La Salute con l'Occlusione Muscolare

Articoli con tag ‘mascella’

L’INCLINAZIONE CORRETTA E VALUTABILE DELLA MANDIBOLA

8346-illustration-of-lips-.jpg

Una mandibola può assumere inclinazioni diverse, ma una sola è l’inclinazione corretta ; una sola e solo quella viene accetta dal corpo come completamente esatta, non vi è una altezza verticale prestabilita da raggiungere, bensì un’inclinazione corretta valutabile alla Sbarra, sempre.
Il punto è far combaciare i denti nei loro punti di contatto curvi senza alterare l’inclinazione spazialmente corretta dell’ATM nei confronti della mascella-cranio.
A dire il vero, volendo i denti combaciano sempre e continueranno a combaciare, nonostante il peggioramento dell’occlusione grazie all’usura, all’intrusione, allo sfondamento, alle deviazioni.
Ma se la malocclusione è causata dai molaggi del dentista su alcuni denti soltanto, è possibile invece che i contatti dentari poi non combacino dappertutto, idem dopo certa ortodonzia e quindi nascano così sensazioni fastidiose, emicrania, instabilità di postura.

Le manovre non sono una ginnastica riabilitativa, esse sono solo dei test di controllo che denotano il punto spazialmente più alto e di conseguenza il paziente capisce qual’è il lato basso da spessorare.

In un benoccluso le manovre non possono dare risultati di asimmetria, è logico;  il test dell’Altalena dei Masseteri è impossibile da farsi e così il controllo degli scivolamenti anomali. Infatti, a riabilitazione avvenuta o avanzata, la muscolatura non ha gioco, parafunzioni o disordinata attività: è lì tranquilla e stabile grazie ai denti; sono tuttavia i confronti tra le due emiarcate che danno sicurezza e le manovre si basano sui confronti.
Per fortuna la mandibola ha in sé il mezzo per autovalutarsi grazie a muscoli appaiati bilaterali e ai denti stessi e al fatto che la mandibola è un corpo indipendente dalla mascella.

La posizione di occlusione centrica o di intercuspidazione dentaria avviene quando si stringono le mascelle, essa non è la posizione abituale né quella di riposo. Noi non viviamo a denti stretti, ma con denti inferiori leggermente retrusi rispetto ai superiori eccetto che quando stringiamo o deglutiamo.
I muscoli rilassati portano la mandibola in posizione di riposo retrusa (o in posizione protrusa) e in ambedue i casi l’articolazione si abbassa e arretra (o avanza) leggermente, i contatti non sono di cuspide superiore contro fossa inferiore, bensì di cuspide superiore contro stop di retrusione inferiore, oppure di incisivi inferiori che sfiorano gli incisivi anteriori ma pur sempre la posizione di riposo è una situazione di muscolatura in tono perché il paziente è vigile.
La muscolatura non è in rilassamento profondo come quando si dorme a bocca semiaperta.

Qualsiasi controllo in posizione di riposo in retrusione è privo di valore essendo la mandibola con muscolatura in tono probabilmente posizionata storta in quanto all’interno di una muscolatura resa asimmetrica dai denti stessi sbilanciati. Purtroppo essi sono i controlli che si fanno nello studio dentistico o in chi non controlla spazialmente, con la muscolatura in tensione bilaterale grazie ai TEST DI CONTROLLO DELLA FUNZIONE MUSCOLARE targati APPIM dal 1993.
I controlli eseguiti con muscolatura in tensione o in Rilassamento Profondo danno indicazioni molto utili al lavoro riabilitativo poiché in questi due stati muscolari opposti l’osso della mandibola si situa in posizione bilanciatissima.

Se è la muscolatura che richiede sostegno ulteriore sui molari, lo spessore va applicato solo sui molari e sul quinto, non è detto che tutti i denti debbano essere rialzati.
I primi premolari (i Quarti) danno la linea del sorriso e una volta impostata questa, bisogna pensare dunque alle altezze dei denti posteriori (Quinto, Sesto e Settimo) ed aggiungere spessore fin tanto che alla Sbarra risultano in contatto solo i premolari e il sesto eventualmente; alla Sbarra il contatto laterale deve essere completo da 4 a 7 su ambo i lati.

Con molari bassi, i rapporti testa-collo-dorso resteranno asimmetrici, mentre esagerando nel rialzare i molari subito i premolari perderebbero contatto reciproco, ci troveremmo con i quarti e i quinti staccati e quindi da evitare anch’essi.

