La Salute con l'Occlusione Muscolare

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LA TRACCIA BLU, CONTROLLARE PER RISOLVERE

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foto appimlab

La traccia blu presente ai controlli con la cartina strisciata tra i denti a schiena dritta e non in posizione con testa retroflessa ma dritti (vedi foto) , non significa necessariamente contatto corretto da non ritoccare più. E’ la sensazione che comanda.
Se a fronte di un buon contatto, quindi uniforme rispetto a quelli vicini, si sostiene di sentirlo troppo alto, un sesto ad esempio, bisogna :

1) Come prima cosa, controllare che non vi sia un sovraccarico dovuto magari ad un dente vicino assente, quindi una mancata distribuzione delle forze agenti provenienti dalla cuspidi superiori.
2) Come seconda cosa che non vi sia qualche versantino laterale alla Fossa inferiore che renda difficoltosa quindi l’intercuspidazione ovvero ICP od Occlusione Centrica (cioè in termini Appim , BACIO)
3) Come terza cosa confrontare la sensazione derivante dal sesto di destra con quella derivante dal sesto di sinistra, osservando senza perdere di vista anche l’inclinazione del collo e delle spalle.
4) Come quarta situazione, se proprio dà fastidio, dopo tutti i controlli precedenti, abbassare la traccia lasciata dalla cartina blu controllando subito con la cartina i denti contigui del lato.
In conclusione, la traccia blu di per se stessa denota soltanto un contatto tra denti antagonisti…ma non chiarisce se quel dente è troppo alto tanto da trasmettere una sensazione pesante da alleggerire.  Non denota, d’altronde, se vi siano altri precontatti su quel dente in altre posizioni occlusali perciò vanno incrociati i test. Mai abbassare il lato dentario basso..procedere invece tranquillamente a molare fosse e stop, leggermente, di quello alto.

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APPIM Laboratori Permanenti di Bilanciamento Mandibolare.

 

2016,  a cura di C. Morcone  appimlab 
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Appimlab AGILE : Gruppi in tutta Italia

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Nasce AGILE , i gruppi APPIM LAB IN TUTTA ITALIA FORMATI DA VOLONTARI. APPIM GRUPPI ITALIA, LABORATORI D’EQUILIBRIO PER BILANCIARSI E TORNARE IN SALUTE VICINO CASA, SENZA COSTI, IN AMICIZIA.

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La proposta di iniziativa Appim per agilità e visibilità, vista la risposta eccezionale di ieri, a grandi linee sarà così strutturata:

1) Sto organizzando, in accordo con Adriana, dei punti di riferimento AppimLab per i pazienti delle varie Regioni italiane indicando nome ed email della persona capogruppo che si metterà a disposizione per gli incontri con i malocclusi da farsi almeno una volta al mese. Ogni Capogruppo di buona volontà che si sente predisposto a spiegare e a suggerire le modifiche da farsi sul bite.

2) Il Capogruppo o la Capogruppo farà da istruttore per questioni di BASE (test muscolari, controlli, resina, cartine…cose così) e basta (non fare una modifica all’altro né sostituisce il lavoro poi da fare a casa propria, singolarmente).

3) Quindi inizialmente sarete quasi tutti alle prime armi. Certo non tutti hanno completato il vero Bilanciamento, il che non toglie che sia necessario incominciare ad organizzare i gruppi per ottenere un buon numero di bilanciaTI e non ancora bilanciaNTI. Chi è stato formato da noi, nel tempo, ha comunque una capacità adeguata, senza dubbio.

4) I punti di riferimento saranno quindi:
– RAPALLO incontro APPIM per quest’anno 2016 aprile- ottobre, sempre come formazione generale nazionale;
– i Gruppi APPIMLAB regionali, in ogni città importante, nei luoghi geografici dove vi sia già aggregazione e presenza di bilancianti che possano solidarizzare e formare gruppi stabili in ogni regione d’Italia in forma di auto-aiuto condiviso.

