fossa di un ultimo molare.
L’ultima fase del Bilanciamento deve avvenire sui denti inferiori, dopo aver buttato via il bite che ha fatto da scuola. Abbassarsi sui denti di altezza normale è pericoloso; bisogna quindi spessorarli con composito o altro. I primi spessoramenti bilancianti dovrebbero essere quindi fatti in abbondanza senza però rischiare di trovarsi in morso aperto e l’ultima fase dovrebbe vedere invece solo leggeri ma continui molaggi per togliere via via tutti i precontatti. I molaggi di cui si parla non sono ovviamente minimamente paragonabili al Molaggio Selettivo, che è da aborrire.
© 2006, 2015 A.Valsecchi (a cura di C. Morcone)

LA GUIDA INCISIVA, QUANTO RIPIDA DEVE ESSERE

Bite in bilanciamento Appim

Bite in bilanciamento Appim. Da migliorare: Gli incisivi superiori dovrebbero contattare come un dente unico sul bite e quindi un unico contatto lineare e privo di sbavature…

LA GUIDA INCISIVA, QUANTO RIPIDA DEVE ESSERE?

Portando in avanti il mento lentamente ci si accorge subito quando esiste un precontatto su un incisivo centrale, perché su di esso si gioca, si forza, si spinge e si insiste con il rischio far estrudere quel dente, di arrossare il bordo della gengiva, di farla ritirare mentre l’altro incisivo potrebbe assumere un’ inclinazione retroversa. Da cosa dipende? Certamente dai casi, da come avvengono le sequenze di Lateralità e di Guida Canina, e non solo di giorno, ma anche la notte quando dormendo su un fianco la mandibola tende a cadere e a far perno sul primo dente che incontra lungo quella traiettoria.

Che fare dunque? Limare il versante interno dell’incisivo centrale superiore, oppure spessorare il versante interno dell’altro? Oppure spessorare il margine in un punto o limarlo sotto il dente che contatta per primo?
La regola afferma che avanzando con il mento i due incisivi centrali superiori debbono contattare come un unico dente contro il margine del bite o contro i due incisivi centrali inferiori.
La cartina blu quindi deve dimostrare che viene trattenuta contemporaneamente dai due denti.

E la guida incisiva quanto ripida deve essere? Quanto corta o lunga deve essere?
Non c’è una regola, così come non esiste una regola nella Dimensione Verticale dei denti posteriori. La prova della Sbarra deve dare conferma di contatto uniforme da 4° a 7° (da premolare a ultimo molare), ma per il resto vale il buon senso, l’estetica e il ragionamento proveniente da una osservazione critica della linea del sorriso.

Una guida troppo ripida disturba e infastidisce, così come una guida troppo lontana, perché il movimento di controllo, iniziando sempre dalla chiusura in intercuspidazione, nello sfioramento anteriore dal testa a testa alla pura Protrusione, deve avvenire quasi subito, ma essere sempre sufficientemente lungo e armonioso tale da permettere al paziente di percepire questa sensazione di guida confortevole e uniforme.
E’ vero che i morsi di prima classe non hanno praticamente guida, ma nelle seconde classi la cosa è così e il problema va affrontato dopo aver impostato le altezze verticali dei denti posteriori grazie alla prova della Sbarra.

I due incisivi centrali sono decisivi per impostare altresì la Guida Canina che viene valutata per ultima, nel senso che la sequenza di sfioramento anteriore inizia sempre dagli incisivi e sugli incisivi centrali si possono fare tutte le modifiche consentite dal buon senso o necessarie per ovviare ad altri errori sui laterali, considerando che ogni ritocco comporterà ulteriori modifiche su incisivi laterali e canini per farli armonizzare poi tutti insieme.

Prima dunque di modificare un dente centrale o un canino, bisogna ricordarsi che i sei denti frontali hanno bisogno di sequenze che seguano delle regole rigide: esse sono regole anatomiche, noi non possiamo inventarcele ma solo adeguarci. Però è vero che sono già state messe a punto, sperimentate e risolte ampiamente da molti anni ormai dall’APPIM e quindi dobbiamo adottarle dopo aver osservato gli effetti sulle gengive degli errori, cioè dopo averne sperimentato i danni a volte silenziosi, a volte preannunciati da fastidi e bruciori.

