La Salute con l'Occlusione Muscolare

Articoli con tag ‘molari’

IL RUOLO DEI MOLARI

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Qualche indicazione da leggere e studiare:

  • – Il corpo e la muscolatura traggono energia e resistenza dai rapporti equilibrati del complesso masticatorio, ma sono i denti posteriori che danno stabilità scheletrica e forza muscolare, non i denti anteriori, né i premolari.
  • – Pertanto, se il Primo Premolare è un dente molto importante nelle prove iniziali di controllo di Bilanciamento, sono però il primo e secondo Molare i denti necessari, visto che le prove di forza vertono su di essi, piuttosto che sui premolari.
  • – Sono i molari e non il gruppo anteriore che distanziano la mandibola dal cranio e che determinano il posizionamento dei condili nelle fosse glenoidee e l’Asse di Centrica.

Estratti da: Appunti Rossi di A. Valsecchi (1°ed. 1991). Appim.

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L’INCLINAZIONE CORRETTA E VALUTABILE DELLA MANDIBOLA

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Una mandibola può assumere inclinazioni diverse, ma una sola è l’inclinazione corretta ; una sola e solo quella viene accetta dal corpo come completamente esatta, non vi è una altezza verticale prestabilita da raggiungere, bensì un’inclinazione corretta valutabile alla Sbarra, sempre.
Il punto è far combaciare i denti nei loro punti di contatto curvi senza alterare l’inclinazione spazialmente corretta dell’ATM nei confronti della mascella-cranio.
A dire il vero, volendo i denti combaciano sempre e continueranno a combaciare, nonostante il peggioramento dell’occlusione grazie all’usura, all’intrusione, allo sfondamento, alle deviazioni.
Ma se la malocclusione è causata dai molaggi del dentista su alcuni denti soltanto, è possibile invece che i contatti dentari poi non combacino dappertutto, idem dopo certa ortodonzia e quindi nascano così sensazioni fastidiose, emicrania, instabilità di postura.

Le manovre non sono una ginnastica riabilitativa, esse sono solo dei test di controllo che denotano il punto spazialmente più alto e di conseguenza il paziente capisce qual’è il lato basso da spessorare.

In un benoccluso le manovre non possono dare risultati di asimmetria, è logico;  il test dell’Altalena dei Masseteri è impossibile da farsi e così il controllo degli scivolamenti anomali. Infatti, a riabilitazione avvenuta o avanzata, la muscolatura non ha gioco, parafunzioni o disordinata attività: è lì tranquilla e stabile grazie ai denti; sono tuttavia i confronti tra le due emiarcate che danno sicurezza e le manovre si basano sui confronti.
Per fortuna la mandibola ha in sé il mezzo per autovalutarsi grazie a muscoli appaiati bilaterali e ai denti stessi e al fatto che la mandibola è un corpo indipendente dalla mascella.

La posizione di occlusione centrica o di intercuspidazione dentaria avviene quando si stringono le mascelle, essa non è la posizione abituale né quella di riposo. Noi non viviamo a denti stretti, ma con denti inferiori leggermente retrusi rispetto ai superiori eccetto che quando stringiamo o deglutiamo.
I muscoli rilassati portano la mandibola in posizione di riposo retrusa (o in posizione protrusa) e in ambedue i casi l’articolazione si abbassa e arretra (o avanza) leggermente, i contatti non sono di cuspide superiore contro fossa inferiore, bensì di cuspide superiore contro stop di retrusione inferiore, oppure di incisivi inferiori che sfiorano gli incisivi anteriori ma pur sempre la posizione di riposo è una situazione di muscolatura in tono perché il paziente è vigile.
La muscolatura non è in rilassamento profondo come quando si dorme a bocca semiaperta.

Qualsiasi controllo in posizione di riposo in retrusione è privo di valore essendo la mandibola con muscolatura in tono probabilmente posizionata storta in quanto all’interno di una muscolatura resa asimmetrica dai denti stessi sbilanciati. Purtroppo essi sono i controlli che si fanno nello studio dentistico o in chi non controlla spazialmente, con la muscolatura in tensione bilaterale grazie ai TEST DI CONTROLLO DELLA FUNZIONE MUSCOLARE targati APPIM dal 1993.
I controlli eseguiti con muscolatura in tensione o in Rilassamento Profondo danno indicazioni molto utili al lavoro riabilitativo poiché in questi due stati muscolari opposti l’osso della mandibola si situa in posizione bilanciatissima.

