La Salute con l'Occlusione Muscolare

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ARTROSI E REUMATISMI BISOGNA SOPPORTARLI O GUARISCONO?

RHEUMATOID ARTHRITIS X-RAYS - MAR 1999

ARTROSI E REUMATISMI BISOGNA SOPPORTARLI O GUARISCONO?

Si sente affermare spesso che “Di questi mali non si guarisce”, ma è proprio vero?
L’artrosi è la più comune tra le malattie reumatiche ed è una delle prime descritte sin dall’antichità. Secondo le statistiche ufficiali dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’artrosi si annovera tra le dieci patologie più invalidanti. La sua diffusione è destinata a crescere nei dati proiettivi e colpisce persone anziane in maggioranza ma anche soggetti giovani. Grazie ad un articolo del dott. Gorla, sappiamo che  “Le lesioni degenerative osservate a carico delle articolazioni sono molteplici e coinvolgono la cartilagine, l’osso subcondrale e le inserzioni tendinee. Non infrequentemente il processo degenerativo può complicarsi con fasi di infiammazione delle strutture articolari, determinando tumefazione con versamento liquido. Le articolazioni più frequentemente interessate sono: la colonna vertebrale, l’anca, il ginocchio, le dita delle mani e dei piedi”. Dati epidemiologici recenti indicano che in Italia circa 4 milioni di persone soffrono di artrosi. Terapie termali e riabilitative, farmaci antinfiammatori non steroidei analgesici, infiltrazioni nelle articolazioni ( la cui efficacia purtroppo contrasta con altri problemi a lungo andare, oltre a considerare che non sempre sono ben accettati e sopportati dal paziente, per via di effetti secondari non indifferenti). Negli ultimi anni si è compreso che una educazione del paziente verso una certa economia articolare ovvero un’educazione dei gesti e dei movimenti potrebbe proteggere il malato.
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Come ben spiega l’introduzione, questo ci serve per individuare ciò di cui stiamo per discutere alla nostra maniera da pazienti risolti sulla base di esperienze dirette e di altre persone, basate quindi sull’osservazione di vite vissute su medio e lungo periodo che poi è quello più interessante per capire se la scomparsa dei sintomi fisici sia effettivamente una risoluzione o solo un momentaneo assopimento, spostamento, acquietamento degli stessi.
Certamente non vogliamo assolutamente entrare nel merito di malattie quali l’artrite reumatoide e deformante, la spondilite anchilosante, la distrofia muscolare perché ad oggi non abbiamo esperienze tali da esporre ai lettori gli esiti. L’artrosi per l’APPIM non è una malattia genetica
Abbiamo esperienza “solo” dell’artrosi, di certe infiammazioni e compressioni dolorose, della ridotta capacità di utilizzo delle mani, di un loro inizio di deformazione, di una sempre più ridotta mobilità. così abbiamo esperienza diretta della cervicalgia, dell’impossibilità di portare pesi al collo, borse, collane, anelli e del fastidio scatenato da colletti e colli di giacche, maglie… Questo è presente in un numero non irrilevante delle persone sbilanciate di bocca.Questi disturbi sofferti per anni avrebbero potuto senza alcun dubbio aggravarsi comportando deformazioni gravi e quindi trasformarsi in una malattia seria e invalidante come lo è per gente che conosciamo, che anno dopo anno si ritrova con una schiena sempre più storta, ingobbiti, con un collo sempre più contratto, con problemi di tutti i tipi, pur non rientrando i loro malanni nella spondilite o nella artrite deformante, ma egualmente fastidiosi e invalidanti.

foto Appim, modello di studio Miss 721

foto Appim, modello di studio Miss 721

Quando parliamo di artrosi che scompare definitivamente con il bilanciamento mandibolare affermiamo una verità; quando parliamo di cervicalgia che scompare contemporaneamente alla schiena che si raddrizza, affermiamo un altro concetto vero, sperimentato, provabile.
Oltretutto il concetto che il bilanciamento mandibolare risolva i problemi posturali è talmente semplice e accettabile e accettato ormai, che parlare anche di artrosi che se ne va diventa una cosa ovvia, che si arresta la degenerazione artrosica in quelle parti molli che consentono i movimenti delle articolazioni facendo da cuscinetto tra due parti in movimento reciproco e quindi lo schema a blocchi è il seguente:

  1. Bilanciamento dentale e mandibolare
  2. Simmetria muscolo-scheletrica recuperata
  3. Ricostruzione di certe cartilagini e/o strutture
  4. Patologia scomparsa

(Certamente uno stile di vita sano prediligendo alimenti freschi come frutta e verdura potranno dare benefici importanti e coadiuvanti alla risoluzione, come anche l’esercizio fisico ma in questo ambito per ora ci asterremo dal consigliare diete particolari, per lasciare una libertà maggiore e focalizzarci sull’aspetto dell’occlusione).
la nostra esperienza si ferma qui, ed esistono le prove radiografiche precedenti la riabilitazione e quelle post-riabilitazione che a distanza di 10 anni dimostrano una situazione ben migliore rispetto a quella immediatamente precedente la riabilitazione. Tra i medici qualcuno protesta nel sentire questi discorsi perché sembra loro impossibile che le mani risentano dell’occlusione sbilanciata, mentre accettano il discorso per il ginocchio e il piede!
Al limite per l’anca e il bacino e la schiena, ma per le mani no! Eppure è cosi.