Alla Sbarra ci rassicuriamo se sentiamo battere contemporaneamente da 4 a 7 sia a destra che a sinistra. Attenzione, non è la Curva di Spee che ci deve interessare, d’accordo ben venga se c’è, agevolerà il lavoro di Disclusione e permetterà di aprire vie di uscita laterali senza perdere troppo tempo, ma il nostro corpo sta diritto grazie alle altezze dei denti posteriori equilibrate tra di loro, ovvero ai premolari e molari, ovvero alla distanza tra mandibola e mascella imposta (e suggerita) dalla Sbarra dopo aver impostato la linea del sorriso a tavolino.

Facebook
twitter
appimlab@yahoo.it
APPIM  AGILE Laboratori Permanenti di Bilanciamento Mandibolare.

A. Valsecchi 2004, 2016 a cura di C. Morcone appimlab

Annunci

COME RADDRIZZARE COLLO E SCHIENA CON I DENTI POSTERIORI

body scan invert

Nella realtà del maloccluso, le posizioni nello spazio delle ossa dello scheletro possono apparire diverse., non ideali..così come gli altri tessuti.

COME RADDRIZZARE COLLO E SCHIENA CON I DENTI POSTERIORI

Collo e testa tesi in avanti denotano altezza dentaria posteriore insufficiente…chiamata impropriamente sindrome da testa anteriorizzata, così come altre sindromi di derivazione tutta occlusale, MAI delle vertebre. Come fare per raddrizzare il collo senza avere problemi?

E’ questo un aspetto sconosciuto ai Dentisti i quali tendono a rialzare i denti in modo uniforme, cioè da 4° a 7° spessorano aprendo il morso e distanziando i denti anteriori con il rischio di far perdere sfioramenti di guida incisiva indispensabili.

Se appeso alla sbarra il soggetto sente contattare solo in zona premolare da un lato o da ambo i lati, la mancanza di spessore sarà da 5° a 7° e non da 4° a 7°.  Fintanto che i denti molari alla sbarra non contattano, sarà su di essi (ed eventualmente sul 5°) che bisognerà aggiungere resina. Questo non comporta un distacco tra premolari antagonisti, soltanto una logica diversa inclinazione degli incisivi e canini inferiori rispetto a quelli superiori.

Simulando sul calco il rialzo con l’aggiunta di uno spessore, si noterà subito come cambiano i rapporti tra incisivi. L’arcata superiore ( mascellare ) è inamovibile! Quindi il cambiamento è dovuto soltanto alla mandibola che in zona molare si “abbassa” unitamente ai condili. Facendo la Sbarra sentirai un dente solo, mentre tutti i benocclusi del mondo sentono 4 denti per parte incontrarsi contemporaneamente. Fai tutti i trattamenti che credi, qualche beneficio lo avrai…forse. 

11048634_

problemi diversi qui ma sempre riferibili all’occlusione e alla mandibola mobile. Risolvibili tramite APPIM

11053515_10205300459022750

problemi sempre riferibili all’occlusione e alla mandibola mobile. Risolvibili tramite APPIM

Ma se il problema sono i denti, è solo sui denti che devi provvedere (rialzando ove necessario e mai limando i punti di contatto).

La zona debole del tuo corpo corrisponde al lato dentario basso e la zona forte al lato del dente ALTO che sentirai appeso alla SBARRA. Alzando le Fosse, la linea del sorriso rimarrà eguale a prima, ma il collo, testa e schiena avranno recuperato una postura normale. E’ perfettamente inutile che si pensi che “Tanti problemi poi spariscono da soli”.

Non ci si bilancia pero’ alla SBARRA o con altre “posture” illogiche e fuorvianti (chi lo ha fatto ha rachidi cervicali e lombari rettilineizzati, assume farmaci, non sta bene ).  Ci si bilancia invece a tavolino procedendo con le resine con cautela massima e facendo piccole aggiunte ove serve, riflettendo sulle sensazioni. Come da incontri di informazione e formazione APPIM.

Diffidate sempre dei discorsi difficili da condividere e che esulino i Test muscolari Appim, che mischiano le cose, che accettano in parte ma poi comunque sono nel dubbio terapeutico. Quante contraddizioni abbiamo noi tutti sperimentato nei discorsi di chi cercava di aiutarci? Prendete coraggio, metteteli di fronte a domande precise e chiedete risposte che non siano le solite generiche che qualcuno ci propina non avendo altri argomenti, avendole soltanto memorizzate nei congressi e sui libri di docenti-gnatologi che sanno soltanto limare i denti o  rialzare indiscrimintamente e che non abbiano svolto il lavoro di bilanciamento mandibolare su di sé.