Se è la muscolatura che richiede sostegno ulteriore sui molari, lo spessore va applicato solo sui molari e sul quinto, non è detto che tutti i denti debbano essere rialzati.
I primi premolari (i Quarti) danno la linea del sorriso e una volta impostata questa, bisogna pensare dunque alle altezze dei denti posteriori (Quinto, Sesto e Settimo) ed aggiungere spessore fin tanto che alla Sbarra risultano in contatto solo i premolari e il sesto eventualmente; alla Sbarra il contatto laterale deve essere completo da 4 a 7 su ambo i lati.

Con molari bassi, i rapporti testa-collo-dorso resteranno asimmetrici, mentre esagerando nel rialzare i molari subito i premolari perderebbero contatto reciproco, ci troveremmo con i quarti e i quinti staccati e quindi da evitare anch’essi.

Alla Sbarra ci rassicuriamo se sentiamo battere contemporaneamente da 4 a 7 sia a destra che a sinistra. Attenzione, non è la Curva di Spee che ci deve interessare, d’accordo ben venga se c’è, agevolerà il lavoro di Disclusione e permetterà di aprire vie di uscita laterali senza perdere troppo tempo, ma il nostro corpo sta diritto grazie alle altezze dei denti posteriori equilibrate tra di loro, ovvero ai premolari e molari, ovvero alla distanza tra mandibola e mascella imposta (e suggerita) dalla Sbarra dopo aver impostato la linea del sorriso a tavolino.

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A. Valsecchi 2004, 2016 a cura di C. Morcone appimlab

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BILANCIARE LA PROPRIA BOCCA TOCCA AL PAZIENTE

appim valsecchi

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dal libro Teoria di Occlusione Muscolare, A. Valsecchi Milano, 1993 

Bilanciare il bite è inizialmente faticoso, un rebus, una nebbia fitta, una confusione totale. Perchè lo sbilanciamento sposta continuamente la bocca e ci si rende conto dei tanti precontatti, delle anomalie, degli spostamenti..bastano 2 millimetri, anche meno per entrare in un mondo, il proprio, ma completamente diverso, enfatizzato nella sua malocclusione..e per questo si può, senza DISTRUGGERE L’ANATOMIA e la FUNZIONE DEI DENTI, risolvere con pazienza e coscienza. Tanto chi pretende di sapere perchè “ha studiato“, “ha fatto corsi” , o peggio “perchè ha scoperto”, perchè “bisogna andare avanti“, copiando da noi nemmeno il meglio ma il contrario di ciò che va fatto, perchè comodo, facile veloce…per essi, buttando all’aria nomi termini  agisce invero fa poi  bite che poi sono veri sgorbi..dannosi.. inguardabili e ingestibili a medio e lungo termine e allora meglio fare da sé! Ma attenzione, con grande criterio. Almeno voi!

E si che chiudendo sulla resina (UN GOCCIO !) cremosa ma non indurita, certo inizialmente ci si ritrova con Fosse che bloccano, pressioni che erano già prima ma evidenziate ora maggiormente, con fastidi nel parlare, nel deglutire…con sensazioni difficili da interpretare, nella confusione di percezione di SEMPLICI CONTATTI di Premolari e Molari e con le Guide anteriori (utilità sconosciuta ai più) con tracce blu che ingannano, oblique, poco nette, larghe, piatte o troppo profonde, con dubbi nell’agire, nel dare la precedenza, a cosa, a quale..e come? E’ la vostra malocclusione che agisce contro..e anche dopo qualche giorno fosse e soprattutto stop di Retrusione salteranno come niente..meglio così, vuol dire che lì bisogna soffermarsi..magari verificando sul lato opposto l’Effetto Tenaglia ..gli scivolamenti su superfici piatte; il punto di inizio dello scivolamento, piuttosto che la fine.
Tanto, ripeto, nessuno sa fare quanto la persona, visto che le sensazioni sono personalissime.
Certo non si sa come impostare il mento, come bloccare gli scivolamenti unilaterali, come conformare gli stop di Retrusione.
E quindi bisogna usare delle REGOLE, semplificando al massimo le Fosse, saper usare le cartine blu senza spostare la mandibola o sedersi male o in piedi..e riconoscere le tracce di contatto da quelle di precontatto, non sempre visibili nemmeno con la cartina ma percepibili esattamente in bocca. E allora il rebus, il cubo di rubik diventa un giochetto facile, pure divertente, gratificante.
A quel punto però il Bilanciamento sarà praticamente oltre la metà, in discesa. Ve ne renderete conto da soli.

