La Salute con l'Occlusione Muscolare

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MANDIBOLA REALMENTE FUORI ASSE , COME FARE?

SENZA BITE MALOCCLUSIONE

foto appim di caso di autobilanciamento risolto

Parliamo in questo articolo di una mandibola realmente fuori Asse,  che presenta quindi una reale deviazione del mento da destra verso sinistra. Si può notare dalle labbra NON CENTRATE TRA LORO.
Se un lato è sempre quello  Basso, quello cioè dove i denti mancano di spessore, l’altro è il lato Alto. Questo perché il rapporto tra angolo dell’occhio e angolo del labbro è più corto mettiamo a destra  (dove ad esempio il sorriso scivola via, lì il massetere si contrae maggiormente, lì la guancia è più tonda). Ed è sul lato Basso che generalmente si mastica più volentieri, seppure in asimmetria, tanto che l’abrasione è maggiore.
Ma nei casi di mandibola realmente deviata, il soggetto mastica più volentieri dal lato ove il mento si è spostato, perchè i denti lì si incontrano meglio. In questo caso il soggetto dovrebbe masticare a sinistra, sul lato Alto e non su quello Basso. I problemi ad orecchio, occhio, gola, e così via, potrebbero nascere a destra per via del condilo nella fossa destra che preme tessuti, nervi e vasi.
Se viceversa l’Asse di Centrica fosse spostato verso destra, i problemi potrebbero nascere sul lato sinistro, nonostante questo sia il lato “Alto”, per via del condilo sinistro fuori asse e sbilanciato che preme nella fossa glenoidea.
E’ dunque la deviazione mandibolare la causa maggiore dei problemi, soprattutto se è contemporanea ad uno sbilanciamento tra i due lati.
Bisognerebbe comunque effettuare un controllo muscolare con i test Appim, al fine di chiarire al soggetto stesso se lo spostamento dall’Asse è congenito e fonte o meno di malocclusione.
Se i test muscolari Appim dessero conferma di un asse mandibolare nella norma, nonostante l’asimmetria del viso, l’unico dato evidente e concreto di malocclusione sarebbe la differenza di altezza occlusale tra i due lati del viso.
da : Appunti Rossi, pag. 36. di A. Valsecchi (1991 ultima ed. 2013) a cura di Carmine Morcone appimlab 

LA CENTRATURA DEI CONDILI E LE RADIOGRAFIE

Appunti Rossi  pag. 15 - Adriana Valsecchi 1991 ed. 2013 Milano.  foto appim

Appunti Rossi pag. 15 – Adriana Valsecchi 1991 – ultima ed. 2013 Milano. Foto di appim 

Sono i molari (e non il gruppo anteriore) che distanziano la mandibola dal cranio e che determinano il posizionamento dei condili nelle fosse glenoidee e l’Asse di Centrica.

In foto, ambedue i crani presentano condili alti nelle fosse glenoidee, nonostante la ben diversa situazione occlusale.

Osserviamo i crani nelle immagini, tra i 1500 che il Museo di Anatomia di Genova si pregia di avere dove nessun gnatologo è stato avvistato dall’800 ma dove invece l’Appim ha tratto insegnamento e conoscenza diretta della varietà e delle occlusioni corrette e non. Dall’esame si evidenzia che i condili appaiono alti nelle fosse glenoidee, che la mandibola presenti denti o che sia malocclusa in modo evidente. Anche le mandibole edentule possono presentare benissimo condili integri e apparentemente accettabili nel loro rapporto con le fosse glenoidee. In realtà, i condili non potendo salire maggiormente assumono semplicemente un’altra inclinazione, avendo come articolazione una configurazione spaziale con ben sei gradi di libertà. 

Mancando spessore dentario, i condili tendono:

  1. Ad anteriorizzarsi contro il tubercolo, appiattendosi
  2. Ad uscire in lateralità in torsione negativa (se l’Asse Muscolare è spostato)
  3. A mutilare nella movimentazione il tubercolo piuttosto che il tetto della fossa glenoidea
  4. Ad allargarsi in fuori su ambo i lati
  5. A troncarsi
  6. A premere contro il tetto della fossa glenoidea
  7. Ad assumere semplicemente un’altra inclinazione.

Se i denti mantengono il contatto reciproco con gli antagonisti e se i condili mantengono rapporti apparentemente accettabili con le fosse glenoidee, gli spessori mancanti e lo sbilanciamento non quantificabile con la radiografia, possono essere rapidamente valutati con i test muscolari  Appim in tensione  e col Rilassamento Profondo.

Questi mostreranno l’entità degli spessori mancanti sulla base del dente di PRIMO CONTATTO,  generalmente un premolare. Il Premolare è un dente essenziale per rilevare lo spostamento della mandibola nelle varie direzioni e le mancanze di spessore laterale. La situazione derivante dalle radiografie non ha dunque significato se non è confermata da una manovra attiva di controllo muscolare, vista attraverso le sensazioni riferite dal paziente e il riferimento occlusale accertato. L’aspetto da considerare è dunque diverso dal rapporto condilo/fossa. L’aspetto da considerare è quello muscolare.

Adriana Valsecchi – Appunti Rossi vol II Teoria di Occlusione Muscolare 1991 – ed. 2013  pag. 15 a cura di C. Morcone 2015 per appimlab. 

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