Diffidate di chi imputa all’età o allo spazzolamento eccessivo la retrazione delle gengive, non è vero: sono i contatti carenti o i precontatti, gli uni e gli altri provocano lo stesso danno. Diffidate di chi afferma che i disturbi aumentano per via dell’assestamento del corpo in corso di bilanciamento dentario.  Non è vero, i disturbi e i sintomi nascono da errori di occlusione. Abbiamo i test muscolari, fateli studiandovi davanti ad uno specchio…non sarà tempo perso ragionare sulle traiettorie mentre aprite e chiudete la bocca alla ricerca del primo contatto dentario. Studiatevi mentre siete in attesa del tram, riflettete sulla gamba di sostegno, sull’inclinazione di collo e testa.

©2010, 2015 A. Valsecchi  a cura di C. Morcone 

TANTI MODI DI FARE DIAGNOSI INUTILI

management

Tanti i passi insensati e inutili, per la malocclusione

  • – le radiografie frontali e laterali 
  • – Teleradiografia del cranio
  • – l’ elettromiografia (EMG)
  • – la valutazione radiografica dei condili
  • – gli interventi chirurgici in fossa glenoidea
  • – l’ allargamento del palato per ridurre il morso crociato laterale
  • – lo spostamento del mento in avanti per eliminare lo schiocco
  • – il bite superiore
  • – il molaggio delle cuspidi superiori e degli stop di retrusione inferiori
  • – la pedana stabilometrica
  • – rifare ambedue le arcate dentarie
  • – concentrarsi sulle ossa dei mascellari e non sui denti
  • – impostare una mandibola parallela al pavimento e non invece in rapporto alle pupille
  • – pensare che i muscoli siano “nati” asimmetrici
  • – insegnare ai muscoli a ritornare simmetrici
  • – voler raggiungere la simmetria ossea e dopo di che utilizzare i test muscolari “per risolvere lo sbilanciamento residuo”…
  • – pensare alla postura come causa di malocclusione
  • – considerare l’atlante la causa dei problemi di collo, schiena, anche e gambe
  • – paragonare la tensione alla contrazione muscolare
  • – confondere il fuori asse con lo sbilanciamento latero-laterale
  • – suggerire la tecnica del pompage articolare a chi è storto di bocca
  • – non vedere la bocca storta, ma vederla diritta sul collo storto.
  • – confondere il lato “alto” con il lato “basso”
  • – ritenere che la prova della sbarra sia un passo terapeutico e non invece una semplice manovra di controllo
  • – non usare tutti i test muscolari incrociati
  • – spessorare il bite da sotto senza concentrarsi su fosse e stop
  • – confondere la retrusione con la protrusione
  • usare mascherine invisibili e ortodonzia classica per la malocclusione
  • – non accorgersi del morso aperto creato da spessoramenti continui sui laterali
  • – parlare di denti come “simboli” o “archetipi”

Per non parlare di ogni giorno in cui sentiamo persone in cura da osteopati, da agopuntori (unico effetto la sedazione del dolore, non risolutivo assolutamente della malocclusione ), operatori (purtroppo medici) di omeopatia, ayurveda, antroposofica (letteralmente occultismo), neuralterapia (non risolutiva essendo anestetico), metodiche bioenergetiche (che certamente non ricreano l’occlusione) da neurologi, da psicologi che non conoscono la malocclusione e i suoi aspetti, da persone dipendenti da farmaci e trattamenti,  quando un bilanciamento di bocca potrebbe risolvere per sempre i loro problemi, anche a dirglielo non crederebbero…anche se gli dicessimo tutte le storie personali che non hanno risolto la questione, fino a risolversela da soli, con i Test Muscolari , resine, trapano incisore  sottile, cartine e tanto lavoro su di sé..e allora: Che fare? 

Pre-op-Emily-Kaufman-resized-600.jpgt-scan-8-emg-software

©2006, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone )

IL RUOLO DEL PALATO NELLA MALOCCLUSIONE

Anatomia del palato

Anatomia del palato

I denti sorreggono il collo e il cranio. Solo i denti sorreggono il collo e il cranio. Non sono i muscoli a reggere, ma i denti, e i muscoli obbediscono alla chiusura di bocca e denotano immediatamente i difetti di postura.
Quindi spessorando, la postura cambia; ma spessorando solo sul lato basso principalmente, non su ambedue i lati in modo eguale. Lo spessore sarà asimmetrico per riportare in simmetria una mandibola sbilanciata..questo è logico e indiscutibile.Così il corpo se la ride del palato largo o stretto, resta una questione del tutto secondaria, trascurabile, alla prova dei fatti.
Io non credo che i Medici siano così ingenui da credere veramente in quello che fanno quando suggeriscono l’espansione del palato. Non voglio pensare che siano così superficiali oppure senza scrupoli tanto da inventarsi l’espansione del palato per interessi personali.
Ammesso che non lo siano e ammesso che credano in quello che fanno, quale sarà mai il principio scientifico alla base della  terapia che provoca rischi collegati allo spostamento dei denti laterali?Esiste il pericolo concreto che i denti non coincidano più con quelli inferiori, che il paziente perda l’Intercuspidazione (ICP), che i rapporti modificati siano tali da provocare dolenzie a radici e gengive, che il morso rimanga aperto, che scattino mal di testa e nevralgie, che il paziente non si riconosca più in quella nuova bocca, che i muscoli del collo e delle spalle ne risentano, che la malocclusione peggiori..tanti i casi arrivati in oltre 20 anni alla nostra associazione di pazienti gnatologici irrisolti.