C. Morcone 2015 

10 PUNTI PER RISOLVERE LE ASIMMETRIE E SBILANCIAMENTI MANDIBOLARI

La Sbarra - test appim

La Sbarra – test appim

Torniamo alla pratica. Diamo dei semplici punti riepilogativi comprensibili a tutti su cosa significhi bilanciare una mandibola. Bilanciare significa:
1. Eliminare il precontatto spaziale più alto che è sempre uno solo, sia che la mandibola sia poco sbilanciata sia che lo sia tanto. Soltanto a bilanciamento quasi ultimato, nel momento in cui il paziente non percepirà più scivolamenti unilaterali, il primo contatto spaziale potrà venire percepito su un’intera emiarcata e non su un dente solo.
2. Nonostante vada considerato sempre il precontatto sull’emiarcata più alta bisogna mano a mano provvedere ad eliminare anche altri precontatti che si formano nel corso del lavoro (sull’emiarcata bassa). Un’aggiunta di spessore su un lato (in ICP e in retrusione) durante il rialzo dell’occlusione richiede sul lato opposto minime aggiunte di spessore in icp, ma porterà ad un eccessivo contatto tra versanti esterni. Per contro l’eliminazione di spessore nell‘abbassamento (in icp e in retrusione) comporta sull’emiarcata opposta l’eliminazione di piccoli precontatti di icp e di retrusione e un effetto tenaglia in apertura tra versanti esterni.
3. Il paziente individua l’interferenza spaziale rapidamente nelle prove di tensione muscolari APPIM (prove n°1,2,3). 
4. A secondo del tipo di prova emerge un precontatto di icp, di retrusione o altro e il dentista non rischia di confondersi.

5. L’eliminazione di uno di essi comporta la necessità di eliminare subito dopo altri quattro o cinque precontatti indifferentemente sulla stessa emiarcata alta o su quella opposta.
6. L’entità del ritocco occlusale deve essere valutata con molta cautela e comunque essere ogni volta minima per non rischiare, eliminando troppo spessore, di creare una mancanza di appoggio rispetto al dente adiacente. Per minima sì intende un’entità dell’ordine di 1-2 decimi di mm.
7. Abbassare la parte alta significa rendere quella bassa più alta. È così che il paziente e la sua muscolatura percepiscono la modifica .
8. Nella quasi totalità dei casi i denti tendono a consumarsi in senso obliquo. È per questo che le aggiunte o le eliminazioni di spessore non possono essere della stessa entità su tutti i denti .
9. Fino alla fine del lavoro di bilanciamento può rimanere escluso dalle sensazioni l’appoggio del gruppo posteriore dell’emiarcata di secondo contatto (emiarcata bassa). Nonostante ciò, lì il paziente può risentire di una sensazione di dolore data da: 

  • un reale precontatto,
  • dall’Asse di Pressione non corretto, 
  • dalla mancanza di appoggio,
  • dallo scivolamento.

10. Bisogna saper distinguere tra il precontatto di un solo dente e  il precontatto di un’intera emiarcata che indica l’inizio della fase finale del lavoro riabilitativo. 

Questo è quello che, oltre a tutto il resto del metodo, viene spiegato e che gli autobilancianti sanno e conoscono perfettamente. La nostra conoscenza è a portata di tutti, non viene nascosta o rivestita di parole …semplice pratica e teoria applicata. 

estratto da  A. Valsecchi, Appunti Rossi i Precontatti 1991-2013 ultima edizione ©appim 

I DENTI SONO GLI STABILIZZATORI DELLA MUSCOLATURA

Valsecchi - Appunti Rossi 1991 Milano, pag. 11

Valsecchi – Appunti Rossi 1991 Milano, pag. 11

I denti non svolgono solo il ruolo della masticazione. Essi sono gli stabilizzatori della muscolatura masticatoria, i distanziatori di precisione dei condili dalle fosse glenoidee nel riposo e nell’attività, l’IMPALCATURA che sostiene la testa e il corpo intero: una struttura che utilizza però appoggi inclinati e non piatti. La forma arrotondata conica delle cuspidi superiori e delle superfici di contatto degli antagonisti inferiori, garantisce ai denti una movimentazione armoniosa, almeno dovrebbero. 