Solo sbagliando e comprendendo cosa realmente vogliono i denti e i contatti, senza inventarsi  o decidere occlusioni e sfioramenti che spessissimo si vedono, capiremo che cosa vogliono i denti per non mobilizzarsi, per non trasmetterci sensazioni fastidiose, per non perdere gengiva; n fondo i denti sono semplici nelle loro esigenze, sono lineari, sono logici: siamo noi che rendiamo tutto difficile, ma è per questo motivo che è meglio non accorgersene solo dopo aver tanto sbagliato o aver perso tempo inutilmente..Ed è anche per questo motivo che diamo una mano ai fortunati che possono contare sempre nella guida certa al fine di arrivare sani e salvi a destinazione.

© 2014, A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLE CURVE DI SPEE (MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE)

Calchi in gesso

Calchi in gesso

FOSSE, STOP, CURVA DI SPEE, CURVA DI WILSON

1.  PRIMA LA FUNZIONE E POI L’ESTETICA, PER GUARIRE
 La riabilitazione che noi perseguiamo tiene conto prima della funzione e poi dell’ estetica, anch’essa importante, ma dato che dobbiamo risolvere problemi di salute il nostro obiettivo non è di avere una dentatura simmetrica, perfetta esteticamente come da manuale. Da sbilanciati riabilitati invece, anzi è possibile che osservando il calco dei denti a fine lavori vi siano delle asimmetrie presenti. Perchè una bocca asimmetrica si corregge con un’altra asimmetria di contatti opposti, necessariamente. Quindi un lato che abbia una dimensione verticale globale tra denti antagonisti ben maggiore del lato opposto o che al limite che la Curva di Spee venga in alcuni casi a perdersi (d’altronde lo fanno in tutte le protesizzazioni estese), che il tutto risulti orientato diversamente, in torsione; ecco sarà questo il risultato degli spessoramenti resosi necessari per accontentare le sensazioni di contatto in cerca di simmetria…Noi dobbiamo far notare agli altri la postura, il fatto che camminiamo ben simmetrici, che teniamo il collo e il cranio ben diritti, che ci sentiamo finalmente padroni dei nostri muscoli, che abbiamo ora una vita fisicamente e mentalmente dinamica e positiva, che abbiamo cambiato carattere, che siamo capaci finalmente di masticare sui due lati indifferentemente e che chiudiamo senza scivolamenti.

2. COS’E’ LA CURVA DI SPEE, DEFINIZIONE

 Abbiamo introdotto quindi le curve didattiche che sottendono l’anatomia dei denti. Normalmente si parla della Curva di Spee e dell’altra Curva di Wilson ma solo nei termini di classi dentali ma chi ne tiene conto nelle ricostruzioni di uno più elementi, nell’ortodonzia e nelle questioni di malocclusione? Spesso si appiattiscono per comodità. La Curva di Spee   (Ferdinand Graf von Spee, tedesco embriologo, 1855–1937)  è “Una linea ideale che collega le cuspidi, cioè le sommità, dei denti naturali a partire dai canini e passando per i premolari per arrivare ai molari della stessa metà della bocca”Normalmente, una dentatura sana presenta sull’arcata superiore (mascella) cuspidi palatine (lato palato) e cuspidi vestibolari (lato guancia) di eguale lunghezza e un minimo di curva di Spee per agevolare la Disclusione canina e incisiva. Ma questo non succede nella malocclusione, basta vedere il proprio calco per trovare le evidenze.
curva spee

