La Salute con l'Occlusione Muscolare

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LA SALUTE E’ IMPARARE A CADERE

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La MALATTIA è allo stesso tempo la questione più individuale ma anche la più sociale, visto che sperimentandola dentro di sé se ne patisce, in maniera mai completamente trasferibile all’altro e del resto nemmeno l’altro la vorrebbe, pur discutendone volentieri, pur volendo capire il dolore altrui. Non è un caso però che le istituzioni pubbliche vorrebbero e si fanno carico della situazione progressiva della stessa e quindi pensare alla propria malattia, scriveva Marc Augé in  Il senso del malesignifica fare subito riferimento agli altri. Se ne soffro io, ci sarà qualcun altro che ne soffrirà, necessariamente. E’ riuscito questi a vincere o soccombere ad essa? E i tempi? E perchè tutto questo? Sempre si fa riferimento dall’individuale all’universale in un rapporto precisamente astratto e materico, razionale e profondamente invaso dall’emotività ossessiva. La persona malata è curiosa di sapere se vi siano persone egualmente malate come ella sente. E capita anche di osservare, con un certo dispiacere, che certi malocclusi inizialmente sentono di essere vicini a chi è malato ma molto distanti da coloro che invece hanno risolto, sono guariti. Stranamente, vivendo solo l’ambiente asfittico e denso del rimuginare continuo, osservare chi migliora proprio lì dove essi dovrebbero, porta invidia. Una invidia taciuta, una invidia negata ma molto presente.

Presente come una specie di sconfitta personale. Anche in questo si ravvisa il tratto nevrotico del maloccluso. Esternamente e superficialmente è contento che gli altri migliorino, internamente NO. Si sente oppresso ancor di più, si sente schiacciato dalla sua momentanea sconfitta e con il continuo pungolo della sua volontà di adagiarsi ad una lamentazione sulle proprie disgrazie che invece l’altra persona, che sta operando e sudando sette camicie, investendo su di sé il tempo disponibile per imparare, chiedere, fare e disfare sempre con un obiettivo delle simmetrie di contatto muscolari e non dell’estro quotidiano o della mancanza di voglia dell’attimo ma con il progetto di una propria durevolezza temporale, mollemente cede all’invidia. Ed è un peccato perchè vuol dire che si è ancora molto lontani e distanti dalla forma mentis di un aiuto auto-aiuto e ascolto indispensabile per risolvere le proprie questioni, soprattutto così delicate. Perdendosi nei meandri delle proprie idee malsane, si peggiora convincendosi che non vi era altro da poter fare, dandosi continui alibi per perdurare il proprio stato di cose per evitare il bilanciamento oppure per auto-sabotarsi il prima possibile. Sono tutti aspetti che non sono del carattere, sono pure derivazioni dello sbilanciamento di bocca, che invade corpo mente emozioni a livello molto profondo. Tanto c’è ancora da studiare, realmente. Tutti abbiamo avuto paura di sbagliare e lo abbiamo fatto, ma essendoci stata impartita una formazione breve ma concisa e con l’ascolto e l’apprendimento continuo e il riportarlo alla nostra situazione sono stati risolti tanti problemi ed ostacoli insormontabili per la medicina odierna. Non illudetevi nelle terapie proposte…altrimenti non eravamo qui a discuterne ed affermare la realtà dei fatti che non è lineare, è una realtà complessa così come la vita stessa.

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 In questo ci si può perdere…si può pensare di perdere la propria battaglia contro la malattia stessa e la serie di sintomi, tanti, troppi per la verità però ben congeniati e strutturati tanto che uno dopo l’altro vengono abbattuti. Non è un caso che la parola 失掉
Shī Diào ovvero Perdere, deriva da  Diao in cinese, che significa Cadere.  Ora, cadere è inevitabile e apprendere dalla sconfitta, dalla malattia e dal dolore umano, perchè ci si credeva infantilmente invincibili, è una qualità rara. Per esempio, quando si impara un’arte marziale, non si insegna mai a combattere inizialmente ma sempre a cadere di continuo, fino allo sfinimento, in fila indiana, uno dopo l’altro. La prima tecnica è imparare a cadere, a sbagliare e a far tesoro dei propri errori. Quindi, per quanto bravo sia il maestro, l’allievo cadrà sempre e molte saranno le sconfitte, le cadute e gli errori da risolvere. E’ ineliminabile. Il fatto che la medicina e la gnatologia in particolare voglia presuntuosamente affermare che la Salute arrivi da un protocollo di una modifica di un bite X per un tempo Y e dia una certezza riabilitativa, è non solo illogico ma nella più sfrenata delle fantasie e solletica le illusioni e dei medici e dei pazienti che si sentono falsamente rassicurati. Non insegnando dai propri errori di valutazione e non diventando maestri ma andando a tentativi, solo il paziente può imparare dai propri, giorno dopo giorno, seguendo il punto fermo e ferreo dei test muscolari, del metodo e delle regole di occlusione, della formazione e dell’informazione continua. Solo così si vincono certe battaglie. 