Schematizziamo meglio per farci capire:

  • Il corpo non si accorge del palato largo o stretto.

  • Il corpo risponde alle pressioni, alle simmetrie di contatto e a quelle muscolari, al carico occlusale e masticatorio.

  • Il corpo non RISPONDE al palato, ma ai rapporti tra denti antagonisti e dell’Asse di Centrica e dell’Asse di Pressione.

Ma i medici che pensano al palato e non pensano ai denti, inventando di tutto pur di scombussolare l’occlusione con il trattamento, come bambini incoscienti che vogliano giocare con le lucertole e se il paziente, soggiogato dal tono serio e professionale, si presta fiducioso al loro  gioco coinvolgente ed affascinato solo dalle prospettive positive dettate dal marketing e non dalle conseguenze successive, questo paziente a fine trattamento per quanto tempo chiuderà gli occhi sulla realtà convinto che di più non si poteva ottenere, che il suo era un caso difficile e quindi continuerà anche per molti anni, a pensare che comunque i propri disturbi non dipendano affatto dall’occlusione ma da altro…da convinzioni indotte e auto-convinzioni perduranti.

Si abituerà mai ad una bocca che chiude male e che lo innervosisce, ad una schiena che non sta diritta e gli crea artrosi, alla forza muscolare sempre più’ fiacca che lo debilita, senza capire che spesso la scienza non è scienza ma prove, metodiche, tecniche, fondate su teorie e supposizioni e vane speranze? No.. e su queste nessuna salute può essere fondata.

Allargare o stringere un palato quindi, non serve assolutamente a niente nella migliore delle ipotesi, né a respirare meglio né a bilanciare un corpo. Se si hanno dei dubbi su questo vuol dire che il bilanciamento muscolare non è stato ancora compreso. La persona alla fine del trattamento camminerà dritta o storta esattamente come era prima della terapia ortodontica. Chiunque può raggiungere il bilanciamento basta che abbia denti laterali superiori con cuspidi palatali o vestibolari sufficienti a creare fosse e stop di Retrusione ed una fossa inferiore quindi che le accolga, questo vuol dire che chi è sprovvisto di una emi-mandibola (quindi mancante di molti denti) è impossibilitato a raggiungere il bilanciamento, fortunatamente stiamo parlando di casi abbastanza gravi. Per tutti gli altri, esso sarà possibile secondo il proprio limite dentario e di volontà e lavoro individuale.

©2006, 2008, 2014 – A. Valsecchi, I. Barra  (a cura di C. Morcone)

LE TANTE SUPERFICIALITÀ ANALITICHE

0_xU3-XcqmQ

LE TANTE SUPERFICIALITÀ ANALITICHE

SUPERFICIALITÀ
Non si può valutare una malocclusione dall’inclinazione del cranio. Le asimmetrie muscolari mandibolari devono essere determinabili da più elementi.
Non è sufficiente osservare l’inclinazione di collo e cranio su una fotografia per valutare lo sbilanciamento di bocca.
Chiunque, anche un benoccluso può per vari motivi farsi fotografare con collo e cranio non in asse, falsando l’analisi della foto…e quindi?

I RIFERIMENTI CERTI
Solo osservando i riferimenti del viso (Linea pupille-linea labbra a denti stretti) e rilevando il lato più corto tra angolo dell’occhio e angolo del labbro riusciamo ad individuare il lato dentario basso, indipendentemente dall’atteggiamento della testa.

CRANIO INSUFFICIENTE
La postura del cranio di per sé non è un elemento sufficiente di diagnosi.
Il fuori asse della mandibola (la laterodeviazione dell’articolazione) può essere vista confrontando il centro del labbro superiore (e la punta del naso) con il centro del labbro inferiore.
Se il LABBRO inferiore risulta spostato, anche il MENTO risulterà tale rispetto al Cranio-Mascella.