3.CURVA DI SPEE E MANDIBOLA 

 La curva di Spee è utile ai fini della movimentazione mandibolare, in quanto presenta meno rischi di precontatti in guida incisiva e in guida canina, sempre che i denti presentino
  1. una conformazione corretta (non inventata),
  2. che non siano piatti (presentino cuspidi),
  3. che esistano adeguate vie di uscita inferiori e
  4. altezze globali posteriori bilanciate rispetto al primo premolare di riferimento (Quarto).
Il bilanciamento muscolare mediante bite da bilanciarsi autonomamente e rialzi occlusali è raggiungibile però anche in presenza di una curva insignificante e di cuspidi di sostegno poco evidenti…pero’ diventa più complicato raggiungerlo, ma non esiste per nessuno un’inclinazione del piano occlusale ideale a cui riferire tutte le bocche e non potrebbe esserci. Non si possono applicare occlusioni ideali su bocche reali. Il piano occlusale cambierà al modificarsi dell’occlusione, durante il ritorno in simmetria muscolare. La curva, comunque essa sia, va valutata nell’insieme dei contatti tra denti antagonisti.
4. CURVA DI SPEE E RIABILITAZIONE 
Quindi il corpo sente le pressioni esercitate dai denti, sente e basta.
Una curva di Spee, che sia normale o inversa è un dettaglio che renderà facile o difficile l’opera di bilanciamento e/o complicherà il tutto, ma il corpo percepisce soltanto i contatti, purché la funzione muscolare sia preservata, purché esista una cuspide contro una fossa; che poi una cuspide di sostegno sia quella inferiore di un premolare (il quarto e/o il quinto) contro una cresta superiore, è sufficiente. Nei morsi inversi usare una vestibolare superiore in una fossa inferiore non è scorretto, senza bisogno di fare ortodonzia.  La curva di Von Spee in una riabilitazione estesa va costruita prima superiormente.
Ma se invece il tecnico di laboratorio si inventa una vestibolare superiore sul vuoto, o una cuspide palatina superiore sul vuoto, e fa contattare una vestibolare inferiore contro una ipotetica fossa che fossa non è, superiore, stravolgendo i rapporti fisiologici, il corpo si rifiuta e il paziente fatica a masticare, ad azionare la mandibola anche perché di Stop di Retrusione nessuno ne sa niente. Nessuno.
E le fosse utili allo scopo sono generalmente solo e sempre inferiori, mentre superiormente esistono solo e sempre cuspidi. Nella dentatura normale umana, non abrasa ed esente da sbilanciamento, la vestibolare inferiore contatta sì superiormente, ma contatta in obliquo contro un versante interno della vestibolare superiore: superficie curva contro superficie curva che non perdano contatto reciproco nella retrusione (Stop) ed oltre a questo tipo di contatto, il molare richiede e pretende un contatto contemporaneo tra palatina superiore e fossa o cresta inferiore.
5. I CONTATTI  NELLA RIABILITAZIONE  DI OCCLUSIONE MUSCOLARE = CUSPIDI PALATINE IN FOSSA INFERIORE

Sono dunque due i contatti che la dentatura normale riceve dalla natura. Due e non uno come quelli propri dei denti impiantati che si vedono di sovente, uno solo perché così è comodo per il tecnico. Peccato che ai compromessi il corpo e la muscolatura si rifiutino, a lungo andare. Quindi o riproduciamo fedelmente la natura oppure non siamo alla sua altezza e allora adottiamo l’esenziale evitando di sprofondare nell’errore.
L’essenziale da noi dell’APPIM sperimentato dice che il corpo reagisce benissimo a fronte di un contatto tra cuspide palatina e fossa inferiore con relativo stop di retrusione, tutto il resto, ovvero il secondo sostegno tra vestibolare inferiore e versante interno della vestibolare superiore è possibile ma secondario. Ricrearlo ci potrebbe far perdere mesi e mesi senza magari riuscire ad ottenerlo perfettamente. Insomma, noi personalmente ci accontentiamo di avere un solo signore, quello buono però..cuspide palatina contro fossa inferiore, con il consenso della natura.

Protesi completamente piatta.