C. Morcone , 2016 – appimlab amministratore 

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OCCHI BASSI, COSCIENZA SPORCA ?

occhi in basso...

occhi in basso…

Chi tiene gli occhi bassi invece di guardare diritto la persona di fronte a sé non ha necessariamente la coscienza sporca. Gli occhi bassi non indicano vergogna, dispiacere, imbarazzo, paura, come in una sorta di “rifugio” distaccato o un disturbo evitante di personalità, una persona schiva.
E’ più probabile che soffra di malocclusione.

Se è vero come noi affermiamo che chi soffre di sbilanciamento di mandibola e di collo soffre anche di alterazioni di tipo nervoso, emotivo, è possibile che il fatto di sostenere uno sguardo disturbi piuttosto certe debolezze del carattere di derivazione essenzialmente fisica, che si senta scrutato da qualcuno che potrebbe individuarne i suoi reconditi pensieri pessimisti. Non dimentichiamo che la persona sbilanciata vive un’attività mentale e uno spettro di emozioni estremamente variabili, comunque squilibrate, che possono apparirgli come il proprio carattere, convincendosi di essere “cattivo”, “disturbato”, “nervoso”, e così via.. e invece non è proprio così. Sentirsi osservato e studiato, tanto quanto egli fa con gli altri, lo fa sentire a disagio.
Se tenere gli occhi bassi sembra una caratteristica di persone sfuggenti di una certa tipologia di malocclusione, bisogna comprendere come, cambiando occlusione, il carattere seguendo la nuova impostazione del corpo, cambia, in maniera abbastanza ovvia.

Non sono tanto i traumi negativi e le esperienze di vita, dato che chi abita in luoghi di guerra ed è sostanzialmente bilanciato di bocca, non soffre di tali problemi emotivi ma si adatta alle situazioni, qualunque esse siano pensando al meglio, sostanzialmente a vivere.
E’ sufficiente un bilanciamento muscolare di denti e quindi un corpo simmetrico per fare in modo che le nebbie di vittimismo e negatività, si dissolvano, tanto da rimuovere anche le esperienze negative, senza ripensare sempre al passato, senza rimorsi e sensi di colpa impropri. La coscienza, che ci differenzia dal resto del mondo naturale, per intenzionalità e creatività che si può ritorcere contro,non diventa più una questione o un problema.
Diviene più chiaro il quadro quando sappiamo che una Sensazione e la relativa rappresentazione è qualcosa che può diventare cosciente. La nuova sensazione di sentire contatti incoerenti, non bilanciati, per la prima volta in una bocca usata per decenni, genera sconcerto, si cade in una grande perplessità, non del test di controllo, quanto della manchevolezza del proprio mondo di sensazioni, così ovvie e così mute, fino ad ora.

E’ chiaro che il concetto di Coscienza nuova in un corpo rinnovato si può solo definire implicitamente e non esplicitarlo perché esso, come i concetti di Verità, Bene, Essere, presuppone la conoscenza di ciò che si esprime.
Come chi non ha uno stop di retrusione, una fossa corretta, uno spazio libero interocclusale, non può comprenderli ontologicamente, nella loro essenza, essi possono essere compresi pienamente solo da chi li percepisce, da chi li sente, dall’esistenza concreta, dall’evidenza.
Non per niente Aristotele stesso (Etica Nicomachea libro X, capitolo V) afferma con evidenza anche di Popper (La ricerca non ha fine p.197) che Ogni attività è resa più precisa dal rispettivo piacere che ne incorre nei risultati, mentre il dolore la danneggia, come il camminare rende maggiore e migliore il continuare a camminare nel piacere del movimento e il principale compito biologico della Coscienza è quella di risolvere i problemi pratici, ovvero come camminare bene e la postura, nel nostro caso, e quindi in questi compiti la mente umana da il meglio di sé, in queste fasi di alta concentrazione per le proprie finalità biologiche, asservendo alla persona e alla vita stessa. Questa sopperisce alla scarsa dotazione fisica rispetto agli animali.
La persona in questo caso, diventa e basta.

