La Salute con l'Occlusione Muscolare

Articoli con tag ‘muscolari’

MANDIBOLA REALMENTE FUORI ASSE , COME FARE?

SENZA BITE MALOCCLUSIONE

foto appim di caso di autobilanciamento risolto

Parliamo in questo articolo di una mandibola realmente fuori Asse,  che presenta quindi una reale deviazione del mento da destra verso sinistra. Si può notare dalle labbra NON CENTRATE TRA LORO.
Se un lato è sempre quello  Basso, quello cioè dove i denti mancano di spessore, l’altro è il lato Alto. Questo perché il rapporto tra angolo dell’occhio e angolo del labbro è più corto mettiamo a destra  (dove ad esempio il sorriso scivola via, lì il massetere si contrae maggiormente, lì la guancia è più tonda). Ed è sul lato Basso che generalmente si mastica più volentieri, seppure in asimmetria, tanto che l’abrasione è maggiore.
Ma nei casi di mandibola realmente deviata, il soggetto mastica più volentieri dal lato ove il mento si è spostato, perchè i denti lì si incontrano meglio. In questo caso il soggetto dovrebbe masticare a sinistra, sul lato Alto e non su quello Basso. I problemi ad orecchio, occhio, gola, e così via, potrebbero nascere a destra per via del condilo nella fossa destra che preme tessuti, nervi e vasi.
Se viceversa l’Asse di Centrica fosse spostato verso destra, i problemi potrebbero nascere sul lato sinistro, nonostante questo sia il lato “Alto”, per via del condilo sinistro fuori asse e sbilanciato che preme nella fossa glenoidea.
E’ dunque la deviazione mandibolare la causa maggiore dei problemi, soprattutto se è contemporanea ad uno sbilanciamento tra i due lati.
Bisognerebbe comunque effettuare un controllo muscolare con i test Appim, al fine di chiarire al soggetto stesso se lo spostamento dall’Asse è congenito e fonte o meno di malocclusione.
Se i test muscolari Appim dessero conferma di un asse mandibolare nella norma, nonostante l’asimmetria del viso, l’unico dato evidente e concreto di malocclusione sarebbe la differenza di altezza occlusale tra i due lati del viso.
da : Appunti Rossi, pag. 36. di A. Valsecchi (1991 ultima ed. 2013) a cura di Carmine Morcone appimlab 

LA GRANDE FAMIGLIA APPIM LAB

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APPIM è una grande famiglia formata non da vincoli genetici ma da vincoli di somiglianza intima, di amicizia, pur essendo molto diversi, una famiglia allargata.
E chi più di una famiglia di somiglianze, può conoscere e soprattutto risolvere il Dolore non compreso?

Un familiare d’origine ci vede sofferenti, un cugino pure, una zia o un nonno, e non può aiutarci, si sentono impotenti…al massimo un amico potrà dire, “Su non la vita”, “Divertiti, non pensarci su!”, peggiorando l’autostima, oppure “Vai da questo o quest’altro, mi hanno detto che è bravo, vai da questa, ha guarito tanti..” E il malato ci crede, prova, tenta, ci casca, ritenta e ci ricasca dieci, cento, mille volte..perché glielo ha detto qualcuno di cui si fida..Eppure il familiare, ne sa tanto quanto voi. Non ha gli strumenti per aiutarvi, ragiona per emotività. E’ comprensibile.

Ma ora invece pensiamo a chi realmente ha sofferto e realmente ha risolto..Quello è il vero familiare, è quello il punto da cui partire, non le parole o il sentito dire o le cento terapie tutte con la massima serietà beninteso e con le migliori intenzioni..anche se come si dice…le strade dell’inferno solo lastricate di buone intenzioni.

Per cui poi ci si ritrova da soli, senza energie, né economiche ma soprattutto di volontà di reagire ancora, per risolvere..Si vorrebbe chiudere gli occhi, riaprirli et voilà, tutto risolto, tutto finito, tutto a posto!
La vita però è ben diversa..e allora qui arriva la lezione della Sofferenza, della “Disperazione non disperata”, di quel briciolo ancora che rimane di speranza non vana, dove ci sia ancora una testa e due mani che funzionano, e un po’ di impegno per partecipare e capire che la propria salute prima di tutto è nostra, non di un’altra persona, non della medicina.

