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LA GUIDA INCISIVA, QUANTO RIPIDA DEVE ESSERE

Bite in bilanciamento Appim

Bite in bilanciamento Appim. Da migliorare: Gli incisivi superiori dovrebbero contattare come un dente unico sul bite e quindi un unico contatto lineare e privo di sbavature…

LA GUIDA INCISIVA, QUANTO RIPIDA DEVE ESSERE?

Portando in avanti il mento lentamente ci si accorge subito quando esiste un precontatto su un incisivo centrale, perché su di esso si gioca, si forza, si spinge e si insiste con il rischio far estrudere quel dente, di arrossare il bordo della gengiva, di farla ritirare mentre l’altro incisivo potrebbe assumere un’ inclinazione retroversa. Da cosa dipende? Certamente dai casi, da come avvengono le sequenze di Lateralità e di Guida Canina, e non solo di giorno, ma anche la notte quando dormendo su un fianco la mandibola tende a cadere e a far perno sul primo dente che incontra lungo quella traiettoria.

Che fare dunque? Limare il versante interno dell’incisivo centrale superiore, oppure spessorare il versante interno dell’altro? Oppure spessorare il margine in un punto o limarlo sotto il dente che contatta per primo?
La regola afferma che avanzando con il mento i due incisivi centrali superiori debbono contattare come un unico dente contro il margine del bite o contro i due incisivi centrali inferiori.
La cartina blu quindi deve dimostrare che viene trattenuta contemporaneamente dai due denti.

E la guida incisiva quanto ripida deve essere? Quanto corta o lunga deve essere?
Non c’è una regola, così come non esiste una regola nella Dimensione Verticale dei denti posteriori. La prova della Sbarra deve dare conferma di contatto uniforme da 4° a 7° (da premolare a ultimo molare), ma per il resto vale il buon senso, l’estetica e il ragionamento proveniente da una osservazione critica della linea del sorriso.

Una guida troppo ripida disturba e infastidisce, così come una guida troppo lontana, perché il movimento di controllo, iniziando sempre dalla chiusura in intercuspidazione, nello sfioramento anteriore dal testa a testa alla pura Protrusione, deve avvenire quasi subito, ma essere sempre sufficientemente lungo e armonioso tale da permettere al paziente di percepire questa sensazione di guida confortevole e uniforme.
E’ vero che i morsi di prima classe non hanno praticamente guida, ma nelle seconde classi la cosa è così e il problema va affrontato dopo aver impostato le altezze verticali dei denti posteriori grazie alla prova della Sbarra.

I due incisivi centrali sono decisivi per impostare altresì la Guida Canina che viene valutata per ultima, nel senso che la sequenza di sfioramento anteriore inizia sempre dagli incisivi e sugli incisivi centrali si possono fare tutte le modifiche consentite dal buon senso o necessarie per ovviare ad altri errori sui laterali, considerando che ogni ritocco comporterà ulteriori modifiche su incisivi laterali e canini per farli armonizzare poi tutti insieme.

Prima dunque di modificare un dente centrale o un canino, bisogna ricordarsi che i sei denti frontali hanno bisogno di sequenze che seguano delle regole rigide: esse sono regole anatomiche, noi non possiamo inventarcele ma solo adeguarci. Però è vero che sono già state messe a punto, sperimentate e risolte ampiamente da molti anni ormai dall’APPIM e quindi dobbiamo adottarle dopo aver osservato gli effetti sulle gengive degli errori, cioè dopo averne sperimentato i danni a volte silenziosi, a volte preannunciati da fastidi e bruciori.

Solo sbagliando e comprendendo cosa realmente vogliono i denti e i contatti, senza inventarsi  o decidere occlusioni e sfioramenti che spessissimo si vedono, capiremo che cosa vogliono i denti per non mobilizzarsi, per non trasmetterci sensazioni fastidiose, per non perdere gengiva; n fondo i denti sono semplici nelle loro esigenze, sono lineari, sono logici: siamo noi che rendiamo tutto difficile, ma è per questo motivo che è meglio non accorgersene solo dopo aver tanto sbagliato o aver perso tempo inutilmente..Ed è anche per questo motivo che diamo una mano ai fortunati che possono contare sempre nella guida certa al fine di arrivare sani e salvi a destinazione.

© 2014, A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)

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