La Salute con l'Occlusione Muscolare

Articoli con tag ‘studio’

I CONDILI NELLE OCCLUSIONI SBILANCIATE E BILANCIATE 1/2

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10 1991 - 2013 ultima ed

©appim A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare vol II pag. 10,  1991 – 2013 ultima ed.

La  chiusura in Massima Intercuspidazione ovvero ICP verificabile immediatamente con la posizione del BACIO codificata Appim, avviene su contatti di Occlusione Centrica partendo dalla posizione di abituale riposo retrusa. Quindi lo scivolamento in avanti della mandibola da riposo a intercuspidazione è fisiologico, ma deve essere di eguale lunghezza su ambo i lati e non superiore al millimetro circa.

Nella posizione e foto di ICP, i Condili sono anteriorizzati contemporanei a denti stretti in intercuspidazione in mandibola ben bilanciata.

Nella posizione di Riposo retruso, i condili centrati e leggermente abbassati con mandibola in posizione di riposo retrusa. Perciò parlare di “centratura dei condili” per risolvere i problemi mandibolari, come se fosse l’unica e la migliore posizione possibile gnatologicamente e fisiologicamente, non ha alcun senso

Qualche informazione sul cranio n. 721
Il cranio n. 721 presente in tante immagini del libro appim di Adriana Valsecchi – Teoria di Occlusione Muscolare , 1993 I vol 1°ed., qui riprodotto,  apparteneva ad una persona di 40 anni, nata a Lecco, e deceduta a Genova agli inizi dell’800, di sesso femminile, e non presenta abrasioni o usure di sorta sui denti.
I condili sono perfettamente conformati e la cavità glenoidea presenta uno spazio al di sopra della testa del condilo che presuppone fosse occupato dal menisco e dagli altri tessuti. Questo spazio lo si nota solo in pochissimi casi, ed esso viene occupato dai condili stessi quando avanza la compressione da malocclusione con conseguente perdita di dimensione verticale dei denti stessi.
Il cranio 721 è conservato nella sala del Museo di Anatomia Umana dell’Università di Genova.

©appim appimlab A. Valsecchi, 1991, 1993, 2007, 2015  a cura di C. Morcone 

Annunci

STUDIO E CONSAPEVOLEZZA DELLA MALOCCLUSIONE

Der nackte mensch,  Gottfried Bammes p.94

Der nackte mensch, Gottfried Bammes p.94

Il paziente maloccluso, che qualcosa ha letto, qualcosa gli viene detto o terapeuticamente fatto, giudica sulla base delle convinzioni; spera e poi viene deluso continuamente fino ad arrivare ad una situazione di sfiducia rispetto a tutto e tutti nell’ambito medico ma soprattutto è una delusione di Sé stessi. L’incertezza è una delle caratteristiche del maloccluso, come si dice e la prima cura è lo STUDIO approfondito di teoria e poi pratica.
E’ bene quindi non essere ingenui, documentandosi e agendo anche, nel caso in prima persona, diventando autonomi e in questo c’è bisogno di consapevolezza nel capirlo, e non mentire a se stessi. Perchè noi vi conosciamo a perfezione anche meglio di voi stessi.

C’è bisogno di collaborazione e ascolto nelle sedi adeguate e secondo modi che diano dignità alla Salute e a quello che si afferma tramite il Bilanciamento mandibolare come terapia. Rapallo (GE) 10-11 ottobre 2015 è la sede più opportuna.

Certamente poi, in seconda battuta c’è il ruolo del bite..Ci sono bite e bite. Fosse solo questione del pezzo di acrilico, saremmo tutti felici e contenti.
Il bite invece va bilanciato e spesso. E qui cascano tutti.
Per ora solo APPIM e quindi i pazienti risolti e i suoi amici e sostenitori in costante relazione, conoscono le fatiche, le sottigliezze, i segreti del Bilanciamento.