Bisogna prima di tutto essere educati a comprendere, ad osservarsi e tutto cambia e si vedono gli altri realmente per come sono: il lato alto, basso, come si muove una bocca, come dovrebbe muoversi, come dovrebbe stare, come la postura è determinata dal rapporto muscolare tra le arcate e quindi dei denti. Non possiamo delegare ciò che ci compete come persone.

D’accordo i denti ci fanno un po’ impressione, timore, ma è un timore tutto mentale..non c’è nulla di strano a pensare ai denti, non meno di un’altra parte del corpo.
E allora non ci si può non fidare di chi da paziente ha risolto tutto ciò che c’era da risolvere, che non permette a nessuno di riempire il cuore di tristezza, fino al punto di dimenticare che esiste, oltre la malocclusione, la Gioia.

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APPIM  AGILE Laboratori Permanenti di Bilanciamento Mandibolare.

2016 appimlab amministratore – Carmine G.  Morcone

LA TRACCIA BLU, CONTROLLARE PER RISOLVERE

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foto appimlab

La traccia blu presente ai controlli con la cartina strisciata tra i denti a schiena dritta e non in posizione con testa retroflessa ma dritti (vedi foto) , non significa necessariamente contatto corretto da non ritoccare più. E’ la sensazione che comanda.
Se a fronte di un buon contatto, quindi uniforme rispetto a quelli vicini, si sostiene di sentirlo troppo alto, un sesto ad esempio, bisogna :

1) Come prima cosa, controllare che non vi sia un sovraccarico dovuto magari ad un dente vicino assente, quindi una mancata distribuzione delle forze agenti provenienti dalla cuspidi superiori.
2) Come seconda cosa che non vi sia qualche versantino laterale alla Fossa inferiore che renda difficoltosa quindi l’intercuspidazione ovvero ICP od Occlusione Centrica (cioè in termini Appim , BACIO)
3) Come terza cosa confrontare la sensazione derivante dal sesto di destra con quella derivante dal sesto di sinistra, osservando senza perdere di vista anche l’inclinazione del collo e delle spalle.
4) Come quarta situazione, se proprio dà fastidio, dopo tutti i controlli precedenti, abbassare la traccia lasciata dalla cartina blu controllando subito con la cartina i denti contigui del lato.
In conclusione, la traccia blu di per se stessa denota soltanto un contatto tra denti antagonisti…ma non chiarisce se quel dente è troppo alto tanto da trasmettere una sensazione pesante da alleggerire.  Non denota, d’altronde, se vi siano altri precontatti su quel dente in altre posizioni occlusali perciò vanno incrociati i test. Mai abbassare il lato dentario basso..procedere invece tranquillamente a molare fosse e stop, leggermente, di quello alto.

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2016,  a cura di C. Morcone  appimlab 

VALUTARE LA POSIZIONE DEL MENTO

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Valutazione della posizione del mento…

Esistono vari metodi di autovalutazione del mento, considerando che sono le Fosse che determinano la posizione del mento.

1. Posizionarsi sul bite senza distanziare tra di loro gli incisivi più del necessario, osservare il bite inserito in mezzo ai calchi di gesso e valutare una eventuale deviazione rispetto ai rapporti originari.

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foto C. Morcone appimlab

2. Impostare gli stop di Retrusione sulle resine e riflettere sull’entità della retrusione. Lo slittamento all’indietro da fossa a stop durante l’aspirazione a denti ravvicinati non deve essere eccessivo e neppure assente.

3. Se la retrusione è eccessiva può significare che il mento è troppo avanzato rispetto al giusto oppure che lo stop è lontano dalla fossa o troppo poco inclinato.
Se la retrusione è invece inesistente può essere che esista un precontatto che blocca oppure che la mandibola sia già retrusa e più di tanto non possa arretrare.