Gli Stop di Retrusione e di lateralità, stabilizzano evitando il bruxismo : tuttavia le Guide Dentarie non saranno sufficienti se manca spessore bilanciante. Nel parlare di Contatti Occlusali Posteriori, ci si riferisce abitualmente ai rapporti tra Cuspidi Palatine Superiori e Fosse o creste dei denti inferiori di appoggio. Nonostante ciò, nella dentatura naturale i contatti tra denti antagonisti laterali vertono a volte tra cuspidi Vestibolari inferiori e creste o versanti interni superiori ( un esempio tipico sono i rapporti tra i Primi Premolari o Quarti e a volte tra i Secondi Molari o Settimi). Ma nell’effettuare il lavoro di Riabilitazione è più semplice bilanciare in presenza di rapporti cuspidi palatine e superfici di appoggio inferiori. Le Cuspidi Palatine Superiori Quindi sono generalmente le cuspidi di appoggio.

Nel Bilanciamento mandibolare il Primo Premolare o Quarto, è un dente molto importante nelle prove iniziali di controllo. Sono però i Molari, Sesto e Settimo, i denti necessari, visto che le prove di forza vertono sostanzialmente su di essi piuttosto che sui premolari.

© Adriana Valsecchi, Appunti Rossi di Teoria di Occlusione Muscolare, 1° ed. 1991 pag. 11 (a cura di  C. Morcone )

CONTATTI ED EQUILIBRIO NEL BILANCIAMENTO, l’esempio del NERVO SCIATICO

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I contatti dentari sono tridimensionali, le traiettorie oblique e curve e rispondono a situazioni geometriche sia euclidee che non euclidee, frattali.. il Bilanciamento non è solo un “mettere resina, togliere resina” ma sempre un tavolo anatomico funzionale da ricreare e continuare l’armonia e non un lavoro meccanico, su cui agire quindi per logica e non per inerzia, lavorando il meno possibile, togliendo o aggiungendo un contatto al posto di tanti, cercando di lavorare estesamente come ultima alternativa, di toccare il centro della Fossa come ultimo punto e considerare che rialzando molto, magari la bocca è più in asse ma le sensazioni non sono uniformi e quindi riconsiderare… Mentre sono queste precisissime sensazioni (non emozionali ma precise percezioni fisiologiche tali da verificare parti di millimetro in una situazione complessa e sbilanciata) ad essere un METODO di guida certa, e in aggiunta le cartine che sono di aiuto ma alla fine del bilanciamento non serviranno se non da semplice conferma di quello che già si immagina come contatto.

I molari spessissimo sono bassi, sia nei morsi normali che ovviamente in quelli profondi e quindi tenere conto di rialzarli nel momento in cui si abbiano problemi di lombo-sciatalgia, quindi sindrome del piriforme , schiena, incapacità di stare in equilibrio, glutei non solidi, formicolii ad una gamba soprattutto posteriormente, gambe e piedi che non reggono il peso e la deambulazione e a problemi di Diabete che aggravano queste situazioni. Con le manovre Bacio ad esempio su resine fresche, non si apre assolutamente il morso, essendo in tensione muscolare tutta la struttura di decine di muscoli (38 muscoli facciali e 112 muscoli posturali) e questo dà la possibilità a risolvere la CAUSA di quei sintomi in maniera completa.

Le cure attualmente sono: FARMACI antinfiammatori non steroidei (FANS) e i miorilassanti (che seppur mirati sono forti, necessariamente), alcuni medici prescrivono anestetici o corticosteroidi. A volte anche infiltrazione di botulino direttamente nel muscolo.
La terapia fisica indicata attualmente prevede l’uso di Ultrasuoni, Teca-r, la Manipolazione Miofasciale, oltre ai vari osteopati e chiropratici, agopuntura (analgesico). Nessuno di essi risolve. Semmai postpone, mitiga, allevia momentaneamente. In determinati soggetti, se troppo sintomatici Peggiora i sintomi stessi.

L’Equilibrio è questo:
Se si abbassa troppo tornano i sintomi, ritornando nella condizione occlusale se si alza troppo, va tutto in tensione seppure si appare più “dritti”. Perciò i test si incrociano, perchè la Sbarra darà la giusta altezza e lo specchio ne confermerà il buon senso generale, assieme allo studio del calco proprio e l’ascolto e la messa in pratica dei consigli dati da anni e anni da NOI.

