La Salute con l'Occlusione Muscolare

Articoli con tag ‘umore’

ENCEFALOMIELITE MIALGICA : CURALA, NON ASPETTARE LA VECCHIAIA

 fatica cronica

ENCEFALOMIELITE MIALGICA : CURALA, NON ASPETTARE LA VECCHIAIA

La stanchezza cronica o Encefalomielite Mialgica ME o comunemente Sindrome da Fatica Cronica o CFS, con probabilmente è solo una reazione ormonale, che è uno dei tanti sintomi ben specifici, creati da una mandibola sbilanciata e da un corpo che sta diventando asimmetrico.

Se oggi la maggioranza degli uomini muore stanca, non significa che invecchiare stanchi. Significa che la stanchezza, in quanto reazione ormonale, è presente negli anziani e nei giovani solo quando i collegamenti ormonali sono disturbati da denti che non svolgono il loro ruolo che è quello di sostenere lo scheletro e i relativi collegamenti. La stanchezza non è procurata da attività faticose; è causata da insufficiente energia rigeneratrice. L’insufficiente energia appare indipendentemente dall’età e dall’attività svolta. Appare nel corpo sbilanciato. E anche gli iperattivi sono in genere asimmetrici di corpo e disturbati nelle loro reazioni dalla bocca. C’è chi è stanco e chi è iperattivo, le reazioni sono spesso imprevedibili. febbricola, disfunzioni del ciclo sonno-veglia, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, abbassamento delle difese immunitarie, faringiti, problemi gastrointestinali, pressione sanguigna altalenante, nausea, vertigini, palpitazioni,  fascicolazioni, emicranie, tachicardia e ovviamente mialgie, dolori muscolari e articolazioni che possono migrare nel corpo.

La stanchezza è uno stato fisico spesso collegata alla depressione, alla malinconia, al disagio fisico, ad uno stato di prostrazione continuo ed altalenante nelle sintomatologie. Questi possono essere considerati disturbi reversibili tramite bilanciamento mandibolare secondo Teoria di Occlusione Muscolare, ovvero risolvibili grazie al riposizionamento dei contatti dentari, unici ad essere passibili di registrazione e modificazione continua e precisissima , potendo essere guidati tramite i  Quattro Test muscolari in tensione Appim.

Il concetto che le condizioni emotive incidano sull’inizio dell’invecchiamento deve essere quindi trasformato.
Sono i denti sbilanciati che fanno crollare l’individuo quando viene oltrepassata la soglia limite.
Sono i denti sbilanciati che alterano l’emotività.
Sono i denti sbilanciati che alterano l’atteggiamento del corpo.
Sono i denti sbilanciati che modificano i collegamenti e le risposte (non solo) ormonali dalle quali dipendono tanto le reazioni cerebrali che la salute degli organi del corpo. Il tutto influenzato anche dall’ambiente e da fattori esterni all’individuo.

Invecchiare non stanca chi è bilanciato. Anche se è vero che ad una certa età (come scrisse di  Virgilio Giotti  ) I veci che ‘speta la morte , è pur vero che la morte può aspettare parecchio prima di acchiappare un vecchietto ben occluso.

http://www.giuseppecirigliano.it/giotti_veci.html

© 2008, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone ) appim

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MALOCCLUSIONE E DISTURBI DELL’UMORE

MALOCCLUSIONE E DISTURBI DELL’UMORE

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I disturbi dell’umore sono presenti nei malocclusi ad un certo stadio della loro vita, ma non in tutti i malocclusi.. Tuttavia quando si entra in quel tunnel non se ne esce più se non ingurgitando farmaci, alcool o droghe…oppure rinchiudendosi in casa diventando ipocondriaci;

Esiste comunque una soglia limite che separa il periodo in cui i disturbi sono leggeri dal periodo in cui i disturbi diventano palesi, frequenti, giornalieri, improvvisi.

Mentre all’inizio sono scatenati da avvenimenti di poco conto e non vengono presi in considerazione, nel tempo con l’accumularsi degli impulsi essi sopravvengono di sorpresa e senza motivo: ostacolano la vita di lavoro…ci si sente osservati e giudicati.
E si diventa e ci si sente lunatici…e si comincia a cercare il modo di prevenirli programmando cose piacevoli come atti per svagare la mente, rilassarsi, pensare ad altro; cerca insomma di capirsi.

