La Salute con l'Occlusione Muscolare

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ALZHEIMER, MALOCCLUSIONE E BENZODIAZEPINE

da Project Lembrar Marriage Alzheimer: L'Alzheimer cancella tutti i ricordi anche quelli belli e importanti della nostra vita.

da Project Lembrar Marriage Alzheimer: L’Alzheimer cancella tutti i ricordi anche quelli belli e importanti della nostra vita.

ALZHEIMER, MALOCCLUSIONE E BENZODIAZEPINE

ALZHEIMER – Confermato il legame tra benzodiazepine e la malattia

“Quando ci vuole ci vuole”…peccato che la persona malocclusa ne faccia un uso sconsiderato, visti i sintomi continui…e non si rende conto del pericolo..Qual’è uno dei pericoli delle ultime ricerche? L’Alzheimer.
Che cos’è la BENZODIAZEPINA? Essa provoca un effetto ansiolitico (contro l’ansia), miorilassante (rilassante muscolare), ipnotico (induce il sonno), antiepilettico (contro l’epilessia) e amnesico (causando problemi di memoria).Tra i principi attivi e i nomi commerciali citiamo Alprazolam, Bromazepam , Bromiden, Diazepam, Valium e Xanax Tavor, Xanax, Rivotril, Valium, Ansiolin, En, Frontal, Lexotan, Prazene, Control, Lorans, ecc.). Esistono poi alcuni derivati benzodiazepinici (Dalmadorm, Felison, Halcion, Minias, Roipnol, ecc.) e altri farmaci che, pur avendo composizione diversa dalle benzodiazepine, hanno un effetto sedativo (Nottem, Stilnox, Buspar, ecc.). Largo uso viene fatto anche di prodotti “naturali”, quali la Valeriana, il Sedatol, ecc. L’abuso è alla portata di tutti, dato che è impossibile valutare l’effettivo consumo dato che le benzodiazepine sono in fascia C e quindi le prescrizioni non vengono registrate con le ricette come per i farmaci di classe A. Ma quasi ogni borsa di donna,  uomo, cassetto di anziano, ha sottomano un farmaco del genere.

Uno studio francese pubblicato nell’ultimo numero del British Medical Journal lo conferma: l’uso regolare di benzodiazepine per un periodo superiore a tre mesi aumenta notevolmente il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.
Cosa sono le benzodiazepine?
Le benzodiazepine sono una classe di farmaci psicotropi , vale a dire, che agiscono sul sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) modificando alcuni processi chimici naturali (fisiologici).
Porta a cambiamenti di coscienza, umore, percezione e comportamento. Questi farmaci sono comunemente utilizzati per il trattamento di disturbi come ansia, spasmi, insonnia, convulsioni, o agitazione durante l’astinenza da alcol.
L’uso a lungo termine di benzodiazepine è pericoloso. L’uso consigliato massimo è solo in estrema necessità e per massimo tre mesi. Basta. Il fatto è che da malocclusi la “necessità” vuol dire “Sempre o spesso”.

Lo studio ha preso in considerazione quasi 9.000 persone di età superiore a 66 anni, seguiti per 6-10 anni, dimostrando come l’assunzione giornaliera di psicofarmaci per diversi mesi aumenti il rischio di sviluppare una malattia neurodegenerativa :
• una volta al giorno per 3 – 6 mesi aumenta il rischio di malattia di Alzheimer del 30%
• una volta al giorno per più di sei mesi aumenta il rischio di Alzheimer del 60-80%.


Le benzodiazepine sono usatissime dai malocclusi che sviluppano sintomi psicologico-emotivi come ansia, per la sedazione, nella difficoltà nello star fermi, spasmi come miocloni e altri di tipo neuromuscolare….per l’insonnia etc….Se siete sbilanciati li conoscete benissimo…Avete quindi già grandi possibilità di sviluppare malattie neurovegetative gravi e croniche…Non è allarmismo, sono le ricerche scientifiche che parlano. 

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“Le fasi iniziali della malattia di Alzheimer sono difficili da diagnosticare. Una diagnosi definitiva è posta solitamente una volta che si verifica una significativa compromissione cognitiva e una percepibile riduzione di capacità di svolgere le attività della vita quotidiana, anche se la persona è ancora in grado di gestirsi autonomamente. Il deterioramento della memoria e il peggioramento dei disturbi cognitivi e non cognitivi, associati alla malattia, riducono progressivamente l’autonomia nella vita quotidiana.

L’aspettativa di vita della popolazione con la malattia si riduce,con un tempo di vita media di circa sette anni dopo la diagnosi.Meno del 3% della popolazione vive più di quattordici anni. Malattia caratteristiche significativamente associate alla ridotta sopravvivenza sono un aumento della gravità del deficit cognitivo, diminuzione del livello funzionale, diverse cadute e disturbi neurologici. Altre patologie concomitanti, come problemi cardiaci, diabete o storia di abuso di alcool sono correlate con una sopravvivenza più breve. L’aspettativa di vita è particolarmente ridotta rispetto alla popolazione sana quando la malattia di Alzheimer colpisce coloro che sono più giovani.[ Gli uomini hanno una prognosi di sopravvivenza meno favorevole rispetto alle donne. (Wikipedia). 

E’ probabile che le fasi iniziali non siano altro che i soliti sintomi della MALOCCLUSIONE..tanti sarebbero gli studi e le ricerche scientifiche, a volerle fare..Noi possiamo solo dare indicazioni in tal senso.

L’unica è bilanciarvi con coscienza e imparare a perfezione il METODO APPIM per cercare eliminare ogni finestra di probabilità nello sviluppare malattie di questo tipo e almeno tamponare il possibile, prevenire l’incurabile.

© 2014 C. Morcone  – APPIM

Wikpedia : voce Alzheimer

con contributi da Helen Briggs Health editor, BBC 

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