6. LE ALTEZZE DEGLI SPESSORI INFERIORI: FOSSE TROPPO ALTE, FOSSE TROPPO BASSE
 Le fosse sul bite (e dei denti) non possono essere tutte allo stesso livello: ci sarà sul bite una fossa più bassa (profonda) e una più alta.
A cuspide superiore lunga corrisponde una fossa bassa. A cuspide superiore corta corrisponde un appoggio di fossa più alto che abbisogna di aggiunte di resina maggiori. Le cuspidi superiori poco conformate comportano fosse difficili da bilanciare e stop di retrusione minuscoli. Uno stop di retrusione troppo ripido potrebbe impedire il contatto di retrusione tra gli altri denti, la stessa cosa per la fossa troppo alta: impedirebbe agli altri denti di entrare in Intercuspidazione e la cartina blu slitterebbe sotto le cuspidi meno che nella zona del contatto alto.
7. IMPORTANZA DEGLI STOP DI RETRUSIONE
Gli stop di retrusione sul bite sono importanti in quanto aspirando l’aria a denti stretti la mandibola rimane frenata, evitando che la mancanza di uno di essi provochi l’aspirazione della mucosa interna, ovvero provochi morsicature all’interno della guancia o del labbro o bruciore sul bordo della lingua.La stessa cosa può accadere se una fossa è troppo bassa rispetto alle altre, dato che la mucosa può venire aspirata. A fossa troppo bassa corrisponde uno stop spesso sottoposto ad un sovraccarico nella masticazione che provoca la perdita di gengiva in quel punto. Il trauma è continuo a meno di masticare sull’altro lato, con tutto quello che ne consegue.

Bisogna sperare di poter ovviare con resine alla mancanza di spessore in fossa oppure limare per abbassarsi dappertutto, prendendo per riferimento proprio quel punto basso tanto da farlo diventare normale, equilibrando i contatti.

 

8. ULTIMA FASE DI BILANCIAMENTO: SUI DENTI

L’ultima fase del lavoro deve avvenire sui denti inferiori, dopo aver buttato via il bite che ha fatto da scuola. Abbassarsi sui denti di altezza normale è pericoloso; bisogna quindi spessorarli con composito o altro materiale opportuno di ricostruzione. Ve ne sono di diversi tipi che aderiscono anche su ceramiche, molto meno su amalgame. I primi spessoramenti bilancianti dovrebbero essere quindi fatti in abbondanza per riempire il fondo del dente, ovvero la cresta, senza pero’ rischiare di trovarsi in morso aperto, via via come si è fatto sul bite e l’ultima fase dovrebbe vedere invece solo leggeri ma continui molaggi per togliere via via tutti i precontatti. Il che sarà molto più veloce rispetto allo spessoramento e in più il ritorno in asse muscolare permette un velocissimo lavoro di percezione delle impercettibili differenze. Tenuto conto che a quel livello i sintomi saranno ormai scomparsi del tutto, da tempo.

 

9. LA CURVA DI SPEE NON E’ MAI UGUALE NELLE DUE EMIARCATE

Per quanto riguarda le curve, la curva di Spee non è mai un problema; certo dovremmo accettare quella impostata sull’arcata superiore ed accontentarci. Il fattore più importante in zona superiore sono invece le cuspidi palatine che debbono essere ben evidenti e ben conformate per agevolare il lavoro di precisione. Dalla conformazione delle cuspidi e della curva di Spee dipenderà la maggiore o la minore difficoltà nell’impostare i contatti di fossa e di stop e anche le guide incisiva e canina. La curva di Spee non è mai eguale nelle due emiarcate. Esse sono diverse soprattutto nelle persone maloccluse e/o sbilanciate fin dall’infanzia. Questo non lo nota mai nessuno o non sa darsi spiegazione se non con lo Sbilanciamento mandibolare. La prova è che andando in Guida Incisiva , gli spazi laterali osservabili sono ben differenti tra i due lati. (in Protrusione, avanzando con la mandibola verso gli incisivi superiori ).

Curva di Spee

Curva di Spee

Analizziamo nel dettaglio. Sappiamo che c’è bisogno di cuspidi superiori ben conformate, due per il Sesto superiore, Una per il settimo e Una per il quarto e Una per il quinto, quindi cuspidi palatine che siano della stessa lungezza delle cuspidi vestibolari di ogni dente superiore.

