La Salute con l'Occlusione Muscolare

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IL BILANCIAMENTO : PERCEZIONE, IMMAGINAZIONE, VALUTAZIONE

Il bilanciamento Appim. foto di Francesca B.erloco © appimlab

Il bilanciamento Appim. foto di Francesca B.  2015 © appimlab

Bisogna con calma esaminare la situazione concentrandosi sulle sensazioni a muscolatura in tensione, non certamente a muscolatura normale. 

Seduti al tavolo davanti allo specchio, bisogna imparare ad autovalutarci:

  • Stringiamo i denti in intercuspidazione senza esagerare e avanziamo adagio in guida incisiva alla ricerca della simmetria di contatto dei due incisivi centrali (Guida Incisiva).
  • Ritorniamo alle fosse e aspiriamo a denti stretti l’aria alla ricerca dei contatti di retrusione…Tutti gli stop di retrusione debbono essere presenti. (CocaCola test APPIM)
  • Stringiamo ancora e andiamo alla ricerca del contatto canino senza deviare dalla traiettoria di iniziale disclusione. In quanto le simmetrie non sono solo quelle di contatto (Disclusione Canina)

Importanti sono anche le simmetrie di disclusione. Una deviazione dalla linea ideale presuppone un problema da risolvere: un precontatto da limare oppure il contrario, un versante da spessorare.

In fondo è tutto qui il segreto: bisogna arrivare a distinguere se il fastidio è creato da un precontatto oppure da un insufficiente contatto.
Fatta questa distinzione, bisogna procedere alla rettifica senza perdere di vista l’intera situazione dentaria; senza dimenticare che ogni ritocco su un dente o bite modificherà l’intera inclinazione della mandibola e dei punti di sostegno e di sfioramento anche anteriore e che ogni volta il tutto andrà riconsiderato sulla base di continue verifiche delle sensazioni con l’aiuto delle manovre di controllo e delle cartine blu. E quindi prendere per riferimento l’unico dente o la coppia di denti che ci fa sentire sicuri e su di essi impostare i contatti degli altri.  La posizione del mento non va mai persa; gli altri contatti possono essere anche fatti, rifatti, distrutti e rifatti cento volte o più fino a raggiungere altri punti fermi. I denti non sono trasparenti, quindi i contatti vanno dapprima percepiti, e poi immaginati e poi ancora valutati con le cartine blu e ben memorizzati in modo da poterli “vedere” mentre movimentiamo la bocca andando a cercarne i difetti durante i tragitti. Nei contatti risiede il nostro benessere, il resto segue…non importa se i denti sono diritti o storti, ammesso che essi almeno abbiano sufficienti superfici e cuspidi per poter creare un ingranaggio che andremo a migliorare, ricreare al meglio. Noi dobbiamo soltanto farli combaciare secondo certe regole non scritte.
Non si può procedere nei ritocchi una volta ogni tot giorni. I ritocchi occlusali vanno eseguiti a brevissima distanza tra loro, anche più al giorno nei casi importanti, perché le inclinazioni dei versanti sono tante ma una sola è quella giusta che ci serve in quel dato momento. E’ sufficiente una differenza di decimi di millimetro per alterare l’insieme delle sensazioni, per farci sentire sbagliati. O al meglio.

 A. Valsecchi © 2005, 2015 Appim – edit C. Morcone appimlab

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OCCHI BASSI, COSCIENZA SPORCA ?

occhi in basso...

occhi in basso…

Chi tiene gli occhi bassi invece di guardare diritto la persona di fronte a sé non ha necessariamente la coscienza sporca. Gli occhi bassi non indicano vergogna, dispiacere, imbarazzo, paura, come in una sorta di “rifugio” distaccato o un disturbo evitante di personalità, una persona schiva.
E’ più probabile che soffra di malocclusione.

Se è vero come noi affermiamo che chi soffre di sbilanciamento di mandibola e di collo soffre anche di alterazioni di tipo nervoso, emotivo, è possibile che il fatto di sostenere uno sguardo disturbi piuttosto certe debolezze del carattere di derivazione essenzialmente fisica, che si senta scrutato da qualcuno che potrebbe individuarne i suoi reconditi pensieri pessimisti. Non dimentichiamo che la persona sbilanciata vive un’attività mentale e uno spettro di emozioni estremamente variabili, comunque squilibrate, che possono apparirgli come il proprio carattere, convincendosi di essere “cattivo”, “disturbato”, “nervoso”, e così via.. e invece non è proprio così. Sentirsi osservato e studiato, tanto quanto egli fa con gli altri, lo fa sentire a disagio.
Se tenere gli occhi bassi sembra una caratteristica di persone sfuggenti di una certa tipologia di malocclusione, bisogna comprendere come, cambiando occlusione, il carattere seguendo la nuova impostazione del corpo, cambia, in maniera abbastanza ovvia.

Non sono tanto i traumi negativi e le esperienze di vita, dato che chi abita in luoghi di guerra ed è sostanzialmente bilanciato di bocca, non soffre di tali problemi emotivi ma si adatta alle situazioni, qualunque esse siano pensando al meglio, sostanzialmente a vivere.
E’ sufficiente un bilanciamento muscolare di denti e quindi un corpo simmetrico per fare in modo che le nebbie di vittimismo e negatività, si dissolvano, tanto da rimuovere anche le esperienze negative, senza ripensare sempre al passato, senza rimorsi e sensi di colpa impropri. La coscienza, che ci differenzia dal resto del mondo naturale, per intenzionalità e creatività che si può ritorcere contro,non diventa più una questione o un problema.
Diviene più chiaro il quadro quando sappiamo che una Sensazione e la relativa rappresentazione è qualcosa che può diventare cosciente. La nuova sensazione di sentire contatti incoerenti, non bilanciati, per la prima volta in una bocca usata per decenni, genera sconcerto, si cade in una grande perplessità, non del test di controllo, quanto della manchevolezza del proprio mondo di sensazioni, così ovvie e così mute, fino ad ora.

E’ chiaro che il concetto di Coscienza nuova in un corpo rinnovato si può solo definire implicitamente e non esplicitarlo perché esso, come i concetti di Verità, Bene, Essere, presuppone la conoscenza di ciò che si esprime.
Come chi non ha uno stop di retrusione, una fossa corretta, uno spazio libero interocclusale, non può comprenderli ontologicamente, nella loro essenza, essi possono essere compresi pienamente solo da chi li percepisce, da chi li sente, dall’esistenza concreta, dall’evidenza.
Non per niente Aristotele stesso (Etica Nicomachea libro X, capitolo V) afferma con evidenza anche di Popper (La ricerca non ha fine p.197) che Ogni attività è resa più precisa dal rispettivo piacere che ne incorre nei risultati, mentre il dolore la danneggia, come il camminare rende maggiore e migliore il continuare a camminare nel piacere del movimento e il principale compito biologico della Coscienza è quella di risolvere i problemi pratici, ovvero come camminare bene e la postura, nel nostro caso, e quindi in questi compiti la mente umana da il meglio di sé, in queste fasi di alta concentrazione per le proprie finalità biologiche, asservendo alla persona e alla vita stessa. Questa sopperisce alla scarsa dotazione fisica rispetto agli animali.
La persona in questo caso, diventa e basta.

Bibliografia

Adriana  Valsecchi – 9/12/2004 – Appim.it – Forum storico

Aristotele, Etica Nicomachea libro X, capitolo V,

K. Popper, La ricerca non ha fine, autobiografia p.197

R. Ferber, Concetti fondamentali della filosofia, 2003.

© 2015 – C. Morcone 

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