5) I gruppi devono potersi incontrare nella casa di uno solo, magari a turno, magari non sempre la stessa. La cosa verrà decisa di volta in volta e non nello studio di un dentista.

6) Ricordatevi che i miracoli non dipenderanno dalla responsabile del gruppo, ma sempre e solo da voi…pertanto sentitevi pure sostenuti, ma la fatica deve essere solo vostra e di avere una sicurezza chiedendo a noi (conoscete email, telefoni ed altro).
Tutti i gruppi comunque faranno riferimento a noi, nello specifico al sottoscritto, per non avere gruppi che si smarriscono o che non diventano autonomi.

7) Per ora si tratta di punti di riferimento e di sostegno di Gruppi di Bilanciamento Appimlab , quel poco o tanto che il responsabile può trasmettere agli altri è già qualcosa per iniziare, poi vedremo.
Saranno comunque dei centri di sostegno e di informazione fondati sull’aiuto reciproco, sulla collaborazione, e condivisione del metodo di controllo, concepiti quindi per accelerare l’autoriabilitazione, senza nessun obbligo o dovere ma per amicizia soltanto. La competenza e la qualità comunque di certo non mancano.

8) I gruppi dopo l’incontro daranno un feedback (a me per esempio, per email, telefono o qui su Facebook), in modo da migliorare sempre di più la qualità complessiva ed eliminare dubbi dei partecipanti in modo da avere comunque capacità per avanzare velocemente e con costanza e soprattutto FINIRE il vero Bilanciamento senza perdersi ulteriormente.

9) un gruppo a Milano città è già partito con l’incontro mensile, gli altri dovranno partire entro maggio 2016. A breve i nominativi dei referenti di zona e contatti. Al momento sono disponibili gruppi a Milano, Roma, Napoli, Bari (Altamura), Catania e ovviamente Pescara presso il sottoscritto C. Morcone , amministratore di Appimlab. 

10) ….Si accettano proposte da valutare per migliorare l’iniziativa : appimlab@yahoo.it

I CONDILI NELLE OCCLUSIONI SBILANCIATE E BILANCIATE 1/2

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10 1991 - 2013 ultima ed

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10,  1991 – 2013 ultima ed.

La  chiusura in Massima Intercuspidazione ovvero ICP verificabile immediatamente con la posizione del BACIO codificata Appim, avviene su contatti di Occlusione Centrica partendo dalla posizione di abituale riposo retrusa. Quindi lo scivolamento in avanti della mandibola da riposo a intercuspidazione è fisiologico, ma deve essere di eguale lunghezza su ambo i lati e non superiore al millimetro circa.

Nella posizione e foto di ICP, i Condili sono anteriorizzati contemporanei a denti stretti in intercuspidazione in mandibola ben bilanciata.

Nella posizione di Riposo retruso, i condili centrati e leggermente abbassati con mandibola in posizione di riposo retrusa. Perciò parlare di “centratura dei condili” per risolvere i problemi mandibolari, come se fosse l’unica e la migliore posizione possibile gnatologicamente e fisiologicamente, non ha alcun senso

Qualche informazione sul cranio n. 721
Il cranio n. 721 presente in tante immagini del libro appim di Adriana Valsecchi – Teoria di Occlusione Muscolare , 1993 I vol 1°ed., qui riprodotto,  apparteneva ad una persona di 40 anni, nata a Lecco, e deceduta a Genova agli inizi dell’800, di sesso femminile, e non presenta abrasioni o usure di sorta sui denti.
I condili sono perfettamente conformati e la cavità glenoidea presenta uno spazio al di sopra della testa del condilo che presuppone fosse occupato dal menisco e dagli altri tessuti. Questo spazio lo si nota solo in pochissimi casi, ed esso viene occupato dai condili stessi quando avanza la compressione da malocclusione con conseguente perdita di dimensione verticale dei denti stessi.
Il cranio 721 è conservato nella sala del Museo di Anatomia Umana dell’Università di Genova.