  •  1. E’ importante, per prima cosa, che l’odontotecnico poi non crei una fila di cuspidi più lunga o più corta dell’altra: perché? Per il motivo che mettere in sintonia i denti tra di loro abbisogna che la loro morfologia sia il più vicino a quella fisiologica e da questo, non deve perciò essere sottovalutata l’importanza della forma e spessore delle cuspidi.
  1. 2. Secondo punto, se la curva di Spee è ben fatta, non vi può essere contatto uniforme  poggiando sul tavolo le arcate in gesso o impronte o protesi superiori. Poggerà praticamente solo il Quinto e il Sesto.

Sarà il molare superiore (il 6°) ad avere le cuspidi (palatine e vestibolari) più lunghe in assoluto rispetto a quelle dei premolari e del settimo: due cuspidi palatine e due cuspidi vestibolari per il sesto. Il settimo può avere una sola cuspide palatina e una sola vestibolare, allo stesso modo del quarto e quinto, sempre con una sola cuspide palatina e una vestibolare. 
Inferiormente ad ogni cuspide palatina superiore deve corrispondere una fossa. Avremo quindi due fosse inferiori che contattano con il sesto superiore e una fossa inferiore per il settimo superiore; una fossa inferiore per il quinto e una anche per il quarto superiore. E’ inutile dare al quarto il contatto classico (vestibolare inferiore contro cresta superiore) data la superficie obliqua, non è il caso; diventa solo una perdita di tempo per chi dovrà poi impostare l’altezza del morso e la linea del sorriso.

 

10. QUALE DEVE ESSERE LA PREOCCUPAZIONE MAGGIORE DEL FUTURO BILANCIANTE? 

  1. Controllare sia la conformazione delle cuspidi
  2. La presenza della curva. Se essa è parallela al piano del tavolo, significa che la curva non esiste. Se non esiste rischierà, successivamente, dei precontatti posteriori nella protrusione soprattutto se la guida incisiva sarà corta e mentre ti sposterai di lato per discludere sul canino.
  3. Da controllare anche al Canino superiore (e inferiore) che deve essere più lungo del Premolare, ma inclinato in modo da poterlo raggiungere velocemente nella disclusione, anche per non ritrovarsi in precontatto con i denti posteriori quando ti sposti con il mento.
Le cuspidi palatine corte sono una disgrazia. Se le cuspidi palatine fossero davvero corte si dovrà allungarle per rendere più facile il lavoro sulle fosse e stop. Se anche la curva di Spee fosse diversa sui due lati è un aspetto che non deve interessarci; l’importante è raggiungere il bilanciamento compensando sui denti inferiori; questo chi si bilancia con APPIM lo può ottenere facilmente. L’aspetto estetico lo si potrà considerare in un secondo tempo dopo aver raggiunto il bilanciamento e impostato le guide. La Curva di Spee, ricapitolando, si evidenzia soprattutto a livello dei molari superiori che hanno cuspidi prominenti al contrario degli inferiori che sono più bassi rispetto ai denti vicini. E a cosa serve, realmente? Il tutto serve alla Disclusione Incisiva e Canina. Le impostazioni gnatologiche che non tengano conto di questa situazione, impediscono, la disclusione anteriore canina e incisiva, creando scompensi e ulteriori problemi, già discussi (per esempio “guide di gruppo”, cerca con i tag) e non si rivelano certamente la soluzione del problema occlusale che si voglia attuare.Comunque anche con una curva molto poco evidente si può lavorare bilanciando, faticando molto se le cuspidi sono poco visibili. Certo con una curva inversa le cose sono ancor più difficili ma non impossibili.. il fatto è che con quella inversa le cuspidi superiori sono minuscole e quindi le fosse inferiori debbono essere quasi piatte. ovvero con minuscoli versanti di stop di Retrusione.