Bibliografia

Adriana  Valsecchi – 9/12/2004 – Appim.it – Forum storico

Aristotele, Etica Nicomachea libro X, capitolo V,

K. Popper, La ricerca non ha fine, autobiografia p.197

R. Ferber, Concetti fondamentali della filosofia, 2003.

© 2015 – C. Morcone 

VI HANNO MAI DETTO QUESTO? MALOCCLUSIONE E SENTIRSI INCOMPRESI

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VI HANNO MAI DETTO QUESTO?

Come agiscono e reagiscono gli altri, quando si sta male? Anche se animate da buone intenzioni, al maloccluso vengono dati consigli ed esortazioni inutili e quindi impossibili da eseguire che quindi già di per se, portano a sentirsi completamente inadeguati. Quindi, non solo si sta male, ma bisogna anche sentirsi ripetere:
  • Qual è il tuo problema?
  • La smetti di piagnucolare sempre
  • Ma è tutto nella tua mente !!!
  • Nessuno ti ha mai detto che la vita è bella?
  • Perché non cresci?
  • Non puoi stare giorno e notte a pensare ai tuoi problemi di salute!
  • Smetti di sentirti dispiaciuto per te stesso
  • Ci sono molte altre persone che stanno peggio di te
  • Tu hai tutto per stare bene – perché non sei felice?
  • Che cosa hai da essere così depresso?
  • Beh, almeno non è poi così grave come pensi
  • Rilassati !
  • Pensa ad altro, divertiti!
  • Tu sei quello che pensi e basta
  • Tu sei solo quello che mangi
  • Su, Coraggio!
  • Sei sempre dispiaciuto per te stesso
  • Pensavo che fossi più forte di quello che immaginavo
  • Perché non puoi essere solo normale?
  • Hai bisogno di uscire di più!
  • Cercati un lavoro!
  • Non assumere un atteggiamento da depresso
  • Sei solo alla ricerca di attenzioni
  • Ognuno di noi ha una brutta giornata di tanto in tanto
  • Perché non sorridi più?
  • Una persona della tua età dovrebbe avere tutta la vita davanti
  • Si può fare tutto quello che si vuole, se è la mente a volerlo
  • La depressione è un sintomo del tuo peccato contro Dio
  • Sei sempre preoccupato per i tuoi problemi
  • Basta non pensarci e passerà
  • Uscire e divertirsi un po’
  • Mangia quello che ti pare, fai sesso, non ti preoccupare, eccedi un po’
  • Quello che ti serve è una vero problema per apprezzare quello che hai
  • Anche questo passerà
  • Noi tutti abbiamo la nostra croce da portare!
  • Mi stai mettendo in imbarazzo
  • Sei troppo duro con te stesso. Smetti di essere un perfezionista
  • Non prendertela con tutti gli altri intorno a te
  • Perderai un sacco di amici, se non cambi atteggiamento
  • Tu mi stai trascinando giù con te
  • Sei solo un essere immaturo
  • Sei il peggior nemico di te stesso
  • Questa è la vita: alti e bassi
  • La mia vita non è divertente con te
  • Tu non ti preoccupi per gli altri, sei egocentrico.

 

Questa situazione perdura per anni, anche se poi, un giorno, ci si è dovuti fare coraggio e fare da soli. Necessariamente. Finché non si cambia rotta, non si trema davanti a cose mai fatte prima, ma che hanno bisogno di una risposta immediata, finché non ci si bilancia non si hanno risposte chiare, su chi sei tu realmente, Chi sei tu per pensare od osare di dirigere da solo la tua salute, e soprattutto avere successo? Sembra che gli altri sappiano ciò che è bene per te. Tutto falso. So io di cosa ho bisogno, senza pagare cifre folli. 
Poi tutto cambia. Percezione, visione delle cose, se stessi, la propria immagine, il proprio corpo. Certo ci sono diverse strade ma il tuo corpo ha bisogno di cambiare perché ti vedi storto e triste, alterato e stanco, poco gioioso e sempre dubbioso, perennemente infelice.
 
Ma alla fine modificando realmente il corpo e quindi di conseguenza l’atteggiamento mentale, facendosi forza, cambiando magari stile di vita, adottandone uno sano, mangiando realmente bene e accontentandoti di poco, dormendo di meno eppure svegliandosi più vitale, godendo di pochi appoggi in bocca ma certi, saldi, e una nuova dimensione mai avuta prima, ti senti te stesso.
Sei finalmente migliore.
Ti aspettavo.
Bentornato “a casa”. 