©appim appimlab A. Valsecchi, 1991, 1993, 2007, 2015  a cura di C. Morcone 

10 PUNTI PER RISOLVERE LE ASIMMETRIE E SBILANCIAMENTI MANDIBOLARI

La Sbarra - test appim

La Sbarra – test appim

Torniamo alla pratica. Diamo dei semplici punti riepilogativi comprensibili a tutti su cosa significhi bilanciare una mandibola. Bilanciare significa:
1. Eliminare il precontatto spaziale più alto che è sempre uno solo, sia che la mandibola sia poco sbilanciata sia che lo sia tanto. Soltanto a bilanciamento quasi ultimato, nel momento in cui il paziente non percepirà più scivolamenti unilaterali, il primo contatto spaziale potrà venire percepito su un’intera emiarcata e non su un dente solo.
2. Nonostante vada considerato sempre il precontatto sull’emiarcata più alta bisogna mano a mano provvedere ad eliminare anche altri precontatti che si formano nel corso del lavoro (sull’emiarcata bassa). Un’aggiunta di spessore su un lato (in ICP e in retrusione) durante il rialzo dell’occlusione richiede sul lato opposto minime aggiunte di spessore in icp, ma porterà ad un eccessivo contatto tra versanti esterni. Per contro l’eliminazione di spessore nell‘abbassamento (in icp e in retrusione) comporta sull’emiarcata opposta l’eliminazione di piccoli precontatti di icp e di retrusione e un effetto tenaglia in apertura tra versanti esterni.
3. Il paziente individua l’interferenza spaziale rapidamente nelle prove di tensione muscolari APPIM (prove n°1,2,3). 
4. A secondo del tipo di prova emerge un precontatto di icp, di retrusione o altro e il dentista non rischia di confondersi.

5. L’eliminazione di uno di essi comporta la necessità di eliminare subito dopo altri quattro o cinque precontatti indifferentemente sulla stessa emiarcata alta o su quella opposta.
6. L’entità del ritocco occlusale deve essere valutata con molta cautela e comunque essere ogni volta minima per non rischiare, eliminando troppo spessore, di creare una mancanza di appoggio rispetto al dente adiacente. Per minima sì intende un’entità dell’ordine di 1-2 decimi di mm.
7. Abbassare la parte alta significa rendere quella bassa più alta. È così che il paziente e la sua muscolatura percepiscono la modifica .
8. Nella quasi totalità dei casi i denti tendono a consumarsi in senso obliquo. È per questo che le aggiunte o le eliminazioni di spessore non possono essere della stessa entità su tutti i denti .
9. Fino alla fine del lavoro di bilanciamento può rimanere escluso dalle sensazioni l’appoggio del gruppo posteriore dell’emiarcata di secondo contatto (emiarcata bassa). Nonostante ciò, lì il paziente può risentire di una sensazione di dolore data da: 

  • un reale precontatto,
  • dall’Asse di Pressione non corretto, 
  • dalla mancanza di appoggio,
  • dallo scivolamento.

10. Bisogna saper distinguere tra il precontatto di un solo dente e  il precontatto di un’intera emiarcata che indica l’inizio della fase finale del lavoro riabilitativo. 

Questo è quello che, oltre a tutto il resto del metodo, viene spiegato e che gli autobilancianti sanno e conoscono perfettamente. La nostra conoscenza è a portata di tutti, non viene nascosta o rivestita di parole …semplice pratica e teoria applicata. 

estratto da  A. Valsecchi, Appunti Rossi i Precontatti 1991-2013 ultima edizione ©appim 