Curva di Wilson

 

Curva di Wilson

 

11. CURVA DI WILSON E SUA IMPORTANZA NELLA RIABILITAZIONE MUSCOLARE
La Curva di Wilson deve essere invece tenuta d’occhio ed automaticamente rettificata a mano a mano che si procede nella eliminazione dei precontatti di Disclusione laterale. Essa è infatti collegata alle vie di uscita laterali in corso di disclusione canina. Stringendo i denti e spostando lentamente di lato la mandibola nessun versante linguale dei denti posteriori deve bloccare la disclusione canina. Se esistono precontatti con la cartina blu bisognerà individuarli e limare aprendo così la via di uscita; le sensazioni di blocco nella movimentazione della mandibola sono dunque la spia di un precontatto da eliminare. Non solo, in disclusione canina si può andare incontro a precontatti posteriori, ma anche in Guida incisiva. In questo caso la Protrusione è impedita da un dente posteriore che blocca, localizzabile con la cartina blu e il punto esatto da limare sarà probabilmente sul retro di una fossa di un ultimo molare (Settimo od Ottavo). Alla fine poi, se uno guarda bene, ed elimina davvero tutti quei contatti che non c’entrano nulla, ma che spesso passano inosservati, il lavoro non è poi così difficile.
I concetti sono sempre quelli, le manovre anche.
2014 © A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)

IMPARIAMO LE REGOLE DI OCCLUSIONE

Salta verso la conoscenza...

Salta verso la conoscenza…

LE REGOLE DI OCCLUSIONE

Vediamole sintetizzandole al massimo, per capirci in maniera semplice e chiara. Tutto quello che proponiamo è frutto del valore umano dell’Appim, non di copia/incolla ed è quindi desunto dalle esperienze dirette sulla nostra persona durante due decenni di approfondimenti e deduzioni, per il bene nostro e a beneficio di tutti. 

Prima regola

per i morsi normali

  1. – il contatto fondamentale è tra le cuspidi palatine superiori di 5, 6 e 7 e fosse o creste dei denti inferiori 
  2. – il quarto contatta al contrario, la vestibolare inferiore chiude sulla cresta esistente del quarto superiore

Nei morsi incrociati :

  1. – Il contatto fondamentale è tra le cuspidi vestibolari superiori e le fosse o le creste dei denti inferiori 
  2. – Il quarto (PRIMO PREMOLARE) contatta tra vestibolare superiore e cresta inferiore del quarto.

Non sempre è cosi però, valutando un calco di paziente giovane in morso incrociato si capirà meglio.

Mai e poi mai si dovrà dare contatto a chiunque utilizzando le vestibolari dei denti superiori contro una ipotetica fossa superiore, dimenticandosi di contrapporre a questo contatto comunque inventato e fantasioso, il contatto principe palatina contro fossa.

Seconda regola:

  • – Le fosse inferiori non possono essere piatte tali da costituire delle centriche lunghe, debbono presentare il versante inclinato che fa da stop nella retrusione e nella aspirazione a denti ravvicinati
  • – Gli stop di retrusione non possono essere impostati in laboratorio ma nella bocca del paziente.

Esistono vari sistemi nel creare gli Stop.

  • Uno dei quali è lavorare sempre sul composito polimerizzabile e prima di seccarlo con la lampada chiedere al paziente di aspirare a denti ravvicinati, passando dall’ICP alla Retrusione in pochi secondi (da Bacio a Cocacola, per intederci). Dopo di che le sbavature di composito andranno fresate per eliminare il rischio che divengano dei precontatti fastidiosi nella movimentazione della mandibola.
  • Un altro sistema è creare fosse più alte del necessario spessorando con il composito e poi abbassarle dappertutto meno che sulla zona anteriore che diventerà uno stop opportunamente limato in sintonia con le sensazioni del paziente e la traccia blu. Il tutto richiede molta pazienza e capacità di distinguere tra appoggio di ICP e versante anteriore di stop di Retrusione.

Terza regola:

  • La guida incisiva richiede contatto contemporaneo dei due incisivi centrali superiori contro i due antagonisti inferiori. Nella protrusione questi due denti debbono essere percepiti come un solo dente.
  • La guida canina deve essere costruita dopo che si è impostato la guida incisiva, non prima. La disclusione canina deve essere immediata rispetto allo spostamento in lateralità. Immediata si, ma con un minimo di stacco che liberi gli incisivi, sia chiaro. Il canino prenderà il carico dai due incisivi e solo nell’ultima fase della corsa prenderà su di sé tutto il carico della disclusione.
  • La disclusione canina deve assolutamente liberare gli anteriori e i posteriori da eventuali precontatti.