Succede che nel tentativo di “tirarsi su” la persona cerchi di cambiare lavoro, di rinnovare la casa, di dedicarsi ad un hobby, di trovare nello shopping un mezzo per avere qualche ora di euforia, di fissarsi su situazioni che forse non meritano così tanta attenzione..dedicarsi in maniera fin troppo assidua a sport o a diete o all’ultimo preparato della chimica, del sentito dire..qualsiasi cosa pur di sentirsi su.

Poi ad un certo momento tutto questo non basta.
Un certo male oscuro inonda la mente e diventa difficile vivere ogni giorno, alzarsi dal letto, lavorare.
Si ha paura di se stessi…si teme di essere diventati troppo strani, capricciosi, imprevedibili…e frustrati. Ci si accorge che la gente ci guarda pensierosa,si ha paura che ci prendano per matti. “E’ intelligente ma è fuori..”.

Il medico suggerisce farmaci che intossicano o ce li si autoprescrive. Sostanze che danno euforia per alcune ore, che danno l’equilibrio che sentiamo di aver perso ma che ci rendono schiavi, che ci fanno vivere a mezz’aria illudendoci di essere felici e che danno qualche energia in più alla nostra personalità.

Se invece magari capiscono, per ragionamento corretto, che il problema sia legato ai denti, vanno in giro per l’Italia tra gnatologi, medici, neurologi, psicologi, dentisti e con questi pazienti, a detta degli stessi professionisti, tutto è possibile tranne ottenere fiducia o averla, se non per brevissimo tempo..la mente e le emozioni già partono per altri lidi. Eternamente insoddisfatti. Eternamente incapaci di soffermarsi seriamente sul loro problema. Sono mine vaganti.

Possiamo però affermare e confermare che i disturbi dell’umore, se presi in tempo, se ne vanno definitivamente con il bilanciamento della mandibola e del corpo. Ammesso che ci siano denti, capacità, volontà, dedizione per se stessi.

Noi sappiamo di cosa stiamo parlando, e lo affermiamo senza timore; lo abbiamo sperimentato osservandolo su tante persone.

[A.V./C.M.]

ABBIAMO ALTERNATIVE?

bacchettamagica

CURE ALTERNATIVE? BACCHETTE MAGICHE?

Alternative ne abbiamo? La malocclusione non si cura di certo con la manipolazione del cranio e delle vertebre, con i massaggi, con l’agopuntura, con le erbe, con l’omeopatia, con il kinesiografo, con i “meccanismi” non spiegati, con i farmaci, gli ansiolitici, con la meditazione, con la preghiera, con la psicoterapia, con gli ottavi estratti, con la bonifica dentale, con le erbe, togliendo le amalgame, con le cure estetiche, con le diete alternative, leggendo libri, o convincendosi che non ci sia più…e molto altro, dato che TUTTI hanno provato ma la malocclusione resta.

Certo sarebbe bello se fosse cosi..Noi stessi eravamo dipendenti da tutto ciò. Tutto inutile.
Non solo. Il maloccluso è anche pessimista..e quindi si attira, sceglie e viene attratto dai peggiori e più scaltri personaggi in circolazione. Non a caso veniamo criticati perché da anni (l’Appim è nata legalmente nel 1993) sveliamo subito le inesattezze e incongruenze logiche.

Noi vi mettiamo sull’attenti ormai (quasi) inascoltati perchè la verità è troppo scomoda da seguire, sempre, da che mondo è mondo e la voce di persone spregiudicate è sempre molto alta e copre tutto..o quasi.

Essendo il problema fisico bisogna intervenire fisicamente, non vi è alternativa. E se la prova della Sbarra non convince che vi è solo un primo contatto nemmeno alla propria percezione, e che quello è il punto di partenza… che si può fare?
E’ bastato poco spessore per tornare a vivere. Poco spessore ma nel modo giusto. Rispettando l’occlusione e le regole delle simmetrie di contatto che spieghiamo negli incontri per intiero e sui testi. Tutto il resto potrebbe dare sollievo e in alcuni casi nemmeno più quello..Ve lo dico per certo, ho una casistica personale di tutto rispetto.

Poi vero è che all’Appim arrivano le persone sempre “dopo“. L’ultima spiaggia. E “dopo” serve tempo se prima sarebbe bastato qualche mese di Bilanciamento.
Dopo tutto queste cose, spesso confuse e con informazioni errate tra l’altro..