VORREI INIZIARE MA NON SO…

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Le persone che arrivano da noi a chiedere consiglio si sentono le più provate, le più deluse, le più sintomatiche , le più disilluse, le più dubbiose, le più curiose. Certamente sono convinte che la Soluzione ci può essere ma non hanno la chiave…la mente malocclusa, mai ferma, mai stabile, genera desideri di superamento degli ostacoli e mancanza di energie, voglia di risolvere immediatamente in maniera magica e mancanza di continuità al minimo intoppo…

È certamente un mondo inquieto dove nessuno può pensare di toccare terra se non chi è approdato già alla riva opposta. Bisogna insegnare a pescare e non regalare il pesce, bisogna rendere autonomi e non dipendenti. La Salute non è un all you can eat  . Questa è la strada giusta. Questo è il nostro impegno APPIM.

IL MALATO, IL RIABILITATO E L’INCOMPRENSIONE GENERALE

” Buongiorno, vi pongo una domanda: Mentre i malocclusi vivono una situazione di estremo disagio fatto di lunghe e infruttuose peregrinazioni da uno studio medico all’altro e la scienza sembra quasi ignorare questa triste condizione in cui versano chissà quante persone (propongo un censimento) milioni di Euro vengono messi a disposizione ogni anno dalla Comunità Economica Europea per finanziare progetti in campo scientifico e medico …..Non riusciamo magari a fargli sapere che esistiamo anche noi e porgli questo problema? “

Lo sanno già i vertici delle varie Strutture che esistiamo, ma è proprio perché sanno che costituiamo un rischio per i loro affari e la loro sopravvivenza che ci ignorano volutamente..persino le Case Farmaceutiche non vogliono sentire parlare di autoriabilitazione, come è ovvio e risaputo i farmaci muovono miliardi di euro. Loro giustificano gli utili affermando che li destinano alla Ricerca ben sapendo o facendo finta di non sapere che per tanti malesseri “sconosciuti” per i quali propinano dosi massicce di farmaci sono malesseri che dipendono dallo sbilanciamento di bocca che si propaga nel corpo disturbato danneggiando meccanismi ormonali, nervosi, venosi ecc…Ora, costoro non desiderano insospettire la popolazione che effettivamente ignora la causa di depressione, ansia, panico, artrosi, lombosciatalgie perché i pazienti si fidano dei discorsi dei medici e certo non della nostra fascia di pazienti che hanno risolto intervenendo solo sulle altezze dei denti.

Costoro non desiderano insospettire la popolazione e non ci temono in quanto siamo solo delle pulci, ancora troppo pochi per pensare di intervenire pubblicamente, anche perché non ci danno spazio sui giornali (se non a pagamento) né in TV visto che le trasmissioni scientifiche sono tutte finanziate dalle Case Farmaceutiche o da certe Cliniche che non vogliono essere contraddette da un manipolo di pazienti “ignoranti e privi di competenze”.

E’ per questo che dobbiamo essere in tanti e alzare la voce e diventare un gruppo intelligente e preparato e sopratutto pronto nel dimostrare come eravamo prima e come siamo diventati DOPO l’autoriabilitazione…Non solo, ricordiamoci che le Case Farmaceutiche premiano con Borse di Studio (assegni in denaro) i responsabili di Reparti ospedalieri o di cliniche che consumano quantità di farmaci. Invece di essere grati a chi evita alla gente di intossicarsi senza risolvere la causa dei disturbi, costoro ci temono come il fumo negli occhi, perché noi mettiamo nella gente il sospetto che assumere farmaci è dannoso per la salute e non risolve il disturbo solo lo allevia incerti casi. E’ per questo che la Ricerca in Italia fa finta ancora di interessarsi alla salute della gente, mentre nei fatti è finanziata dalle Case Farmaceutiche che hanno bisogno dell’ignoranza dei malati e dei Medici per continuare ad incassare e a sostenere le strutture che utilizzano i loro farmaci. Dei pazienti a costoro non interessa la guarigione e ai Medici idem, perché anche loro devono lavorare .