Guida Canina e Guida incisiva troppo corta o insufficiente:

Se pero’ il canino fosse troppo corto, il precontatto anteriore e/o posteriore sarebbe inevitabile, così come è inevitabile quando il canino è troppo lontano dal suo antagonista .

Il canino troppo corto o troppo distante sono due difetti da evitare.

Così come potrebbe essere inevitabile, a fronte di una guida incisiva troppo corta, un precontatto sui versanti posteriori alla fossa dei denti posteriori. In questo caso le soluzioni potrebbero essere le seguenti: 

  • Abbassare qualsiasi versante in zona posteriore rispetto alla fossa.
  • Allungare o rendere più ripida la guida incisiva.

Bisogna avere quindi i contatti fondamentali sul bite e denti per ricreare l’occlusione secondo le regole dettate dalle esigenze muscolari. Un bite semplificato senza versanti inclinati è quindi da preferire. per contatti fondamentali si intendono le fosse costruite sotto le palatine e gli stop di retrusione costruiti sul davanti di ogni fossa.

Come fare per costruire Fosse di Intercuspidazione e Stop di Retrusione?

L’ideale sarebbe avere già un bite inferiore rigido che ricopi l’occlusione abituale ovvero una occlusione sbilanciata. A fronte di un bite così impostato, il paziente dovrà incominciare a controllarsi con manovre e cartine blu. Si inizierà sul lato basso per stabilizzarsi senza troppa fatica e poi si passerà sul lato alto, inserendo un quantità minuscola nelle fosse per pareggiare i contatti con l’altro lato, per equilibrare i contatti ai test APPIM (Bacio, Cocacola, Altalena, Sbadiglio e Sbarra ed eventualmente Rilassamento Profondo).  

Non bisognerebbe quindi perdere tempo inizialmente nel perfezionare il bite;  non può esservi ancora una tale capacità di perfezione. Meglio imparare a distinguere tra le sensazioni collegate alle minuscole modifiche e a lavorare con il trapanino stando leggeri come piume. Se i punti fondamentali sono così pochi, non è detto che vadano sottovalutati. Quindi, vanno incrociate tutte le manovre, facendo attenzione alle differenze tra i due lati. Il pericolo è che dimenticandosi di spessorare una fossa bassa o di eliminare un precontatto sul quale si insiste abitualmente, le gengive possono ritirarsi sia per assenza di sostegno al dente sia per eccesso. Quindi attenzione. Nel dubbio chiedete, come sempre.

A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI DENTI

dentiii

appim

1. I DENTI CI PARLANO: ascoltiamoli

Non vi è teoria più semplice della nostra, più elementare, più  facile da testare. E’ una teoria fondata sulle simmetrie di sensazione e di contatto tra dente e dente. Certamente esistono delle regole da tenere a mente, da riscoprire a mano a mano che si procede nella riabilitazione. Ma queste regole non sono state inventate, sono scaturite automaticamente, andando per esclusione nel compiere errori.Ogni dente risponde a regole non scritte.Regole che non ci vengono insegnate da nessuno pur essendo la bocca sede di tante gioie e dolori, per tutti.  Questo metodo si basa sui muscoli e i muscoli sono e saranno sempre insieme ai denti le componenti essenziali di un viso e dell’attività della mandibola.

Ogni dente anteriore (incisivi e canini) risponde a sequenze di contatto e sfioramento che non sono mai state scritte su alcun libro, se non astrattamente e distrattamente.
Regole però che il paziente a mano a mano individua riflettendo, concentrandosi sulle sensazioni di contatto, osservando le gengive, confrontando le sensazioni tra i due lati

  • Incisivi di destra e incisivi di sinistra
  • Guida canina di destra e guida canina di sinistra

Quando si cambia l’appoggio o solo lo scivolamento di un dente, si cambiano di conseguenza tutti gli altri. E’ una armonia continua da ricreare e stabilizzare, seguendo le regole che i denti ci insegnano nella loro estrema semplicità ed efficacia.