Vista dal basso di un cranio del Museo di Anatomia di Genova (c) 2012 C. Morcone

Vista dal basso di un cranio del Museo di Anatomia di Genova (c) 2012 C. Morcone

L’ATLANTE 

L ‘atlante è solo la prima vertebra cervicale che si articola in alto con l’osso occipitale (cranio) e in basso invece con la seconda vertebra (EPISTROFEO). A prima vista sembrerebbe che l’atlante sostegna il cranio, ma di fatto esso si mantiene diritto insieme alle altre vertebre e regge il cranio soprattutto grazie ad un delicato gioco di equilibri di tipo muscolare, non ultimo l’osso ioide…in più la prima vertebra è fusa con l’epistrofeo. Un collo con una estremità dell’atlante posizionata in mezzo tra il processo stiloideo e il ramo della mandibola-condilo tout-court da un momento all’altro, paralizzerebbe il paziente.A riprova dell’evidenza di tipo anatomico (basta andare in un museo di anatomia per esempio quello di Genova dove ci sono 1500 crani secchi e 10 scheletri interi), vediamo gente che cammina con la testa e schiena curva e dopo il bilanciamento di bocca recupera schiena, collo e cranio. Quindi ammesso che si possa intervenire sull’atlante e sulle vertebre esse non genereranno alcun di tipo di stabilità mandibolare né tantomento di contatti dentari nel medio, lungo periodo.

IL NASO
Mentre il NASO difficilmente può essere coinvolto dallo sbilanciamento in modo evidente. Qualsiasi discorso riguardante il cranio che non prenda in esame anche il rapporto pupille-labbra è opinabile. Quindi il naso segue il cranio e se la mandibola è sbilanciata, il cranio si storta perché il collo cede da un lato, il LATO BASSO e il naso certo diritto non può stare se il cranio ruota. Si è mai visto un cranio storto con un naso perpendicolare al pavimento? No, appunto.

tumblr_n59tse6LnX1qzy531o1

L’OCCHIO
E se il cranio cede da un lato anche l’OCCHIO da quel lato sembra abbassarsi ma se teniamo collo e cranio ben diritti, volutamente, gli occhi tornano ad essere sulla stessa linea e la bocca invece rimane storta, se c’è sbilanciamento di denti. I globi oculari non si spostano di un millimetro. Vedere i crani secchi di anziani malocclusi che hanno le loro orbite ben simmetriche. Saranno semmai le sopracciglia, le rughette attorno agli occhi, la guancia più tonda a confondere, attenzione. I muscoli di guancia e collo si accorciano perché si contraggono ma poi si riallungano ritornando in simmetria. Ne abbiamo fatto esperienza personale.

MASCELLA E MANDIBOLA
La mascella fa parte del cranio.
la mandibola e’ invece staccata, ma solidamente ancorata ai muscoli del viso e collegata alla mascella/cranio anche dai legamenti e dalla pelle.
Quindi la mandibola non e’ libera all’interno dei fasci muscolari che la sostengono, ma la sua inclinazione risponde ai denti che hanno il potere di deviarla se sono sbilanciati oppure di mantenerla in asse e in bilanciamento. La testa si raddrizza immediatamente così come si inclina di colpo quando il dentista esegue molaggi selettivi incongrui.

IL RAPPORTO MASCELLA-MANDIBOLA E’ LA CHIAVE
I denti si consumano e si malposizionano sempre peggio nel tempo e quindi è il rapporto mascella-mandibola che si modifica poco a poco, non certo il rapporto linea delle pupille-meati acustici. Ciò che fa parte del cranio non risente della malocclusione; solo i muscoli della guancia e quelli dell’orbita sul lato dentario basso, contraendosi, danno l’impressione che l’occhio scenda.
Non è l’occhio che scende, bensì la mandibola che sale e il collo inclinato e il cranio che cede completano il quadro.

LA MANDIBOLA
La mandibola, in mancanza di denti, non sta tranquilla: e’ soggetta alle contrazioni muscolari.
In tanti individui, quando non esiste sostegno dentario accettabile, la muscolatura del viso ha un’attività disordinata che provoca parafunzioni e altalene. E’ sufficiente però ricreare sui denti sufficienti punti di sostegno bilaterali bilanciati per assistere ad una stabilizzazione sia della mandibola che della mimica facciale.
Non c’e’ bisogno di essere bilanciati perfettamente per arrivare ad avere finalmente una espressione del viso rilassata.