Il punto è che il nostro metodo abbisogna di capacità personali del paziente, della sua predisposizione a fare autonomamente o quasi…e i dentisti stessi si trovano spiazzati perché dando in mano al paziente un metodo per autocontrollarsi velocemente il dentista è soggetto ad essere contraddetto cento volte dal paziente esigente e veloce nel notare gli errori di percorso. 

Il nostro non è un metodo che passiamo ai Medici facendoli diventare ricchi. E’ un metodo che passiamo ai PAZIENTI facendo loro risparmiare terapie inutili, ma i pazienti sono spesso pigri e non se la sentono di fare da soli. Preferiscono star male, lamentarsi, ingurgitare farmaci e morire artrosici. Tutti meno i nostri simpatizzanti.

Non bastano neppure certe immagini per svegliare le menti, eppure tutto sta in quei pochi maledetti millimetri che hanno il potere di fare crollare corpo e mente di milioni di persone.

A. Valsecchi – responsabile APPIM 2015

CHI L’AVREBBE MAI IMMAGINATO?

Artrosi sintomo della Malocclusione

Artrosi sintomo della Malocclusione

Chi l’avrebbe mai immaginato che i pazienti a prescindere dal fatto di essere giovani, adulti e più anziani, donne o uomini, storti di bocca o con spalle diseguali con problemi all’orecchio o al sistema nervoso, con problemi muscolari o di postura, con colonna vertebrale malandata per l’uso sedentario o usurata per l’attività sportiva da sbilanciati…Potessero aver risolto in massima parte con estrema cura e precisione la Causa della loro Malocclusione, tutti i sintomi visibili e invisibili in autonomia, con la collaborazione eventuale (per quanto riguarda bite e denti) del medico e tecnico, edotti e consapevoli del metodo perché hanno risolto su di sé già diverse situazioni e con il nostro affiancamento costante a tutti loro. Ebbene tutto questo può darci solo certezze e sicurezze che la Soluzione esiste.  

(Carmine Morcone , amministratore Appimlab)

Peccato solo che ci sia sempre bisogno di ripeterlo per tranquillizzare chi gira per anni da uno studio medico all’altro in cerca di soluzioni. Sempre noi dobbiamo spiegare che la bocca è all’origine della postura e dei disturbi del corpo storto. Ci sarebbe da chiedersi perché tra i Medici non si insinui questo DUBBIO e se vi è presente cosa lo determina e come si può controllare e risolvere. Milioni di persone doloranti non sono sufficienti a svegliare l’attenzione e la coscienza dell’ambiente scientifico…il business che ruota attorno ai pazienti è più importante. Credo che nessun Paese al mondo abbia milioni di potenziali clienti quanto l’Italia tutti in attesa, tutti pronti al varco per nutrirsi delle paure della gente …tutti i malocclusi nati tali e peggiorati nel tempo hanno diritto di conoscere la causa dei loro mali.

(Adriana Valsecchi, fondatrice Appim)

Citazione

AFORISMI

RISPETTO

Come pazienti risolti, bisogna rispettare e proteggere i pazienti malocclusi che vogliono riabilitarsi seriamente. Perchè le malattie non rispettano nessuno.

PER PARTECIPARE AGLI INCONTRI BISOGNA AVERE PERLOMENO UN BITE INFERIORE

bite appim con fosse e stop in corso di bilanciamento iniziale

bite appim con fosse e stop in corso di bilanciamento iniziale

PER PARTECIPARE AGLI INCONTRI BISOGNA AVERE PERLOMENO UN BITE INFERIORE

Perché il bite? Perché su di esso possiamo fare tutti i ritocchi che vogliamo, e i discorsi che dobbiamo, senza mettere in pericolo i denti e dando prove concrete di modifiche utili.
Il bite inferiore, lungo quanto l’arcata superiore…e in mancanza di molari, lungo quanto l’ultimo dente dello scheletrato superiore, puo’ essere costruito anche in modo non corretto, purché sia sottile tanto da non creare un morso aperto anteriore…
sul bite verranno aggiunte le resine nei punti laterali che mancano di contatto durante i controlli muscolari.