4. Controllare la sensazione che le dita rimandano quando inserite nelle orecchie durante la chiusura dello Sbadiglio. Se nella chiusura dei denti le dita perdono il contatto dei legamenti che trattengono i condili e che le dita debbono percepire chiaramente, tanto che i meati risultano vuoti da una bilaterale contrazione; se così fosse significa che il mento è troppo protruso.

5. Effettuare la prova del rilassamento profondo. A testa riversa sullo schienale di una poltrona, dopo aver dormito per pochi minuti con denti forzatamente staccati, chiudete la prima volta con grande cautela fino al primissimo contatto, dopo esservi però raddrizzati di collo e testa pur restando seduti a schiena diritta.

Se nel chiudere le cuspidi superiori entrano perpendicolarmente in Fossa senza scivolamenti significa che quella è la posizione giusta del mento.
A. Valsecchi 2007, 2016  a cura di C. Morcone appimlab

 

 

 

 

 

 

 

BILANCIARE SPAZIALMENTE UNA MALOCCLUSIONE CON GLI STOP DI RETRUSIONE. COME? SCOPRILO

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COS’È LO STOP DI RETRUSIONE

Lo stop di retrusione è in pratica un versante inclinato posizionato immediatamente sul davanti di ogni fossa e serve ad impedire alla mandibola di retrocedere disordinatamente.
Lungo lo stop la mandibola si abbassa e arretra.
Per coloro i quali avessero necessità di riposizionarsi su un asse muscolare e anatomico corretto, diverso rispetto all’asse abituale, gli stop sono indispensabili per impedire alla mandibola di ritornare alla vecchia posizione errata…in torsione negativa.
Lo sforzo muscolare dovrà essere effettuato al limite delle possibilità fisiche, utilizzando la prova della Coca Cola che è l’unica a dare garanzie in questi casi sulle resine morbide. Dopo averle impresse, gli appoggi di retrusione andranno verificati con pazienza, valutando l’esistenza o meno di simmetrie bilaterali.

SBARRA PER LE ALTEZZE, NON PER GLI STOP

La prova della Sbarra non serve per controllare gli stop di retrusione, bensì per controllare le fosse e la loro altezza (da premolare a ultimo molare).
Questo perché alla Sbarra non si è con la mandibola retrusa bensì sulla traiettoria delle fosse di intercuspidazione. Ma le fosse non sono sufficienti per sostenere una torsione in asse corretto. Servono gli stop. In caso contrario in posizione di riposo retruso la mandibola devierebbe nel momento in cui i denti abbandonano le fosse…

FOSSE E STOP COERENTI MA SU PIANI DIFFERENTI

Le Fosse e gli Stop tuttavia dovranno essere coerenti tra di loro. Le fosse saranno più basse rispetto agli stop inclinati…ma sulla stessa traiettoria muscolare. Mentre i versanti di stop appariranno al controllo delle cartine blu posizionati a volte su traiettorie anatomiche non prevedibili…in quanto è la forma della cuspide superiore di stampo che determina l’inclinazione dello stop e la sua traiettoria anatomica sulla resina. Tuttavia gli stop non dovranno essere così ripidi da creare fastidio muscolare nella movimentazione da MASSIMA INTERCUSPIDAZIONE a MASSIMA RETRUSIONE.

GLI STOP NEL BILANCIATO – RIABILITATO – BENOCCLUSO

La persona bilanciata ha bisogno di trovare almeno 4 stop di retrusione a destra e 4 a sinistra, o meglio uno stop vicino ad ognuna delle fosse inferiori.
Lo sforzo di tensione muscolare è necessario per portare la mandibola in asse corretto; questo sforzo fatto con mandibola in massima retrusione, aspirando, riposizionerà in bilanciamento spaziale l’articolazione con la necessità di usare immediatamente le resine per sostenerla in modo solido seppure non definitivo. Dopodiché si procederà agli abituali controlli di bilanciamento incrociati …fosse e stop… Bacio, Coca Cola, Altalena dei Masseteri, Sbarra…

DEFORMAZIONE DISCHI ARTICOLARI ATM NON SONO PREDOMINANTI

Consideriamo inoltre che dopo anni di malocclusione i dischi articolari possono essersi deformati e ostacolare l’impostazione di un nuovo asse muscolare.
L’unico sistema per opporsi alla sua azione deviante può essere quindi lo sforzo muscolare intenso dell’aspirazione unito all’immediata conformazione dei nuovi stop di retrusione sulle resine che la manovra di CocaCola crea automaticamente.