Incontro APPIM Rapallo 2015

PREVENIRE GLI INFORTUNI SPORTIVI E RISTABILIRE SIMMETRIA MUSCOLARE

  • CROSSFIT SBILANCIAMENTO
    L’atleta sopra fotografato è sbilanciato di bocca. Si nota con evidenza la diffferenza tra le due guance e lo sforzo maggiore che sta facendo per sollevare l’asta con il SUO braccio sinistro. L’asta del bilanciaere rimane bassa nonostante lo sforzo maggiore. E quindi la sua guancia sinistra è muscolarmente più corta dovuto all’occlusione dentaria del lato destro, e l’asta quindi rimane bassa. Dipende da un rapporto sbilanciamento muscolare mandibolare
    Osservate il gomito di sinistra dell’atleta: è più basso dell’altro e cede, così come cede la spalla; per cui alzando il bilanciere sicuramente l’asta rimarrà storta, più bassa sempre a sinistra.
    Sappiamo quindi ora bene come fare per risolvere il suo Sbilanciamento. Se non lo sapete ancora, vuol dire che serve studiare bene i testi e il Video, così come partecipare attivamente agli incontri.
    La Sbarra ti dà delle certezze sull’altezza da dare all’ultimo molare che generalmente è sempre carente (rispetto al primo premolare che imposta la linea del sorriso e quindi fa da riferimento )
    E’ piu’ facile che i molari siano troppo bassi rispetto al primo premolare., per esempio alla SBARRA, perché se fossero troppo alti i premolari non contatterebbero proprio. E’ per questo che insistiamo sul primo premolare che contatti e che faccia da riferimento (niente morso aperto, niente morso profondo). 
    L’altezza anteriore data dal premolare la decidiamo noi sui denti, purché non si perda la guida incisiva, non si vada quindi in MORSO APERTO , poi nel bilanciamento finale bisognerà operare dei piccoli molaggi sui rialzi in composito fatti sui denti naturali o sulle capsule in zona posteriore…e quindi il morso anteriore si chiuderà senza problemi.
    A. Valsecchi a cura di C. Morcone, 2015 

SUPERFICI DEI DENTI

foto_2365_med

Le Superfici dei denti

I denti sono composti da più superfici:
mesiale: è la superficie diretta verso la linea mediana, linea ideale che passa tra gli incisivi centrali
distale: è la superficie opposta, che si allontana dalla linea mediana
occlusale: è la superficie che va a contatto con i denti dell’arcata antagonista
vestibolare: rivolta verso la guancia e le labbra; quando sorridiamo, mostriamo la superficie vestibolare dei denti anteriori

554 556
palatina: è la superficie opposta alla vestibolare e rivolta verso il palato, nell’arcata superiore , quelle che usiamo normalmente col bite per intenderci come cuspidi di stampo per formare le Fosse e gli Stop di Retrusione.
linguale: è la superficie opposta alla vestibolare e rivolta verso la lingua, nell’arcata inferiore

palatinalingualedesc0101a

COSA SORREGGE UN CORPO?

calco in gesso modello di studio dei contatti

calco in gesso modello di studio dei contatti

Fosse e Stop per sorreggere il corpo umano.

Fosse e stop sono gli unici punti di sostegno che il corpo umano necessita di avere in bocca per poter stare diritto e per funzionare bene muscolarmente. se vediamo individui storti camminare per strada davanti o di fronte a noi impariamo a leggerne lo sbilanciamento collegandolo al problema denti.

La persona è inclinata tutta a destra? Manca di spessore a destra.
E’ inclinata tutta in avanti, ha il collo incassato tra le spalle, guarda con il viso il pavimento e cammina dondolando incerta con la schiena arrotondata? Allora manca di spessore globale ed ha una Intercuspidazione inesistente. E’ sempre solo una questione di millimetri, è sempre una questione di problemi causati da fosse e da stop  di Retrusione inesistenti o comunque non sufficienti.

Sono pochi i punti di contatto che servono per reggere uno scheletro, muscoli, organi: due fosse e due stop per ogni dente molare e una fossa e uno stop per ogni premolare. In totale sono dunque sei le fosse e sei gli stop per ogni emiarcata inferiore; sei più sei millimetri quadrati che, se di altezza e di inclinazione corrette, mantengono lo scheletro diritto, simmetrica la muscolatura e tranquilla ed equilibrata la mente. Questi pochi millimetri sono responsabili della nostra vita fisica e psichica. Sono assolutamente necessari alla postura. E’ per questo che dobbiamo insistere per riuscire a fare, a dimostrare.

Parlarne con i Medici che incontriamo e con persone anche sconosciute è sempre utile specialmente se nel parlare si fanno esempi pratici. Non si può pensare che spiegando ad un gruppo di persone esse accolgano queste idee capendo, pur essendo evidenze fisiche, e d’altronde non possiamo pensare di convincerle in pochi minuti. Qualcuno sorriderà, qualcuno si ricorderà di averne già sentito parlare, qualcuno prenderà la cosa sul serio per parlarne con il suo Medico. Certo, i più intuitivi e i più curiosi terranno a mente qualche dettaglio e applicheranno il suggerimento magari tra venti anni. Invece qualcuno si rassegnerà pensando di essere troppo vecchio e malandato..
Noi non dobbiamo essere troppo timorosi o pretendere di essere creduti, dobbiamo parlare, abbiamo il dovere di spiegare e di ripeterci, pensando sempre di avere a che fare con orecchie intelligenti.

©2005, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) appim

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: