La Salute con l'Occlusione Muscolare

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LE TENTAZIONI DEL BILANCIANTE

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LE TENTAZIONI DEL BILANCIANTE

Questo è un articolo molto importante. Dopo qualche mese di lavoro o addirittura anche prima, dopo qualche settimana di opera sul bite, il bilanciante provetto dopo aver lavorato, bene o male che sia ma comunque con una certa regola dettata dal libro, video, email, telefonate, varie discussioni, si avvia a quella che si chiama Routine del Bilanciamento vero e proprio. La peggiore delle tentazioni è proprio la Routine. Nella situazione in cui il Bilanciante è davanti alla sua opera da perfezionare, si trova in una sorta di Deserto. Perché proprio questo termine? Perché il bilanciante si trova da solo, volente o nolente, anche dopo cento consigli è sempre lo stesso bilanciante, la stessa bilanciante, a dover decidere in ultima analisi dove limare, rialzare, regolarsi con le cartine, i test muscolari e la Sbarra, valutare da tutti i punti di vista le sensazioni, ragionarci e poi trovare una soluzione momentanea anche ma almeno soddisfacente. E’ un lavoro non facile anche perché quando si imbocca la strada in una certa sicurezza ecco subito Le Tentazioni principali partendo appunto da:

I. LISTA COMPLETA MA NON ESAUSTIVA di ostacoli:

  1. Tentazione di aver capito TUTTO.
  2. Tentazione di sminuire i Test muscolari e modificarli
  3. Tentazione di credere di essere soli
  4. Tentazione che “il mio caso è diverso”
  5. Tentazione di fermarsi ai sintomi spariti
  6. Tentazione di integrare altre teorie e pratiche fantasiose il bilanciamento muscolare.
  7. Tentazione di lavorare in maniera meccanica
  8. Tentazione di capire più e meglio di chi ha già finito il Bilanciamento
  9. Tentazione di lasciar perdere secondo ansia e paure irrazionali
  10. Tentazione di sminuire le sensazioni dei test e intellettualizzarle
  11. Tentazione di cadere nello sconforto perché non si vede la fine del Bilanciamento, pur essendo bravi e aver ottenuto buoni risultati.

Ognuna di queste potrebbe essere spiegata per esteso. Penso però che siano chiare per chi ci arriverà. Se una o più di queste condizioni darà  fastidio durante la lettura, probabilmente è proprio la precisa condizione in cui si è.. Quando il paziente la leggerà, dovrebbe interrogarsi seriamente della qualità del suo operato e se ne sia valsa la pena e soprattutto come superare l’ostacolo del momento.

II. SI MA…QUANTO DEVO IMPEGNARMI?

Ricordo inoltre che, come in tutte le cose importanti da imparare:

  • impegno sufficiente = risultato mediocre

  • impegno buono = risultato sufficiente

  • impegno enorme = risultato buono

  • impegno straordinario = risultati straordinari !!!

(Non lo dico io, ci sono decenni di teorie e pratiche a riguardo, questo è uno schema da un testo di Lorenzo Ait)

III. IL CORPO NON SBAGLIA mai…o quasi

Necessariamente, chi opera su sé stesso ha una grande responsabilità ma dovrebbe avere innanzitutto anche operosità e umiltà. Senza di queste scordatevi risultati. Accogliere ogni informazione utile e vagliarla secondo regole certe del corpo. Il corpo non può sbagliare nelle sensazioni, può essere falsato con problemi fisici o con la mente ma incrociando i test e i controlli con le cartine e tutte le sensazioni che si hanno durante il giorno, quel contatto, per esempio, se è alto, è alto, va ritoccato. punto. Se è basso,vuoto, va alzato. E rivalutato nel complesso coi test. Non ci sono molte altre elucubrazioni mentali. E’ perciò un lavoro pragmatico ma anche di ragionamento. Consigliabile fare foto e un piccolo diario su cui scrivere le frasi che arrivano durante il ragionamento, per non tornare sulle stesse considerazioni, magari giusto il giorno dopo, il che è perdita di tempo. Un diario sarebbe utilissimo.

©2008, 2015  a cura di C. Morcone 

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