MANOVRA DI COCACOLA E SCIVOLAMENTO IN ASSE MUSCOLARE INDIETRO

Aspirando la mandibola retrocede. Sei sicura che il bite davanti ti blocchi? Non sarà FORSE che hai un precontatto sui laterali che ti impedisce di arretrare…vai a vedere con la cartina blu. Aspirando da sbilanciati si sente un contatto solo di retrusione, alto… e il vuoto su tutti gli altri denti. A fine lavoro si dovrà sentire davanti ad ogni fossa di ogni dente laterale lo stop che frena…tanti stop di altezza simile, tanti quante sono le cuspidi palatine…nella fase finale è meglio quindi scendere sul bite bilanciando, piuttosto che spessorare rialzandolo.

Se lo stop di retrusione è utile per frenare la mandibola che va in posizione di riposo retrusa e dal punto di vista anatomico si presenta come una strada in salita sul davanti della fossa. La via di uscita deve invece permettere alla bocca di spostarsi di lato ancor prima di incontrare il canino senza bloccarsi contro un versante laterale della fossa. Il movimento di controllo inizia sempre (SEMPRE) dalla fossa di intercuspidazione (Bacio). Se c’è l’ostacolo una sfumata leggera con il trapanino ove la cartina blu segna… considerando che la cuspide palatina troverà il precontatto probabilmente sul bordo interno della fossa…..non al di fuori della fossa. Ove la cartina blu si blocca e segna…lì alleggeriremo.

A. Valsecchi 2005,  appim –  2016 a cura di C. Morcone appimlab amministratore

NON SI BACIA CON GLI INCISIVI

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Michelle Hunziker in un Bacio perfetto

 

BACIO, MORSO PROFONDO E INCISIVI

Fare Bacio non significa portare in avanti il mento, né scivolare in avanti in testa a testa con gli incisivi od oltre.
i denti rimangono dove sono, in intercuspidazione…che è una posizione unica, di “folle”, una posizione chiave che tutti nella gnatologia cercano e nessuno trova e sa registrarla con precisione, né i malocclusi (non importa il titolo) spesso sanno compiere, forse perchè la muscolatura è bloccata, ferma, i fasci sono poco elastici e non si capisce come questi possano baciare le-i partners con piacere…ma comunque, restando nel discorso, stringendo i denti e concentrandosi sui premolari, bisogna stringere le labbra portandole in avanti, senza spostare il mento e percepire contemporaneamente i premolari e con una pressione ulteriore anche i molari esattamente uguali tra i lati.
Con mancanza di spessore sui molari la testa cede in avanti, mentre rialzando posteriormente il collo e la postura assumono una verticalità ed una dignità che dovrebbero, ma che siano questi spessori sul bite, adeguati e non esagerati..il test della Sbarra e l’estetica lo confermerà. Mentre i morsi profondi chiudono piuttosto con gli incisivi quindi, rialzando quel poco, seguendo le regole dell’occlusione muscolare, il morso profondo, così come il morso crociato, viene eliminato, idem bruxismo, serramenti e scivolamenti. Con tutte le ricadute sintomatologiche conseguenti. (C. Morcone)

La posizione del mento inizialmente, salvo casi di effettiva deviazione, non andrebbe alterata. Solo in un secondo tempo, quando si impara a costruire fosse e stop di Retrusione e soprattutto a fare i relativi controlli muscolari (le prove muscolari APPIM) e si diventa un po’ più esperti nell’uso del trapano, resine e cartine blu, solo allora si può poco per volta valutare la posizione del mento e modificarla.
Altrimenti tanto vale tenere per buona quella iniziale e avanzare invece nel senso del bilanciamento (Bacio e CocaCola).
Il mento risulta esatto se nel Rilassamento Profondo, da seduto la mandibola chiude sulla verticale contro le cuspidi superiori senza deviazione alcuna.