Noi siamo tutto tranne che confusi. Non solo: abbiamo risolto brillantemente i nostri problemi e abbiamo salvato la vita a diverse persone incappate in situazioni impossibili da sostenere. Avessi conosciuto l’Appim dieci anni prima mi sarei risparmiato soldi e preghiere verso terapeuti per aiutarmi, energie dissipate, tempo che non tornerà più, il periodo della giovinezza, vita sociale e personale distrutta..per cosa? per qualche millimetro.

Perchè abbiamo recuperato la Salute? Per il semplice motivo che prima durante e dopo il lavoro autonomo abbiamo sviluppato grazie ad Adriana una tale sottigliezza e completezza di teoria e pratica comprovata dal tempo e dalla competenza sul campo, su se stessi e osservando gli altri e dando consigli che cerchiamo di condividere per creare una schiera di nuovi pazienti, attivi e capaci. E scusate se e poco!

Ci sono tanti italiani che si lamentano giustamente della situazione sociale, economica, politica ma continuano a fare le stesse cose. Ma se non si cambia prima se stessi come si pretende di cambiare anche solo minimamente l’ambiente esterno? Da sbilanciati? O con la bacchetta magica?

© 2014, C. Morcone (APPIM)

UNA PROTEINA CI PUÒ SALVARE DALLA VECCHIAIA ?

UNA PROTEINA CI PUÒ SALVARE?

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PROTEINE E INVECCHIAMENTO , E’ POSSIBILE OPPURE NO?

Una proteina ci può salvare dall’invecchiamento? Ragionando passo passo secondo la nostra esperienza, certamente NO, ma dato che ci piace capire e comprendere e siamo curiosi, prendiamo semplici dati e mettiamoli contro la luce dei fatti in nostro possesso. Quindi avremo nel futuro un farmaco “libera tutti”..così pare. Tutti i centri di ricerca più importanti del mondo stanno cercando senza sosta in questo senso.

ENTRIAMO NEL TECNICO:

La proteina NLRC3, è in grado di inibire un percorso infiammatorio importante che è controllato da un’altra proteina chiamata NF-kB.
Meccanismi molecolari dell’azione anti-infiammatoria dei glucocorticoidi mediata dai recettori nucleari fanno si da dare:

– Inattivazione del fattore NF-kB
– Inibizione di NF-kB

Questo fattore di trascrizione (o proteina) è presente in forma inattiva però varie cascate di chinasi conducono all’attivazione del complesso chinasico, degradandolo e permettendo quindi l’attivazione della proteina NF-kB. Essa può stimolare quindi in questo modo i geni pro-infiammatori. I glucocorticoidi possono inibire invece il fattore NF-kB mediante vari meccanismi.
La risposta infiammatoria verrà quindi evidenziata da questa traccia normalmente inattiva. Questa regolazione anomala della proteina NF-kB è fondamentale nelle malattie autoimmuni e in diverse patologie, anche gravi. Non a caso il centro delle ricerche patologiche si sta concentrando moltissimo su questo fattore, per la ricerca esclusiva di farmaci.

Si cercano quindi inibitori di espressione dei mastociti (cellule infarcite che provocano stati flogistici). Essi sono un elemento chiave, responsabile dell’infiammazione allergica e nella genesi di alcune malattie, quali l’asma, l’artrite reumatoide, la fibrosi e la sinusite. Il mastocita è quindi una cellula specializzata nella risposta infiammatoria e algica.
Quindi si cercano sostanze che possono inibire il rilascio del fattore NF-kB che è noto come uno dei principali mediatori della risposta infiammatoria. Oltre che bloccare l’attivazione di alcune proteine chinasi che sovrintendono alla produzione di citochine pro-infiammatorie.
Questa la parte biochimica, in sintesi.

Ma bloccando tale processo di attivazione si elimina la causa? “La nostra ricerca” afferma la Dott.ssa M. Scheneider, coautore della ricerca con un lessico piuttosto da militaresco ” rivela una maggiore comprensione dei meccanismi che controllano l’infiammazione e identifica potenziali bersagli terapeutici”. Ma anche in Italia, così come nel resto del mondo, il fattore NF-kB sembra essere il treno glorioso su cui salire, nella ricerca costante di risposte a patologie diversissime ma tutte con un unico fattore dominante e pervasivo, l’infiammazione.

