La Salute con l'Occlusione Muscolare

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LA CENTRATURA DEI CONDILI E LE RADIOGRAFIE

Appunti Rossi  pag. 15 - Adriana Valsecchi 1991 ed. 2013 Milano.  foto appim

Appunti Rossi pag. 15 – Adriana Valsecchi 1991 – ultima ed. 2013 Milano. Foto di appim 

Sono i molari (e non il gruppo anteriore) che distanziano la mandibola dal cranio e che determinano il posizionamento dei condili nelle fosse glenoidee e l’Asse di Centrica.

In foto, ambedue i crani presentano condili alti nelle fosse glenoidee, nonostante la ben diversa situazione occlusale.

Osserviamo i crani nelle immagini, tra i 1500 che il Museo di Anatomia di Genova si pregia di avere dove nessun gnatologo è stato avvistato dall’800 ma dove invece l’Appim ha tratto insegnamento e conoscenza diretta della varietà e delle occlusioni corrette e non. Dall’esame si evidenzia che i condili appaiono alti nelle fosse glenoidee, che la mandibola presenti denti o che sia malocclusa in modo evidente. Anche le mandibole edentule possono presentare benissimo condili integri e apparentemente accettabili nel loro rapporto con le fosse glenoidee. In realtà, i condili non potendo salire maggiormente assumono semplicemente un’altra inclinazione, avendo come articolazione una configurazione spaziale con ben sei gradi di libertà. 

Mancando spessore dentario, i condili tendono:

  1. Ad anteriorizzarsi contro il tubercolo, appiattendosi
  2. Ad uscire in lateralità in torsione negativa (se l’Asse Muscolare è spostato)
  3. A mutilare nella movimentazione il tubercolo piuttosto che il tetto della fossa glenoidea
  4. Ad allargarsi in fuori su ambo i lati
  5. A troncarsi
  6. A premere contro il tetto della fossa glenoidea
  7. Ad assumere semplicemente un’altra inclinazione.

Se i denti mantengono il contatto reciproco con gli antagonisti e se i condili mantengono rapporti apparentemente accettabili con le fosse glenoidee, gli spessori mancanti e lo sbilanciamento non quantificabile con la radiografia, possono essere rapidamente valutati con i test muscolari  Appim in tensione  e col Rilassamento Profondo.

Questi mostreranno l’entità degli spessori mancanti sulla base del dente di PRIMO CONTATTO,  generalmente un premolare. Il Premolare è un dente essenziale per rilevare lo spostamento della mandibola nelle varie direzioni e le mancanze di spessore laterale. La situazione derivante dalle radiografie non ha dunque significato se non è confermata da una manovra attiva di controllo muscolare, vista attraverso le sensazioni riferite dal paziente e il riferimento occlusale accertato. L’aspetto da considerare è dunque diverso dal rapporto condilo/fossa. L’aspetto da considerare è quello muscolare.

Adriana Valsecchi – Appunti Rossi vol II Teoria di Occlusione Muscolare 1991 – ed. 2013  pag. 15 a cura di C. Morcone 2015 per appimlab. 

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TANTI MODI DI FARE DIAGNOSI INUTILI

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Tanti i passi insensati e inutili, per la malocclusione

  • – le radiografie frontali e laterali 
  • – Teleradiografia del cranio
  • – l’ elettromiografia (EMG)
  • – la valutazione radiografica dei condili
  • – gli interventi chirurgici in fossa glenoidea
  • – l’ allargamento del palato per ridurre il morso crociato laterale
  • – lo spostamento del mento in avanti per eliminare lo schiocco
  • – il bite superiore
  • – il molaggio delle cuspidi superiori e degli stop di retrusione inferiori
  • – la pedana stabilometrica
  • – rifare ambedue le arcate dentarie
  • – concentrarsi sulle ossa dei mascellari e non sui denti
  • – impostare una mandibola parallela al pavimento e non invece in rapporto alle pupille
  • – pensare che i muscoli siano “nati” asimmetrici
  • – insegnare ai muscoli a ritornare simmetrici
  • – voler raggiungere la simmetria ossea e dopo di che utilizzare i test muscolari “per risolvere lo sbilanciamento residuo”…
  • – pensare alla postura come causa di malocclusione
  • – considerare l’atlante la causa dei problemi di collo, schiena, anche e gambe
  • – paragonare la tensione alla contrazione muscolare
  • – confondere il fuori asse con lo sbilanciamento latero-laterale
  • – suggerire la tecnica del pompage articolare a chi è storto di bocca
  • – non vedere la bocca storta, ma vederla diritta sul collo storto.
  • – confondere il lato “alto” con il lato “basso”
  • – ritenere che la prova della sbarra sia un passo terapeutico e non invece una semplice manovra di controllo
  • – non usare tutti i test muscolari incrociati
  • – spessorare il bite da sotto senza concentrarsi su fosse e stop
  • – confondere la retrusione con la protrusione
  • usare mascherine invisibili e ortodonzia classica per la malocclusione
  • – non accorgersi del morso aperto creato da spessoramenti continui sui laterali
  • – parlare di denti come “simboli” o “archetipi”

Per non parlare di ogni giorno in cui sentiamo persone in cura da osteopati, da agopuntori (unico effetto la sedazione del dolore, non risolutivo assolutamente della malocclusione ), operatori (purtroppo medici) di omeopatia, ayurveda, antroposofica (letteralmente occultismo), neuralterapia (non risolutiva essendo anestetico), metodiche bioenergetiche (che certamente non ricreano l’occlusione) da neurologi, da psicologi che non conoscono la malocclusione e i suoi aspetti, da persone dipendenti da farmaci e trattamenti,  quando un bilanciamento di bocca potrebbe risolvere per sempre i loro problemi, anche a dirglielo non crederebbero…anche se gli dicessimo tutte le storie personali che non hanno risolto la questione, fino a risolversela da soli, con i Test Muscolari , resine, trapano incisore  sottile, cartine e tanto lavoro su di sé..e allora: Che fare? 

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©2006, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone )

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