Esistono anche altre metodi che richiedono però molta attenzione, ad esempio valutare gli scivolamenti da retrusione a ICP e viceversa, ma alla fine sempre il Rilassamento Profondo deve dare il suo beneplacito.

Per il problema morso profondo e incisivi, il fatto che una persona contatti contro i due incisivi centrali è normale in una posizione di riposo protrusa, è “normale” anche se ha un morso profondo, perché è più comodo chiudere contro i denti anteriori quando manca spessore posteriore piuttosto che stringere.
Non è normale invece chiudere contro gli incisivi di sinistra o di destra soltanto, significa che i denti sono disallineati rispetto agli antagonisti o rispetto al bite, oppure il bite è disallineato rispetto agli incisivi. Comunque questo potrebbe costituire un precontatto che disturba e che ti obbliga quindi ad evitarlo portando la mandibola all’indietro appena possibile.
Gli incisivi debbono contattare in protrusione (solo i due centrali) e andando in leggera lateralità debbono contattare invece insieme i due di destra o sinistra (centrale piu’ laterale). Questo difetto dovrà essere corretto usando le resine o il trapanino sul bite e poi in un secondo tempo il problema verrà risolto dal dentista che userà del composito bisognerà prevedere anche delle modifiche ai canini, perché anche quelli debbono contattare in un certo modo con i loro antagonisti, visto che i canini sono i denti che sostengono la mandibola quando la si sposta di lato nel parlare, nel masticare e anche nel riposo, e non devono quindi contattare sul bite e su protesi o su denti naturali. 

A. Valsecchi 2006, 2016 – appimlab  a cura di C. Morcone 

in foto un Bacio perfetto di Michelle Hunziker 

I CONDILI NELLE OCCLUSIONI SBILANCIATE E BILANCIATE 1/2

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10 1991 - 2013 ultima ed

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10,  1991 – 2013 ultima ed.

La  chiusura in Massima Intercuspidazione ovvero ICP verificabile immediatamente con la posizione del BACIO codificata Appim, avviene su contatti di Occlusione Centrica partendo dalla posizione di abituale riposo retrusa. Quindi lo scivolamento in avanti della mandibola da riposo a intercuspidazione è fisiologico, ma deve essere di eguale lunghezza su ambo i lati e non superiore al millimetro circa.

Nella posizione e foto di ICP, i Condili sono anteriorizzati contemporanei a denti stretti in intercuspidazione in mandibola ben bilanciata.

Nella posizione di Riposo retruso, i condili centrati e leggermente abbassati con mandibola in posizione di riposo retrusa. Perciò parlare di “centratura dei condili” per risolvere i problemi mandibolari, come se fosse l’unica e la migliore posizione possibile gnatologicamente e fisiologicamente, non ha alcun senso

Qualche informazione sul cranio n. 721
Il cranio n. 721 presente in tante immagini del libro appim di Adriana Valsecchi – Teoria di Occlusione Muscolare , 1993 I vol 1°ed., qui riprodotto,  apparteneva ad una persona di 40 anni, nata a Lecco, e deceduta a Genova agli inizi dell’800, di sesso femminile, e non presenta abrasioni o usure di sorta sui denti.
I condili sono perfettamente conformati e la cavità glenoidea presenta uno spazio al di sopra della testa del condilo che presuppone fosse occupato dal menisco e dagli altri tessuti. Questo spazio lo si nota solo in pochissimi casi, ed esso viene occupato dai condili stessi quando avanza la compressione da malocclusione con conseguente perdita di dimensione verticale dei denti stessi.
Il cranio 721 è conservato nella sala del Museo di Anatomia Umana dell’Università di Genova.