Carmine G. Morcone 2015 

LA BOCCA E’ UN MONDO DALLE SUPERFICI CURVE, NON LO SAPEVI?

pag.27  teoria occlusione muscolare appim

Dalla conformazione delle cuspidi e della curva di Spee dipenderà la maggiore o la minore difficoltà nell’impostare i contatti di fossa e di stop e anche le guide incisiva e canina, abbiamo detto.

Spieghiamo meglio: c’è bisogno di cuspidi superiori ben conformate, due per il sesto superiore, una per il settimo e una per il quarto e una per il quinto. Cuspidi palatine che siano della stessa lunghezza delle cuspidi vestibolari di ogni dente superiore, che non faccia quindi il tecnico una fila di cuspidi più lunga o più corta dell’altra, perché? Per il motivo che mettere in sintonia i denti tra di loro abbisogna che la loro morfologia sia il più vicino a quella fisiologica. Non deve essere sottovalutata l’importanza della forma e spessore delle cuspidi.

Secondo punto: Se la curva di Spee è ben fatta, non vi può essere contatto uniforme sul tavolo dei denti della protesi, essa poggerà praticamente solo il quinto e il sesto. Troverai qualche foto sul sito Appim e nel blog.
Sarà il molare superiore (6°) ad avere le cuspidi (palatine e vestibolari) più lunghe in assoluto rispetto a quelle dei premolari e del settimo. Due cuspidi palatine e due cuspidi vestibolari per il sesto. Il settimo o secondo molare, può avere una sola cuspide palatina e una sola vestibolare, circa i premolari il quarto e il quinto una sola cuspide palatina e una sola vestibolare anch’essi.
Inferiormente ad ogni cuspide palatina superiore deve corrispondere una Fossa, che sia bite o denti o protesi o corone. Quindi: due fosse inferiori che contattino con il sesto superiore e una fossa inferiore per il settimo superiore. Una fossa inferiore per il quinto e una anche per il quarto superiore. E’ inutile dare al quarto il contatto classico (vestibolare inferiore contro cresta superiore), non è il caso, è solo una perdita di tempo per chi dovrà poi impostare l’altezza del morso e la linea del sorriso.

Quale deve essere la tua preoccupazione maggiore adesso? Controllare sia la conformazione delle cuspidi che la presenza della curva.
Se la fanno parallela al piano del tavolo, significa che la curva non esiste.
Se non esiste rischierai dei precontatti posteriori nella protrusione soprattutto se la guida incisiva sarà corta e mentre ti sposterai di lato per discludere sul canino.
Attenzione anche al canino superiore (e inferiore) che deve essere più lungo del premolare, ma inclinato in modo da poterlo raggiungere velocemente nella Disclusione Canina in lateralità, anche per non ritrovarsi in precontatto con i denti posteriori quando ti sposti con il mento.

Se le cuspidi palatine fossero davvero corte si dovrà allungarle per rendere piu’ facile il lavoro sulle fosse e stop di Retrusione. 
Le cuspidi palatine corte sono una disgrazia, come sappiamo. Ne abbiamo fatto tutti esperienza all’APPIM.
Che poi la curva di Spee sia diversa sui due lati è un aspetto che non deve interessarci: l’importante è raggiungere il bilanciamento compensando sui denti inferiori.
L’aspetto estetico lo si potrà considerare in un secondo tempo dopo aver raggiunto il bilanciamento e impostato le guide.

©appim A. Valsecchi 2010, 2015 (a cura di C. Morcone)

TERZA CLASSE SCHELETRICA: PUÒ BILANCIARSI?

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Esistono infiniti tipi di sbilanciamento e le classi scheletriche sono oramai da oltrepassare, visto che lo fanno anche i medici…servono per individuare una situazione ma ognuno poi ricade in una situazione davvero personale e la terza classe in sé non è il male peggiore.

Bisogna fare delle valutazioni, uno schema in base al risultato delle manovre muscolari di controllo, individuare il problema più grave di tipo occlusale. Capire se il  mento è scivolato in avanti a causa dei denti o per esempio per via di ricostruzioni laterali incongrue (su impianti) oppure se questa posizione è muscolarmente la propria e quindi impossibile da modificare.

Ora, se aspirando forte l’aria a denti ravvicinati si riesce a retrocedere di tre millimetri o più con il mento, significa che si può senza dubbi tentare sul bite di riposizionarsi all’indietro almeno di un paio di millimetri e lì stabilizzarti in futuro su nuove fosse inferiori. Se per contro, aspirando la mandibola retrocede pochissimo (non perché bloccata pero’ da un canino o da un incisivo) significa che muscolarmente lì si deve restare.