© 2013, 2014 a cura di C. Morcone 

 

IL BITE: A COSA SERVE E A CHI SERVE?

bite bilanciato con fosse e stop di retrusione (intercuspidazione e relazione centrica impostate autonomamente)

bite bilanciato con fosse e stop di retrusione (intercuspidazione e relazione centrica impostate autonomamente)

1. A COSA SERVE IL BITE?

Un bite inferiore in resina rigida serve come scuola di Bilanciamento. Il BITE va modificato spesso, anche QUOTIDIANAMENTE e non appena i TEST MUSCOLARI lo richiedono. SOLO COSI’ SI GUARISCE :

per impostare Fosse e Stop di Retrusione
– per impostare Guida canina e Guida incisiva
– per ritrovare l’Asse Muscolare
– per trovare l’inclinazione del piano occlusale ovvero per individuare le altezze di premolari e molari
– per agevolare la funzione muscolare della mandibola e del corpo
– per raddrizzare la linea delle labbra
– per tirare diritto il collo, la testa e la schiena
– per eliminare scoliosi, cifosi e lordosi
– per togliere la tendenza a camminare con le spalle che dondolano e con le gambe che cedono e collo che cede in basso e in avanti.
– per salvare le gengive dal pericolo di tasche parodontali
– per stabilizzare i denti anteriori grazie agli sfioramenti corretti
– per capire la causa del mal di schiena, del torcicollo, della cervicalgia, cervicale, rettilineizzazione del rachide cervicale, testa anteriorizzata, del dolore all’anca, dello schiocco sia del menisco condilare che del ginocchio
– per togliere le infiammazioni , tipo artrosi
– per bloccare l‘artrosi
– per far recuperare energia e forza
– per eliminare tutti i disturbi di origine fisica senza causa organica, dolori trigeminali inclusi, ronzii, acufeni, emicrania, vertigine, tachicardia, dolori al basso ventre, fitte intercostali…
per eliminare il senso di disagio, di panico e ansia e tutti gli altri disturbi psichici immotivati
– per dare equilibrio alla mente
– per dare allegria e voglia di vivere
– per dare dignità al paziente
– per farlo camminare diritto come un essere umano
– per farlo morire dopo una vita vissuta in pace con se stesso e con il mondo

2. A CHI SERVE IL BILANCIAMENTO?

A chi capisce che dedicare tempo ad un bite e poi agli spessoramenti dei denti deve essere un imperativo intelligente
– Che ortodonzia e chirurgia maxillo-facciale non possono essere trattamenti risolutivi né da consigliare ai malocclusi come soluzione a tutto. E a chi capisce che vivere da malocclusi significa vivere una vita difficile
– A chi non vuole collassare di corpo come tanti anziani e conoscenti.
– A chi sa che il corpo e la mente sono gli unici validi biglietti da visita per i mortali
– A chi è abbastanza perspicace da capire che il mondo si regge su regole di Simmetria
– A chi capisce che anche scheletro e muscolatura del corpo umano necessitano di rapporti di simmetria
– A chi deduce che l’azione di disturbo proviene da anomalie dell’ingranaggio dentario visto a livello soprattutto della mandibola, alla quale va riconosciuto un ruolo di componente essenziale della colonna vertebrale
– A chi si rende conto che il corpo che cede coinvolge anche il cervello, nervi cranici e a livello degli arti inferiori e superiori e le ghiandole endocrine.
– A chi può comprendere e intuire che la salute degli organi del corpo non deve essere messa in pericolo da meccanismi di tipo chimico-ormonale disturbati dalla postura alterata, sempre presente quando la bocca non chiude come dovrebbe.

Distacchiamoci quindi psicologicamente dai medici che pretendono di conoscere la nostra patologia e il nostro disagio, sull’occlusione. Solo noi possiamo giudicare il livello di malocclusione della quale soffriamo utilizzando i test muscolari incrociandoli cento volte al giorno; solo noi, non le panoramiche, non la palpazione dei muscoli, non le traiettorie o le rilevazioni cefalometriche o il T-Scan III , o K7 tutte cose che abbiamo già fatto ma non ci hanno portato a nulla di concreto e realisticamente operativo. Piuttosto parlate espressamente di Teoria di Occlusione Muscolare. Abbiamo muscoli appaiati che ci danno risposta sui contatti dei denti nella tensione del viso. Siamo fortunati a poterli utilizzare senza spesa, senza fatica, senza errori. I corsi di formazione fatti e da organizzare daranno le corrette indicazioni personali da seguire.

© 1993, 2014 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) – APPIM

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