©appim appimlab A. Valsecchi, 1991, 1993, 2007, 2015  a cura di C. Morcone 

TEST MUSCOLARI AUTONOMI APPIM – PER LA RICERCA DELLA SIMMETRIA: QUALI SONO?

Nella tensione muscolare massima della mandibola e con i denti a contatto, si evidenzia lo sbilanciamento residuo, non altrimenti.

Quattro sono i test muscolari per il controllo del bilanciamento mandibolare fondati sulla simmetria dei contatti dentari illustrati nel volume “La teoria di Occlusione Muscolare” di A. Valsecchi

4 TEST MUSCOLARI PER LA RICERCA DELLA SIMMETRIA

IL METODO APPIM

QUATTRO SONO I TESTS MUSCOLARI PER IL CONTROLLO DEL BILANCIAMENTO MANDIBOLARE FONDATI SULLA SIMMETRIA DEI CONTATTI DENTARI
illustrati nel volume “La teoria di Occlusione Muscolare” di A. Valsecchi

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1 COCA-COLA
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2 LO SBADIGLIO
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3 IL BACIO
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4 ALTALENA DEI MASSETERI

1. COCACOLA [MASSIMA RETRUSIONE AUTONOMA – RELAZIONE CENTRICA ]. (Dalla posizione del BACIO con denti a contatto, come da una cannuccia, aspirare l’aria immediatamente, in modo da retrudere al massimo solo la mandibola) 

CocaCola

2. LO SBADIGLIO (CHIUDENDO IN BACIO) [OCCLUSIONE CENTRICA E  PROTRUSIVA – INTERCUSPIDAZIONE ]

Lo Sbadiglio Appim

lo Sbadiglio test appim foto Appim

3. IL BACIO ( MASSIMA INTERCUSPIDAZIONE  ICP – OCCLUSIONE CENTRICA – MYOCENTRICA – DEGLUTIZIONE A DENTI STRETTI ). LABBRA A “O” CHIUDENDO SUI PREMOLARI. Verifica gli appoggi di ICP, senza perdere bilanciamento.

Il Bacio, pag. 122 Teoria di Occlusione Muscolare appim

4. L’ALTALENA DEI MASSETERI (LA RICERCA DELLE DIFFERENZE TRA LATO DESTRO E SINISTRO – ALTALENA CON OCCHIOLINO)

Altalena dei Masseteri - (in foto Cara Delevingne)

LA CENTRATURA DEI CONDILI E LE RADIOGRAFIE

Appunti Rossi  pag. 15 - Adriana Valsecchi 1991 ed. 2013 Milano.  foto appim

Appunti Rossi pag. 15 – Adriana Valsecchi 1991 – ultima ed. 2013 Milano. Foto di appim 

Sono i molari (e non il gruppo anteriore) che distanziano la mandibola dal cranio e che determinano il posizionamento dei condili nelle fosse glenoidee e l’Asse di Centrica.

In foto, ambedue i crani presentano condili alti nelle fosse glenoidee, nonostante la ben diversa situazione occlusale.

Osserviamo i crani nelle immagini, tra i 1500 che il Museo di Anatomia di Genova si pregia di avere dove nessun gnatologo è stato avvistato dall’800 ma dove invece l’Appim ha tratto insegnamento e conoscenza diretta della varietà e delle occlusioni corrette e non. Dall’esame si evidenzia che i condili appaiono alti nelle fosse glenoidee, che la mandibola presenti denti o che sia malocclusa in modo evidente. Anche le mandibole edentule possono presentare benissimo condili integri e apparentemente accettabili nel loro rapporto con le fosse glenoidee. In realtà, i condili non potendo salire maggiormente assumono semplicemente un’altra inclinazione, avendo come articolazione una configurazione spaziale con ben sei gradi di libertà. 