A questo punto bisognerà risolvere il problema in altro modo, pero’ precedenza assoluta al bilanciamento antero-posteriore e latero-laterale, lavorando sulla resina del bite inferiore in modo da capire le regole dei contatti
tra cuspidi palatine e fosse inferiori.
L’obiettivo è il raggiungimento delle simmetrie di contatto dentario bilaterale in corso di manovra di tensione o appesi alla Sbarra con le due braccia alzate e testa dritta. 

E’ il solo mezzo per riuscire a reimpostare la tua bocca in bilanciamento senza rischiare negli anni successivi
una recidiva. Per quanto riguarda l’intervento chirurgico, lasciamo stare, non è proprio il caso; qualsiasi risultato sarebbe transitorio e lo sbilanciamento muscolare e la sensazione di essere “storti” di viso, collo e schiena non si risolverebbero.
Riportare all’indietro il mento probabilmente sacrificando un paio di premolari inferiori significa solo dare un risultato estetico temporaneo e comunque lo sbilanciamento residuo non potrebbe che creare nel tempo ulteriore malocclusione e asimmetrie. 

©A. Valsecchi a cura di C. Morcone 2004, 2015.

IMPLANTOLOGIA SU BOCCHE SBILANCIATE

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La forma dell’ impianto, la sua resistenza, le tecniche di inserimento, l’ottimizzazione dell’interfaccia impianto-osso grazie a materiali di riempimento, la stabilità, sembra tutto perfetto, tutto facile, tutto fattibile…nessun errore..tutto pianificato e tutto portato a termine con precisione ineguagliabile…ecco l’implantologia.

Eppure, su una bocca sbilanciata, non appena l’impianto viene caricato, non troppo, forse troppo poco…chissà…nel giro di qualche mese o anno qualcosa succede.
L’impianto vacilla, ondeggia, la gengiva scurisce, scatta la perimplantite. Si dà la colpa al fumo o alla scarsa igiene orale.

ancora qualche mese e là invece un impianto si frattura…
colpa del paziente, troppo nervoso, digrigna, serra…mastica cibo troppo duro…non si deve masticare sulle overdentures , bisogna nutrirsi con passati di verdura e polpette..

Gli operatori di Implantologia non conoscono cosa sia una fossa né uno stop di retrusione..dal primo all’ultimo i denti impiantati occludono contro la cuspide vestibolare esterna inferiore…mai in fossa…mai lungo lo stop su altezza diversa benché sulla medesima traiettoria di abbassamento della mandibola e quindi su un livello di altezza diverso.

Casi pubblicati tranquillamente su riviste di implantologia dovrebbero farci capire che non vi è coerenza tra predicato e operatività e soprattutto ci stupiamo che costoro si stupiscano della nascita del problema: tasca e infiammazione o impossibilità di occlusione corretta. Il paziente lo comprende, a lungo andare, ha qualche percezione ma non abbastanza per sapere cosa fare.
Congressi infiniti sull’integrazione ossea e nessuna parola sull’occlusione, come se la gengiva e l’impianto non rispondessero ai contatti tra dente e dente.
Da cui contatti eccessivi, contatti sbagliati, contatti carenti, scivolamenti: tutto questo danneggia la salute dell’impianto e noi pazienti lo sappiamo bene, lo intuiamo, non facciamo fatica a capirlo.
ma essi non lo concepiscono, non ci arrivano, non dubitano. E gli impianti sui denti posteriori sono quindi troppo spesso “corti”, non in occlusione per paura di effetti leva, compressioni..visto che dovrebbero durare una decenni.

Osservando la foto in alto, cosa ne pensate dei due denti impiantati?
Si vede ad occhio nudo che non possono andare d’accordo con gli altri. Come può un Dentista-implantologo essere così ingenuo da non capire che il carico occlusale deve essere distribuito su tutti i denti proprio per non sovraccaricarne alcuni, ma che non caricare i denti crea problemi egualmente come per il sovraccarico.
Ma come può avere il coraggio di inserire in bocca due denti che non servono alla masticazione, essi sono lì come due birilli in bella vista, buoni  per giustificare la parcella e l’estetica, per chiudere un buco vuoto.
Ma le cartine blu a cosa servono? Debbono essere trattenute in Fossa almeno nelle serrare le arcate, ma probabilmente questo Professionista utilizza quelle spesse mezzo centimentro…solo così la cosa è giustificabile.

© A. Valsecchi 2007, 2015 a cura di C. Morcone

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