Le sensazioni di fastidio, la retrazione delle gengive, l’arrossamento, il bruciore, la rotazione o spostamento dei denti anteriori devono far riflettere velocemente affinché con trapano, resine, cartina blu, manovre e riflessione si affronti il problema.

2. LE GUIDE ANTERIORI
Per esempio, la Guida Incisiva richiede un movimento in avanti dei denti inferiori fino ad arrivare al testa a testa mantenendo sempre uno sfioramento tra versanti.
In questo movimento di protrusione solo i due incisivi centrali devono incontrarsi con i loro antagonisti inferiori.
Gli incisivi laterali e i canini non debbono però ostacolare la Protrusione.

Nel controllo invece di Guida Canina, il mento avanzerà leggermente ma in diagonale, in modo tale che l’incisivo centrale e quello laterale trattengano ambedue la cartina blu…e nel momento in cui il contatto passerà ai canini..la cartina blu verrà rilasciata dai due incisivi.

La cartina blu trattenuta dagli incisivi si libererà dal contatto a favore dei canini immediatamente.
Mai una cartina blu verrà trattenuta contemporaneamente da incisivi e da canini insieme.
Mai essa verrà trattenuta nella protrusione dagli incisivi centrali e dall’incisivo laterale e dal canino insieme. E non può essere diversamente.

Ogni dente vuole la propria libertà..anche se gli incisivi lavorano sempre in coppia e il canino invece da solo. Questo lo sappiamo ormai.

Queste regole sono essenziali per le seconde classi scheletriche che sono le più diffuse.

3. IL MENTO = POSIZIONE DELLE FOSSE
La posizione del mento equivale alla posizione delle fosse.
A fosse sbagliate = mento malposizionato.
Mento malposizionato = significa tensione muscolare, e collo e schiena che compensano stortandosi. Ed ecco quindi apparire le decine di sintomi che l’Appim ha codificato in 21 anni che ben conosciamo.

Nessun dentista, nessun odontotecnico si può prendere la briga di controllare la guida incisiva e la guida canina come serve a noi, troppo tempo e non è effettivamente un controllo che si possa fare in una o due sedute. bisogna imparare a controllarsi velocemente da soli. E’ un controllo che necessita di pazienza e attenzione e capacità di distinguere…soprattutto se in bocca si hanno denti anteriori incapsulati, estremamente difficile ma piuttosto facile da fare autonomamente.

4. LE GENGIVE
Attenzione massima quindi alle gengive, sensibilità massima negli sfioramenti, ritocchi minuscoli ed eventuali spessoramenti al limite dell’invisibile dei punti di contatto fondamentali. Sono quelli che eliminano i sintomi. Dopo averli individuati e dopo essersi resi conto delle sequenze e averne eliminato i precontatti che ostacolano le traiettorie..

Una Guida canina troppo “lontana” creerebbe bruciori e retrazione gengivale; troppo “vicina” creerebbe fastidio, sensazione di blocco, problemi gengivali al canino stesso oppure all’incisivo laterale. Di giorno nel masticare o nel parlare, di notte nella posizione di riposo retrusa supina o prona, i denti anteriori tendono sempre a sfiorarsi e a danneggiarsi se esiste un precontatto spaziale lungo la traiettoria ideale…

I denti anteriori hanno bisogno di riconoscere come valide le traiettorie imposte loro dai denti stessi. I denti hanno bisogno di non essere compressi, obbligati od ostacolati da precontatti.
Hanno bisogno di una certa “libertà” che permetta loro di passare il carico occlusale o di sfioramento da un gruppo all’altro in modo automatico, in avanti e di lato e di riconoscere lo sfioramento come stimolante per il benessere delle gengive e dei denti.

Le gengive e i denti non possono stare più di certo numero di ore senza sfioramenti sporadici, perchè in assenza di questi, approfittano della mancanza (o dell’eccesso) di contatto: le une per ritirarsi e gli altri per roteare.

PAROLE CHIAVE: guida incisiva, guida canina, controlli, la posizione del mento, gengive.

©2014  APPIM – A. Valsecchi – C. Morcone 

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