© 2002, 2014 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) – APPIM

In foto Cameron Diaz

LE RADICI DELLA MEDICINA E I FRUTTI DEL BILANCIAMENTO

422px-L'arbre_de_Vie_par_Raphaël_Toussaint

LE RADICI DELLA MEDICINA E I FRUTTI DEL BILANCIAMENTO

Da quando il medico francese Laennec a inizio dell’800 ebbe l’idea di ascoltare i sintomi del paziente non solo attraverso l’orecchio ma tramite un semplicissimo strumento, lo stetoscopio, rudimentale quanto efficace, la stessa pratica, pur con decine di forme diverse di diagnosi, non ha perso la sua importanza e se oggi abbiamo sofisticate strumentazioni che i suoni li registrano, li amplificano, vengono ritrasmessi wi-fi, confrontabili e analizzabili fin nel minimo dettaglio, i concetti basilari sono e restano gli stessi di sempre e guidano nella stesura dell’anamnesi medica e l’importanza della visita clinica nei confronti dei pazienti resta o dovrebbe restare la base di ogni diagnosi.

Nessun strumento diagnostico però potrà sostituire questo elementare atto dei test muscolari autonomi, una serie di movimentazioni in tensione muscolare, cosi apparentemente semplici e così ricchi di informazioni, tale per cui nessuna TAC o RM, nessuna condilografia, nessun arco facciale, nessun studio cefalometrico per illudersi di ricercare sia la famosa dimensione verticale che l’inclinazione del piano occlusale, nessuna EMG (elettromiografia), nessuna pedana stabilometrica, nessuna radiografia, nessuna Tens, nessun test kinesiologico, niente di niente potrà fornire indicazioni come quelle verificate dalle manovre muscolari codificate dall’APPIM, e i rapporti labbra-occhi del paziente e quelli tra labbro superiore e labbro inferiore, per cui vengono osservati, percepiti e valutati, scarti di frazioni di millimetro con quel pattern di rigorose sensazioni fisicamente percepibili seppur non misurabili a priori, la mandibola può operativamente essere spazialmente riposizionata.

Questo perchè (per dare un breve accenno esemplificativo), la distanza muscolare tra mascella e mandibola è impostata dai denti posteriori (Quarti, Quinti ovvero i premolari e Sesti e Settimi ed ottavi dove presenti ovvero i molari) ed è impossibile per esempio per una radiografia suggerire non solo la distanza tra le due arcate ma l’inclinazione tra premolare e ultimo molare e quella tra lato destro e lato sinistro che nel maloccluso sono tali da dover essere risolte in modo diverso, asimmetrico sui due lati, per via della crescita ossea e dei denti sbilanciata fin dalla gioventù.

Il pericolo è evidente: l’aumento del gap medico/paziente riempito da una strumentazione tarata ad una occlusione ideale uguale per tutti, un effluvio di pagine di dati si precisi ma senza una finalità operativa e che distanziano e deresponsabilizzano sia il medico che il paziente.

Purtroppo quindi capita spesso di ricevere email e telefonate e dialoghi di malati che hanno decine di diagnosi tutte diverse e tutte rigorosissime e non solo… senza che nessuno avesse ascoltato la descrizione dei sintomi e se questi siano poi congruenti o meno con una determinata situazione di malocclusione e patologica, e che li avesse poi correttamente interpretati al fine di stilare un resoconto il più possibile chiaro e dettagliato sul caso. Troppo spesso, per non dire sempre, i pazienti restano ignoranti di ciò che li abita. E internamente se ad essi non viene spiegato esattamente come e perché, arriva il reale dubbio che chi doveva, non ha capito poi molto del caso. Hanno quindi fatto esami su esami senza che nessuno li avesse realmente visitati, ovvero incontrati nella malattia, che nel maloccluso è come una linfa insana che agisce attraverso ogni ramo e ogni frutto sensibile di colui che ne viene abitato. Avvelenandolo giorno per giorno.

Ora, se la medicina si affida sempre più alla strumentazione, seppur utile, essa però non spiega affatto come agire poi nella riabilitazione, come attuare il progetto di risoluzione dei sintomi presentati e di un ritorno alla salute, tutti dati che poi, se non sanno o non possono essere reinterpretati dalla figura medica, sono una inservibile e costosa cartella clinica.

Lo spirito di osservazione, la valutazione del comportamento e degli umori, la maniera di porsi nello spazio sia da fermi che durante il movimento, la clinica nel senso più nobile e ampio, in termini sostanzialmente pratici, sono le radici sempre vive dell’albero della medicina che continuerà solo se a questo grandioso albero verrà piantato un altro arbusto, altrettanto valido ma più fragile che è quello del paziente attivo. Un albero giovane al confronto, ma che viene spinto dallo stesso vento e riscaldato dallo stesso sole e che a volte, dà frutti che il grande albero non potrà mai dare, quelli dell’Autobilanciamento, frutti a cui la grandiosa essenza della Medicina dovrebbe guardare con ammirazione e coglierne il succo. A beneficio di tutti.