ESEMPIO:
il bite ricopia l’occlusione sbilanciata, e quindi va modificato perché spalla e gamba non lavorano come gli arti controlaterali.
OK, nessuna paura.
Spessoriamo la zona del bite evidentemente bassa, visto che appartiene alla spalla che cede, e alla gamba e braccio deboli.

Questo faremo ai Laboratori: farvi uscire dalla sala con aggiunte minuscole di resina sul lato del bite che concorre allo sbilanciamento posturale e avere un metodo in mano che renda perlomeno autonomi per un certo periodo sufficiente ad eliminare dubbi ed ottenere risposte sul campo.
Non si tratta di centimetri e non si tratta di bite piatti, ma di pochi millimetri in zona Fosse, che dovrete imparare a memorizzare.
Le Fosse non si spostano tutti i giorni..
Le sensazioni possono cambiare a seconda di come stringiamo i muscoli del viso e di come spostiamo la mandibola.
Ma le fosse di intercuspidazione sono sempre lì, inamovibili.

Spessorando solo i punti inferiori dei denti posteriori ovvero premolari e molari e registrando (eventualmente) le guide anteriori canina e guida incisiva.
E’ ovvio che le fosse impostate sulle resine morbide sono le responsabili del posizionamento del mento, ed è indice di buon senso evitare che le fosse spostino il mento dalla posizione originale.
inizialmente il mento deve mantenere la sua posizione grazie alle fosse del bite.
non deve cioè indietreggiare o spostarsi di lato né portare il mento in avanti.
Si inizia il lavoro senza stravolgere l’occlusione, e via via grazie ai test muscolari si procede nelle rettifiche ove necessario…senza inventarsi morsi aperti o morsi avanzati o retrusi.

© 2013, 2014 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) – APPIM

LE PIU’ GRANDI ISTITUZIONI ODONTOIATRICHE NEGANO L’EVIDENZA DEI PAZIENTI RISOLTI E BILANCIATI

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LE PIU’ GRANDI ISTITUZIONI ODONTOIATRICHE NEGANO L’EVIDENZA DI PAZIENTI RISOLTI E BILANCIATI

Domanda su Starbene di settembre: << Mi è stato consigliato di sostituire le protesi che ho in bocca da anni perchè mi procurerebbero il mal di schiena: è la soluzione giusta? >

Risposta dell’esperto presidente dell’Accademia Italiana di Odontoiatria protesica: NO. La teoria in base alla quale problemi di masticazione possano determinare disturbi in altri distretti del corpo (orecchio, schiena…) non è confermata dalla ricerca scientifica. Anzi, gli studi più recenti hanno NEGATO persino l’esistenza di un’associazione tra determinate caratteristiche di masticazione e problemi all’articolazione ATM. Le variabili anatomiche sono così tante da non consentire di dire in modo certo e scientifico che esiste una causa-effetto tra un problema di occlusione dentale e uno che colpisce la postura e altri organi. Le linee guida delle più importanti società scientifiche American Academy of Orofacial Pain, European Academy Craniomandibular Disorders, dicono poi che i trattamenti ortodontici e/o protesici per risolvere problemi posturali o dolori in altre parti del corpo è scientificamente ed eticamente CONTROINDICATA.

Siete d’accordo sulla risposta del massimo esponente?

Possiamo dire che il leit motiv è dire “scientifico” e “ricerca” o “protocollo”…a caso, con lo scopo di depistare e rassicurare i pazienti. L’unica possibilità è farci sentire, mettere mi piace alla pagina Facebook, partecipare agli incontri, autoriabilitarsi, far vedere quanti siamo e quanti saremo…e cosa abbiamo fatto di “scientifico”. Perchè a curare i pazienti non sono proprio capaci. Le diagnosi le abbiamo..prima e dopo.

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