Mancando spessore dentario, i condili tendono:

  1. Ad anteriorizzarsi contro il tubercolo, appiattendosi
  2. Ad uscire in lateralità in torsione negativa (se l’Asse Muscolare è spostato)
  3. A mutilare nella movimentazione il tubercolo piuttosto che il tetto della fossa glenoidea
  4. Ad allargarsi in fuori su ambo i lati
  5. A troncarsi
  6. A premere contro il tetto della fossa glenoidea
  7. Ad assumere semplicemente un’altra inclinazione.

Se i denti mantengono il contatto reciproco con gli antagonisti e se i condili mantengono rapporti apparentemente accettabili con le fosse glenoidee, gli spessori mancanti e lo sbilanciamento non quantificabile con la radiografia, possono essere rapidamente valutati con i test muscolari  Appim in tensione  e col Rilassamento Profondo.

Questi mostreranno l’entità degli spessori mancanti sulla base del dente di PRIMO CONTATTO,  generalmente un premolare. Il Premolare è un dente essenziale per rilevare lo spostamento della mandibola nelle varie direzioni e le mancanze di spessore laterale. La situazione derivante dalle radiografie non ha dunque significato se non è confermata da una manovra attiva di controllo muscolare, vista attraverso le sensazioni riferite dal paziente e il riferimento occlusale accertato. L’aspetto da considerare è dunque diverso dal rapporto condilo/fossa. L’aspetto da considerare è quello muscolare.

Adriana Valsecchi – Appunti Rossi vol II Teoria di Occlusione Muscolare 1991 – ed. 2013  pag. 15 a cura di C. Morcone 2015 per appimlab. 

FISCHI RONZII SIBILI FRUSCII GLI ACUFENI E LA MALOCCLUSIONE

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LaRepubblica online, prima pagina, leggo:

GLI ACUFENI
” Fischi, ronzii, sibili o fruscii uditi di continuo, senza stimoli esterni. Sono gli acufeni, disturbo molto fastidioso che interessa fino al 30% della popolazione, e diventa insopportabile nell’1% dei casi, in quanto fonte di stress, ansia e depressione. A che cosa sono dovuti? Come curarli?”

” Non esiste una cura unica efficace per tutti i tipi di acufene. Nei casi in cui si riesce a risalire a una possibile causa, occorre intervenire su quella. Per esempio, se l’acufene è legato a deficit uditivi si ricorre a protesi acustiche o all’impianto cocleare; se è associato a sindrome di Menière, a emicrania oppure a problemi cervicali o dell’articolazione temporo- mandibolare si interviene con terapie mirate.”

Rileggiamolo: NON ESISTE UNA CURA UNICA ED EFFICACE PER TUTTI nemmeno per la medicina ufficiale. E di prendere in considerazione la MALOCCLUSIONE…ZERO.
Di Sbilanciamento mandibolare nemmeno a parlarne, di occlusione ZERO, di capacità di risoluzione per certi tipi di acufeni, intervenendo SUBITO, con bite rigido inferiore autobilanciato molto frequentemente, prima che lo stesso sintomo si insedi profondamente, in quanto essere uno dei sintomi più invasivi e pervasivi, NONCHÉ la Prevenzione INFORMATIVA attraverso i TEST MUSCOLARI APPIM BACIO COCACOLA SBADIGLIO ALTALENA e Sbarra Rilassamento Profondo…ZERO. La dobbiamo fare noi, con tutta la fatica possibile…
Informarsi su chi ha risolto non da medico MA DA PAZIENTE i propri acufeni ZERO, creare attenzione sulle varie problematiche, diagnosi davvero ampie, olistiche come amano dire, a 360° come amano dire, multidisciplinari come amano dire LORO….ma nei fatti: ZERO.
E questo è lo stato per il 30% di 70 milioni di italiani che non è per niente un numero piccolo, ve lo assicuro…e nemmeno l’1% ma fossero anche 100 persone…mentre sono centinaia di migliaia, milioni..città intere di malati solo di questo..
Speriamo quindi che a qualcuno inizino a fischiare le orecchie, ma perchè sentano che ci sono pazienti che risolvono pienamente o migliorano moltissimo la qualità della vita..sempre pochi, ovvero NOI.

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