© 2014, C. Morcone – Appim, 

grazie ad un articolo del prof. S. Harari

COME LEGGERE LA MALOCCLUSIONE OSSERVANDO IL VISO

5r2Ud7tkhmE

COME LEGGERE LA MALOCCLUSIONE OSSERVANDO IL VISO

Considerando la realtà gnatologica ufficiale, densa di contraddizioni, cerchiamo di aggiornare tutte le persone senza distinzione, comunque desiderose di conoscere come ci siamo salvati autonomamente dai tantissimi disturbi, malattie, problemi connessi come nelle tabelle dei sintomi..e di fare altrettanto, oppure soltanto curiosi di conoscere. Come? Semplificando il più possibile le questioni:

1. Far chiarezza almeno sui passi fondamentali in fatto di studio con il paziente seduto di fronte; impariamo on l’aiuto di foto e disegni a vedere le asimmetrie del viso che denotano malocclusione, il tutto non richiede più di dover fare una anamnesi ne di osservargli i denti, purché ne abbia pero’ a sufficienza. La postura dovrà confermare le asimmetrie viste sul viso.

2. In seguito bisognerà parlare di regole di occlusione, e dei punti di contatto fondamentali (fosse e stop di retrusione)considerando che rapporti dentari difettosi o incompleti possono causare tra i tanti disturbi anche l’emicrania cronica e-o senso di instabilità e/o sensazione di costrizione… 

3. Infine si dovranno affrontare i vari aspetti del bilanciamento vero e proprio e parlare delle sensazioni del paziente che sono sempre riconducibili ad un difetto da affrontare…il paziente non si inventa sensazioni e disturbi, solo a volte si esprime in modo confuso.

Osserviamo questi visi che presentano tutti rapporti asimmetrici tra occhi e labbra è questo il primo passo per valutare uno sbilanciamento senza osservare denti né schiena e collo e senza testare il paziente con le manovre di controllo, giusto osservandogli il viso.
Una matita posta lungo gli occhi e una lungo le labbra chiuse denoteranno linee convergenti da un lato e divergenti dall’altro. Sul lato ove le linee convergono, lì esiste mancanza di spessore dentario. Uno spessore di pochi millimetri inserito tra i denti su questo lato contribuirà già a ridurre l’asimmetria.

Vediamo la foto:

APPIM - LATO ALTO - LATO BASSO

APPIM – LATO ALTO – LATO BASSO

2. ESISTONO ALTRI TIPI DI SBILANCIAMENTO:

  1. Il Fuori Asse  – con labbra tra loro NON centrate;
  2. Denti posteriori bassi rispetto a quelli frontali – che comportano labbra centrate ma con angoli volti all’ingiù.
Denti posteriori bassi  ma labbra in asse = Labbra in giù. (G. Andreotti, B. Yeltsin)

Denti posteriori bassi ma labbra in asse = Labbra in giù. (G. Andreotti, B. Yeltsin)

 

3. SBILANCIAMENTO CON DENTI RIALZATI

Quando invece rialzando i denti permane sbilanciamento è un altro tipo di malocclusione. Non è sufficiente ricostruire le altezze dei denti e dar loro una simmetria estetica per risolvere uno sbilanciamento di mandibola.

Ad esempio, il lato destro del viso del soggetto presenta il rapporto più lungo occhio-labbro rispetto al lato sinistro. Il rapporto naso/labbra denota un fuori asse della mandibola  verso sinistra.  Lo sbilanciamento tra i due lati è evidenziato dalla muscolatura non tonica delle guance causata presumibilmente da un sostegno insufficiente sui molari nonostante i rialzi delle protesi finali.

Sbilanciamento presente pur con protesizzazione rialzata nella Dimensione Verticale.

Sbilanciamento presente pur con protesizzazione rialzata nella Dimensione Verticale.

4. SBILANCIAMENTO DA UN LATO

Quando manca spessore in zona destra, le labbra si inclinano salendo verso l’orecchio destro, obbligate a ciò dalla muscolatura della guancia, che si contrae per dare ai denti la possibilità di incontrarsi e maggiormente inclinate le labbra appaiono quando si ruota il cranio in modo da avere gli occhi lungo una linea orizzontale. Coloro i quali pensano di avere un occhio basso, è sufficiente che ruotino la testa di certo grado, come nella foto di Johnny Cash. inserendo in bocca degli spessori sul lato destro, le labbra ritorneranno ad essere parallele agli occhi. Sono gli occhi il riferimento essenziale per valutare il tipo di sbilanciamento esistente. La mano che sostiene la guancia sarà sempre utilizzata sul lato dentario basso, non certo su quello alto.