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Sacro Cuore a Roma, ha infatti incentrato le proprie risorse sul tentare di scoprire la causa di quest’affezione dolorosa, che sembra aver identificato nella proteina NF-kB. Evidenze scientifiche mostrano come l’attivazione costitutiva di NF-kB sia colpevole di molte malattie legate all’invecchiamento, ma il suo ruolo connesso alla degenerazione del disco intervertebrale (IDD) non era stato ancora esplorato. E’ il primo studio che si centra su questo aspetto così ad ampio spettro e le sue implicazioni sono ancora da valutare nel complesso.

Addirittura si associa l’incriminata proteina a malattie che non si vogliono subire ma che colgono prima o poi tutti, come “stress”, “invecchiamento”, mal di schiena, e tutto ciò che è infiammazione..praticamente la quasi totalità delle malattie che viene in mente di primo acchito ad una persona.

La panacea per ogni malattia infettiva? Siamo davvero sicuri? Le indagini continuano imperterrite. Sui topi di laboratorio.

Hypothalamus

Sicuramente possiamo dare invece indicazioni ai ricercatori di cercare questa proteina nelle persone..nei tanti malati..negli sbilanciati sintomatici, nei malocclusi, che tutti accusano sintomi infiammatori, seppur in vario grado. Per ora le ricerche si fanno solo su cavie da laboratorio..il che lascia immaginare l’impossibilità di studiare la complessità dell’uomo, dal cervello, alle implicazioni degli organi, fino alla mandibola, ai denti..Ma quindi la futura inibizione di questo fattore di trascrizione ci libera dal dolore? Forse, solo da quello.

Essa a nostro avviso esiste o non esiste. Come in uno screening o un’analisi. Essa non è certo curativa..ma evidenzia come per esempio una TAC o una risonanza o un’ecografia così come una EMG, se esiste o non esiste qualcosa, non la causa in sé. Questo è il grosso errore madornale che fa la medicina moderna, scambiando l’analisi con la cura, la diagnosi con la cura. Certamente una diagnosi corretta è indiscutibilmente una base di operatività..ma una volta inibita detta proteina siamo sicuri che la causa del processo infiammatorio sia debellata alla fonte?
E allora perchè pazienti riabilitati non hanno più infiammazioni? Non è che forse dipende da altro, e da una simmetria muscolare, scheletrica, del sistema nervoso e delle varie articolazioni e tessuti che inibisce immediatamente la proteina? e perchè quindi non individuare in pazienti malocclusi questa traccia prima e dopo l’auto-riabilitazione?

Se per la scienza mondiale, una singola proteina determina l’invecchiamento, la sinusite, la demenza fronto-temporale, il mal di schiena (sempre che i topi di laboratorio siano specchio della complessità dell’uomo..il che è tutto da valutare)…spendendo miliardi di dollari nel mondo, come non pensare che invece la mal posizione della postura e quindi dell’asimmetria di contatti di bocca, dentari possa, a posteriori determinare tale processo di auto-guarigione fisica?
Tra l’altro questa proteina non è certo lontano in una zona peregrina..è proprio nell’ipotalamo.

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L’IPOTALAMO
Dove vi è la sede della via della temperatura. L’ipotalamo è al centro del corpo, nella sella turcica, sotto il cervello. Poco sopra il palato, intoccabile scrigno pieno di misteriosi privilegi.

L’ipotalamo è anche in grado di controllare emozioni, stati d’animo e umore. Pertanto svolge una duplice funzione: una funzione di controllo del sistema nervoso autonomo (attraverso il quale modifica la motilità viscerale, i riflessi, il ritmo sonno-veglia, il bilancio idrosalino, il mantenimento della temperatura corporea, l’appetito e l’espressione degli stati emotivi). E’ logico che nello sbilanciato essa non lavori esaustivamente e correttamente perchè basta per esempio, una testa che cede in avanti o di lato per effetto dello sbilanciamento mandibolare che, protratto per anni, può provocare effetti sull’ipotalamo..
Ed è quindi da pensare che una simmetria del corpo, con una testa e contatti dentari in asse, perfettamente bilanciati, secondo l’Asse Muscolare e l’Asse di pressione muscolare, sia in Intercuspidazione (Bacio) che massima Retrusione (Cocacola), stimoli indirettamente anche l’ipofisi a persistere in un ambito, topograficamente corretto. Una persona sbilanciata subirà l’asimmetria non solo estetica ma anche strutturale, organica. Le implicazioni successive sono facili da immaginare. Buona ricerca.

© 2014 a cura di C. Morcone 

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