E’ il solito discorso della mancanza di autosperimentazione, perchè anche il Medico più intelligente non può credere se non riceve l’informazione dal docente o nei convegni dove si parla delle medesime tesi accettate da tutti e non accetta il risultato di sperimentazioni che abbiano luogo fuori dall’ambiente universitario. La vera scienza è diversa, accetta risultati da ogni persona, gruppo, situazione e realtà che sia effettivamente verificabile e non eliminata tout-court.
Guai a dir loro, come a tanti pazienti che comunque hanno concetti ripresi dalla medicina accettata, che la melancholia , la tendenza al pianto, l’ipersensibilità , i sentimenti di inferiorità, la doppia personalità e tanti altri disturbi di personalità dipendono da uno sbilanciamento posturale e che comunque hanno un grande peso nel generare stati emotivi (ci sono tesi universitarie a riguardo ultimamente di relazione proprio tra malocclusione e disturbi di questo tipo).
E’ logico che una personalità è determinata in parte dai geni ereditati dai genitori, ma nel tempo si modifica a causa dell’occlusione: chi diventa introverso, cupo, disturbato, depresso o iperattivo ha e avrà sempre come causa uno sbilanciamento di bocca (e di schiena).

Bilanciare un adulto significa modificargli il carattere, renderlo semplice, loquace, allegro, sicuro di sé.
Estrargli denti, cambiare completamente morso inaccettabile con una chirurgia maxillo-facciale o un’ortodonzia per anni e anni su entrambe le arcate spostando i denti come fossero tasselli o creargli una malocclusione significa ripiombarlo nei problemi fisici e psicologici.
il cervello che non dovrebbe poter essere influenzato dalla postura come le gambe e i piedi (!) risente delle asimmetrie e degli impulsi elettrici fuori regola che la muscolatura masticatoria manda lungo le vie midollari alla materia grigia. Non lo dice solo Adriana Valsecchi, commerciante e autrice del libro Teoria di Occlusione Muscolare (I ed. Milano, 1993), ormai lo affermano anche altri pazienti i cui nomi sono nel forum, nelle email, nei gruppi e come autori di messaggi.
Siamo tutti pazienti, ed è logico che, non operando ogni giorno su certi ambiti di patologie specifiche, non conosciamo il meccanismo di certe malattie, ma non confondiamo la guarigione con una semplice riduzione della sintomatologia! Perché alla fine, capita che si portino come risultati agli occhi di tutti, persone non risolte, patologie non eradicate, situzioni tutte da verificare e ancora in corso d’opera…Attenzione!

foto Appunti Rossi di A. Valsecchi ed. 2013

foto Appunti Rossi di A. Valsecchi ed. 2013

La verticalizzazione della postura invece, grazie al lavoro sui denti, guarisce il corpo e la mente, normalizza i circuiti venosi e linfatici, rinforza l’attività degli organi e ristabilisce un equilibrio del sistema nervoso. Bisognerebbe pensare come disse Einstein in una famosa frase in maniera diversa rispetto a quella iniziale, per risolvere una questione al momento non risolvibile dalla medicina ufficiale (i numeri sono da brivido). E usando un po’ di sesto senso, aggirando l’ostacolo e prendendo in considerazione il problema da un altro punto di vista, si potrebbe arrivare a conclusioni chiare, certe, comunque utili a tutti. I Test Muscolari APPIM sono li per questo, magari proprio per completare “l’economia articolare” del paziente.

Non abbiamo nemmeno intenzione di procedere in test diagnostici su malati gravi di artrite reumatoide e deformante o su malati gravi di artrosi, perché? Per il semplice motivo che un malato di artrite deformante o di semplice artrosi iniziale potrebbe benissimo non essere in grado di autoriabilitarsi per mancanza di volontà o di capacità e quindi questi test diagnostici farebbero soltanto perdere tempo. Purtroppo.
Deve essere sufficiente la parola di quelli del nostro gruppo sono guariti dall’artrosi, dalla cervicalgia, dalla cefalea, dal mal di schiena, dal colon irritabile, dalla melanconia, dai sensi di inferiorità…definitivamente ritornando diritti di schiena, più di cento protocolli astratti. D’altronde, quando mai si è vista una persona diritta di schiena e sciolta muscolarmente soffrire di artrosi, di mal di schiena, di cervicalgia, di sensi di inferiorità, di melanconia immotivata? Quando mai si è vista una tale persona soffrire? La persona bilanciata non solo esiste ma è viva e vitale. Tutti sceglieremmo, potendo e sapendo dei benefici nell’ambito reumatologico, anche preventivamente, il bilanciamento mandibolare al posto di una operazione protesica chirurgica, giusto?

© 2007, 2014  A. Valsecchi  (a cura C. Morcone) – APPIM

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