Sbilanciamento da un Lato. (Jonny Cash)

Sbilanciamento da un Lato. (Jonny Cash)

 

 

5. SBILANCIAMENTO CON FUORI ASSE DELLA MANDIBOLA

Come vedere il fuori asse in una mandibola? Facile, osservando le labbra.
Sono le labbra il riferimento da osservare quando si vuol capire se una mandibola è spostata dall’asse. Facile eppure solo l’Appim fa questa differenza, sostanziale. Il che rappresenta il primo passo da farsi con il paziente seduto di fronte. Se le labbra appaiono nel loro mezzo centrate tra di loro, qualsiasi sia la loro inclinazione e le diversità di spessore, non può esistere il sospetto di mandibola deviata o fuori asse o comunque laterodeviata rispetto alla mascella. Intanto non bisogna usare il termine laterodeviata in presenza solo di uno sbilanciamento tra lato destro e lato sinistro, il che obbliga il collo e il cranio ad inclinarsi di lato nell’atto di stringere i denti.

La laterodeviazione indica un reale spostamento rispetto alla mascella-cranio e non uno sbilanciamento che comunque è sempre presente e contemporaneo.

Facciamo un esempio pratico:
chi presenta il centro del labbro inferiore spostato verso sinistra (vedi foto allegata) rispetto al centro del labbro superiore che è inamovibile e fisso, dovrà riposizionarsi sulle resine morbide del bite inferiore forzando la mandibola verso destra, suo lato alto. Dopodiché, per sostenere la torsione dovrà spessorare la zona che non contatterà più, ovvero il lato basso, ovvero la zona sinistra per bilanciare tra di loro le due emiarcate. Chi ha la mandibola spostata dall’asse normalmente non puo’ masticare sul lato alto, ma masticherà sempre sul lato sinistro ove scivola intercuspidando. Masticare sul lato alto (destro) richiederebbe uno sforzo sgradevole, comunque della durata di pochi minuti.

Osservare la punta del mento è altrettanto inutile in quanto sono le labbra a meritare attenzione. La punta o la forma del mento sono in vari casi poco attendibili per lievi malformazioni dell’osso.

Sbilanciamento con fuori asse della mandibola.

Sbilanciamento con fuori asse della mandibola.

 

6. GLI EDENTULI E LE PROTESI

Chi non ha denti in bocca non può serrare le arcate, perché i legamenti dei condili glielo impediscono; quindi interpone la lingua sostenendosi sul palato oppure rimane a bocca semiaperta contraendo ritmicamente guance e labbra. Perchè le protesi vengono costruite fino al primo molare o Sesto? Per diversi motivi, nessuno di questi riguardanti la malocclusione. Per una questione di soldi, meno denti, quindi meno materiale e quindi minor costo, e per praticità, essendo una protesi più lunga più difficile da porre in sito, nella bocca. Ma è anche vero che poi più denti significa più lavoro nel far combaciare le arcate e quindi il paziente avrebbe sicuramente molti più disturbi avendo tanti denti che scivolano e che non sono rispondenti alla simmetria che la muscolatura richiede. Le protesi poi sono in genere sostanzialmente piatte, quindi funzionalmente inutili. Andrebbero ribasate e rialzate di fosse e stop periodicamente. I test muscolari faranno da riferimento.

Paziente edentulo.

Paziente edentulo.

 

Perchè le protesi sono costruite soltanto fino al primo molare?

Protesi su mandibola

 

7. SBILANCIAMENTO TRA I DUE LATI ED ATTEGGIAMENTI POSTURALI

Vediamo l’atteggiamento di chi è sbilanciato tra DESTRA e SINISTRA.
Quando si aspetta una persona ci si appoggia più volentieri sulla gamba dal lato dentario basso, perché in questo modo si può sfruttare anche il sostegno dell’altra gamba che fa da stampella.. se viceversa ci si volesse sostenere con la gamba dal lato dentario alto (vedi a sinistra nella foto) si perderebbe il sostegno della gamba “corta” del lato dentario basso. usare la gamba del lato dentario alto, solo quella, diventerebbe faticoso e insostenibile dopo cinque minuti. Nella foto ad una fermata bus di Londra tutti, chi più, chi meno, evidenziano atteggiamenti posturali tra i due lati.

Richard Hooker - Londoners waiting for the bus to come

Richard Hooker – Londoners waiting for the bus to come

NELLA SECONDA PARTE  PARLEREMO DI:

Denti bassi e sbilanciati: sono sempre i denti posteriori che determinano l’atteggiamento della schiena.

©2010, 2014 A. Valsecchi (a cura di C.Morcone) 

 

 

 

 

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: